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[BO] ven 20 nov h.20.30: dopo la Lega, ecco Forza Nuova…

A quanto pare tutti i neonazisti e neofascisti d’Italia ora vogliono farsi un giro a Bologna per quattro saluti romani e «Boia chi molla».

Pare che proprio a Bologna il 20 novembre alle ore 20.30, in una sede ancora ignota, anche i cattonazisti di Forza Nuova vogliano tenere un raduno sul tema «Il soldato politico forzanovista» con il pisano Marzio Gozzoli e il modenese Ugo Bertaglia, due settantenni di Forza Nuova con una gran nostalgia della violenza squadrista e stragista.

Infatti, negli anni Settanta la nozione di «soldato politico» è stata la base dottrinaria dello stragismo dell’estrema destra, teorizzata dal neonazista Franco Freda nell’opuscolo «La teoria del soldato politico e la guerra rivoluzionaria».

Insomma, pare si tratti di una rivendicazione obliqua e cifrata delle stragi e della violenza purificatrice. Certo il sindaco Virginio Merola riterrà che anche questa sia tra le «opinioni accettabili in democrazia» e, come al solito, si asterrà da ogni commento.

Intanto Forza Nuova, per lanciare la loro deprecabile provocazione, fa l’elogio della ferocia xenofoba e identitaria:

«Il soldato Europeo non necessariamente indosserà la mimetica, ma lo sarà chiunque prenderà coscienza delle proprie radici e che seguirà l’istinto del lupo per staccarsi, irreversibilmente, dalla logica del gregge».

Ora e sempre resistenza!

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Un 8 novembre di resistenza popolare

Alla fine, con quattro cortei a zonzo per la città e svariate contestazioni spontanee, persino nel cuore di Piazza Maggiore, non si sa bene se l’8 novembre siano stati più numerosi i leghisti asserragliati sul Crescentone a sputare il loro veleno e a far saluti romani, oppure la gente di Bologna che, magari solo con un gesto, una voce, un dito medio, una bandiera rubata, ha voluto far sapere loro che non erano affatto graditi…

Anche nell’area pedonalizzata della T non c’è stato il solito viavai della domenica, ma un vuoto strano e singolare, perché tanta gente a Bologna ha preferito non vederli, andandosene altrove.

Resta per noi la responsabilità del sindaco e della Questura nell’aver concesso a una banda sguaiata e violenta di fascioleghisti una piazza così importante e significativa per la città di Bologna.

Resta il fatto che i saluti romani o gli slogan «Duce, Duce» davanti al Sacrario partigiano di Piazza Maggiore non possono passare per «opinioni accettabili in democrazia» se non agli occhi di un sindaco fragile e ipocrita come Virginio Merola.

Non importa se i leghisti non erano in 100.000, ma dieci volte di meno. Non importa se hanno fatto una figura da miserabili imbroglioni con la loro «grande manifestazione nazionale». Né ci soddisfa che ora i dirigenti leghisti si agitino frustrati, confusi e livorosi a coprire il loro insuccesso.

È uno sfregio che peraltro non sarebbe stato possibile senza una militarizzazione sistematica di ogni angolo del centro storico e la protezione di migliaia e migliaia di poliziotti e carabinieri.

D’ora in poi si portino sempre dietro qualche camionetta di polizia come degno ornamento della loro propaganda d’odio!

Ora e sempre resistenza!

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Quei neonazisti di Forza Italia…

Mentre pare che anche Silvio Berlusconi partecipi alla miserabile ammucchiata di leader scaduti dell’estrema destra a Bologna, si apprende che un esponente veneto di Forza Italia, tal Massimo Giorgetti, ha fatto festa con una bella torta decorata con fascio littorio e simbolo nazista delle SS.

È che, da sempre, la destra italiana è bifronte. Ha una facciata pubblica di finta moderazione e un retrobottega esoterico e nascosto che continua a sognare la violenza nazifascista.

Ora CasaPound fa finta di non voler più venire a Bologna, ma è solo una dichiarazione di facciata per farsi la solita pubblicità a sbafo. Gli squadristi del terzo millennio hanno la stessa cultura aggressiva e opportunista di quel centrodestra marcio e razzista che criticano tanto soltanto perché continua a occupare le poltrone a cui loro aspirano. E non sanno tenersi in disparte quando c’è la possibilità di menar le mani. «Nel dubbio mena» è il loro slogan preferito, la frase che li esprime meglio.

Quella che si gioca a Bologna è solo una squallida partita per definire gli equilibri di potere all’interno di una destra italiana maneggiona, corrotta, senza idee. La manifestazione non si chiama nemmeno più «Blocca Italia», ma con trovata uggiosa e provocatoria «Liberiamoci e ripartiamo!». Non dura più tre giorni, ma si limita a invadere Bologna per qualche ora. Con pullman prepagati come già è accaduto a Napoli

Insomma, la destra italiana pare stia in piedi solo perché non tira il vento. Anzi, forse la vera destra di questo paese è ormai il «Partito della Nazione» di Renzi & Soci travestito da centrosinistra. Né è un caso che comincino a spuntare i fasciodem.

Fare dell’8 novembre una festa di resistenza popolare vuol dire non concedere spot elettorali alle camice verdi, nere o nerazzurre, e non fornire al «Partito della Nazione» un qualsiasi vago alibi di «democrazia» o di «sinistra»!

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[BO] dom 1 nov h.16: Êdî Bese! Basta stragi di Stato!

In Turchia una terribile campagna repressiva condotta dal governo fascista di Erdoğan cerca di opprimere e cancellare la lotta per la libertà, la diversità e la fratellanza che anima la società turca.

Dopo le elezioni dello scorso 7 giugno che hanno indebolito il potere assoluto di Erdoğan, un crescendo di violenze ha cercato di spezzare i sogni di libertà e di cambiamento: una strategia della tensione a colpi di stragi come quelle di Suruç (33 attivisti uccisi) e di Ankara (128 morti e centinaia di feriti), continui attacchi militari contro civili di decine di municipalità curde, l’arresto preventivo di migliaia di giornalisti e oppositori.

E tutto perché l’1 novembre i cittadini turchi dovranno tornare alle urne a distanza di pochi mesi dalle ultime elezioni, ed Erdoğan è ormai disposto a tutto pur di conservare il proprio potere.

Anche a Bologna, come in tutte le piazze del mondo, si terrà una manifestazione di solidarietà e controinformazione promossa dalla comunità kurda.

1 novembre, alle ore 16, in Piazza XX Settembre/Autostazione

Êdî Bese! Basta stragi di Stato!

Biji berxwedana Kobane! Lunga vita alla resistenza di Kobane!

Più dettagli sulle mobilitazioni anche qui.

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[Roma] CasaPound tifa Marino

Davvero i neofascisti non sanno più cosa inventare per farsi pubblicità. Negli ultimi anni sono state tantissime le appropriazioni furfantesche e manipolatorie di CasaPound: da Ezra Pound a Capitan Harlock, il pirata libertario creato dalla mano di Lejii Matsumoto, fino ad anarchici, rivoluzionari e antifascisti come Rino Gaetano, Fabrizio De Andrè, Luciano Bianciardi, il Che, Karl Marx

Dal confronto si può ben capire quanto i neofascisti di CasaPound siano oggi all’ultima spiaggia.

«Si è messo contro i poteri forti. Oggi, solo oggi, tifiamo per Ignazio Marino. Noi abbiamo sempre contestato Marino ma oggi siamo con lui. Si è messo contro i poteri forti, la sua pazzia in questo frangente è positiva».

Pare infatti che, dinanzi alla prospettiva delle dimissioni, il sindaco Marino abbia gridato «Boia chi molla!» e sia subito scoccata la scintilla…

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[Colonia] La polizia attacca il corteo antifascista contro i neonazisti di Hogesa

Migliaia di antifascisti/e sono scesi in piazza oggi a Colonia, in Germania, per opporsi all’annunciata manifestazione del gruppo Hogesa, sigla che sta per «Hooligans contro i salafiti». Si tratta di un’organizzazione nata nel 2014 che riunisce diverse tifoserie tedesche di estrema destra sotto la bandiera dell’islamofobia e del razzismo, in maniera simile a quanto propagandato dal più famoso gruppo Pegida. Leggi tutto su Infoaut.

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Mussolini alla Coop

Ha sollevato qualche rumore il calendario commemorativo con frasi e immagini di Mussolini in vendita nei supermercati Coop della provincia di Reggio.

Tuttavia, in un tempo di crescente fascistizzazione degli assetti istituzionali, come meravigliarsi se la propaganda revisionista e neofascista cerca di proporsi come cultura di massa?

Adesso l’ANPI e l’Istituto storico della Resistenza stanno pensando di organizzare, a Reggio Emilia, un convegno sui temi legati all’apologia del fascismo come reato previsto dalla legge 645/52 per «chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del Fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Non hanno ancora capito che la «legalità» vale solo contro chi si oppone allo sfruttamento, alla miseria, al razzismo, al sessismo, all’omofobia.

Lo diceva già Anatole France che «la legalità è quella cosa che in modo imparziale proibisce ai ricchi così come ai poveri di dormire sotto i ponti, mendicare per le strade e rubare il pane».

Più che un convegno sarebbe bastato un bel boicottaggio su scala nazionale!

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[BO] Verso un 8 novembre di festa e resistenza popolare

A Bologna si susseguono assemblee, presidi e iniziative per preparare una larga accoglienza popolare al ducetto Matteo Salvini e alla sua Marcia su Bologna che sempre più risulta una miserabile ammucchiata di leader scaduti dell’estrema destra, di partiti e partitini neofascisti, fascioleghisti, neroazzurri. Con i pullman gratis grazie ai proventi della truffa sui rimborsi

Lunedì 26 ottobre a XM24, via Fioravanti 24, alle ore 19.00, vi è stata un’assemblea per preparare la critical mass comunicattiva BICIbatteRUSPA del 6 novembre.

Mercoledì 28 ottobre, in via Zamboni 38, alle ore 20.30, si è tenuta un’assemblea cittadina per fare il punto sull’organizzazione dell’8 novembre come giornata di riscossa e di autodifesa popolare.

Un appello firmato da «Anarchiche/anarchici» invita a contrastare localmente, su tutti i territori, la Lega Nord e i neofascisti con l’azione diretta proprio nei giorni della loro Marcia su Bologna.

Qui intanto è uscito anche il resoconto della riunione del 23 ottobre della rete «Bologna non si lega».

In sintesi…

Domenica 1 novembre alla Bolognina vi sarà una giornata antirazzista e antifascista in Piazza dell’Unità promossa da XM24.

Venerdì 6 novembre vi sarà la critical mass antirazzista ad alto impatto liberatorio.

Sabato 7 novembre

Via del Pratello sarà impavesata di «zecche rosse» per dichiarare che è una strada contagiata dall’antirazzismo e dall’antifascismo.

Alle 10.30, vi sarà un presidio davanti alla Prefettura per denunciare il razzismo strisciante delle istituzioni bolognesi, della Questura e dell’Ufficio Immigrazione.

A Porta Lame, alle ore 11, si terrà una commemorazione della battaglia di Porta Lame del 7 novembre 1944 per dire che l’antifascismo non è una vuota icona da custodire, ma una pratica quotidiana di trasformazione dell’esistente.

In Via dello Scalo 21, dalle ore 14, la Rete dei Comunisti invita a un’assemblea pubblica per organizzare al meglio la contestazione.

In Piazza San Francesco, dalle ore 18, vi sarà un presidio antifascista e antileghista.

Domenica 8 novembre

Per la giornata dell’8 novembre si è scelta una strategia plurale per dare il massimo disturbo alla propaganda razzista e autoritaria del ducetto leghista.

Domenica mattina l’ANPI effettuerà un presidio in Piazza Nettuno per difendere il Sacrario dei Partigiani dalle camicie verdi-brune.

Contemporaneamente, la rete «Bologna non si lega» sarà in Piazza XX Settembre dalle ore 10.

E il coordinamento «Difendere Bologna dall’invasione leghista» sarà sul Ponte di Stalingrado dalle ore 10 per difendere Bologna partendo dall’alto e costruire una grande giornata di lotta!

È probabile che altri concentramenti, punti di aggregazione e azioni a sorpresa rallegrino una delle domeniche più grigie e inquinanti degli ultimi mesi.

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[BO] Per un 8 novembre «contro ogni fascismo»

Ci saranno proprio tutti l’8 novembre a sperare in un grande spot elettorale… «senza simboli di partito». Una grande ammucchiata di leader dell’estrema destra, di partiti e partitini neofascisti, fascioleghisti, neroazzurri che hanno scelto Bologna soltanto perché è una città che, in passato, ha dovuto subire le loro stragi, le loro trame nere, le loro Uno bianche…

Tanto per provocare, Matteo Salvini ha chiamato i bolognesi «zecche rosse».

Anzi, in questi giorni i dirigenti della Lega Nord hanno fatto di tutto per dimostrare il loro amore per la P38.

E parlano dell’8 novembre come se calasse su Bologna una truppa d’invasione, con un immaginario militarista, violento e sessista che mostra in fondo tutta la loro debolezza morale e civile.

Dall’altra parte, a Bologna vi è un ceto dirigente, una magistratura, un governo di sinistri funzionari che si fregano le mani perché sperano tutti di avere il loro tornaconto, all’ombra del sistema opaco, clientelare e corrotto su cui si regge il loro potere.

Così il sindaco Virginio Merola – che mentalmente risulta ormai sempre «all’estero» – è riuscito persino a dichiarare: «Se Berlusconi viene a Bologna è un bingo».

Poi c’è il magistrato Valter Giovannini che, in queste settimane, non ha fatto altro che promuovere e ispirare sgomberi, manganellate, angherie, tanto per creare un clima più favorevole alle provocazioni…

Poi c’è il questore Ignazio Coccia che sa preparare solo trappole, intimidazioni e violenze contro chi lotta per un mondo più degno, giusto e vivibile per tutte e tutti…

Poi ci sono i poliziotti fascistoidi che sono un pericolo pubblico e infatti sui loro manganelli si può leggere «Danger»

Poi c’è la «sinistra della sinistra», quella che lancia sempre il sasso e nasconde la mano, che si dimette e non si dimette, che strumentalizza i movimenti sociali e, dopo l’uso, avalla la loro repressione.

Basti dire che, il giorno prima della manifestazione del 26 settembre, un esponente della «sinistra democratica» come Mauro Zani dichiarava ai giornali «Se la protesta non è dura e pura, non serve» e il giorno dopo, non essendo accaduto nulla, smentiva di aver mai detto una cosa simile.

Oggi la destra fascioleghista, il PD come «partito della Nazione» o il M5S come «antipartito della Nazione» sono etichette diverse sullo stesso prodotto tossico e autoritario.

Che il prossimo sindaco di Bologna sia il nullo Merola, o l’acida Bergonzoni, o qualche altro fantoccio dei poteri forti non ci cambia nulla, perché noi lottiamo «Contro ogni fascismo» e oggi solo le lotte sociali, le occupazioni, l’insubordinazione individuale e collettiva possono aprire nuovi spazi di libertà, di solidarietà, di fratellanza.

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Ancora lame neonaziste in Europa

Mentre i gerarchi della Lega Nord fanno di tutto per diffondere il loro amore per le P38, i loro amici neonazisti preferiscono ancora le lame…

Nella città tedesca di Colonia il candidato sindaco Henriette Reker è stata accoltellata alla gola da un neonazista 44enne che ha dichiarato di aver agito per motivazioni xenofobe e antislamiche.

Nella città svedese di Trollhattan un neonazista 21enne armato di spada ha ferito e ucciso studenti di origine straniera e un insegnante per lo stesso odio xenofobo.

È un fatto che stragi e omicidi della destra razzista vengono sempre minimizzati e spoliticizzati, ma ad armare la mano dei neonazisti europei è la propaganda d’odio della destra populista.

Anche la Lega Nord spande paura e razzismo solo per conquistare qualche voto in più e istiga continuamente i pistoleri d’Italia.

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