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Contro il razzismo, contro i CIE


Ora che un team di neuroscienziati ha dimostrato scientificamente che «il cervello dei razzisti funziona diversamente» (e quindi non sarebbe colpa loro, della loro cultura d’odio, della loro ignoranza, della loro volontà di sopraffazione e di sfruttamento, ma della chimica, del DNA…), ecco possiamo dire che il razzismo inconsapevole di certe indagini scientifiche ha davvero toccato il fondo. A rimuovere i dati politici culturali sociali, si produce un surrogato ideologico e semplificato della realtà che finisce per spiegare e giustificare persino l’intolleranza. E quei giornali che danno continuamente spazio a certa “scienza” non fanno che promuovere, una volta di più, una cultura implicitamente razzista.

Intanto, Amnesty International denuncia circa 90 “raccomandazioni” (si noti l’eufemismo) allo Stato italiano per casi di violazione dei diritti degli immigrati, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Proprio il reato assurdo di immigrazione clandestina, si legge nel rapporto, «potrebbe dissuadere gli immigrati irregolari dal denunciare i reati subiti e ostacolare il loro accesso a istruzione, cure mediche e altri servizi pubblici per il timore di denunce». Ossia: i migranti irregolari rischiano di diventare corpi torturabili a piacere, curabili a piacere, come accade spesso fuori e dentro le strutture detentive o sanitarie. Inoltre «gli sforzi da parte delle autorità per controllare l’immigrazione hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo».

Per chi ha a cuore un minimo di giustizia – che oggi va sempre più scemando fra leggi razziste, decreti, provvedimenti amministrativi, discriminazioni, deliri, violenze, campagne giornalistiche, eccetera – qui vi sono le prossime iniziative contro CIE e razzismo di Stato.

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