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All’armi all’armi, anarchici d’Italia!

Un compagno dell’Archivio Storico Popolare di Medicina ha ritrovato un canto antifascista sopra un foglietto sequestrato a un anarchico bolognese durante una perquisizione ai primi del settembre 1921. Ne trascriviamo il testo modernizzando solo la punteggiatura:

All’armi all’armi, anarchici d’Italia!

La Guardia bianca è già scesa in piazza,
alla plebe proletaria dà la caccia
capitanata dalla Guardia regia:
uccide prima, e dopo se ne frega.

Noi l’accettiamo questa battaglia
ed il fascismo presto sparirà!
A costo di galera in vita
questa battaglia si deve accettar!

All’armi all’armi, anarchici d’Italia!

La nostra patria è senza confini,
la nostra legge è la libertà assoluta!
Fascisti mantenuti e salamuti
v’aspetteremo sulle barricate!

Ci dicono che siamo nel futuro, ma la lotta che si combatte è sempre la stessa. Quella tra privilegio e sfruttamento. Quella tra violenza statale e libertà per tutte e tutti. Quella contro i «fascisti mantenuti e salamuti» di ogni risma e colore.

Sui rapporti fra anarchismo e antifascismo armato nel biennio 1921-1922 è stato or ora ripubblicato il libro di Andrea Staid sugli Arditi del Popolo:

Andrea Staid, Gli Arditi del popolo. La prima lotta armata al fascismo 1921-22, Milano, Milieu edizioni, 2015, 128 pagine, € 11.90

Qui una recensione del libro.

E al riguardo vanno anche ricordati due volumi apripista nel ricostruire la prima resistenza al Fascismo:

Marco Rossi, Arditi, non gendarmi! Dalle trincee alle barricate: arditismo di guerra e arditi del popolo (1917-1922), Pisa, BFS, 2011.

Eros Francescangeli, Arditi del popolo. Argo Secondari e la prima organizzazione antifascista (1917-1922), Roma, Odradek, 2008.

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