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E in Germania avanzano i bio-nazi vegani…

Fra il Mar Baltico e le verdi colline della Pomerania anteriore, i nazisti fondarono nel 1926 la «Lega degli Artamani», o «Protettori della Zolla», il cui motto era «Fedeli serviamo la terra nel grande morire e divenire». L’obiettivo era di isolarsi dalla corrotta Repubblica di Weimar, rendersi autosufficienti, costruire un’élite völkisch germanica e antisemita, e cacciare i lavoratori stranieri. Volevano prepararsi al Terzo Reich. Ne facevano parte gerarchi delle SS del calibro di Heinrich Himmler o il futuro comandante di Auschwitz, Rudolf Höss.

Ora il bio-nazismo è tornato di moda. I «bio-nazi» vegani avanzano in Germania e prendono di mira l’halal islamico. Non solo la supremazia della razza ariana, l’odio per gli ebrei, il culto di Adolf Hitler, l’imposizione di gerarchia e disciplina. Adesso i nazisti tedeschi stanno riscoprendo anche l’importanza del cibo biologico e addirittura della dieta vegana, come armi da utilizzare anche nella lotta contro quelli che ritengono essere i nuovi nemici della Germania, i musulmani. In un intervento su «Politico» Irina Dumitrescu dell’Università di Bonn ha raccontato questo nuovo fenomeno in crescita nel paese: le comunità dei cosiddetti «bio-nazi». Capelli lunghi, visi sorridenti, cibo «naturale», ecologia rune e svastiche… Qui un riassunto in italiano.

In Italia i «bio-nazi» sono soprattutto a Caidate, in provincia di Varese, dove qualche centinaio di nostalgici di Hitler vivono organizzati militarmente. È la Comunità militante dei Dodici Raggi – i raggi del Sole nero sono il simbolo del castello tedesco di Wewelsburg, sede operativa delle SS – che è a tutt’oggi la più numerosa e organizzata comunità neonazista italiana. Pure loro «servono la terra», ma hanno anche un sito web molto trendy e finanziatori molto generosi… Vedi qui e qui e qui.

Parlano sempre della «plutocrazia mondialista», ma amano il marketing e il merchandising… E il capobanda è Alessandro Limido che fra il 2002 e il 2006 si era trasferito nella rossa Bologna per organizzare una «comunità» assai poco bio di picchiatori razzisti metropolitani…

Eia eia alla larga!

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