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[BO] La memoria in vendita

Ecco come si presenta oggi il Sacrario Partigiano di Piazza Nettuno. È così da mesi, cambiano solo le pubblicità. A Bologna tutto lo spazio pubblico è a portata… di portafoglio. Un’invasione di tavolini e tavolinetti ostruisce i portici e i marciapiedi del centro. Gente ben vestita, annoiata e piena di soldi spende per fare cose che prima del loro arrivo costavano dieci o quindici volte meno. Pile di cibarie scadenti finiscono in piatti improbabili camuffate da stylish slow food

Chissà se chi ha combattuto ed è morto per liberarci dal nazifascismo avrebbe apprezzato i brunch a 20€, la maionese di bacche bio, i Daspo e i TSO per i poveracci, il riciclaggio di denaro sporco e il degrado affaristico e securitario che cresce in tante aree di Bologna col contorno di spaccio mafioso di droghe pesanti e pericolose…

Il Sacrario nacque per iniziativa spontanea di tantissima gente che fin dal 21 aprile 1945 iniziò a lasciare fiori e foto ricordo sul muro di Palazzo d’Accursio dove per mesi erano state eseguite le fucilazioni sommarie di partigiani e antifascisti per mano delle autorità fascionaziste. Oggi il Sacrario raccoglie oltre 2000 ritratti dei caduti e dei fucilati della lotta partigiana. Uomini, donne, ragazzi anche giovanissimi.

«Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze», diceva Oscar Wilde.

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