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[Ancona] sab 6 ott h.17: manifestazione contro la presenza di CasaPound in città

Ancona si mobilita contro l’apertura di una sede di CasaPound ed è stata indetta una manifestazione antifascista per sabato 6 ottobre con appuntamento alle ore 17.00 in Piazza del Crocifisso.

Nelle Marche, da almeno dieci anni i neofascisti hanno compiuto numerosi pestaggi, attentati e accoltellamenti: a Senigallia, Pesaro, Ascoli, Fabriano, Fano… Fino ad arrivare all’omicidio di Emmanuel Chidi a Fermo e alla tentata strage razzista a Macerata per mano di due neofascisti vicini alla Lega… Ma, accanto allo squadrismo e alle aggressioni, i neofascisti mirano ad accreditare sui media un’immagine posticcia di impegno solidaristico e patriottico per cercare consensi nei ceti popolari, diffondendo insieme vittimismo e razzismo, passività e violenza. Non sorprende che a promuovere e spalleggiare i neofascisti vi siano istituzioni, questure, giornalisti, politici e industriali.

Riceviamo via mastodon.bida e condividiamo una riflessione sulla manifestazione di sabato 6 ottobre.

Non chiedete allo Stato ciò che non può fare. – Comunicato stampa 3 ottobre 2018

Come anarchici e libertari consideriamo importante una mobilitazione antifascista ampia e partecipata ad Ancona, anche se alcune considerazioni vanno fatte.

Lo scorso febbraio una manifestazione nazionale a Macerata ha dato voce alla condanna della caccia all’africano messa in pratica da Traini, ma sognata da non pochi. Uno dei tanti episodi di razzismo veicolati dai media in larga parte, e dai partiti di governo – a fasi alterne. – Dal crescere di politiche di austerità e dai tagli al welfare.

Il crescere del consenso sociale attorno a rozze parole d’ordine fasciste è uno dei primi atti d’accusa nei confronti della trappola della povertà, in cui la sinistra di classe, antagonista e sociale da anni è stretta fra un liberismo vorace e le illusioni istituzionali. Se ha senso, ed ha senso, scendere in piazza oggi contro chi semina odio sostenuto da leggi e politiche di sfaldamento totale dei diritti conquistati nel tempo, bisogna però che questa azione sia condivisa da un fronte ampio di opposizione.

In poche parole: il fascismo si combatte scendendo in piazza contro i tagli al welfare, non facendo sentire soli i poveri in attesa per ore nel pronto soccorso o i migranti oggetto di ogni tipo di oltraggio.

Il fascismo si combatte lottando contro il lavoro precario e la restrizione delle libertà fatta di soldi spesi per telecamere e non per gli asili, poliziotti davanti alle scuole e non libri, banchi e sicurezza (sismica) dentro le scuole.

Il fascismo è omologazione, gerarchia e assenza del dissenso. L’antifascismo è lottare assieme fra diversi, per obiettivi utili alla crescita sociale e alla vita dei più fragili.

Queste nostre parole sono un programma politico ben preciso, su cui confrontarsi, in una regione che si sta impoverendo e dove gli affari degli amici degli amici, lo strapotere dei palazzi – e delle logge – farà aumentare e vincere i populismi.

Aspettare che le istituzioni di questo paese dimostrino il loro antifascismo è un lusso che poveri, lavoratori, pensionati e migranti non si possono più permettere.

Chi è antifascista deve farsi strumento organizzato, partecipato e condiviso di libertà, uguaglianza e solidarietà sociale.

Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) – Ancona
F.A.I. – Federazione Anarchica Italiana
sez. “M. Bakunin” – Jesi
sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle
Alternativa Libertaria / FdCA
sez. “Silvia Francolini” – Fano/Pesaro

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