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[Parma] lun 10 feb h.20.30: manifestazione antifascista alternativa al «Giorno del ricordo delle vittime delle foibe»

Da tanti anni il «Giorno del ricordo delle vittime delle foibe» non è mai stata all’insegna della pietà verso i morti, ma della strumentalizzazione e delle fantasie revisioniste, come pretesto avanzato da neofascisti e neonazisti per sfilare nelle piazze, compiere atti squadristici e rivendicare l’autoritarismo, il razzismo, l’antisemitismo. E anche quest’anno il 10 febbraio si terrà a Parma una contromanifestazione antifascista:

CONTROMANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA AL «GIORNO DEL RICORDO» IL 10 FEBBRAIO A PARMA (9ª EDIZIONE)

Manifestazione antifascista alternativa alla celebrazione del «Giorno del ricordo delle vittime delle foibe» il 10 febbraio 2014 a Parma, al cinema «Astra», organizzata da ANPI, ANPPIA, Comitato antifascista e per la memoria storica.

La manifestazione, quest’anno alla nona edizione, prevede proiezione di filmati, conferenza, presentazione di libro. Con inizio alle 20.30 sarà proiettato un filmato sul campo di concentramento fascista per jugoslavi di Chiesanuova (Padova) 1942/’43, quindi si parlerà del contributo jugoslavo alla Resistenza Italiana con la presentazione, da parte di Gabriella Manelli presidente ANPI provinciale e di Roberto Spocci presidente ANPPIA provinciale, del libro «I partigiani jugoslavi nella Resistenza Italiana» di Andrea Martocchia segretario del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia, e del contributo italiano alla Resistenza Jugoslava con la conferenza di Eric Gobetti, ricercatore di storia contemporanea, sulla «Divisione Italiana Partigiana Garibaldi». Sulla Divisione Garibaldi saranno pure proiettati filmati a cura dello stesso Gobetti, autore anche di un programma sull’argomento trasmesso da RAI Storia. Ingresso libero.

Vedi anche:
«Italiani brutta gente»: i crimini di guerra nei Balcani 1940-1943
Il revisionismo storico: un arma micidiale
Volantino sulle foibe

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[Lucca] Confermate le condanne al gruppo neofascista dei «Bulldog»

A Lucca, dal 2004 al 2007 i «Bulldog» avrebbero operato come una struttura verticistica e militare promuovendo intimidazioni, pestaggi, minacce, danneggiamenti, lesioni personali. Nel loro «codice d’onore» era prevista la violenza contro «comunisti» e «diversi», l’assoluta omertà, l’assidua frequentazione, l’azione violenta e determinata contro eventuali traditori («gli infami»). Una sorta di banda neofascista che ha goduto fra l’altro della prescrizione dei reati anteriori al 2006.

Ora hanno ricevuto qualche condanna anche in appello. Tuttavia Lucca non è certo una città in cui la violenza neofascista sia diminuita… Vedi ad esempio qui e qui.

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[BO] sab 25 gen h.10: presidio contro i neonazisti di FN

Riceviamo e volentieri condividiamo il comunicato di Bologna Antifascista che promuove un presidio contro la propaganda xenofoba dei neonazisti bolognesi per sabato 25 gennaio alle ore 10 del mattino.

Dall’assemblea di Bologna Antifascista.
Chiediamo pubblicazione e diffusione.

Bologna è antifascista!
Presidio al Mercato delle Erbe, via Ugo Bassi, sabato 25 gennaio h 10.00

Apprendiamo che questo sabato il partito nazista Forza Nuova ha intenzione di presenziare, con il solito banchetto razzista, all’ingresso del Mercato delle Erbe di Bologna. Questa iniziativa fa parte di una serie di banchetti che i residuati del nazi-fascismo del ’900 sta portando avanti in diversi centri commerciali della nostra città (come la scorsa settimana alla Pam di via Marconi).

Come assemblea antifascista bolognese crediamo che la sola presenza di questi loschi individui rappresenti una grave offesa ad una città medaglia d’oro alla resistenza come Bologna. Anche e soprattutto in un periodo di crisi come quello che viviamo in cui l’emergere di dinamiche razziste sta malauguratamente caratterizzando il nostro territorio europeo.

Ed è per questo che invitiamo tutta la città antifascista a scendere in piazza con noi per impedire che simili dinamiche possano presentarsi in un luogo simbolo della nostra città, cioè un mercato multietnico in cui l’accoglienza è elemento fondante delle vite di tutti e tutte noi.

Appuntamento sabato 25 gennaio alle ore 10 in via Ugo Bassi.

Bologna è antifascista!

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[Ucraina] C’è l’estrema destra sulle barricate a Kiev

Ogni sommovimento sociale suscita sempre tentativi di controrivoluzione fascistoide. Di recente lo abbiamo visto con la «Rivoluzione italiana» dei Forconi che ha suscitato il fallimentare tentativo di egemonia di Forza Nuova. Né diverso pare il caso dell’Ucraina dove si va sviluppando una rivolta di destra contro un regime reazionario.

Già le immagini dei giorni scorsi la dicono lunga. Qui una simil svastica sull’elmo. Qui una bella croce celtica sul casco. Qui uno scudo con celtica e il numero 1488 che è l’emblema del neonazismo suprematista bianco.

Si tratta di una situazione in evoluzione rapida e che potrebbe avere anche sviluppi impensati, ma in cui per ora l’estrema destra è riuscita ad affermarsi nelle piazze e a propagandare la propria ideologia ultranazionalista: sciovinismo antirusso, neonazismo, razzismo, antisemitismo, omofobia.

Ed è questa una lezione rilevante anche per noi: non si può lasciare il radicalismo violento alle destre, né si può lasciar loro la lotta contro la UE neoliberale, né si può giustificare alcuna forma, anche tenue, di rossobrunismo o di ibridismo ideologico. Come e cosa fare, resta un problema aperto.

Ecco sull’argomento un resoconto dell’ANSA:

Ucraina: c’è l’estrema destra sulle barricate a Kiev
Protagonisti degli scontri i nazionalisti di «Right Sector»

(ANSA) – KIEV, 22 GEN – A confrontarsi violentemente a Kiev con i ‘berkut’, le teste di cuoio ucraine, non sono – salvo alcune eccezioni – gli attivisti dell’opposizione che occupano pacificamente il Maidan da tre mesi, ma frange estremistiche riconducibili in gran parte a «Right sector», un gruppo poco noto di estrema destra.

Giovani, nazionalisti, spesso ultra di calcio, provenienti da varie regioni ucraine, ben equipaggiati per gli scontri, ostili alla Russia ma anche alla UE («oppressore delle nazioni europee»), abili nell’uso dei social network: sono loro gli «irriducibili» delle barricate, quelli che da quattro giorni stanno tenendo testa ai poliziotti in assetto antisommossa con pietre e molotov nella centralissima via Grushevski, tra lo stadio della Dinamo e i palazzi del potere, non lontano dal Maidan.

«Right sector» si è formato sin dai primi giorni delle proteste ma non ha né un quartier generale permanente né leader né tantomeno iscritti o gruppi formalmente affiliati. Il movimento include però diversi gruppi di estrema destra, da Tridente a Patriota dell’Ucraina, alcuni membri del quale sono stati condannati per aver distrutto una statua di Lenin. Patriota dell’Ucraina è peraltro in ottimi rapporti con Svoboda (Libertà), il partito ultranazionalista di Oleg Tiaghnibok (accusato di razzismo, antisemitismo e omofobia), quello dei tre dell’opposizione più incline agli scontri.

Gli estremisti delle barricate, tra i quali a volte non mancano neppure sedicenti anarchici con tanto di A sullo scudo, indossano generalmente maschere, elmetti e protezioni per mani e piedi, e usano bastoni o sbarre di ferro in caso di scontri con la polizia. Per comunicare con i loro sostenitori, «Right sector» usa il sito dell’organizzazione nazionalista Tridente, Facebook e Vkontakte, popolare rete sociale russa. Tutti i tre leader della protesta, compreso il campione di pugilato Vitali Klitschko, hanno criticato gli attacchi del movimento alla polizia e hanno definito i suoi attivisti come dei provocatori. Ma la presa di distanza non è servita finora ad impedire gli scontri: il rischio ora per l’opposizione è quello di perdere il controllo della piazza e di essere identificata con il radicalismo violento.

«Right sector» ha già fatto proclami di guerra, sostenendo che le recenti leggi anti protesta hanno «messo fine alle aspirazioni dell’Ucraina per una soluzione pacifica della crisi»: l’attuale situazione è un’opportunità per «distruggere lo scheletro statale» e costruire un nuovo Stato.

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[BO] gio 30 gen h.18: presentazione del volume «Alba dorata» di Dimitris Deliolanes al Parri

Giovedì 30 gennaio 2014, ore 18

Sala dell’Ex- Refettorio, Via S. Isaia 20

Con il libro su Alba dorata, di Dimitris Deliolanes, l’Istituto per la storia e le memorie del ’900 Parri-ER inaugura «900 storie», un nuovo ciclo di presentazioni di libri, film e altri materiali audiovisivi sulla storia del XX secolo e del tempo presente.

Dimitri Deliolanes, storico corrispondente della tv pubblica Ert in Italia, autore tra l’altro di «Come la Grecia», interessante saggio del 2011 sulla crisi ellenica, analizza a tutto campo Chrysi Avgì (Alba Dorata), tracciandone la storia, analizzandone le radici e l’uso politico della storia nazionale della Grecia (moderna ed antica, spesso adattata a fini propagandistici) che questo gruppo elabora. Ne mette in luce l’avversione per l’Europa e per il liberalismo, la xenofobia nell’ambito della profonda crisi economica e politica che vive la Grecia e l’Europa tutta.

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[BO] Niente beneficenza per Forza Nuova Bologna

Oggi, mentre l’Italia assomiglia sempre più a una grande discarica di sostanze tossiche, per tirarci su di morale volevamo dare un’occhiata al buffo spettacolo dei neonazisti di Forza Nuova Bologna travestiti da caritatevole associazione di beneficenza.

Infatti, per sabato 18 gennaio i neonazisti di FN avevano annunciato un banchetto fuori dal Centro Borgo di via Emilio Lepido 186, dalle ore 10 alle 13, per raccogliere prodotti alimentari «da destinarsi esclusivamente a FAMIGLIE ITALIANE in difficoltà» e così, con la scusa della crisi, propagandare il loro nazionalismo e il loro odio xenofobo.

Dalle ore 10 fino alle 11.20, gira e rigira, al Centro Borgo non s’è visto nessuno: né banchetti, né bandiere, né polizia, né nulla…

Forse i neonazisti di FN hanno rinunciato per via del maltempo e si renderanno visibili sabato 25 gennaio al Mercato delle Erbe di via Ugo Bassi 25.

In quel caso invitiamo ancora una volta la cittadinanza bolognese a offrire pugni di riso, uova, pomodori e cavolfiori a questi disinteressati benefattori della stirpe italica.

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L’ultimo depistaggio

Nei titoli di coda del serial «Gli anni spezzati» figurano tre consulenti, nessuno dei quali storico di professione, ma giornalisti d’apparato: Adalberto Baldoni, Sandro Provvisionato e Luciano Garibaldi – autori di volumi di memorialistica pubblicati da piccolissimi editori in odore di neofascismo quali Nuove Idee o Ares, o di neonazismo come Settimo Sigillo.

Basti dire che Adalberto Baldoni, membro del Comitato centrale del MSI dal 1965 al 1995, ex giornalista ottantenne del «Secolo d’Italia», pubblicava già nel 1986 il volume Noi rivoluzionari: la destra e il caso italiano con Settimo Sigillo, per ripulire l’immagine dell’estrema destra dallo stragismo.

Sarebbe come se la RAI realizzasse una fiction sull’omicidio di Federico Aldrovandi per mano delle forze dell’ordine e affidasse la stesura del copione all’allora Questore di Ferrara o al Sindacato di Polizia…

Ecco invece la memoria di un testimone di quegli eventi pubblicata sul «Fatto quotidiano»:

«E sempre sul commissario Calabresi, nei miei personali ricordi, non è quell’uomo tormentato da dubbi o dalla ricerca della verità. È quello che, durante un sit-in vicino al carcere di San Vittore per chiedere la liberazione degli anarchici arrestati per le bombe del 25 aprile a Milano, sento gridare a Pinelli: “Te la faremo pagare”. Solita intimidazione di un poliziotto verso un anarchico che non vuole collaborare? Forse. Però quella frase, dopo quello che è accaduto, sembra quasi una profezia».

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«Anni spezzati»? Il piombo è quello dei vincitori

Un’altra riflessione sulla pessima, scorretta fiction di RAI 1 sugli anni Settanta. Fortuna che ogni tanto c’è ancora qualche raro programma RAI controcorrente. Ad esempio «Presa diretta» sulle morti di Stato.

Anni 70, il piombo è quello dei vincitori
di Checchino Antonini

Stasera su Rai 1 la prima puntata di «Gli anni spezzati», gli anni 70 riletti per nascondere e negare le istanze di liberazione degli oppressi

Questa sera la Rai trasmetterà la prima delle tre fiction sugli anni ’70 «Gli Anni Spezzati». È un’idea tremenda che gli anni ’70 possano essere raccontati con gli occhi di un commissario di polizia balzato agli onori delle cronache per uno degli episodi più oscuri – il «volo» di Pinelli dal quarto piano della questura di Milano – oppure con quelli di un giudice dichiaratamente di estrema destra o, ancora, con gli occhi di un manager di una multinazionale che ha depredato il territorio, condizionato pesantemente il modello di sviluppo, sconvolto le relazioni sindacali (allora come oggi ai tempi di Marchionne), pedinato, spiato, mobbizzato i lavoratori e i delegati più combattivi. Leggi tutto su «Bella ciao».

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[BO] Forza Nuova Bologna si traveste da associazione di beneficenza

Mentre l’alta borghesia italiana accresce ricchezze e privilegi e il numero dei «grandi ricchi» non fa che aumentare nell’Italia della crisi, i neofascisti senza arte né parte cercano di assicurarsi il loro «posto al sole» diffondendo razzismo a piene mani e contrastando l’idea stessa di una conflittualità di classe con un nazionalismo vuoto, anacronistico e manipolatorio.

Ora, a Bologna provano a mescolarsi alle tante associazioni di beneficenza che fuori dai supermercati chiedono prodotti alimentari per i poveri, ma non lo fanno per un impulso caritatevole verso il prossimo, bensì soltanto per propagandare il loro razzismo e il loro odio.

Forza Nuova Bologna ha infatti annunciato che raccoglierà generi alimentari «da destinarsi esclusivamente a FAMIGLIE ITALIANE in difficoltà». Una «carità pelosa», come si dice, visto che accettare vuol dire sottoscrivere il razzismo dei neonazisti…

Comunque, la raccolta si svolgerà dalle ore 10:00 alle ore 13:00 presso i seguenti Centri Commerciali:

Sabato 11 Gennaio: Supermercato Pam – via Marconi 28

Sabato 18 Gennaio: Centro Borgo – via Emilio Lepido 186

Sabato 25 gennaio: Mercato delle Erbe – via Ugo Bassi 25

Sabato 1 Febbraio: Centro Lame – via Marco Polo

Invitiamo la cittadinanza bolognese a offrire pugni di riso, uova, pomodori e cavolfiori a questi disinteressati benefattori della stirpe italica.

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[BO] Forza Nuova Bologna si copre ancora una volta di ridicolo

Si sa, Forza Nuova Bologna non perde mai un’occasione per coprirsi di ridicolo e per manifestare le proprie fissazioni xenofobe e smanie anticomuniste.

Ora se la sono presa anche con Murubutu, uno dei rapper e cantastorie tra i più colti e raffinati, per uno dei suoi brani più celebri, Martino e il ciliegio (musica e testo), liberamente ispirato alla storia di un militante rosso degli anni di piombo.

Nel comunicato che sono riusciti a scrivere, i neonazisti di Forza Nuova se la prendono con gli «studenti in cerca di svago» e si appellano al sindaco Merola perché imponga in città la censura preventiva sulle manifestazioni artistiche nei locali di Bologna.

Eia eia alla larga!

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