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[BO] lun 2 ago h.12: presidio contro le deportazioni di Faith e Ngom

Il 2 agosto, dopo il corteo per il trentennale della strage, dalle ore 12 un gruppo di compagne organizza un presidio in Piazza Roosevelt, tra la questura e la prefettura, per protestare contro il rimpatrio forzato di Faith, la ragazza nigeriana condannata a morte nel paese in cui è stata deportata (vedi la notizia su Radio Città del Capo, il comunicato della questura e le contestazioni dell’avvocato, l’Unità e Repubblica), e contro la possibile deportazione di Ngom, arrivata in Italia dodici anni fa e ora rinchiusa nel CIE di via Mattei (vedi l’Unità). Continued…

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Il fascismo ricorrente


Ripubblichiamo da Carmilla una recensione alla raccolta di saggi L’uniforme e l’anima. Indagine sul vecchio e nuovo fascismo del collettivo Action30. Oggi come non mai è necessario avere un’idea non semplicistica dei fascismi contemporanei per poterli contrastare nelle loro forme molteplici. E quello del collettivo Action30 è un libro che aiuta a farlo e su cui occorre ragionare per sperimentare una lotta antifascista all’altezza delle sfide del presente.

Il fascismo ricorrente
di Vittorio Sergi

“Oso citarvi colui che era ritenuto un grande dittatore, Benito Mussolini. Nei suoi diari ho letto recentemente questa frase:
Sostengono che ho potere, non è vero. Forse ce l’hanno i gerarchi, ma non lo so. Io so solo che posso ordinare al cavallo vai a destra o vai a sinistra, e di questo posso essere contento.”
Silvio Berlusconi – La Stampa, 28 maggio 2010.

“Non ho il benché minimo dubbio che Berlusconi voglia restaurare il fascismo in Italia. Non è un fascismo come quello degli anni trenta, fatto di gesti ridicoli come l’alzare il braccio teso. Ne ha altri, ugualmente ridicoli. Non sarà un fascismo in camicia nera, ma in cravatta di Armani.”
José Saramago – “El Pais”, 14 ottobre 2009.

In Italia il fantasma e l’aura nefasta del fascismo periodicamente ritornano ad accompagnare i potenti nei momenti di scontro più duro con le forze progressiste e rivoluzionarie. Continued…

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[BO] Addio al sacerdote fascista tra i saluti romani


Accompagnati da saluti romani (vedi foto) si sono svolti il 27 luglio nella chiesa di Santa Maria dei Servi i funerali del sacerdote fascista Pellegrino Santucci morto a 89 anni. Erano presenti alle esequie anche Galeazzo Bignami (ex AN) e Maurizio Cevenini, uno dei candidati «di sinistra» alla poltrona di sindaco di Bologna. Continued…

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2 agosto: la «pista introvabile» del revisionismo d’accatto


A un elegante incontro promosso da una deputata del PdL presso l’esclusiva Sala del Cenacolo della Camera e intitolato «Strage di Bologna: una storia da riscrivere?», il giudice Rosario Priore ha affermato che «la rappresaglia da parte del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina è una chiave piuttosto utile per l’interpretazione della strage di Bologna». Continued…

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Strage di Loriano Macchiavelli


Intorno alla ricorrenza della strage neofascista del 2 agosto, ogni anno si consuma qualche meschina provocazione “postuma” dello Stato. Nel 2009 ci fu il blocco delle pensioni ai familiari delle vittime, concesse solo pochi anni prima. Quest’anno invece c’è l’annuncio che fra breve il segreto di Stato non durerà più quindici anni rinnovabili una sola volta (cioè trent’anni), ma sarà prorogabile a piacere ogni qual volta i vertici statali ne sentiranno il bisogno o il prurito. E il segreto sui documenti verrà deciso dagli stessi servizi di sicurezza secondo regole interne e nuove prolungate decorrenze: segreto, segretissimo, riservato, riservatissimo… Continued…

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L’estrema destra nell’Europa centro-orientale


East Journal ha pubblicato una serie di approfondimenti sui movimenti politici di estrema destra nell’Europa centro-orientale. In Europa orientale l’estrema destra si distingue in due tipologie:

– movimenti neonazisti, che recuperano tutta la simbologia del Terzo Reich integrandola talvolta con elementi appartenenti alla cultura locale;

– partiti populisti che utilizzano a scopo di costruzione del consenso retoriche fondate sull’antisemitismo, l’antieuropeismo, la discriminazione di minoranze etniche, religiose e sessuali, il fondamentalismo religioso e il nazionalismo violento. Continued…

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[BO] Due Agosto: Liberi dalla paura, contro ogni revisionismo

LIBERI DALLA PAURA, CONTRO OGNI REVISIONISMO

Sono passati trent’anni dalla strage neofascista del 2 agosto 1980. La
bomba che esplose nella sala d’aspetto della Stazione di Bologna costò
la vita a 85 persone. Da allora si sono susseguiti depistaggi e menzogne
di Stato, volte a coprire e proteggere i mandanti della strage, così
come è avvenuto e avviene per tutte le quattordici stragi che hanno
insanguinato il paese negli ultimi decenni. Ancora oggi non abbiamo
verità e giustizia.

Quest’anno che la pista palestinese ha mostrato tutta la sua illogicità
storica, che si è dissipato il polverone intorno a immaginate o presunte
presenze a Bologna di questo o quel bombarolo famoso, i professionisti
del depistaggio mediatico hanno cercato vanamente di imbastire
l’ennesima «pista internazionale» con ipotetiche «rivelazioni» della
Commissione Mitrokhin e carte provenienti dall’altro versante della
cortina di ferro.

Il 1980 fu anche l’anno in cui il DC9 Itavia decollato da Bologna e
diretto a Palermo fu abbattuto da un missile Nato. Ottantuno vittime,
un’altra cicatrice ancora aperta.

Anche in questo caso il Re è nudo, il missile mirava a colpire un
velivolo libico su cui viaggiava Muammar Gheddafi nascondendosi nel
tracciato radar dell’aereo civile. Anche in questo caso un omicidio di
massa viene mistificato in una nuvola di falsità e ipotesi fantasiose,
dal cedimento strutturale alla bomba nascosta nel wc. Furono suicidati
gli anelli deboli della catena della disinformazione, incendiati
archivi, i tracciati radar sparirono.

La lezione è vecchia: non si governano corpi e vite meglio che con i
dispositivi della paura, e l’omicidio è uno di questi.
L’ultimo decennio si è aperto con la mattanza messa in atto dalle
polizie contro l’insorgenza di Genova e l’assassinio di Carlo Giuliani.
Pur faticosamente, nelle aule di giustizia stanno emergendo le
responsabilità delle alte sfere della forza pubblica. Tutti uomini che
però, anche a seguito di condanne in appello, mantengono impunemente
cariche di prestigio: una campagna lanciata in questi giorni ne chiede
giustamente la rimozione.

Molti altri casi, negli ultimi dieci anni, ci parlano di supposti tutori
dell’ordine che compiono omicidi, sevizie, torture, abusi sessuali, per
strada come nelle prigioni e nei Cie, o che si rendono responsabili
della morte in mare di chi cercava di raggiungere le frontiere
meridionali della Fortezza Europa nella disperata ricerca di un futuro o
una speranza. Spesso, troppo spesso, i responsabili sono non solo
impuniti ma neppure indagati.

Proprio le tante violenze e bugie di Stato ci consegnano oggi un paese
impaurito, corrotto, ipocrita, perbenista, razzista, sull’orlo ormai di
uno sfacelo civile senza ritorno. Se i governanti in Italia non sono mai
stati ispirati da un’etica della verità, oggi prevale solo un clima di
autoritarismo, sopraffazione, menzogne e paura.

Tuttavia la paura non è l’unica passione che tiene donne e uomini
insieme. È un paradigma a cui è possibile e necessario opporsi
immaginando, praticando e difendendo spazi di libertà, di solidarietà,
di creatività antigerarchica, di autorganizzazione.

Ma anche attraverso la memoria intesa come percorso collettivo, pratica
concreta di lotta ed antidoto per quanto succede oggi. Non come cerimonia.

Parteciperemo e invitiamo a partecipare al corteo che lunedì 2 agosto
raggiungerà la Stazione di Bologna con uno spezzone che denunci e
smascheri ogni manipolazione revisionista della memoria e rilanci la
necessità e l’urgenza di una società altra, libera da paura e terrore.
Un mondo diverso, migliore e possibile se lo desideriamo e costruiamo
insieme. Da oggi.

Liberi dalla paura, contro ogni revisionismo



Aderiscono e promuovono:


Nodo Sociale Antifascista
Tpo
Vag61
Circolo Anarchico Berneri
Xm24
Lazzaretto Autogestito
Circolo Iqbal Masih
Associazione Antigone
Bologna Prende Casa
Antagonismogay
Atlantide
Aula C Autogestita

Valerio Evangelisti
Gianmarco De Pieri (Tpo)
Elia De Caro (Antigone)

per adesioni: liberidallapaura@gmail.com

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La macchina dei rastrellamenti


Quando si monta una macchina, l’uso che poi se ne fa può essere più ampio di quello originario. Chi crede che i rastrellamenti di «clandestini» non possano riguardare gli «italiani», può incominciare a scuotere le proprie certezze dinanzi al sindaco leghista di un paese trevigiano, Riccardo Missiato, che ha avviato la propria crociata contro i gay: «I gay sono malati e deviati, hanno bisogno di aiuto psicologico – dice il sindaco – dobbiamo scoprire dove sono e identificarli, e se sono clandestini devono venir espulsi. I cittadini li hanno visti sul Piave, sulla Pontebbana e nei parchi pubblici. Dire che queste pratiche sono vergognose è poco, siamo al degrado morale. E i gay non devono invadere la libertà altrui: sono stato a verificare, li ho visti che si appartavano». Continued…

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[BO] mer 21 lug h.19.30: presidio sotto il CIE di via Mattei


PRESIDIO SOLIDALE SOTTO AL CIE DI VIA MATTEI
(da Indymedia ER)

Da alcune settimane a questa parte, specialmente dopo il telegramma “urgentissimo” di Maroni che sollecitava le questure a deportare in massa tunisini ed algerini, la situazione nei CIE è tornata incandescente.

Da Trapani a Gradisca proteste e rivolte sono all’ordine del giorno e la repressione è sempre più violenta. Qualcuno riesce anche ad evadere. Qualcun altro, come Habibib, è da giorni sul tetto del Cie di Torino per opporsi alla deportazione, mentre un presidio di solidarietà sostiene la sua lotta ventiquattr’ore su ventiquattro.

Proprio ieri è stata deportata in Nigeria una donna, Faito, condannata a morte nel suo paese per aver ucciso chi stava cercando di violentarla.

Contro i lager della democrazia, contro la feroce macchina delle deportazioni, in solidarietà con chi lotta nei Cie, OGGI, MERCOLEDI 21 LUGLIO, DALLE 19.30 PRESIDIO SOTTO AL CIE DI VIA MATTEI

Antirazziste e antirazzisti

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I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia


Come si sa, l’ideologia del Fascismo è nata storicamente da una rete di scambi e ibridazioni fra “destra” e “sinistra”, combinando lotta di classe e nazionalismo, dittatura del proletariato e stirpe eletta, socialismo e razzismo. L’ideologia fascista da sempre si è alimentata di discorsi rivoluzionari per virarli verso l’autoritarismo. Per questo la resistibile ascesa dell’estrema destra porta con sé persistenti fenomeni di collaborazionismo e mimetismo politico. Per questo i neofascisti sono tanto interessati a fare discorsi “di sinistra”, “anticapitalisti”, “rivoluzionari”, “antimperialisti”. Non da oggi è la loro strategia, tanto più in tempi di crisi economica e crescente disagio sociale. Ripubblichiamo da Carmilla un articolo che fa il punto sulle organizzazioni neofasciste “rosso-brune”.

I rosso-bruni: vesti nuove per una vecchia storia
di Valerio Evangelisti

[Questo breve articolo di tono divulgativo, apparso sul numero di giugno della rivista Su la testa, legata al PRC, non doveva apparire su Carmilla. Esistono in rete inchieste sullo stesso tema molto più accurate, di cui fornirò i riferimenti. Se mi risolvo a pubblicarlo qui è perché, a scoppio ritardato, ha causato nei diretti interessati reazioni scomposte, ai limiti dell’isteria. In particolare, ciò è avvenuto per le tre righe piuttosto neutre consacrate a Costanzo Preve, elencato tra i marxisti sedotti dall’ipotesi rosso-bruna. In appendice, fornirò qualche indicazione bio-bibliografica sui curiosi difensori che, per l’occasione, l’illustre “filosofo marxista” ha trovato. Naturalmente, a tutti è lecito cambiare idea, ma se la schiera dei “versipelle” è troppo folta dà adito a sospetti.]

L’ultimo, sconcertante prodotto della strana famiglia che sto per descrivere ha per nome “autonomi nazionalisti”. Si tratta in effetti di giovani neonazisti che fanno propri alcuni simboli esteriori non tanto dell’autonomia, quanto dell’anarchismo più radicale.

Vestono le tutine nere dei “Black Bloc”, si fregiano della A cerchiata. Di recente hanno occupato una casa rurale abbandonata nei pressi di Pavia, con l’intento di farne un centro sociale. Inalberano l’insegna del movimento internazionale “Antifa Aktion”, rappresentata da una bandiera rossa giustapposta a una nera, se i militanti sono in prevalenza marxisti, o una nera su una rossa, se prevalgono gli anarchici. L’emblema vuole comunque indicare l’unità di anarchici e marxisti contro il fascismo. Non è così per gli “autonomi nazionalisti”. Nella loro versione, la bandiera nera copre la rossa, ma la scritta attorno è “Anti-Antifa Aktion”. Il nemico è dunque l’antifascismo militante. Continued…

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