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Razzismo & ruberie in Emilia-Romagna

A forza di promuovere la politica della paura e dell’odio, anche in Emilia-Romagna si direbbe che stiano crescendo gli episodi di razzismo.

Ce n’è per tutti i gusti. A Modena c’è l’apartheid in discoteca. A Bologna, l’annuncio «Non si affitta agli africani». A Rimini, gli atti di bullismo e razzismo fra ragazzini a scuola. Ancora a Bologna, svastiche e scritte «Neri al rogo».

Poi ci sono gli insulti razzisti e i saluti romani nel calcio. È accaduto anche in una partita regionale in cui un giocatore della Bazzanese se l’è presa col nero Daouda Cisse del La Miccia Formigine urlandogli insulti razzisti ed esibendo platealmente il saluto fascista.

E quest’ultima è una vicenda esemplare di un razzismo ormai normalizzato che non desta né sconcerto né riprovazioni adeguate, ma solo indulgenza e impunità.

Subito dopo i fatti, l’arbitro ha dichiarato di aver visto e sentito tutto e che avrebbe preso provvedimenti, ma a fine partita non è arrivato l’intervento promesso dal direttore di gara, che dopo lunga consultazione col commissario arbitrale ha deciso di non prendere alcun provvedimento nei confronti né del giocatore né della squadra.

Del resto, per ogni episodio di razzismo attestato da un qualche articoletto di cronaca locale, ve ne sono tanti, troppi che restano nell’ombra.

Anni fa, cose simili da queste parti sarebbero state davvero impensabili, ma ora tutti i benpensanti razzisti e fascisteggianti si sentono rassicurati dal clima di completa impunità e dall’acquiescenza di chi dovrebbe fare da arbitro…

Già, poi ci sono gli arbitraggi della Politica… Basta guardare alle «spese pazze» della Regione Emilia-Romagna. All’ex capogruppo del PD sono contestate ruberie per oltre 600.000 euro; a Gian Guido Naldi (Sel-Verdi), per oltre 100.000 euro; a Roberto Sconciaforni (Federazione della Sinistra), per circa 90.000 euro; ad Andrea Defranceschi (M5S), per 67.000 euro…

E il magistrato ha persino concesso uno sconto del 15% tanto che, di riffe e di raffe, un gran lader come il neroazzurro Galeazzo Bignami dovrà rifondere all’erario solo 22.300 euro con il condono degli scontrini

Ora e sempre resistenza!

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