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[Ferrara] Carabiniere pesta persona in manette


A Ferrara un altro pestaggio per mano di carabinieri. Diversamente dagli altri paesi europei, in Italia non esiste né il “diritto di resistenza”, né il “reato di tortura”. Anzi, da Bolzaneto in poi, la tortura in Italia è diventata un fatto quasi normale, in cui si può incappare per caso, per cui si può morire senza ragione. Non servizio di Stato, ma sevizie di Stato.

Botte ad un ragazzo. Carabiniere indagato a Ferrara
da Radio Città del Capo

Il video che accusa un carabiniere di 44 anni del nucleo Radiomobile di Ferrara è spuntato in aula durante il processo per direttissima a quattro giovani stranieri arrestati dagli stessi militari per resistenza e lesioni.

Le immagini senza audio ma sufficientemente eloquenti mostrerebbero il carabiniere mentre picchia con il manganello uno dei ragazzi che è seduto e ammanettato su una poltroncina della caserma fino a farlo cadere a terra. Le riprese sono delle stesse telecamere di sicurezza dei carabinieri e sono al vaglio di un consulente nominato dalla pm Barbara Cavallo che ha accusato i giovani stranieri di resistenza a pubblico ufficiale e ora ha aperto un fascicolo parallelo indagando il militare per lesioni aggravate.

È un nuovo caso di presunta violenza da parte di componenti delle forze dell’ordine che arriva dalla città di Federico Aldrovandi, morto il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Per ripulire le immagini e individuare meglio le responsabilità serviranno circa due settimane.

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L’eroico Kota allo stupro di Torino


«La vittoria di Torino è clamorosa – sorride Cicchitto –. Politicamente parlando, uno “stupro”. La caduta della città […] comunista […]».

Questa, pubblicata dal “Corriere della Sera”, rappresenta una dichiarazione esemplare del fascismo contemporaneo, creativo, disinvolto, stile vivamafarka, il forum di CasaPound intitolato al romanzo futurista di Filippo Tommaso Marinetti Mafarka costruito intorno alla descrizione sadico-eroica di uno stupro di massa: «Scrissi dunque “Lo stupro delle negre” perché da una gran fornace torrida di lussuria e di abbrutimento potesse balzar fuori la grande volontà eroica di Mafarka», dichiarava Marinetti nel 1910. Oggi, cento anni dopo, c’è invece l’«eroico» Kota, cantato dal virile bardo di regime Cicchitto. Continued…

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Una Piazza Fontana greca?


CHI HA UCCISO IL 15ENNE HAMIDULLAH NAJAFI E ACCECATO LA SUA SORELLINA DI 11 ANNI? OVVERO QUANTO È LONTANA PATISSIA DA PIAZZA FONTANA?

traduzione da occupiedlondon.org

Sono passati due giorni dall’esplosione mortale nel quartiere di Patissia ad Atene, ed il mistero circa l’attacco rimane. La polizia e i media sono stati (molto) veloci a tirare in ballo la “cospirazione delle cellule di fuoco” anche se il gruppo ha reso pubblico un proclama credibile per negare qualunque coinvolgimento nell’attacco. È importante ricordare che nei casi in cui gli attacchi della guerriglia urbana hanno in passato causato la morte di innocenti, i gruppi si sono immediatamente assunti le proprie responsabilità (come accadde col ventenne Thanos Aksarlian, un passante ucciso dal gruppo “17 Novembre” nel 1992).

Ma allora chi ha piazzato la bomba senza poi avvertire, chi, dunque, ha ucciso il quindicenne Hamidullah Najafi e (come dicono le ultime notizie) reso permanentemente cieca la sua sorellina di 11 anni?

Sono due i principali scenari possibili: il primo, maggiormente sdoganato da polizia e media, secondo il quale le “cellule di fuoco” o qual si voglia gruppo di guerriglia urbana di “estrema sinistra”, a cui l’azione è andata male, non rivendicherà le responsabilità, probabilmente, proprio per la morte tragica del ragazzino.

Il secondo scenario, che ora viene timidamente a galla anche nei media ufficiali, è costituito dalla possibilità che dietro all’attacco ci siano gruppi di estrema destra. Ciò che è avvenuto a Patissia potrebbe essere la risposta di estrema destra alla bomba posta nella sede del gruppo neo-nazi “Chrisi avgi” qualche giorno fa. Se questo fosse vero ci troveremmo di fronte alla versione greca della “strategia della tensione”: Patissia potrebbe costituire una “Piazza Fontana” greca.

Non ci è dato avere indizi solidi su ciò che sta accadendo. Benché l’orrido scenario sia supportato anche dal fatto che, per stessa ammissione della polizia, l’attacco abbia diverse somiglianze con due attacchi avvenuti a Salonicco contro due spazi antiautoritari qualche tempo fa: in tutti i tre casi l’esplosivo è stato posizionato in tubi metallici molto simili tra loro. La differenza, dichiara la polizia, è che negli attacchi di Salonicco è stato usato un fusibile di detonazione, non un’orologeria come ad Atene. Neppure gli attacchi di Salonicco sono stati seguiti da una rivendicazione, ed è molto probabile che dietro ad essi vi siano gruppi parastatali di estrema destra.

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Festival sociale delle culture antifasciste – 2010


In queste settimane si sta rimettendo in moto a Bologna il fervore di dibattiti e di organizzazione che ha portato l’anno scorso alle cinque giornate del Festival sociale delle culture antifasciste. Si tratta di un’iniziativa che anche quest’anno aspira a raccogliere e a mettere in contatto le esperienze molteplici dell’antifascismo, non solo su scala regionale, ma italiana e – riuscendo – internazionale.

Oggi pare sempre più necessario attivare una rete ampia e capace di amplificare e promuovere quanto viene prodotto e fatto localmente sui territori. Perché l’antifascismo ha efficacia solo quando si misura con i territori, ma allo stesso tempo ha bisogno che ogni singola resistenza sia il nodo di una rete di esperienze, di memoria e di solidarietà. Perché il fascismo in Italia non è mai stato davvero superato e sepolto, ma vive ancor’oggi come strumento a disposizione dei ceti dirigenti: leggi e decreti autoritari, razzismo di stato, familismo patriarcale, omofobia, sessismo, perbenismo, populismo, manipolazione revisionista della memoria pubblica, politiche e campagne “securitarie”, inviti alla delazione contro i “clandestini”, minacce e attentati contro i migranti, aggressioni e violenze neofasciste, rastrellamenti di corpi da “espellere”, deportazioni abusi e psicofarmaci nei CIE.

Qui intanto si può leggere una prima bozza – redatta dall’assemblea organizzativa – dell’invito a partecipare al Festival: e non solo per i giorni in cui si svolgerà, ma fin dalla fase di elaborazione concettuale e di costruzione del programma delle iniziative. Qui si trova un elenco di tutte le liste di discussione del Festival antifascista. Qui il resoconto dell’ultima assemblea. Va da sé che il Festival sarà tanto più produttivo quanto più tante/i attivisti/e si sentiranno coinvolte/i proprio nella fase progettuale portando il proprio punto di vista e la propria specifica pratica dell’antifascismo.

Comunque, l’appuntamento del Festival è a Bologna, dal 28 maggio al 6 giugno 2010, al parco di Viale Togliatti. Dieci giorni di dibattiti, analisi, seminari, workshop, presentazioni di libri, fumetti, video, arte, progetti, concerti, spettacoli teatrali, mostre fotografiche, festa…

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[BO] Apre la Palestra antirazzista Red Rose


Riceviamo e condividiamo l’annuncio dell’imminente apertura di una «palestra antirazzista» a Bologna, «
contro ogni cultura e politica razzista, fascista, xenofoba e di odio per l’“Altro”».

>>> DA Martedì 6 Aprile

La Palestra Antirazzista Red Rose è un progetto sportivo e culturale, nato dalla voglia di varie realtà, singoli ed associazioni, di dar vita ad un’esperienza di aggregazione sociale, attraverso diverse discipline sportive e la prmozione culturale di queste. Continued…

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La prevenzione. Il pamphlet sul fascismo dell’anarchico Luigi Fabbri


Ripubblichiamo da “Alias”, il supplemento settimanale del “Manifesto”, del 20 marzo 2010 una riflessione di Andrea Cavalletti sulla Controrivoluzione preventiva ripubblicata
dall’Assemblea Antifascista Permanente.  Qui si può leggere la nostra introduzione al libro. Qui trovate i punti vendita a Bologna.  Qui il vecchio blog dell’AAP.

La prevenzione
Il pamphlet sul fascismo dell’anarchico Luigi Fabbri
di Andrea Cavalletti

Bologna, 20 novembre 1920: i socialisti hanno vinto di nuovo le elezioni e il massimalista Enio Gnudi è pronto a insediarsi; la cerimonia dovrebbe svolgersi l’indomani. In questura giunge però un manifestino, che viene anche affisso dai fascisti agli angoli delle strade: si raccomandano le donne e i bambini di tenersi lontani dal centro e dalle vie principali, si promette battaglia. Quel che accadde il 21 è noto, ed è ben noto quel che seguì, in città come nelle campagne emiliane: ne parla Angelo Tasca, certo, nel suo libro famoso; ma nel ’22, ben prima che la Naissance du fascisme uscisse a Parigi (1938), e anche prima che Mondadori pubblicasse L’eccidio di Palazzo d’Accursio di Vico Pellizzari (1923), l’episodio era stato al centro del “saggio di un anarchico sul fascismo” che Rodolfo Mondolfo fece pubblicare da Cappelli: era La controrivoluzione preventiva di Luigi Fabbri, autentico capolavoro di lucidità politica che oggi riappare, curato in modo ammirevole dall’Assemblea Antifascista Permanente di Bologna, per le edizioni Zero in Condotta (pp. 124, euro 7,50). Continued…

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[BO] mer 31 marzo h.20: Stalag XB @XM24


MERYXM presenta:

Mercoledì 31 Marzo, ore 20, presso XM24, via Fioravanti 24, Bologna

Presentazione di Stalag XB. L’odissea dell’internato militare Gioacchino Virga nei lager nazisti romanzo a fumetti di Marco Ficarra. L’8 settembre 1943, alla firma dell’armistizio con le forze alleate, i militari italiani sono allo sbando. 750.000 soldati vengono deportati nei campi di concentramento tedeschi come «internati militari», senza essere riconosciuti prigionieri di guerra per poter essere impiegati nei campi di lavoro forzato. A partire dalla corrispondenza dal lager, Marco Ficarra ricostruisce l’odissea di suo zio Gioacchino Virga, internato militare n. 82958, dalla cattura in Grecia all’ostinato rifiuto di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, per restituire alla storia – quella personale e quella universale – un frammento di verità estrema e disumana.

Interviene l’autore

http://www.ecn.org/xm24/

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Neofascismo e “controrivoluzione preventiva”


“L’ordine è già stato eseguito”
da antifaresistance

Roma, 15.51 del 23 marzo 1944 uno spazzino si avvicina ad un carrettino della nettezza urbana in una strada centralissima della città, si china su di esso per pochi istanti e si allontana. Cinquanta secondi dopo, la 11 compagnia del III battaglione dell’SS polizei Regiment Bozen viene investita dall’esplosione della dinamite, sistemata nel carro dei rifiuti. Si tratta di una delle più importanti azioni di guerriglia partigiana compiute in Italia contro l’occupante nazista. Continued…

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[BO] sab 20 marzo h.16: presidio per Joy, Hellen e Florence


La lotta con Joy contro Cie e deportazioni non deve fermarsi!

Quello di ieri è stato un parziale successo: l’intreccio tra fattori di tipo giuridico e le mobilitazioni solidali hanno fatto sì che Joy, Hellen e Florence non venissero deportate. Ma ciò non toglie che ieri 25 uomini e donne provenienti dalla Nigeria siano stati/e rimpatriati da Ponte Galeria con il charter organizzato da Frontex, mettendo gravemente in pericolo le loro vite e che quindi rimanga necessario fare di tutto per fermare le deportazioni.

D’altra parte ricordiamo che Joy è comunque stata riconosciuta dall’ambasciata nigeriana e questo significa, senza mezzi termini, che è un ostaggio dello Stato italiano e finché non sarà fuori dal Cie la sua vita rimane nelle mani dei suoi guardiani e del ministero dell’interno, che sicuramente tenteranno di tutto per deportarla e chiuderle la bocca una volta per tutte.

L’invito è dunque quello di moltiplicare in tutti i territori le iniziative che facciano conoscere la storia di Joy e che parlino della realtà dei Cie, delle violenze che vi avvengono e delle deportazioni.

Presidio domani dalle ore 16 alle Scale del Parco della Montagnola!

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Smascherare CasaPound: intervista al Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli


Riproduciamo da radiocittaperta.it questa intervista al CAU di Napoli come un’importante contributo al dibattito e all’azione antifascista.

“Smascherare CasaPound e i fascisti del terzo millennio”

Intervista al Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli rilasciata per la rivista “Senza Censura” (n° 31 – Marzo 2010), sul Dossier “Casa Pound Napoli: chi sono, che fanno, che legami hanno, a cosa servono i fascisti del terzo millennio”, scritto durante la mobilitazione contro Casa Pound a Napoli.

Come è nata l’esigenza di questo dossier?

Il dossier su Casa Pound nasce dall’esigenza di sostenere ed ampliare la mobilitazione antifascista che ha attraversato tutto il nostro territorio a partire dal 12 settembre 2009, giorno in cui un gruppetto di neofascisti ha occupato un convento a Materdei, popolare e storico quartiere di Napoli. Continued…

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