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I «Leoni Neri» non gradiscono i neofascisti

Tempo fa avevamo segnalato che negli spazi dell’ex Consorzio Agrario di Via Mattei, gestiti da un ex pugile neofascista, si svolgevano le attività del gruppo di soft-air «XXII Legione Leoni Neri».

Il nome di «Leoni neri» è in uso fra gruppi neofascisti. E il motto della «XXII Legione Leoni Neri», ITERVUM RUDIT LEO, è lo stesso della Divisione San Marco della Repubblica di Salò ed è il titolo del secondo album del gruppo musicale neofascista Gesta Bellica. E il loro stendardo imita per giunta la bandiera sudista…

Ora alcuni partecipanti del gruppo hanno precisato la loro netta distanza da ambienti neofascisti, affermando anzi di non essere più attivi da tempo negli spazi dell’ex Consorzio Agrario proprio per la presenza sgradita di un organizzatore di estrema destra.

Anche il motto e lo stendardo non intenderebbero alludere ad alcuna ideologia.

Apprendiamo con piacere di questa presa di distanza in un’epoca in cui i neofascisti fanno del mimetismo e dell’infiltrazione sistematica degli ambienti sportivi una strategia di legittimazione e di reclutamento.

È un fatto che per gruppi e partiti di estrema destra occorra oggi tenere sempre aggiornata la lista degli alias, avatar e pseudonimi con cui cercano di travestirsi per le loro sortite pubbliche.

C’è ancora il FUAN, Fronte Universitario d’Azione Nazionale, la federazione universitaria dell’MSI disciolta nel 1996, ma che pare prenda tutt’ora dall’Università di Bologna un finanziamento clientelare di 15.000 euro l’anno.

Ci sono i camerati di «Bulaggna Dsdadet» vicini e quasi indistinguibili da Forza Nuova, con il pallino di essere di pura stirpe bolognese. Ci sono quelli di «Azione identitaria» con il pallino di avere, solo loro, tremila anni di storia e di discendere dagli Etruschi soltanto perché ogni tanto fanno rievocazioni storiche in costume. E anche se gli Etruschi erano immigrati in Italia dalla Lidia, cioè dall’attuale Turchia, e non parlavano nemmeno una lingua indoeuropea…

Poi ci sono le filiazioni di Fratelli d’Italia. Una è «Terra Nostra: italiani con Giorgia Meloni» coordinata a Bologna da Davide Nanni, Luca Marchesi e Alberto Bianchi e recentemente contestata in Bolognina. Un’altra filiazione è il «PAI. Partito Anti Islamizzazione» con a capo il bolognese Andrea De Tomasi…

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, ma i «Leoni neri» non fanno parte del variegato mimetismo neofascista.

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