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[BO] Ancora fascismo abitativo

Nel centro di Bologna 2.000 appartamenti sono stati sottratti ai contratti d’affitto tradizionali e vengono affittati ai turisti per brevi periodi. Sono tassati il doppio, ma affittandoli a notte si guadagna almeno il triplo. È un giro d’affari che a Bologna, nel 2017, ha fruttato 27 milioni di euro, 3 milioni solo nel mese di settembre.

Ciò fa sì che gli affitti crescano e chi non ha abbastanza soldi – studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati, famiglie – viene espulso dal salotto buono della città dove ogni centimetro dello spazio pubblico e privato deve essere messo a profitto. Entro pochi mesi i prezzi saliranno ancora e tante persone non potranno rinnovare il loro contratto d’affitto.

Non sorprende che, per garantire gli affari, anche a Bologna la «sicurezza» e il «decoro urbano» sostituiscano sempre più la civiltà, la solidarietà, il senso di condivisione di chi abita uno stesso luogo, devastando il tessuto sociale della città, e anzi trasformando l’idea stessa di città.

È una violenza senza nome, ma non per questo meno dannosa e dirompente. Ora e sempre resistenza!

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