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CasaPound, Pirandello e il «tubo vuoto»

«Non nel mio cognome». Giovanni Pirandello, pronipote di Luigi Pirandello, non ci sta. I manifesti di CasaPound con il volto del suo celebre bisnonno – manifesti che annunciavano la presentazione, nei giorni scorsi, di un libro, «Luigi Pirandello. Una biografia politica», con l’autrice Ada Fichera, e Carlomanno Adinolfi di CasaPound proprio presso la sede neofascista – non sono andati giù agli eredi di Luigi Pirandello.

Pirandello aderì al Fascismo all’indomani del delitto Matteotti, illudendosi che potesse essere un rimedio alla corruzione politica e che avrebbe dato supporto economico all’arte e al teatro. Ma restò sempre un artista malvisto e disapprovato dal regime. Fu ripetutamente accusato di «disfattismo» finendo ben presto fra i «controllati speciali» dell’OVRA, la polizia politica fascista. E dopo il 1929 preferì girare alla larga dall’Italia, vivendo in Francia e negli Stati Uniti…

Nel 1936 Luigi Pirandello diede una magistrale definizione del Fascismo:

«questo regime è un tubo vuoto, che ognuno può riempire di ciò che più gli aggrada. I vecchi conservatori ci vedono il ripristino dello Stato, i nazionalisti il culto della patria, i liberali l’ordine, i socialisti la corporazione, gli intellettuali la feluca e lo spadino dell’accademico, o alla peggio il sussidio del Minculpop…».

Ma anche CasaPound, in fondo, è un «tubo vuoto» riempibile con le più diverse appropriazioni furfantesche e manipolatorie: da Capitan Harlock, il pirata libertario creato dalla mano di Lejii Matsumoto, a Jack Kerouac, a Marx, a Madre Teresa di Calcutta, fino ad anarchici sovversivi e antifascisti come Rino Gaetano, Fabrizio De Andrè, Luciano Bianciardi e il Che

E la sola cosa che tutti costoro hanno in comune è che nessuno può più dire «Non nel mio nome!»…

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2 Responses

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  1. Gianni Sartori says

    Per chi ha già avuto la pazienza di leggere: “fascisti giù le mani dall’Irlanda”.
    Un altro aspetto da considerare, ben più grave dei tentativi di appropriazione indebita da parte fascista di personaggi di sinistra (come Bobby. Sands, CHE Guevara, Barry Horne…) è la possibile infiltrazione nei movimenti di liberazione o di emancipazione sociale. Se in Italia è relativamente nota la figura dell’infiltrato Mario Merlino nel movimento anarchico, non va dimenticato che elementi legati all’Aginter Presse si infiltrarono (con false credenziali “maoiste” e antimperialiste) nel movimenti di liberazione delle colonie portoghesi per eliminarne i dirigenti (v. Mondlane e Cabral, forse anche la dissidente sudafricana R. First assassinata in Mozambico). Da segnalare poi il ruolo dei neofascisti (NAR, ma non solo) a fianco dei falangisti maroniti contro i palestinesi (e anche con il maggiore Haddad, vedi a Sabra e Chatila per il loro sporco lavoro di manovalanza).
    Non esattamente il massimo della coerenza da parte di soggetti che in Italia si inventavano sigle “terceriste” come OLP (Organizzazione Lotta di Popolo fondata da Di Luia, braccio destro di Delle Chiaie: un maldestro camouflage). Vedi anche gli attacchi (non casuali) al rappresentante dell’OLP (quella autentica) a Roma e all’ambasciata libanese da parte dei NAR. Sorvoliamo sull’impiego di neofascisti italiani contro i rifugiati baschi in Iparralde (sia in epoca franchista che post-franchista; vedi fra tutti il caso di Pertur, vedi a Monte Jurra-Jurramendi contro la componente democratica dei carlisti…)
    E’ lecito perlomeno sospettare che alcuni neofascisti che da Londra si inventavano approcci con i Repubblicani irlandesi (mentre erano ospitati dai fascisti inglesi del NF, notoriamente legati agli unionisti protestanti di UVF e UDA, oltre che ai servizi britannici) tentassero in realtà di infiltrarsi con tutte le possibili conseguenze.
    Insomma, restando alla questione irlandese, va detto che chi (come l’autrice Silvia Calamati) ha presentato qualche anno fa un libro – peraltro ottimo- sul compagno Bobby Sands tra due ex (ex?) esponenti dell’estrema destra “tercerista” come Angelilli che era in Terza Posizione (e prima in Lotta Popolare con Signorelli, ancora dentro il MSI) e Della Longa, redattore di “Sinistra nazionale”, giornale il cui direttore era un ex esponente di Lotta di Popolo, ha peccato quanto meno di ingenuità. Non si tratta di rivendicare paternità o primogeniture ma di non farsi strumentalizzare.
    GS

  2. Gianni Sartori says

    Senza dimenticare il miserabile tentativo (stroncato pubblicamente dallo stesso Sinn Fein) di appropriazione indebita del nome Bobby Sands e la farlocca messa in vendita di un sidro con il nome del militante antimperialista irlandese
    GS

    (vedi “Fascisti giù le mani dall’Irlanda)



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