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«Non vergognarti dei sogni…»

In una poesia di fine anni Ottanta, Il cimitero dei partigiani, un poeta descrive una sorta di sogno in cui lo spettro di un immaginario partigiano Colibrì racconta la propria morte e poi cerca di stringere la mano al vivo che si scansa impaurito suscitando le risa e gli sberleffi dei fantasmi. Ed è forse un modo per dire che non può esserci rivolta e liberazione per i vivi senza memoria e verità per i morti.

Qui, vivo tra i vivi nel desiderio
uno staccò l’oblio e mi venne incontro.
«Ascoltami, fermati un istante, perché vedo
che hai fretta, io sono Pellegrino
Battista, Colibrì, vedi che ti arrivo alle spalle,»
e rideva sotto gli occhi neri e il ciuffo, «mia madre
abita a San Defendente, è ancora tra voi,
dille che mi hai visto, che sono
come l’ultima volta che mi vide,
morii il giorno dopo, in un’imboscata.
Cadendo sentii l’erba nella bocca, ho sofferto.
Dille che la seguo, che le sono accanto,
che nulla del suo pianto è andato perduto,
perché nessuna lacrima è sprecata nella vostra valle.»
E fece per prendermi la mano, ma io mi scansai,
per paura del vuoto abbraccio.
Sorrise, risero gli altri, uno fece una pernacchia.
«Battista, Colibrì, pensi che io debba
davvero farlo, pensi che mi crederanno?»
«Non vergognarti dei sogni e nemmeno
di questo viaggio tra sogno e veglia,
starà alle tue parole essere creduto,
conquìstati il rispetto con la tua lingua»

Ai nostri occhi non può ottenere alcun rispetto quel discorso – mosso anche dalle migliori intenzioni – che nasconda o sottovaluti la materialità, la concretezza dello sfruttamento, dell’oppressione e dell’ingiustizia sociale.

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[BO] Anche l’ANPI e l’Associazione Nazione Rom contro il presidio razzista di Forza Nuova

Mentre il nazileghista Mario Borghezio viene contestato a Milano, a Bologna pure l’ANPI prende posizione contro il presidio xenofobo di Forza Nuova che si dovrebbe tenere sabato 18 maggio davanti all’Ospedale Maggiore, definendolo una «provocazione razzista».

A protestare contro l’iniziativa di Forza Nuova sono anche l’Associazione Nazione Rom e il Consiglio cittadino rom di Bologna che organizzano per sabato mattina alle 12, sempre davanti all’Ospedale Maggiore, una «manifestazione antirazzista in difesa della libertà, dignità e vita umana».

Intanto il sindaco Virginio Merola – tanto attivo nel voler far fallire a tutti costi il Referendum sulla scuola pubblica – tace come sempre, e sarebbe ora di chiederne pubblicamente le dimissioni per la sua manifesta nullità in fascia tricolore.

Oltre mezzo milione di rom e sinti furono uccisi nei campi di concentramento nazista. Partigiani rom e sinti hanno combattuto il nazifascismo per la nostra libertà come Amilcare de Bar morto qualche anno fa.

Con il suo inossidabile, vergognoso silenzio, il sindaco Merola non fa che avvallare tutte le «provocazioni razziste»  – ma si dovrebbe dire: istigazioni all’odio razziale – dei neofascisti & leghisti insediati a Bologna: da quelle antisemite a quelle antizigane

Per chi volesse approfondire il problema del razzismo antizigano, qui vi è il pdf di una raccolta di saggi su «Invisibilità ed esclusione del popolo rom».

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[BO] gio 16 mag h.16.30: Foibe, diciamola tutta! – intervento della storica Alessandra Kersevan

Si terrà oggi 16 maggio il secondo incontro del seminario antifascista promosso da collettivo Volya con una riflessione sulla manipolazione mitologica della storia:

Foibe, diciamola tutta! – intervento della storica Alessandra Kersevan
Interviene Alessandra Kersevan
Introduce Basilio del CasoS – Progetto di comunicazione storica
Giovedì 16 maggio, ore 16.30
Facoltà di Scienze Politiche
Strada Maggiore 45, Bologna

Con questo secondo appuntamento il Collettivo Autorganizzato Volya intende presentare uno specifico uso mitologico di un fatto storico. Considerando infatti l’organizzazione jesiana del senso mitico in mano alle destre, il caso foibe offre un paradigmatico modello retorico e istituzionalizzato di uso della storia e manipolazione del mito. Leggi tutto su Volya.

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[FE] Mega-flop di Forza Nuova

A Ferrara flop comico dei neonazisti di Forza Nuova che portano in piazza xenofobia e familismo. Ottanta camerati provenienti da Treviso, Verona, Rovigo, la Romagna, le Marche e Bologna, con il solito supporto della Questura… Ecco la spassosa cronaca della «Nuova Ferrara»:

Destra anti-immigrati nella piazza vuota

Ottanta persone in corteo, l’unica scaramuccia è tra manifestanti sul dopo Fiuggi. Fatta spostare un’isolata contestatrice
Continued…

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[Roma] 12 maggio: la Questura vieta il corteo? In piazza lo stesso

Per domenica la Questura di Roma ha proibito ogni manifestazione che possa infastidire la processione di fascisti e integralisti cattolici. Ma i promotori del corteo contro femminicidio e Marcia per la Vita confermano l’appuntamento: alle 9 a Campo de’ Fiori. Vedi Contropiano, Le Ribellule e Femminismo a Sud.

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[BO] sab 18 mag: presidio antifascista contro l’ennesima provocazione razzista di Forza Nuova

Non v’è dubbio che il razzismo neofascista – venga da Forza Nuova, da CasaPound o da altre frange dell’estrema destra – cominci a rivoltare nel profondo questa città e il fatto che le mobilitazioni di migliaia di persone e le lettere aperte di gruppi di quartiere siano rimaste senza risposta dimostra tutta l’inadeguatezza di chi pretende di governare Bologna e questo paese. Ed è un segno dell’estendersi della riprovazione collettiva il fatto che il 18 maggio a Bologna i Comunisti Italiani abbiano voluto lanciare un appello per un presidio contro l’ennesima provocazione razzista di Forza Nuova.

FORZA NUOVA: COMUNISTI ITALIANI, FERMARE L’ENNESIMA PROVOCAZIONE

Appello per un presidio a tutte le forze democratiche di Bologna

Abbiamo appreso che Forza Nuova ha indetto una manifestazione il 18 Maggio a Bologna. Questa volta l’obiettivo sono i Rom.

Ancora una volta l’intento è quello di dividere le classi popolari tra sfruttati e poverissimi: mentre l’Italia è massacrata dalla crisi capitalistica e si vede sottrarre 50 Miliardi di Euro all’anno dal Fiscal Compact e dall’austerità europea, Forza Nuova cerca di distrarre la rabbia popolare verso obiettivi che non disturbino il grande capitale e i padroni di ogni nazione.

Non dobbiamo dimenticarci che questi movimenti fanno riferimento a un’ideologia che, oltre ad avere portato morte e distruzione in tutto il continente, ha imposto una dittatura del capitale che, nel nome di un presunto interesse nazionale, ha permesso di sfruttare e impoverire operai e mezzadri, oltre ad aver fatto una spietata e omicida politica imperialista e colonialista in Africa. Forse sperano che la rabbia per la crisi economica e l’austerità li avvantaggi. Continued…

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Varie e presidio al CIE di Modena sab 11 mag alle h.15

Dopo l’immaginaria aggressione di Parma, l’ufficio marketing di CasaPound era incerto se scodellarci ancora palline rosse nelle fontane o manichini appesi ai lampioni, ma ha pensato bene di prendere posizione riguardo al Referendum sulla scuola pubblica che si terrà a Bologna il 26 maggio 2013, dalle ore 8 alle 22, con la possibilità di votare nelle 65 sedi individuate per i seggi.

Ovviamente, CasaPound fa sempre le cose in grande come una macchina ben oliata dai sussidi e i favori del centrodestra, e per il referendum bolognese ha appeso qualche striscione a Parma e a Siena e…, come dicono sempre, «in ogni città italiana», e Lorenzo Bernardini – responsabile provinciale di Blocco Studentesco – ha fatto il solito comunicato.

Non fanno comunicati ai giornali, invece, quando i militi felsinei di CasaPound chiamano a parlare un intellettuale che si autodefinisce «nazista» per un’ammiccante conferenza sui pamphlet antisemiti di Céline.

Del resto, anche quando si trovano a professare ufficialmente la loro ideologia razzista, i neofascisti usano un linguaggio ripulito ben diverso dalle dottrine nazistoidi che spacciano sottobanco e dalle aggressioni che compiono. Ecco una recente nota ufficiale di CasaPound:

«Il ritorno alla carica sulla questione dello ius soli da parte del ministro Kyenge, dopo il pressing di Riccardi nel precedente governo, dimostra ancora una volta che le istanze cosmopolite tipiche dell’estrema sinistra trovano un terreno particolarmente fertile nei periodi di commissariamento della politica ad opera dell’alta finanza. Siamo contrari all’introduzione dello ius soli e promettiamo manifestazioni a oltranza qualora la proposta trovasse un concreto sbocco legislativo».

Peraltro, dopo quindici anni di leggi razziste e di lager etnici, oggi lo Stato vede bene che lo sfruttamento spietato della manodopera migrante non ha potuto sottrarlo alla crisi globale e il mondo della politica sente crescere sempre più un ipocrita senso di colpa per gli orrori passati e la volontà di prendere le distanze dal razzismo delle istituzioni centrali.

A Novara il Comune consegnerà un «attestato simbolico» di cittadinanza italiana ai bambini nati da genitori stranieri con una cerimonia ufficiale… il 2 giugno. A Bologna, dopo l’«attestato simbolico» del Comune, arriverà anche quello della Provincia

Noi sappiamo cosa sono stati i CPT e poi i CIE. Non dimenticheremo i vostri nomi, Giorgio Napolitano, Livia Turco, Gianfranco Fini, Umberto Bossi. Non dimenticheremo lo sceriffo Cofferati e il suo squallido vice Virginio Merola.

Proprio oggi, sabato 11 maggio, si terrà a Modena un presidio contro il CIE nella consapevolezza che soltanto le rivolte hanno potuto incrinare la macchina atroce del razzismo di Stato: «La rabbia e la determinazione dei reclusi ha portato alla chiusura di molti di questi lager tra i quali quello di Lampedusa, di Gradisca d’Isonzo, di Bologna e al danneggiamento di molti altri, ora quasi inservibili».

E lo stesso si dica per i neofascisti insediati a Bologna. In campagna elettorale Virginio Merola – il sindaco così equanime da voler far fallire a tutti costi il Referendum sulla scuola pubblica – aveva affermato ripetutamente che a Bologna non vi sarebbe stato spazio per una sede di CasaPound:

«Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo e sulla negazione dei campi di concentramento. Non c’è e non ci può essere. Mi auguro non sia questa l’intenzione di CasaPound, perché se c’è un’intenzione di questo tipo non ha cittadinanza a Bologna».

Ops!

John F. Kennedy, cioè quel «sincero democratico» che i sinistri d’ogni risma non cessano mai di invocare come loro modello, diceva che coloro che rendono impossibile una rivoluzione civile rendono inevitabile una rivoluzione violenta…

Intanto in un ristorante di Roma ieri è stata contestata la neofascista Renata Polverini: «Voi che magnate senza ritegno – ha urlato una donna dal gruppo entrato nel ristorante – vedo che siete in carne, siete in forma. Organizzate anche, domenica, una straordinaria Marcia per la Vita con i vostri amici di Forza Nuova e Militia Christi, voi, lei in particolare che la vita l’avete strozzata, tagliando la sanità della regione Lazio, vi dovete vergognare».

E il «Sole24ore» parla di un «nuovo caso di intolleranza»… Intolleranza!? Se si fosse trattato di un agguato neofascista o di un’aggressione xenofoba, il «Sole24ore» non ci avrebbe certo prestato attenzione o, al limite, avrebbe scritto «rissa tra balordi»…

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[BO] sab 18 mag h.15: ennesima iniziativa razzista dei neonazisti di Forza Nuova

Ai neofascisti, che in tempi di «solidarietà nazionale» non beneficiano più del sussidio del centrodestra, ormai non resta che la carnevalata lugubre del razzismo e della xenofobia.

A Milano, i neofascisti se la prendono con il Piano Rom del Comune diffondendo un volantino che annuncia:

«Mercoledì 8 maggio ore 15.30 raduno di tutti i veri italiani in piazza San Babila (vicino alla fontana) per partecipare ai lavori del consiglio comunale di Milano dove si discuterà il cosiddetto piano Rom».

In calce tre firme: Circolo culturale Domenico Leccisi, Gioventù di Ferro e Gioventù della Fiamma.

Così, durante la seduta per discutere il piano Rom, alcuni neofascisti urlano, fanno il saluto romano assicurando la propria «fierezza» di essere fascisti, e salutano i consiglieri con un «ci vediamo in strada».

Anche a Bologna il razzismo antizigano viene promosso dall’ultradestra nel tentativo di mobilitare «tutti i veri italiani». Già la Lega Nord di Magnes Bernardini aveva recitato qualche settimana fa la sua comica pantomima contro i Rom nel parcheggio dell’ospedale Maggiore. Ora ci prova Forza Nuova invitando la cittadinanza a «partecipare»:

«Forza Nuova sezione di Bologna, comunica che in data 18 Maggio 2013 alle ore 15:00, si terrà un PRESIDIO nell’area antistante l’Ospedale Maggiore di Bologna.

L’area antistante l’Ospedale Maggiore di Bologna è ormai terra di nessuno, luogo di scorribande da parte dei numerosi Rom che bivaccano nel campo che sorge a poche decine di metri, e terreno d’azione di parcheggiatori abusivi che operano nel parcheggio. Questa intollerabile situazione, che si riflette su tutta la zona, a scapito di familiari dei pazienti e commercianti, richiede una risposta forte e duratura. Forza Nuova sarà presente a scadenze regolari sul territorio, con l’obiettivo di creare un deterrente e l’allontanamento fisico di Rom e abusivi, questo chiede il popolo e questo è quello che faremo».

È ora di dire basta a questi gruppuscoli di neonazisti il cui «deterrente» è l’intimidazione, il pestaggio, l’omicidio, il razzismo, l’antisemitismo, l’omofobia

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[BO] ven 10 mag h16:30: Contro ogni fascismo – Cultura di destra di Furio Jesi

Riceviamo e condividiamo il programma del seminario antifascista promosso dal Collettivo Volya che comincerà questa settimana con un primo incontro su Jesi:

Presentazione di Cultura di destra di Furio Jesi
Interverranno Giorgio Forni e Andrea Cavalletti
Venerdì 10 maggio, ore 16:30
Facoltà di Scienze Politiche
Strada Maggiore 45, Bologna

In un momento in cui i nuovi fascismi si affacciano sempre più violentemente sulla scena politica europea, con intimidazioni, aggressioni e omicidi, contro tutto ciò che è «diverso» o non «puro» («purezza» che può essere declinata in vari modi, a seconda della situazione) è sempre più necessario articolare un’analisi che riesca a evidenziare i meccanismi di produzione del consenso di questa ideologia.

È necessario decostruire quella «macchina mitologica» che è il vuoto contenitore e il paravento ideologico attraverso cui i fascismi creano nuovi adepti e tentano di cavalcare il malcontento provocato dalla crisi. Questi «materiali mitologici» vengono poi utilizzati per la propaganda di xenofobia, antisemitismo, odio per il «diverso». A questi materiali non attingono solo i gruppi neofascisti e neonazisti ma quella più generica cultura «di destra» e reazionaria, identitaria che si erge a difesa dell’ordine costituito e dell’autorità.

Furio Jesi definiva la cultura di destra come «la cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare nel modo più utile, in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l’iniziale maiuscola».

È partendo dall’analisi di questa cultura e dei suoi meccanismi di riproduzione che possiamo disvelare i meccanismi identitari nella nostra società, humus naturale di tutte le forme di intolleranza e discriminazione.

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Nihil sub sole novum: neofascisti tra squadrismi e piagnisteo

Se si astrae dal contesto della lotta di classe, fascismo e antifascismo possono sembrare ideologie opposte collocate su uno stesso piano. Ma non è così.

Intanto, lo squadrismo fascista e neofascista ha sempre operato e opera in sinergia con gli apparati dello Stato e con le istanze di controllo del capitale. È quella collaborazione fra «squadrismo legale e illegale» di cui parlava Luigi Fabbri già nel 1921 fra le pagine della Controrivoluzione preventiva.

Non vi è solo quella fascistizzazione delle istituzioni repressive che in Italia, da più di dieci anni, fa un numero rilevante di morti e feriti solo per estro sadico e omicida: Bolzaneto, la Scuola Diaz, Carlo Giuliani, Marcello Lonzi, Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Aldo Bianzino, Giuseppe Turrisi, Stefano Brunetti, Manuel Eliantonio, Stefano Frapporti, Francesco Mastrogiovanni, Stefano Cucchi…

Vi è anche quella complicità tra neofascisti, istituzioni e media per cui ogni aggressione squadrista, da tanti anni, risulta sempre e comunque una «rissa tra balordi». E, dopo le provocazioni e le violenze, gli aggrediti vengono di solito vessati anche dalla polizia.

Come è avvenuto a Napoli in questi giorni durante un presidio sotto la Prefettura in piazza Plebiscito, dove un gruppo di neofascisti – capeggiati da Salvatore Lezzi, noto neofascista di Forza Nuova, a processo nel 2003 per aver chiesto tangenti ai disoccupati delle cooperative, in combutta con camorristi – ha di fatto collaborato con la polizia nell’aggredire e disperdere un presidio di studenti. E, secondo il copione consueto, gli studenti fermati hanno subito nei locali della Prefettura intimidazioni fisiche e verbali e persino danneggiamenti agli effetti personali da parte delle forze dell’ordine.

Ma lo squadrismo effettivo dei neofascisti si coniuga a un continuo, mimetico piagnisteo vittimista. Ad esempio, secondo CasaPound qualche sera fa a Parma alcuni compagni avrebbero tentato un assalto alla loro sede.

Come abbiamo avuto modo di rilevare altre volte, il «discorso» dei turbofascisti di CasaPound cerca sempre di scimmiottare, di copiare in maniera goffa, i comunicati che si fanno quando gli aggressori sono i neofascisti. Anzi, tutta la loro azione si può ricomprendere in questo atteggiamento: il copiare dai movimenti antagonisti il linguaggio, il scimmiottarne le azioni, come per far credere di giocare sullo stesso piano.

Ma nonostante il grande ammontare di danari che spendono, il risultato è spesso una pantomima ridicola e la farsa viene subito smascherata: la copia, per quanto accurata, la finzione, per quanto ben recitata, non risulta mai convincente. E la recita del vittimismo, come le palline nelle fontane o i parchimetri incappucciati, diventa l’ennesimo espediente per strappare un istante d’attenzione sui media di regime (d’altro canto sono bravini a fare le vittime: per Parma vedi 1, 2, 3, 4, 5).

Occorre allora ribadire il carattere «incomparabile» dell’antifascismo. Qualsiasi lettura del conflitto tra fascismo e antifascismo in termini di dicotomia è semplicemente errata e non fa meraviglia che i militi di CasaPound cerchino incessantemente di accreditarla.

Non si tratta di termini antitetici – che sottintenderebbero una sorta di equivalenza con il segno invertito, – ma da un lato il fascismo promuove una cultura basata sul «vuoto» e sul mito della «purezza», dall’altro il mondo dell’antifascismo si compone di culture ibride, degeneri, nomadi, plurali, rizomatiche, insieme demolitrici e creative, autenticamente ribelli e rivoluzionarie.

Proprio il mito della «purezza», per cui ogni «diversità» o pluralismo appare aggressivo e da distruggere, alimenta la contraddizione fondamentale e permanente tra le parole e le azioni dei neofascisti: tanto più il loro discorso è vittimistico – ed è la stessa macchina mitologica della destra che ha il suo motore nel vittimismo – quanto più le loro azioni sono aggressioni brutali e violente.

Nonostante CasaPound si dichiari del «terzo millennio», il suo «discorso» è sempre quello ripetitivo e sempre uguale di tutti i neofascismi, così come sempre le stesse sono le loro azioni di squadristi «illegali» al fianco dello squadrismo «legale» dei poteri repressivi.

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