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[BO] Ancora un oltraggio alla memoria partigiana in Bolognina

Nel corso della notte – tanto per non cambiare – i soliti “ignoti” hanno perpetrato l’ennesimo oltraggio alla memoria dei caduti partigiani. Questa mattina alcuni abitanti della Bolognina hanno notato che la corona in ricordo del sacrificio di due partigiani arrestati e uccisi dai fascisti, Bruno Monterumici e Vasco Mattioli, era stata asportata dalla sua sede. Per la seconda volta, quest’anno la corona, già divelta e ridotta in pezzi nel marzo 2010, è stata asportata. Questa volta (difficile dire se per svignarsela in fretta, o per limitarsi a uno sfregio meno “consistente”), gli autori dell’atto vandalico, si sono limitati ad asportare la corona, che è stata ritrovata tra le auto parcheggiate in prossimità della lapide e rimessa al suo posto. Un gesto, dunque, non si sa bene se più “modesto” o – se possibile – più vile e meno eclatante del precedente, che si iscrive nel solco dello squadrismo simbolico che trova nel nottambulo tentativo di “dissacrare” e oltraggiare il ricordo, le testimonianze, le tracce e i simboli della Resistenza una delle sue manifestazioni più “abituali”. Più dettagli su Incidenze.

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[BO] mer 27 ott: Loriano Macchiavelli presenta “Strage”

Mercoledì 27 ottobre dalle 19

Loriano Macchiavelli presenta Strage
@Dans La Rue in via Avesella 5/a, a due passi da via Indipendenza

Edito nel 1990, il romanzo Strage di Loriano Macchiavelli fu subito sequestrato e tolto dal commercio su richiesta del Tribunale di Milano perché uno degli inquisiti per la strage neofascista alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 ritenne di riconoscersi nel libro (a ragione, secondo lo stesso autore).

Oggi che la politica e i media non fanno che promuovere oblio, fandonie e revisionismo, proprio un romanzo come questo restituisce un’immagine precisa non solo della ferocia del neofascismo, ma di quell’intreccio di connivenze e protezioni istituzionali che lo sorreggeva e lo usava, per fermare con ogni mezzo il movimento dei lavoratori e il sogno di libertà di un’intera generazione.

Nel romanzo di Macchiavelli rivivono gli anni della «strategia della tensione» e delle «stragi di Stato»: il partito del golpe, la mafia, la Democrazia Cristiana, i fascisti, i carabinieri, la massoneria, lo Stato, la Cia, i servizi segreti…

Aperitivo dalle 19
La presentazione comincia alle 21

Più dettagli: Danslarue

Vedi anche: Militant, Carmilla, “E se fossero colpevoli?” (come è più che probabile)

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A Napoli il 6/11, a Brescia il 13/11

Il 6 novembre a Napoli e il 13 novembre a Brescia si terranno due importanti manifestazioni antifasciste, la prima per denunciare il controllo sociale e le continue montature giudiziarie contro chi contrasta l’autoritarismo dilagante, la seconda per protestare contro il corteo nazionale dei nazi di Forza Nuova.

Continued…

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Dopo la pasquinata e la farsa, sempre più in basso…

Alla presentazione del manifesto politico di CasaPound alla Sala dell’Angelo, dopo il rifiuto di Gianfranco Pasquino e poi di Stefano Bonaga, il rimpiazzo dell’ultim’ora è stato il solito Raffaele Morani, ex segretario del PRC di Faenza e oggi di Sinistra Ecologia e Libertà, collaboratore abituale di CasaPound con poche idee, ma tutte confuse.

Morani il 9 ottobre 2009 ha partecipato al dibattito organizzato a Roma da CasaPound su «Che Guevara mito e simbolo della destra militante». Fra il 2007 e il 2008 ha propagandato in ogni modo il volume innocentista di Andrea Colombo sulla strage di Bologna, Storia nera. Bologna: la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti: un volume di cui oggi si vedono, a soli tre anni dalla pubblicazione, tutte le imprecisioni, gli errori, le faziosità. Ha firmato appelli a favore del Blocco studentesco e di CasaPound. E corre non appena ci sia un buco da coprire…

Morani, Sansonetti, Colombo (ex portavoce del PRC al Senato) sono esempi di quel ceto dirigente di partiti sedicenti «comunisti» e «antifascisti» che, quando il pacifista Bertinotti benediceva la Folgore come «terza carica dello Stato», hanno pensato di interpretare tutti quanti il ruolo di «statisti» imparziali ed equanimi. E ora continuano, per non confessare a se stessi che sono poveri opportunisti finiti nel cesso della storia.

È quel ceto dirigente «di sinistra» a cui si deve lo sciagurato voto favorevole sui CPT (oggi CIE) di Rifondazione comunista e Verdi nel 1997, le vergognose concessioni collaborazioni e/o dialoghi con la destra neofascista e stragista, le aperture pubblicitarie agli stereotipi della cultura sessista dominante, le arrendevolezze deliranti su lavoro, precariato, rifinanziamenti alle guerre, scuola, ambiente. Già, poche idee, ma tutte confuse.

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Solidarietà agli attivisti del Tpo

Nei giorni scorsi, tre attivisti del Tpo hanno ricevuto un avviso di fine indagini riguardante i fatti del 21 febbraio 2009 quando, durante un volantinaggio contro la presenza in quartiere dei neofascisti di CasaPound, furono aggrediti da alcuni «fascisti del terzo millennio» al grido di «Questo quartiere è nostro».

Secondo un copione consolidato, prima i neofascisti effettuano provocazioni violente e poi procedono con il consueto vittimismo accompagnato da denuncia perché, come prescrive il leader Gianluca Iannone, «ai fini della legge chi presenta prima la denuncia ha vinto» e «in guerra e in pace chi ha organizzazione vince». Continued…

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Anche Bonaga ha dato forfait a CasaPound

Apprendiamo dai giornali in edicola oggi che, dopo il politologo Gianfranco Pasquino, anche il filosofo Stefano Bonaga, che avrebbe dovuto rimpiazzarlo, ha rinunciato a partecipare alla presentazione del manifesto politico di Casapound, oggi in una sala del quartiere San Mamolo. «Rinuncio a malincuore perché mi piacciono le discussioni pubbliche — ha dichiarato al Corriere di Bologna —. Ho letto il dossier del Tpo e c’era il rischio di legittimare con la mia presenza comportamenti inaccettabili messi in atto soprattutto da Casapound Roma».

I neofascisti così oggi si trovano a dibattere con il solo deputato fillino Enzo Raisi, mentre il veterano dell’improbabile può tornarsene ai fatti suoi con un paio di giorni di visibilità mediatica all’attivo.

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CasaPound: dopo la pasquinata, la farsa?

Dopo il rifiuto motivato di Gianfranco Pasquino, pare che CasaPound abbia trovato un rimpiazzo per la conferenza di domani 23 ottobre alla Sala dell’Angelo: assieme al postfascista Enzo Raisi e ad Adriano Scianca, dirigente «culturale» dell’associazione neofascista, sembra vi sarà anche il veterano dell’improbabile Stefano Bonaga a discutere di spranghe e parallelepipedi fasciofuturisti («estremo centro altro»).

Del resto, non è la prima volta che Stefano Bonaga cerca di redimere la paccottiglia intellettuale neofascista e/o razzista. Ad esempio, il 30 settembre 2008 si è tenuta a Bologna una conferenza sul tema «Ribelle o rivoluzionario, una scelta di campo contro il mondo moderno». Intervennero allora Massimo Fini e Stefano Bonaga, moderatore Eduardo Zarelli. L’incontro era organizzato dall’Associazione Edera, dal Coordinamento Progetto Eurasia e da Meridiano Zero. Ovviamente, si svolse anch’esso presso la Sala dell’Angelo in via S. Mamolo 24.

A Stefano Bonaga, grande organizzatore di Mantratone Costituzionali in cui si ripetono incessantemente le parole di un articolo costituzionale come un mantra, non possiamo che consigliare di recitare sabato sera il mantra della XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la «riorganizzazione del disciolto partito fascista», cioè: «… quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».

Certo i «fascisti del terzo millennio» apprezzeranno l’ironia con una bella cinghiamattanza!

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Pasquino rifiuta l’invito di Casapound

Di seguito il comunicato di Tpo e Bartleby

21-10-2010 BOLOGNA – LA FORMA E LA SOSTANZA DELLA PAROLA E DELLA DEMOCRAZIA
DOPO L’INIZIATIVA DI OGGI di BARTLEBY E TPO, IL PROF.PASQUINO RIFIUTA L’INVITO DI CASA POUND.
Chiudere CasaPound. Non legittimare le loro parole e le loro pratiche.

Il professor Pasquino, docente di Scienze Politiche all’Università di Bologna ed ex candidato sindaco nel 2009, era stato invitato ad un dibattito organizzato dal gruppo neofascista CasaPound per il prossimo sabato 23 ottobre.

Ormai conosciamo la strategia dei fascisti che si autodefiniscono del “terzo millennio”: alternare cinghie e spranghe in piazza a incontri pubblici con il pluriomicida fascista Concutelli o con personaggi in perenne ricerca di luci e riflettori (vedi Morucci, Mughini e Sansonetti) o con intellettuali che contribuiscono alla costruzione di un’opinione pubblica, come appunto il prof. Pasquino. L’obiettivo è chiaro da parte dei neofascisti: una legittimazione del loro lavoro politico attraverso la costruzione di uno spazio pubblico di dibattito. Mescolare appunto a pratiche di aggressività politica e sociale pratiche di apparente democrazia.

Bene, siamo lieti di mandare a dire ai “fascisti del terzo millennio” che Pasquino non sarà presente al loro dibattito. Infatti questa mattina dopo l’iniziativa di volantinaggio condotta delle attiviste e attivisti di Bartleby e Tpo che ha svelato le pratiche di CasaPound, c’è stato un confronto con il professor Pasquino che ha portato alla sua dichiarazione di rinuncia alla partecipazione del dibattito di sabato 23 ottobre.

Continued…

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[BO] Pasquino in guerra senza arte né parte, ovvero… pasquinate a CasaPound

«Mi hanno proposto di andare a discutere ed io ho accettato di andare a discutere. Lei pensa che debba fare la guerra?». Con queste parole Gianfranco Pasquino, professore di Scienza Politica all’Università di Bologna ed ex candidato sindaco nel 2009, ha confermato a Radio Città del Capo che il prossimo 23 ottobre prenderà parte a un dibattito organizzato da CasaPound alla Sala dell’Angelo, assieme al deputato finiano Enzo Raisi e ad Adriano Scianca, responsabile culturale dell’associazione neofascista.

Con la solita spregiudicatezza opportunistica e duttilità tattica del fascismo storico, CasaPound si autoproclama «estremo centro alto» e si presta intanto ad ogni bisogna che possa aprirle qualche spiraglio di credito istituzionale, cioè qualche appoggio nella deprecata «partitocrazia», candidandosi dove può per ogni possibile funzione di sottogoverno. Così, dopo che per mesi e anni i neofascisti hanno riempito i loro forum di messaggi di scherno sul «rinnegato» Fini, adesso fanno i maggiordomi per gli abboccamenti tra il centrosinistra bolognese e i finiani.

Oggi ormai l’ideologia bipartisan si sta trasformando in ideologia nopartisan: non importa di cosa e con chi si discute, basta discutere, parlare, chiacchierare, coprire con le parole il vuoto e l’orrore dell’attualità, lavarsi la coscienza gli uni con gli altri del colossale fallimento di un’intera classe dirigente: politica, imprenditoriale, intellettuale, accademica. Ed è giusto che il cerimoniere adatto alla circostanza sia oggi riassunto nella demagogica formula del «né rossi né neri ma liberi pensieri» dei «fascisti del terzo millennio». Una formula, in fondo, che piace a tutto l’arco politico istituzionale.

È sempre lo stesso disco suonato dopo il 1989, come qualcuno ricordava già nel ’97: «Ora, con il definirsi di uno spazio “al di là” della distinzione destra/sinistra, nell’incontro tra “personalità creative” provenienti dall’uno e dall’altro campo, si procede alla costituzione di un nuovo “centro libero dalle ideologie”: “Oggi – asserisce Antie Vollmer su Der Spiegel nel 1993 – ci sarebbe seriamente bisogno degli intellettuali per predisporre un nuovo consenso sociale”. Il gesto “ribelle” della trasgressione delle “vecchie appartenenze” prepara una nuova normatività».

Noi pensiamo che Gianfranco Pasquino la stia già facendo la sua guerra. Una guerra del vuoto, dell’irresponsabilità, della smemoratezza. Una guerra implicitamente solidale con tutti i «fascisti del terzo millennio» d’Europa: quelli che ieri a Belgrado hanno tirato molotov e sassi al grido di «A morte i gay», quelli che pestano o accoltellano chi non è come loro, quelli che manipolano la memoria civile con le fandonie del revisionismo, quelli che intitolano strade ad Adolf Hitler (che creativi!), quelli che a Milano hanno cercato di assalire gli studenti del Liceo Manzoni, quelli che a Roma hanno cercato di fermare la protesta contro la riforma Gelmini…

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Luca Telese: va dove ti porta l’euro…

Eppure qui a Bologna qualcuno di costui serba un bel ricordo


da Militant-blog

Luca Telese è forse l’archetipo dell’intellettuale da seconda repubblica. Quello capace di sfarfallare senza scrupoli e rimorsi da un campo all’altro con la leggerezza di una falena attirata dal falò della vanità, e dall’odore dei soldi.

Continued…

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