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Hit degli impresentabili: Massimiliano Mazzanti 2 – La vendetta

Aveva detto che non si sarebbe candidato per il bene della Patria, ma poi… non ce l’ha fatta. Ed eccolo candidato anche lui come avevamo previsto: Massimiliano Mazzanti, neofascista, ex picchiatore del FUAN, che in questi anni si era destreggiato fra AN e CasaPound sempre in cerca di poltrone, figura ora in lista per «Fratelli d’Italia», la pattumiera di complemento del PdL. È la sua occasione.

Per farsi un po’ pubblicità, Mazzanti ha sempre avuto una certa attitudine a calpestare le vittime della violenza neofascista: quelle del 2 agosto, quelle della Uno Bianca… Sa che il suo minuscolo elettorato ama la rozzezza umana, la frottola revisionista e le rivendicazioni implicite e allusive.

Così adesso Mazzanti invoca la licenza di uccidere per le forze dell’ordine e considera una «vergogna senza precedenti» la condanna degli agenti che ammazzarono di botte, in cinque contro uno, il diciottenne Federico Aldrovandi: «se hanno sbagliato, hanno sbagliato nello sforzo non facile di garantire sicurezza e ordine nelle nostre strade».

Avete letto bene: «SE hanno sbagliato…». Infatti, aggiunge Mazzanti, «la vittima, Federico Aldrovandi, era un frequentatore di centri sociali e i genitori di manifeste simpatie di sinistra».

Certo Mazzanti è un pover’uomo. Ma il neofascismo è una cultura assassina, squadrista e stragista. E Mazzanti c’è cresciuto dentro.

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