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[Rimini] Due antifascisti accoltellati l’8 marzo

Era il 2006 quando a Rimini fu arrestato un gruppo di neonazisti mentre stavano per dar fuoco al centro sociale Paz dopo diversi attentati incendiari e aggressioni. Da allora, vi è stata una relativa calma fino al 2010 allorché, con la riapertura della sede dei neonazisti di Forza Nuova, si è assistito a un crescendo di provocazioniminacceimbrattamenti con svastiche, aggressioni e pestaggi razzistinella consueta indifferenza dei media di regime che minimizzano la violenza squadrista come «rissa fra bande». Ora si apprende da ECN Antifa che l’8 marzo due attivisti sono stati accoltellati con l’evidente intenzione di uccidere. Questo il comunicato delle antifasciste e antifascisti di Rimini:

Cari compagni, vi chiediamo la diffusione e la pubblicazione del seguente comunicato

Comunicato in merito agli accoltellamenti fascisti di sabato 8 marzo 2014 presso Bellaria – Igea Marina (Rimini)

Nella notte di sabato 8 marzo 2014 due giovani sono stati accoltellati e seriamente feriti da un gruppo di fascisti (tra cui ex aderenti a Forza Nuova) fuori da un noto locale della zona. I due ragazzi accoltellati sono due compagni di Rimini, attivi nelle lotte per la giustizia sociale, per il diritto all’abitare, per lo sport e la cultura popolare, contro lo sfruttamento, il fascismo e il controllo sociale. Fortunatamente, benché uno sia tutt’ora in ospedale, dovrebbero essere entrambi fuori pericolo e ci stringiamo a loro aspettandoli dove sono sempre stati, nelle strade, nelle lotte, al nostro fianco.

Quello che ci preme è rendere noto un episodio gravissimo che non ha precedenti nella nostra città. Siamo antifasciste e antifascisti militanti, come ci insegnarono i nostri nonni e le nostre nonne partigiane. Come loro siamo assetati di libertà e, con la dignità che sempre muove le nostre azioni, cerchiamo di combattere ingiustizia e prevaricazione ovunque si trovino, finanche in una discoteca di merda qualsiasi. Ma ieri come oggi lottare per cambiare lo stato di cose presenti può avere un caro prezzo: quello di vedere violata la propria incolumità fisica è uno di questi. Ed è ciò che è accaduto ai nostri compagni.

Infatti le coltellate inflittegli sono state sferrate con l’evidente intento di uccidere: colpire più volte all’addome può avere solo quell’obiettivo. Quando un fascista arma la propria mano per colpire chi si ribella allo status quo, la matrice è ben chiara e i motivi non sono per nulla futili: sta combattendo la propria guerra contro chi non abbassa la testa e chi considera «diverso»; contro la vita di chi ha deciso di dedicarsi alla costruzione di un mondo migliore, dove non si debba morire di freddo senza casa, dove si possa avere un lavoro degno che non occupi tutta la giornata per un salario miserevole, dove non ci sia schiavitù imposta dal ricatto del denaro, dove si possa scegliere liberamente delle proprie vite senza essere usurpati dal potere.

Per noi l’antifascismo è una pratica rivoluzionaria, oggi come ieri. E il 25 aprile non è una ricorrenza ma una lotta quotidiana, per questo abbiamo rischiato che delle persone generose, intelligenti e piene di vita, compagni preziosissimi, ci venissero sottratti dalle lame degli utili idioti del capitalismo. Solo chi è in malafede può equiparare stupidamente chi propaga ignobili disvalori a chi lotta per la giustizia sociale e la libertà, così come chi parla di «rissa tra bande» ed altre sciocchezze addomesticate, agisce nell’interesse servile di legittimare la falsa retorica degli opposti estremismi. I nostri compagni sono forti e hanno la pelle dura, non ne avevamo dubbi, ma proprio perché la vita è una questione di carne e di centimetri diciamo che, per un raggio infinito di chilometri, nessuno si deve permettere di toccarceli.

Dopo i recenti omicidi di Clement a Parigi e Pavlos ad Atene, a pochi giorni dall’undicesimo anniversario dell’assassinio di Dax a Milano, vediamo che anche in una città come Rimini le mani dei fascisti sono armate e pronte ad uccidere. Sappiamo bene come il fascismo non sia mai stato definitivamente sconfitto perché è il capitalismo stesso che crea continuamente il terreno fertile per la sua riproduzione, ossia per la sua aggressiva perpetuazione. Vediamo come nella nostra società, dal potere economico alle istituzioni politico/militari passando per le sue ramificazioni, elementi fascisti vengano sempre mantenuti per fare il proprio sporco lavoro: che si tratti di governanti mascherati da liberatori come in Ucraina, o di «Albe Dorate» come in Grecia, che si inventino pretesti territoriali come la Lega Nord o che si tratti di finti benefattori come Forza Nuova o suoi ex militanti.

Questi giorni sono lunghi che ci sembra valgano anni. Sentiamo sempre più necessario disintegrare quel tessuto di indifferenza sociale intriso di razzismo, sessismo e sopraffazione, riappropriandoci di spazi non solo di agibilità politica ma anche di socialità quotidiana. Più avanzano le nostre lotte più terreno sottraiamo al capitale e ai suoi sgherri in divisa o camicia nera. Sollecitiamo con forza tutte le realtà sensibili, collettivi e singoli, senza confini geografici, nella costruzione diffusa di percorsi di lotta contro il capitalismo e i suoi fascismi, raccogliendo le forze per avanzare con determinazione, esprimendo rabbia, autonomia, passione, autodifesa, solidarietà, azione diretta, lotta di classe e una smisurata voglia di libertà. Se si colpisce un/una compagn* si colpiscono tutt*, nessuno si senta escluso.

Guai a chi ci tocca!

Antifasciste e antifascisti – Rimini

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Breviario dell’antifascista 2

L’idea che ci si fa della lotta di classe può indurre in errore. Non si tratta, in essa, di una prova di forza in cui si decida la questione di chi vince e chi perde, né di uno scontro al cui termine al vincitore andrà bene e allo sconfitto male. Pensare così significa dare ai fatti un travestimento romantico. Perché la borghesia, sia che vinca o che soccomba nella lotta, è comunque condannata a perire dalle sue interne contraddizioni che le riusciranno fatali nel corso del suo sviluppo. La questione è soltanto se essa perirà per mano propria o per mano del proletariato. Durata o fine di un’evoluzione culturale tre volte millenaria saranno decise dalla risposta a questo punto.

La storia nulla sa dell’infinito di bassa lega simboleggiato dai due gladiatori eternamente in lotta. Solo per scadenze fa i suoi calcoli il vero politico. E se la liquidazione della borghesia non si sarà compiuta ad un punto quasi esattamente calcolabile (lo segnalano inflazione e guerra chimica) tutto sarà perduto. Prima che la scintilla raggiunga la dinamite, la miccia va tagliata. Intervento, rischio e rapidità del politico sono una questione di tecnica, non di cavalleria.

Walter Benjamin (da Incidenze)

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Breviario dell’antifascista 1

Il liberalismo è l’ideologia più letale della storia, perché è versipelle. Finge di interessarsi della democrazia, ma in realtà ha a cuore solo il mantenimento di un sistema economico e di comando. Quando questo è minacciato, è pronto a cedere il manganello a versioni di se stesso più brutali. Il fascismo, il nazismo, il militarismo, lo sciovinismo, oppure il semplice autoritarismo. Sotto quei panni, o anche senza mascheramenti, uccide impunito. Ogni giorno, sotto gli occhi di tutti.

È il sistema che usava la Chiesa ai tempi dell’Inquisizione. Direttamente non uccideva. Passava la mano al “braccio secolare” (la giustizia civile), che provvedeva ad applicare le sentenze del tribunale ecclesiastico. Formalmente la Chiesa non ha mai bruciato eretici, streghe, ebrei. Non ha mai torturato nessuno. Ci pensava il “braccio secolare”. I De Tormentis dell’epoca (dal nomignolo di Nicola Cocia, capo di una squadretta del ministero degli Interni incaricata di torturare brigatisti veri o presunti, tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta del ’900) facevano tutto ciò che l’istituzione non si sarebbe permessa di eseguire a volto scoperto.

Valerio Evangelisti (da Carmilla)

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[BO] gennaio-aprile 2014: Bologna Antifascista – campagna Chiudiamo CasaPound

Da più di un mese, a Bologna ha preso avvio una serie di iniziative antifasciste e libertarie per ribadire che «Noi resistiamo».

Non è solo questione delle violenze squadriste del neofascismo. In quest’età di grigiore, crisi e disorientamento, abbiamo visto espandersi sempre più un disciplinamento autoritario delle coscienze che occorre ostacolare in ogni sua forma: l’arroganza padronale, il patriottismo, il perbenismo aggressivo, la propaganda martellante di «paure» razziste e omofobe, il familismo opprimente, il sessismo, la persecuzione contro prostituzione e aborto, la manipolazione revisionista della memoria pubblica.

Negli ultimi vent’anni apparati statali e organizzazioni neofasciste hanno collaborato per costruire una cultura di massa dell’odio e della discriminazione verso i presunti «diversi». Vi sono corpi armati dello Stato che sono in gran parte fascistizzati o destreggianti (vedi qui l’ennesimo caso di violenze e torture di Stato).

Per questo crediamo che l’antifascismo non costituisca affatto un residuo logoro del passato, ma un campo vivo e irrinunciabile di pratiche e resistenze contro i processi di disciplinamento sociale, nella scuola, sul lavoro, nel privato, nella famiglia, nella società. Quel che è certo è che oggi abbiamo bisogno non di ricorrenze celebrative, ma di una cultura di resistenza.

Il calendario è ancora in aggiornamento. Per aggiunte o rettifiche: staffetta at riseup punto net

LA RESISTENZA È UNA BATTAGLIA DI TUTTI I GIORNI, CHE NON È MAI FINITA. OGGI COME IERI RIVENDICHIAMO CON ORGOGLIO LA NOSTRA DETERMINAZIONE A LOTTARE CONTRO OGNI FORMA DI FASCISMO, PER UN MONDO DI LIBER*!

Nell’unione, nella complicità, nell’azione urliamo: «NESSUNO SPAZIO, NESSUNA LEGITTIMAZIONE, NESSUNA AGIBILITÀ ai fascisti di ogni tipo!!!»

Bologna Antifascista-campagna Chiudiamo CasaPound-Marzo/Aprile 2014

Programma

→ 31 gennaio, Sala Benjamin, Via del Pratello 53, presentazione del romanzo «Il sole dell’avvenire – Vivere lavorando o morire combattendo» di Valerio Evangelisti con l’autore

→ 18 febbraio, via Zamboni 38, incontro e dibattito con Marco Santopadre su «Il fascismo e la crisi»

→ 7 marzo, VAG 61, presentazione del libro «Mi cercarono l’anima. Storia di Stefano Cucchi»

→ 9 marzo, Iqbal Masih, presentazione del documentario «Il ribelle» sulla vita di Guido Picelli

→ 16 marzo, ore 16, C.S.O Terzopiano, Via Irnerio 13, DOSSIER di controinformazione sull’associazionismo di CASAPOUND a cura delle Brigare di Solidarietà attiva-Toscana

→ 22 marzo, Làbas, Festa degli studenti medi ANTIFA – Bolognina On The Move

→ 23 marzo, Iqbal Masih, Proiezione del documentario sulla Volante Rossa «Facevamo quello che dovevamo»

→ 24 marzo, h.19, Aula C, Facoltà di Scienze Politiche, Strada Maggiore 45: «La resistibile ascesa della peste nera». Chiacchierata sulle origini del fascismo, sulle debolezze che ne permisero l’affermazione, sulle resistenze che ne barricarono la strada.

→ 28 marzo, Circolo Berneri & Atlantide, aperitivo e presentazione di «Anarchismo Queer» con l’autore Samuele Grassi

→ 28 marzo, Lunetta Gamberini, Mujeres Libres, «Aborto o obiezione: siamo libere di scegliere?»

→ 29 marzo, quartiere Murri, passeggiata e attacchinaggio (in bici): Antifa Bike Punx!!!

→ 5 aprile, Berneri-Atlantide-Làbas, Giornata ANTIFASCISTA di quartiere in piazza S. Stefano

→ 11 aprile Xm24 : “Antifascismo e Repressione” con Azione Antifascista Teramo. A seguire cena e concerti : LOS KITANOS (balcan)+ SPANNERS (Antifa Punk from UK)

→ 12 aprile in Murri : “Antifa Bike Punx” – passeggiata e volantinaggio in bici per le strade del quartiere

→ 16 aprile, Circolo Vizioso, via Nosadella 35/A, presentazione di «Millennial Fascism », con l’autrice Emma G. Attraverso l’antropologia, l’autrice si interroga se sia possibile stabilire dove inizi il fascista e dove finisca l’uomo. Cos’è che caratterizza, nel profondo, un fascista del terzo millennio?

→ 21 aprile, Lunetta Gamberini, LUNETTA LIBERA e RESISTENTE!!! Giornata della Liberazione di Bologna nel parco del quartiere. Merenda popolare, Aperitivo Ribelle, tornei di sport per tutt*, proiezioni, dibattiti, mostre, autoproduzioni, mercato e baratto

→ 24 aprile, h.20, Casone Partigiano, via Castello, Rubizzano di San Pietro in Casale: «Suoni resistenti» e presidio antifascista. Il Casone, che è il luogo dove organizziamo Suoni Resistenti, è un simbolo della Resistenza condotta nei nostri territori: nei giorni 18 e 19 aprile 1945 fu il punto di raccolta di tutti i partigiani della zona. Si riunirono il Comando della Seconda Brigata Paolo e rappresentanti della Quarta Brigata Venturoli e il 21 aprile si ebbero i primi violenti scontri con i tedeschi in ritirata, che culminarono nel combattimento di domenica 22 aprile, in tutta la zona che dal Casone va verso San Pietro in Casale a ridosso della ferrovia Bologna-Padova. A seguito dei lavori di bonifica e prosciugamento della valle il Casone, già pericolante, crollò e fu ricostruito negli anni Settanta dai Partigiani della Seconda Brigata Paolo come testimonianza per le generazioni future. Nel 2002 con un atto vandalico di stampo fascista è stato incendiato il capanno degli attrezzi adiacenti al casone. Più o meno da quell’anno, l’Associazione Primo Moroni ha cercato di valorizzare il 24 aprile ridando un significato a quel luogo che non fosse solo commemorativo.

→ 25 Aprile, Pratello Resistente, Mensa popolare-Eat the rich, banchetto Bologna Antifascista

→ 25 Aprile, XM24, Techno Resistence ANTIFA (Detroit Techno Militia)

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Vent’anni dopo «ECN 1992: Seminario sulla Nuova Destra»

Oltre vent’anni fa, la protesta contro una lezione dello storico revisionista Ernst Nolte promossa da Comunione e Liberazione in un’aula dell’Università di Bologna fu il momento di una presa di coscienza antifascista che segnò l’antagonismo sociale di tutti gli anni Novanta.

Ora ECN Antifa ripropone l’opuscolo (qui una scansione dell’originale) derivato da quel seminario del 1992 con interventi di Rudy Leonelli, Antonino Mancini, Rosario Piccolo, Primo Moroni e altri, da cui nacque il progetto di una sezione specifica di ECN sull’antifascismo.

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[BO] dom 16 mar h.16: presentazione del dossier su CasaPound

Nei processi di normalizzazione istituzionale, il neofascismo è un punto di riferimento determinante favorito sia dal revisionismo di Stato (ad esempio a Dongo il sindaco ha cambiato il nome del «Museo della Resistenza» in «Museo della fine della guerra») sia dall’attività coordinata dei media e della polizia (ecco ad esempio un articolo costellato di rituali espressioni del gergo sbirresco per un petardo a Parma). Per questo, conoscere e contrastare il mondo del neofascismo ha una rilevanza di lotta contro lo Stato borghese e il Capitale.

Domenica 16 marzo ore 16 – C.S.O Terzopiano @ via Irnerio 13

Per la campagna Noi restiamo:

Presentazione del DOSSIER di controinformazione sull’associazione di CASAPOUND a cura delle Brigare di Solidarietà attiva-Toscana
Come si organizzano le campagne «sociali» e di «solidarietà» dell’estrema destra

Introduce Andrea Martocchia – Rdc Bologna

A seguire aperitivo popolare

contatti: retedeicomunistibologna@gmail.com

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[Ucraina] Violenze su attivisti antifascisti per mano delle milizie neonaziste

Sul sito della «Mancha obrera» è comparsa la notizia di un assalto neonazista nella regione ucraina di Cherkasy con attivisti antifascisti morti e feriti. Traduciamo l’essenziale. Qui e qui le fonti della notizia. Qui un video. Nonostante le guerre siano sempre accompagnate da racconti tossici e strumentali come mostra Marc Bloch nel volume «La guerra e le false notizie», crediamo che questa notizia non vada sottovalutata e che si tratti di respingere ovunque e comunque quell’«intossicazione nazionalista» con cui il potere capitalistico governa a livello locale la crisi globale. Del resto, basta considerare il caso esemplare del «sospetto cecchino catturato a Kiev» o la forte presenza di neonazisti e antisemiti nostalgici di Hitler nel nuovo governo ucraino per comprendere che la partita è assai più complessa, terribile e pericolosa di una semplice contesa geopolitica fra mondo occidentale e Russia…

Il 20 febbraio otto autobus partiti dal sud dell’Ucraina con l’intenzione di partecipare ad azioni «antimaidan» hanno subito un’imboscata da parte di gruppi neonazisti nella regione di Cherkasy.

Le milizie paramilitari ucraine di Leviy Sektor hanno fermato il convoglio di autobus con i manifestanti impugnando armi da fuoco e lanciando una molotov sul primo bus.

Fatti subito prigionieri tutti i passeggeri, i neonazisti hanno rubato loro soldi e oggetti di valore e bruciato ogni altra cosa. Li hanno malmenati, li hanno costretti a cantare l’inno dell’Ucraina mentre gli orinavano sopra, ad alcuni hanno tagliato le orecchie o li hanno costretti a correre nudi e altre sevizie, e chi non si prestava con abbastanza convinzione veniva ulteriormente pestato.

L’assalto è durato ben sette ore, dalle 16 alle 23 del 20 febbraio, e il risultato pare essere stato una fossa comune in una vicina discarica dove sarebbero state sepolte un numero imprecisato di vittime, o di pestaggi eccessivamente violenti o di vere e proprie esecuzioni con un proiettile in testa. Tra i sopravvissuti, i feriti si contano a decine.

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Fratelli di truffe e di stragi

Quarant’anni dopo la strage di Piazza della Loggia e i depistaggi dello Stato, un tribunale scopre l’acqua calda: la strage di Brescia fu compiuta dall’estrema destra neofascista con il favoreggiamento dello Stato…

Intanto a Milano apre la sede neonazista di «Lealtà e Azione» in locali di proprietà di emissari di un clan della ’ndrangheta, a conferma dei rapporti sotterranei fra mafie e personaggi del neofascismo come Pasquale Guaglianone, ex tesoriere degli stragisti dei NAR condannato per associazione sovversiva e banda armata.

Invece i neofascisti moderati di «Fratelli d’Italia» rimettono nel loro simbolo elettorale la fiamma del MSI, che dovrebbe raffigurare una fiamma che esce dalla bara di Mussolini. Quella fiamma «sacra» a squadristi e assassini che ha continuato a bruciare troppe vite umane negli ultimi sessantanove anni…

Ma più che neofascisti moderati, i «Fratelli d’Italia» andrebbero chiamati fratelli di truffa: dopo l’arresto a Rosarno del coordinatore di «Fratelli d’Italia» Rocco Castagna per truffa aggravata e riciclaggio, ecco ad esempio il vicepresidente della Provincia di Milano Umberto Novo Maerna che ora è indagato per 10.800 euro concessi nel 2010 a una associazione di paracadutisti del suo amico ed ex compagno di partito in AN, Dario Macchi.

Del resto, a Bologna è un ciarlatano del calibro di Massimiliano Mazzanti ad essersi messo in lista

Eia eia alla larga
!

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[BO] Donne partigiane nei nostri quartieri

Circolo PRC Adele Mazzetti

Donne partigiane nei nostri quartieri


1 marzo 2014 ore 16.30
Via Menganti 8 – Bologna

Presentazione del diario di Adele Mazzetti: Per amore solo per amore, a cura di Delfina Tromboni

Quando «Dileìna», Adele Maria Raffaella Mazzetti, riceve la notizia dell’arresto del fidanzato, l’antifascista Bruno Tubertini, ha appena compiuto 25 anni e si sta rimettendo da una dolorosa malattia. Il 1° dicembre 1937, ben lontana dal pensare ad un destino per un breve tratto simile a quello del fidanzato, aveva iniziato un diario, forse per consolarsi, forse per annotare ogni suo spostamento, nel caso la polizia, come era prevedibile, fosse arrivata fino a lei. È proprio il diario, insieme a qualche libro «proibito» dalla censura politica fascista, a determinare il suo deferimento al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, che non potrà però procedere nei suoi confronti per mancanza di prove, non riuscendo i funzionari incaricati a dimostrare che le espressioni fortemente sottolineate in blu dagli addetti della questura testimoniassero qualcosa di più del suo legame amoroso con Bruno. Come se avesse agito per amore, e solo per amore, Adele sarà dunque rimessa in libertà nel giro di qualche tempo, ed il suo diario sigillato in una busta che, conservata agli atti del Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, è giunta intonsa fino a noi.

Interverrà:
Antonella Guarnieri (Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara)

seguirà cena popolare

22 marzo 2014 ore 16.30
Via Menganti 8 – Bologna

Presentazione del libro: S’atâurn indrî: storia della donna Ermina Mattarelli, a cura di Michela Di Mieri e postfazione di Dodi (Domenico Maracino). Vedi qui e qui e qui.

Interverrà:
Michela Di Mieri

seguirà cena popolare

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[BO] sab 22 feb h.15: «Il movimento NoTav chiama, Bologna risponde»


Il movimento NoTav chiama, Bologna risponde

22 febbraio giornata di mobilitazione nazionale: a Bologna concentramento alle ore 15 in piazza Ravegnana

Dopo mesi di criminalizzazione mediatica contro il movimento NO TAV, il 9 dicembre 2013 quattro attivist@ (Chiara, Mattia, Claudio e Niccolò) vengono arrestati su mandato della Procura di Torino perché accusati di aver partecipato ad un’azione contro il cantiere avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 maggio.

Un’azione che, come già accaduto nelle pratiche del movimento, aveva danneggiato alcune attrezzature del cantiere. Per la Procura di Torino si tratta di «attentato con finalità di terrorismo». Per noi si tratta di una giusta resistenza. Leggi tutto su Zic.

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