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Michele Schirru (Padria, 19 ottobre 1899 – Roma, 29 maggio 1931)


È importante ricordare chi si è battuto contro l’oppressione, l’autoritarismo, il fascismo.
Altre brevi biografie qui

Michele Schirru (Padria, 19 ottobre 1899 – Roma, 29 maggio 1931)

«Egli era certo che il suo esempio non sarebbe stato infecondo, che
la disfatta rispetto all’obiettivo dell’impresa poteva risolversi in una
vittoria. Egli ha vinto infatti. Egli è più vivo che mai» [C. Berneri]

 Apprendista fabbro, ancora in Sardegna perviene da autodidatta a una prima infarinatura politica socialista. Ammesso alla Regia scuola marinara a La Spezia partecipa alla Grande guerra, di cui è sostenitore, e qui si avvicina all’anarchismo. A Torino partecipa da soldato al «biennio rosso», ma poi è deluso dal «tradimento vigliacco» di partito e sindacato. Nel 1920 è a New York, è a contatto con «L’Adunata dei Refrattari» quindi attivo a favore di Sacco e Vanzetti e contro le infiltrazioni fasciste. Nel 1930 torna in Europa per tentare di rientrare in Italia e uccidere Mussolini, cosa di cui forse sono a conoscenza i suoi contatti dell’antifascismo in esilio. A febbraio del 1931 è a Roma quando viene portato in commissariato. Qui tenta di suicidarsi ferendo tre poliziotti, ma viene disarmato, processato e infine condannato a morte dal Tribunale speciale.

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