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Sull’assemblea in programma a Parma

AGGIORNAMENTO. Su Coordinamenta si legge un’articolata risposta di chi ha organizzato e partecipa all’assemblea del 19 gennaio prossimo a Parma. Ora, al netto dei toni polemici e delle inesattezze nel testo divulgato dalla rete #iostoconclaudia, continuiamo a ritenere che un’assemblea che non riesca a «diventare un momento di confronto a tutto campo è sempre una sconfitta e un impoverimento per tutte e tutti». Vedi anche Nicoletta Poidimani, Non Una Di Meno Parma e Abbatto i muri.

Riteniamo anche, più in generale, che nel movimento antifascista la questione del sessismo sia stata troppo spesso considerata secondaria o affrontata in modo superficiale. Ed è importante che non sia più così perché siamo antifascisti in quanto siamo antiautoritari, antisessisti, anticapitalisti e antirazzisti.

* * * * *

Organizzare un’assemblea e non farla diventare un momento di confronto a tutto campo è sempre una sconfitta e un impoverimento per tutte e tutti. Ma non si possono accettare rimozioni, reticenze o scorciatoie. Non porta da nessuna parte non avere chiarezza e determinazione nell’affrontare i problemi e non cercare di rendere protagonista chi subisce oppressione, sfruttamento o violenza. Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato. Vedi qui e anche qui e quiQui le precisazioni di Parma Antifascista 2.0.

le compagne e i compagni del Nodo

CI VUOLE UNA COMUNITÀ PER STUPRARE UNA DONNA.
SULL’ASSEMBLEA IN PROGRAMMA A PARMA.

Nel settembre del 2010 in via Testi a Parma dentro la sede della RAF (rete antifascista) un numero imprecisato di individui (da 4 a 6) ha preso parte attivamente e/o come spettatore ad uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza, che da poco aveva compiuto diciotto anni. Lo stupro viene ripreso con un cellulare e il video prodotto gira per molto tempo tra decine e decine di persone fino a che nell’agosto del 2013 un ordigno rudimentale scoppia a pochi passi dalla sede di CasaPound a Parma e partono delle indagini che, come prevedibile, vanno a colpire il movimento antifascista e anarchico parmense e delle zone limitrofe.

Gli inquirenti a questo punto vengono a conoscenza di quel video, convocano la compagna in questura e da lì Claudia si ritrova ad affrontare un processo mai voluto che si va a sommare alla già precedente violenza. Cominciano a quel punto gli schieramenti. La rete antifascista parmense si pronuncia immediatamente denunciando esclusivamente l’uso strumentale dei giornali per attaccare le sedi dei compagni. Da allora attacchi sempre più espliciti si susseguono e il comportamento di Claudia diviene oggetto di critiche e denigrazione. La accusano di essersi resa complice della polizia nella loro manovra tesa a criminalizzare il movimento antifascista. Il Kas (collettivo antisessista di Parma) mentre in pubblico condanna lo stupro, nella vita quotidiana impegna molte delle sue energie per creare un clima di sospetto e diffidenza nei confronti di Claudia. Claudia si trova sempre più isolata, molti spazi occupati la cacciano via quando prova ad andare alle iniziative o ad un semplice concerto.

Tutto questo per molto tempo finché una rete di compagne solidali inizia con lei un percorso di autosostegno e lotta, affrontando insieme tutte le udienze del processo. Da tante situazioni di lotta di tutta Italia arrivano comunicati e prese di posizione chiare che condannano lo stupro senza se e senza ma. Esce il già noto comunicato delle 4 crepe.

Ma l’atteggiamento delle suddette organizzazioni politiche non cambia anzi: 4 persone vengono denunciate per minacce e inquinamento di prove. L’attività della nuova rete antifascista e del Kas continua ad essere la stessa: cercare di delegittimare la parola di Claudia e delle compagne solidali arrivando addirittura a girare per le assemblee degli spazi occupati per richiedere che fossero tutte allontanate o considerate persone non gradite. Nessuno-a di loro si è mai presentato ad una udienza in tribunale, usando il giochetto del tribunale borghese e delle infantilizzazione delle vittime. Nessuno-a ha mai espresso solidarietà a Claudia.

Ora, dopo che il processo ai tre stupratori si è concluso, usano queste stesse parole per ripulirsi la facciata e presentarsi con una nuova immagine organizzando a Parma una assemblea il 19 gennaio sui temi della violenza maschile sulle donne. La firma è un po’ diversa, semplicemente «assemblea antisessista», mentre la Raf si trasforma in Rete Antifascista Parma 2.0. È inaccettabile lo svolgimento di questa assemblea come è inaccettabile avallarla in alcun modo.

Noi stiamo con Claudia e in nessun modo ci renderemo complici del misero tentativo di ripulitura di soggetti-e che, non solo non hanno mai preso posizione chiara su tutta la vicenda, ma che nell’ombra hanno lavorato affinché una qualsiasi forma di solidarietà a Claudia non si venisse a creare.

Noi stiamo con Claudia e chiediamo a tutti e tutte di boicottare questa assemblea e di esprimere ancora una volta la nostra rabbia per una violenza che non finisce mai. Una assemblea le cui organizzatrici-tori e sostenitori nulla hanno di differente con i processi borghesi con cui si riempiono la bocca, essendo essi stessi complici di aver perpetuato una cultura dello stupro fatta di processi ai comportamenti, isolamento, minacce e creazione di un clima insicuro e ostile verso quella che chiamano la «vittima infantilizzata», una teoria usata ad hoc in questi anni per mettere lei sul banco degli imputati.

Non ci stupisce che le compagne che hanno lottato con Claudia non siano state interpellate, essendo considerate complici dello stato borghese. Molto meglio rimanere puri-e e lasciare da sola una compagna stuprata in un contesto di movimento ad affrontare un processo da lei mai richiesto (tra l’altro) perché in fondo è una facile, un po’ fuori di testa, inaffidabile, che in definitiva non ha le stellette necessarie per essere accettata nel mondo dorato dei veri e delle vere antifascisti-e. Quello che ci stupisce è come mai dei collettivi e delle soggettività che si definiscono femministe si prestino a questo gioco e prendano parola per altre, dando voce a chi, invece di solidarizzare con Claudia, l’ha di fatto processata e condannata. Invitiamo collettivi, gruppi, singole-i a diffondere questo appello e a boicottare l’assemblea in programma a Parma.

#NOI STIAMO CON CLAUDIA

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7 Responses

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  1. Un noto delatore in risposta a "Da Parma" says

    Caro “Da Parma”, il ridicolo qua sinceramente sei tu.
    Ridicolo perchè:

    1) Causa scatenante falsa ? Beh che tra gli organizzatori ci sia gente che ha fatto parte del KAS è cosa nota, come è cosa nota che la pagina facebook ParmaAntifascista 2.0 è emanzione del sito ParmaAntifascista 1.0 che arrivò a definire Claudia come un “NOTO DELATORE” che si prestava ad una montatura dei carabinieri https://www.autistici.org/parmantifascista/index.php/component/k2/item/368-in-merito-all-articolo-della-gazzetta-di-parma-di-oggi,-14-marzo-2015-a-firma-chiara-pozzati.html
    Ovviamente comunicato, come molti comunicati di merda usciti a parma, su cui non è stata mai fatta alcuna rettifica o autocritica pubblica.

    2) Strana tutta questa voglia di tutelare Claudia da chi in maniera neanche tanto velata si è speso più e più volte perchè le fosse negata ogni agibilità negli spazi dei compagni http://www.informa-azione.info/aghg456rtvf

    Queste sono le cose che ti rendono RIDICOLO e va beh saresti uno dei tanti che si trovano in rete…

    Quello che è grave è che tu sei anche OMERTOSO davanti al sessismo…
    perchè è OMERTA’ affermare “Sono altri in città quelli che si portano uno degli stupratori a braccetto durante le iniziative politiche o che lasciano agibilità a merde che hanno sostenuto posizioni complottare e conniventi.” senza prendersi la responsabilità di indicare organizzazione e individui che danno agibilità ad uno stupratore.

    Non che la cosa mi stupisca, d’altronde quando c’erano le cene benefit per gli imputati della violenza di via Testi, voi avete fatto spallucce e vi siete ben guardati dal CONDANNARE PUBBLICAMENTE la cosa…

    NESSUNA OMERTA’ DAVANTI A SESSISMO E RAZZISMO
    SILENZIO E’ COMPLICITA’

  2. Da Parma says

    Siete ridicoli/e.
    1) non è un’assemblea ma un seminario in università.
    2) anche dopo che chiunque ( pure nudm pr) vi ha detto che la causa scatenante della vostra polemica è falsa insistete senza ritrattare manco su una virgola. Un po’ di onestà intellettuale, ammettete dove sbagliate almeno, così ci si può confrontare se no è veramente pretestuoso.
    3) ma il senso di dover sempre mettere al centro Claudia? Siete sicure che le faccia bene? Bah
    4) la pretesa di coinvolgere Claudia e le solidali a lei è pretestuosa come il resto, lei non è di Parma e non vive a Parma le sue solidali più strette nemmeno. Non capisco perché non si dovrebbe fare nulla senza il loro coinvolgimento. E dire che non sono state informate è un’altra cazzata, l’evento è pubblico e pubblicizzato ovunque se si è interessate a certi temi si può venire e partecipare non vedo il problema.
    5) Figarare, visto che dici t’interessano i fatti e non le chiacchere prima di buttare merda a caso sulle compagne potresti preoccuparti dei fatti, o almeno farlo ora quando ti è stato fatto notare cosa hai scritto di falso. Anche per evitare che gente poco seria.come eretika diffonda cazzate ai 4 venti basandosi su una fonte che manco si firma e arrivando a sostenere che l’invito al boicottaggio arrivasse da parma!!! Ridicole.
    Inoltre, quando scrivi “Le “risposte all’appello” confermano che la volontà è quella di voltare pagina: facciamo finta di niente,” non hai capito nulla.
    Per chi organizza il seminario di domani non c’è e non c’è mai stata la volontà di voltare pagina facendo finta di niente, anzi stai accusando maldestramente proprio le persone che in città si sono messe a creare problemi a chi sostiene/eva di voltare pagina lasciando perdere le posizioni prese su questa vicenda. Per l’assemblea antisessista la condanna dello stupro e del contesto che l’ha prodotto è un punto fermo. Sono altri in città quelli che si portano uno degli stupratori a braccetto durante le iniziative politiche o che lasciano agibilità a merde che hanno sostenuto posizioni complottare e conniventi.

    Quindi prima di buttare merda a caso e di scrivere falsità informati meglio. Nonostante tutto in questo flame inutile e dannoso ci vedo buone intenzioni, basterebbe un po’ più di onestà per indirizzare queste critiche verso chi le merita.
    Buona giornata

  3. #iostoconClaudia says

    Questo seminario/convegno/assemblea non sembra abbia lo scopo di contribuire all’avanzamento del dibattito, ma rimette Claudia al centro senza tral l’altro interpellarla.
    Il problema purtroppo rimane il fatto che l’appartenenza politica è sempre più importante.
    Qua il fatto è semplice, complicato e aberrante allo stesso tempo.
    Per anni una compagna stuprata in una sede di movimento ha subito minacce, vessazioni, esilio e aggressioni fisiche ( e con lei le compagne che l’hanno sostenuta) e nessuna-o è intervenuto-a per far finire tutto questo.
    Ora, bypassando il tutto, si propone una discussione sulla vittimizzazione e sul'”pericoli dell’amore romantico”.
    Nessuna domanda sul e perchè o per come tutto ciò sia potuto accadere.
    Sembra inoltre significativo il fatto che nessuna delle compagne che ha seguito tutta l’intera vicenda e cha ha suportato Claudia tutti i giorni, sia nell’infame tribunale che fuori, sia stata contattata.
    Allora quando dite vebite a parma a chiedere di cosa stiamo parlando?
    A chi dovremmo chiedere?
    Ad una assemblea che non ha mosso un dito o a chi invece c’era e subisce ancora queste infamità.
    Perchè nn è che siano finite.
    Potete urlare alle inesattezze quanto volete, ma come sono andate le cose son ben chiare.

  4. Marina Bianzoli says

    Complimenti per l’ottima scelta di dare retta ad eretika/figarare che da chissà dove si mette a pontificare su Parma, senza chiedere spiegazioni alle parmensi stesse.
    E sì che voi a Bologna sareste pure abbastanza vicini per farci un salto a Parma e raccogliere dei chiarimenti.

    Ora che anche NUDM di Parma sta dicendo che il comunicato è pieno di “inesattezze” restate solo voi e gente che sta a qualche centinaia di km di distanza a dire, praticamente, che tutti e tutte a parma sono complici degli stupratori.

    Complimenti ancora al geniaccio o alla geniaccia che non ha ritenuto di fare un salto a Parma o aspettare che si fermassero un tantino le palle prima di prendere una posizione imbarazzante.

  5. Martina Guerrini says

    Boicottare un’iniziativa femminista che vuol riflettere su come affrontare la violenza patriarcale non è un contributo di contenuto?
    L’idea di boicottaggio invece è un grande contributo all’avanzamento del dibattito e alla comprensione di quanto è successo? Nutro molti e profondi dubbi quando leggo e vedo che si attribuiscono posizioni giuste solo da una parte e scorrette solo dall’altra, negando per altro i tentativi di strumentalizzazione politica di un fatto gravissimo come lo stupro avvenuto.
    Continuo a chiedere che si rifletta seriamente sui tentativi di delegittimazione personale di compagne che fino all’altro ieri erano a fianco di molte e molti nelle lotte contro il patriarcato e il fascismo

  6. figarare says

    Le “risposte all’appello” confermano che la volontà è quella di voltare pagina: facciamo finta di niente, Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdàmmoce ‘o ppassato, nun ce penzammo chiù. Anche “buttarla in caciara” con la stronzata di ipotetiche “lotte per egemonia” (?!?! ma che davvero?!?!?) a fronte di critiche di metodo e pratiche non so se fa più piangere o ridere. certo che ci si interroga sulle pratiche femministe, è quello che fa differenza nelle vite reali delle donne. Non a chiacchiere ma di fatto.

  7. Martina Guerrini says

    Vedo che state facendo girare il comunicato contro l’assemblea di Parma del 19 gennaio, e mi chiedo se non vi siete fatti qualche domanda prima di fare vostro un intervento in cui alcune compagne (che conoscete molto bene e che un tempo sono state accanto a voi in iniziative e lotte antifa) vengono messe sullo stesso piano della ex Raf o comunque di chi difende o è omertoso nei confronti degli stupratori.
    Onestamente non capisco il senso di una cosa simile, anche al di là delle divergenze – anche di divergenze radicali nei metodi, nelle pratiche e nel modo di affrontare la questione dello stupro di Parma – mi pare inaccettabile un comunicato in cui campeggia una frase simile: “Ora, dopo che il processo ai tre stupratori si è concluso, usano queste stesse parole per ripulirsi la facciata e presentarsi con una nuova immagine organizzando a Parma una assemblea il 19 gennaio sui temi della violenza maschile sulle donne. La firma è un po’ diversa, semplicemente «assemblea antisessista», mentre la Raf si trasforma in Rete Antifascista Parma 2.0. È inaccettabile lo svolgimento di questa assemblea come è inaccettabile avallarla in alcun modo”.
    Mettere sullo stesso piano linguistico e simbolico le compagne e la ex-Raf non è un buon modo di affrontare le distanze e i posizionamenti critici. Sapete bene che ci sono compagne coinvolte in questa assemblea che sono state e sono sempre in primissima fila contro la violenza maschile sulle donne e nelle lotte antifasciste.
    Inoltre, non meno rilevante, un conto è decidere di non partecipare o non prendere parte ad un’assemblea, un conto è boicottare un’assemblea antisessista. L’unica forma di boicottaggio attivo e militante, per quanto mi riguarda, riguarda assemblee, raduni, incontri, cortei fascisti.



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