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[BO] Laganà non merita di essere presidente del Centro sociale del Baraccano!

Secondo un tal assessore Malagoli i saluti romani in strada e negli spazi del Quartiere S. Stefano che hanno accompagnato la recente presentazione di un fumetto di estrema destra «fanno sorgere il sospetto che l’obiettivo non fosse la presentazione di un fumetto. Bologna non si merita tutto questo».

Già, non lo meriterebbe proprio. Ma non è certo la prima volta. Basti dire che l’8 novembre 2015 i neofascisti venuti ad ascoltare Salvini in Piazza Maggiore hanno fatto per sfregio il saluto romano davanti al Sacrario partigiano e la Lega Nord non ha presentato nemmeno le sue scuse alla città, né il Comune le ha richieste…

Ma se il Comune volesse fare qualcosa, lo potrebbe fare di certo.

Due anni fa, Michele Laganà ha ottenuto il Centro sociale Baraccano in concessione dal Quartiere S. Stefano diventandone presidente e facendovi entrare neofascisti e affini. Un fatto clientelare come tanti…

Ma si tratta di quello stesso Michele Laganà che qualche anno fa, come consigliere del PdL, ha cercato di intitolare la sala del Quartiere S. Stefano alla moglie di Mussolini, perché «Donna Rachele come riconosciuto da tutti è stata una grandissima figura di donna italiana…».

È quello stesso Michele Laganà che su facebook dichiara che la sua citazione preferita è il motto delle SS.

Infatti Michele Laganà ha una lunga militanza neofascista. Da giovane è stato un dirigente della federazione bolognese dell’MSI e un noto squadrista. Si capisce bene che gli piacciano i saluti romani…

Michele Laganà ha di fatto organizzato un insulto alla città ed è manifestamente indegno di presiedere un Centro sociale di quartiere. Se ne traggano le conseguenze.

Vedi anche:
Comunicato sui fatti del 28 giugno
F.ascisti D.ell’ O.rdine

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