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[BO] Manifestazione antifascista

Città antifascista e resistente, Bologna ha sempre saputo rendere la vita difficile ai fascisti. Solo poche settimane fa in centinaia abbiamo   manifestato nel quartiere Murri contro la presenza di una sede di Casapound.

Sabato, a tre giorni dall’anniversario della strage di Piazza  Fontana, proprio mentre un corteo metropolitano starà attraversando la  Milano ferita 43 anni fa dalla bomba fascista, i neonazisti di Forza  Nuova intendono sfilare in dodici città italiane, tra cui Bologna. Il  manifesto diffuso  in rete porta lo slogan “Forza Nuova al potere”. Poche  ore dopo la  convocazione del corteo, in Bolognina, ignoti vandali hanno  ridotto in pezzi la corona affissa sulla lapide che in via Di Vincenzo ricorda i partigiani Bruno Monterumici e Vasco Mattioli.

Forza  Nuova è una formazione oscurantista, ispirata dalla peggiore ultradestra europea e ad essa interconnessa, predica razzismo,  omofobia, intolleranza. I suoi componenti si sono resi protagonisti di  numerosi atti di violenza squadrista, fin sotto le Due Torri.

Pur sapendo tutto questo, l’amministrazione comunale concede a questi soggetti di sfilare in città e discute in consiglio di quartiere la solidarietà a CasaPound.

Crediamo  necessario ritornare in piazza con parole e pratiche di libertà e uguaglianza.

 Invitiamo tutte e tutti a unirsi a noi in una manifestazione antifascista, sabato 15 dicembre alle ore 13 in Piazza del Nettuno, di fronte al Sacrario dei partigiani e delle partigiane caduti per la libertà.

BOLOGNA ANTIFASCISTA

Per adesioni: staffetta a riseup punto net
Adesioni:
Asia-Usb
Casa Popolare XXI aprile 1945
Circolo Anarchico “C. Berneri”
Collettivo Femminista Mujeres Libres
Collettivo Iqbal Masih
Collettivo Malasorte
Coordinamento Antifascista Murri
Giovani Comunisti – PRC
Labàs
Lab57
Lazzaretto
Nodo Sociale Antifascista
Tpo
Tsunami
XM24
Circolo “Che guevara” – PRC Navile
Vag61
Circolo Panenka
Il Caso S.
Bartleby
Associazione Vecchio Son
Atlantide

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Da Milano a Messina l’Italia si mobilita contro Forza Nuova

In molte città sabato 15 dicembre si terranno presidi e manifestazioni antifasciste contro i cortei organizzati da Forza Nuova con grande dispendio di mezzi, di parole e di provocazioni.

A Milano la mobilitazione antifascista che culminerà sabato 15 con il corteo contro Forza Nuova, è già incominciata con l’occupazione degli uffici dell’Aler (ex Iacp) dopo la concessione di una sede al gruppo nazifascista degli Hammerskin.

Le ragioni attuali dell’antifascismo e la necessità di esprimere tempestivamente e risolutamente un NO al neonazismo razzista e familista sono chiarite bene dal comunicato che ha indetto la manifestazione che si terrà il 15 dicembre a Messina:

«Invitiamo tutti i soggetti sociali, politici ed associativi a mobilitarsi il 15 dicembre per respingere formazioni neofasciste, che teorizzano la superiorità della razza bianca e che praticano intolleranza e violenza razzista come tampone alla crisi economica.

Questo è un periodo terribilmente fertile per “parlare alla pancia della gente”, instillando odio e ostilità, individuando nel migrante, nei meridionali, nei gay o in quant’altro il capro espiatorio.

Bisogna disinnescare questi “ordigni sociali” disseminati giornalmente da queste organizzazioni fasciste, che alimentano paure e rischiano di stimolare derive securitarie che hanno prodotto fenomeni come “Alba Dorata” in Grecia, organizzazione di chiara natura squadristica. È sintomatico e inquietante che alle prossime elezioni regionali lombarde il candidato si presenterà con il simbolo della destra filonazista e xenofoba di Alba Dorata.

Crediamo che il 15 dicembre gli antifascisti debbano mobilitarsi per impedire qualsiasi provocazione squadrista. Chiediamo a tutti di attivarsi per presidiare il territorio regionale ed impedire che si oscurino le ragioni sociali nate dalla Resistenza, per riproporre violenza, razzismo e prevaricazione.

Il giorno 15 dicembre ribadiamo che anche in questa città non ci sarà spazio per i fascisti!»

Non si poteva dir meglio. Ora e sempre resistenza!

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[BO] Ancora un oltraggio alla memoria partigiana in Bolognina

Quando c’è una qualche manifestazione neofascista in città, riparte la solita campagna di vandalismi dei militanti neofascisti. Così, il 9 dicembre vi è stato l’ennesimo episodio contro la corona affissa sulla lapide in ricordo dei partigiani Bruno Monterumici e Vasco Mattioli in via di Vincenzo, in Bolognina. Non è la prima volta che questa lapide viene bersagliata: vedi 1, 2, 3, 4… Già già, il 15 dicembre sfila Forza Nuova a Bologna

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[BO] sabato 15 dicembre Forza Nuova manifesta in Piazza dei Tribunali

Ormai i neonazisti, leghisti o neofascisti li conoscono quasi ovunque. Non solo per gli omicidi, i pestaggi, le violenze razziste, omofobe, sessiste, squadriste, ma anche perché nell’ultimo ventennio hanno abbondantemente mangiato nella greppia del potere. Così è stato per l’ormai scomparsa Lega Nord. Così è accaduto per i gruppi neofascisti sovvenzionati da sindaci come Alemanno o da governatori regionali come la Polverini. E con tutti quei soldi, concessioni, appalti, favori… poi nascono le faide interne…

A Bologna neofascisti e neonazisti non sono mai riusciti a prendere piede. Ma la Questura e il Comune di Bologna pare si adoperino ad ammorbidire il forte sentimento antifascista della città.

C’è il Quartiere Santo Stefano che sta diventando una centrale dell’estrema destra. C’è il Comune di Bologna che ha addirittura affisso negli appositi spazi a pagamento i manifesti di “Fascismo e libertà”. Ci sono le piccole squadrette razziste. C’è CasaPound che rilancia le sue provocazioni esplicitamente fasciste e velatamente razziste. E ci sono i neonazisti di Forza Nuova che svolgono regolarmente i loro presidi xenofobi, e che il 15 dicembre 2012 dalle ore 15 faranno addirittura una manifestazione pubblica da Piazza dei Tribunali.

Forza Nuova? Quelli che il 25 aprile esponevano a Milano la bandiera della Repubblica di Salò che, fra le altre cose, collaborò attivamente allo sterminio nazista degli ebrei italiani? Già, proprio loro. Nel silenzio delle istituzioni cittadine.

Con l’aggravarsi della recessione economica, i ceti dirigenti si rendono ben conto che dovranno fronteggiare la rabbia e la rivolta di quella massa di persone a cui è stata tolta la possibilità stessa di un’esistenza accettabile.

Per questo in questi ultimi anni abbiamo assistito a un incremento di provvedimenti autoritari, a pratiche crescenti di controllo sociale, a campagne pervasive di disciplinamento.

E non a caso sono cresciute le simpatie dei ceti dirigenti verso i gruppi neofascisti, patriottici, nazionalisti. Ma non riusciranno a ingannare e opprimere un’altra volta la gente come hanno fatto nel Ventennio. Non passeranno.

La tempesta è in arrivo, riesci a sentirlo?

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[MI] sab 15 dic h.15: manifestazione in ricordo della strage di Piazza Fontana e contro la concessione di spazi pubblici ai neofascisti

Riceviamo e condividiamo questo appello contro la concessione a Milano di uno spazio pubblico a un’associazione neonazista.

Inoltre, sabato 15 dicembre si terrà a Milano una manifestazione per ricordare la strage di Stato di Piazza Fontana e contro i pericoli attuali del neofascismo. Concentramento alle ore 15 in Piazza Venezia.

Appello per chiudere le sedi nazi-fasciste

CHIUDERE LE SEDI NAZI-FASCISTE È UNA QUESTIONI DI LIBERTÀ.

BASTA CONNIVENZE, BASTA COMPLICITÀ. NO NAZI IN MY TOWN

Dovrebbe occuparsi di trovare casa ai meno abbienti; dovrebbe gestire il patrimonio immobiliare pubblico per alleviare il peso della crisi.

Parliamo dell’Aler, un tempo Iacp; e parliamo di abitazioni comprate con i soldi di tutti, con le tasse dei lavoratori. Per gestire l’Aler hanno nominato ben 17 dirigenti, e nessuno di loro guadagna meno di 100.000 euro all’anno (dunque ognuno ci costa almeno 150.000 euro all’anno). Con il bel risultato di mandare edifici in malora, oppure di lasciarli sfitti, svenderli, o regalarli alla mafia in uso gratuito; ma guardandosi bene dall’aiutare i ceti popolari travolti dalla crisi.

Di recente hanno passato il segno. Hanno dato in locazione (agevolata, molto agevolata) uno spazio ad una (pretesa) associazione culturale di estrema destra, Lealtà e Azione, qui a Milano in Viale Brianza 20, nella zona di città in cui prese le mosse la resistenza antinazista e antifascista, in cui i repubblichini consumarono crimini ed eccidi. Nel loro sito i legionari (si chiamano così!) di Lealtà e Azione citano il rumeno Codreanu, il fondatore della Guardia di ferro, alleati e collaborazionisti del nazismo, rastrellatori di ebrei e zingari. Si tratta di una filiale italiana di un gruppo neonazista che opera in vari paesi; con una spada per simbolo che rievoca esperienze e passato palesemente fascisti.

Chi ha dato, con trattativa privata, i locali a questa gente, che nascosta dietro una ridicola associazione culturale si dedica ad una spregevole apologia del razzismo, delle dittature, delle legioni e del superuomo hitleriano? Forse uno dei dirigenti di Aler, il nostalgico Osnato (110.000 euro annui)? La giunta, i consiglieri comunali, provinciali e regionali tutti, i candidati alle primarie, chiunque sia direttamente o indirettamente responsabile (o aspiri a diventarlo) delle istituzioni cittadine e dunque delle politiche di Aler che non è una azienda di proprietà privata, ma pubblica, deve subito e senza esitazione pretendere dai vertici di Aler la revoca della concessione agevolata per lo spazio di Viale Brianza (ed egualmente per lo spazio di Via Bassano del Grappa). Debbono impegnarsi, subito e senza tentennamenti, a trovare i responsabili di questa grottesca agevolazione data alla destra estrema razzista, a chiederne conto, a rimuoverli dalle cariche occupate, a porre fine ad uno scandaloso aiuto fornito a Lealtà e Azione.

Dopo l’aggressione di domenica scorsa in stazione Centrale per mano di due neonazisti, non è necessario attendere altre coltellate e nuove vittime; liberiamo adesso Milano, una città antifascista e indignada che non tollera aspiranti legionari che si richiamano ai loro predecessori e con loro ai forni crematori. Liberiamola da tutte le sedi nazifasciste, a Quarto Oggiaro, in piazza Aspromonte, in Via Bassano del Grappa e in Viale Brianza (le ultime due di Aler), indichiamo chiaramente i responsabili di connivenze e complicità.

Il 13 dicembre dell’anno scorso un neofascista di un’altra sedicente associazione di nostalgici del ventennio, ha ucciso nel centro di Firenze a colpi di pistola Modou e Mor e ferito altri tre ragazzi. Queste aggressioni non sono più tollerabili, non è più tollerabile il razzismo becero e ignorante dei fascisti di oggi, per niente diversi da quei fascisti al servizio dei Servizi Segreti che hanno messo una bomba in Piazza Fontana il 12 dicembre nel 1969. Milano, città medaglia d’oro per la Resistenza, non dimentica: mantenere viva la memoria vuol dire ricordare le vittime di piazza Fontana, ricordare Dax, ricordare Modou e Mor ma soprattutto chiudere tutti gli spazi neofascisti.

Il 12 e il 15 dicembre la Milano antifascista e antirazzista scenderà in piazza per pretendere in tempi di crisi, diritti per tutti contro il pericolo di nuovi autoritarismi e derive a destra.

Per firmare l’appello scrivere a 2013@daxvive.info

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[BO] Lettera aperta del Coordinamento Antifascista Murri

Riceviamo e condividiamo il seguente comunicato del Coordinamento Antifascista Murri.

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All’attenzione del Sindaco Virginio Merola e dell’ANPI di Bologna

Alcune considerazioni sul quartiere Murri e la città, sui rigurgiti neofascisti e sulla mobilitazione popolare per la chiusura della sede di CasaPound.

Nei primi mesi del 2012 il partito fascista CasaPound apre di soppiatto una propria sede in via Malvolta 16D, dietro il nome di Associazione Sole e Acciaio. CasaPound è conosciuta da tempo in tutto il territorio italiano per le proprie azioni violente. Solo nel corso degli ultimi due anni sono state decine le aggressioni, dal Lazio all’Abruzzo, dalla Toscana al Trentino, dall’Emilia alla Lombardia, dalle Marche alla Campania. Nel dicembre 2011 Ganluca Casseri militante della sede di CasaPound di Firenze prende il fucile e spara sui venditori ambulanti dei mercati rionali ammazzando due lavoratori senegalesi e ferendone tre. Questa è CasaPound, al di là delle parole opportunistiche che usano i loro leader, al di là dei tentativi di presentarsi come “brave persone” in vista delle prossime elezioni politiche.

Poco dopo l’apertura della sede di CasaPound in via Malvolta, diversi residenti del quartiere si sono mobilitati e hanno dato vita a iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e agli abitanti. Sabato 24 novembre più di mille persone hanno attraversato il quartiere per oltre tre ore: via Mazzini era strapiena, da piazza Trento e Trieste all’incrocio con via Palagi, di donne e uomini che, in nome di valori quali l’internazionalismo, la libertà e la giustizia sociale, nonché la sicurezza di tutti, hanno espresso la propria ferma volontà: la sede di via Malvolta deve chiudere subito!

Di fronte a tutto ciò la giunta non ha espresso nemmeno una parola e così l’ANPI. Strano perché il quattro febbraio 2011 in piena campagna elettorale il sindaco aveva affermato, riferendosi a una sede di CasaPound in via Guerrazzi (chiusa ancora prima di aprire grazie a una vasta mobilitazione antifascista): “Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo e sulla negazione dei campi di concentramento. Non c’è e non ci può essere. Mi auguro non sia questa l’intenzione di CasaPound, perché se c’è un’intenzione di questo tipo non ha cittadinanza a Bologna” (http://radio.rcdc.it/archives/anche-merola-si-schiera-contro-casapound-restare-vigili-70904/)

Perché oggi Merola mette la testa sotto la sabbia e fa finta di non vedere né sapere?

E perché l’ANPI si trincera anch’essa dietro al proprio silenzio quando numerose sezioni in tutto il nord Italia (Milano, Trento, Cuneo, Reggio Emilia, Casalgrande, Brescia ecc.) si sono espresse chiaramente contro CasaPound e hanno appoggiato le mobilitazioni antifasciste nate dalla gente comune? Virginio Merola e l’ANPI vogliono forse offendere la memoria dei nostri nonni e degli antifascisti tutti, o sono solo degli inetti?

Noi, abitanti antifascisti del quartiere Murri facciamo appello ai residenti della zona affinché si uniscano a noi nell’esprimere la propria indignazione nei confronti della sede di via Malvolta.

Noi siamo convinti infatti che tale sede rappresenti una minaccia e un pericolo per l’incolumità fisica di tutti. Non solo: noi sappiamo che, oggi come ai tempi di Mussolini i fascisti, del secondo e del terzo millennio (come si definiscono i militanti di CasaPound), sono schierati con i settori più reazionari e oscurantisti della società.

Noi non vogliamo più vedere i fascisti in quartiere, né da altre parti della città, perché siamo irrimediabilmente altro da loro: noi siamo infatti al fianco di coloro che si battono oggi per il diritto a un lavoro dignitoso, a una scuola per tutti, a una sanità pubblica, gratuita ed efficiente, che lottano per abolire una legislazione razzista nei confronti degli immigrati, per fermare la devastazione del territorio. Queste lotte, cui ci dedichiamo quotidianamente, non possono evidentemente coesistere con una sede neofascista in quartiere. Chiunque si trovi d’accordo con queste parole è pertanto benvenuto a unirsi a noi nella campagna per chiudere la sede di via Malvolta 16D. Ci troviamo in riunione ogni martedì alle ore 18 presso la biblioteca del centro sociale della Lunetta Gamberini.

Coordinamento Antifascista Murri

http://antifamurri.noblogs.org/

antifa.murri@inventati.org

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A un anno dalla strage fascista di Piazza Dalmazia. Firenze, 13 dic. 2011-2012

 

http://staffetta.noblogs.org/files/2012/12/strage_fascista_piazza_dalmazia3.jpg

Firenze, un anno fa, 13 dicembre del 2011. Un fascista pistoiese di nome Casseri, ben conosciuto negli ambienti dell’estrema destra e militante di Casapound, spara contro alcuni lavoratori senegalesi in Piazza Dalmazia ed in San Lorenzo: due di loro muoiono, altri tre, di cui uno ancora in ospedale quasi immobilizzato, rimangono feriti. Il neofascista viene raggiunto in un parcheggio sotterraneo dalla polizia e lì muore (Si spara? Gli sparano?).
La prima preoccupazione di polizia, stampa e fascisti è di descrivere Casseri come un folle isolato; quella del triste prefetto Padoin è di prevenire “le possibili violenze degli antagonisti” e di proteggere le sedi fasciste!!
L’abitazione fiorentina dove era ospitato Casseri viene perquisita ma è trovata completamente vuota e ripulita da tutto! Basta un mese per chiudere le indagini: Casseri ha agito da solo, è un folle razzista, e non parliamone più!
No, noi vogliamo parlarne ancora, non bastano le conclusioni di Questura e Procura, non basta la targa del Comune che parla di gesto di un folle razzista, che scagiona tutti dalle proprie responsabilità; secondo noi è stato il gesto organizzato di un neofascista ben introdotto; e ci poniamo alcune domande: chi ha completamente ripulito la casa dove abitava Casseri? Che fine ha fatto il suo PC? Quali sono stati gli ultimi contatti del fascista? Che porte aprono le numerose chiavi ritrovate a Casseri? Perché un “folle razzista” era dotato di porto d’armi? Chi è lo psicoterapeuta dove era stato mandato Casseri? Quali sono i veri e forti legami tra la Questura di Pistoia ed i neofascisti di Casapound e Forza Nuova?
A queste domande non sono mai state date risposte dai sempre solerti investigatori, pronti a perseguire decine di antifascisti ma sempre proni nel coprire e proteggere le organizzazioni fasciste.
Non facciamo dietrologia, ma la storia d’Italia è segnata dal legame tra neofascisti, stato e servizi vari, tanto bene evidenziato dalla strage fascista del dopoguerra che ha inaugurato la strategia della tensione: la strage del 12 dicembre del ’69 a Milano; non ci si può, quindi, non porre queste domande.
D’altra parte va sottolineato il clima di odio ed intolleranza che le istituzioni hanno fomentato, e continuano a fomentare, nelle nostre città: l’immigrato è il diverso da colpire, responsabile del “degrado”, dell’illegalità e dell’insicurezza, capro espiatorio per una società in cui le vere sicurezze, casa, lavoro, sanità, istruzione, sono sempre più in discussione per le politiche dei vari governi degli ultimi 20 anni. Bastano poi pochi mesi al Comune di Firenze per riposizionare i cartelloni che evidenziano in un cerchio rosso un gruppo di senegalesi titolandolo ABUSIVI: gli stessi cartelli che erano stati tolti in fretta e furia all’indomani della strage per mascherare le proprie responsabilità. Del resto nemmeno viene concesso il permesso ai familiari del ragazzo ferito gravemente di poter venire in Italia, negando il ricongiungimento, lasciandolo abbandonato in un letto d’ospedale.
E che fine hanno fatto le roboanti dichiarazioni del Governatore Rossi sulle sedi fasciste? Niente, i fascisti continuano ad avere agibilità politica nelle nostre città, a Firenze hanno aperto una sede guarda caso proprio accanto alla Questura; il sindaco Renzi sostiene il “diritto” di Casapound ad avere sedi e di manifestare, i fascisti vengono lasciati sfilare tranquillamente a Roma come in altre città. Questo mentre in Europa, dalla Grecia all’Ungheria, il fascismo si ripropone, finanziato e coperto da Stati e classi dominanti, come possibile risposta alla crisi economica, politica, sociale e culturale, che stiamo vivendo, facendo proprio della caccia all’immigrato il cavallo di battaglia.
E così, mentre gli antifascisti finiscono in carcere e processati a decine, mentre gli immigrati continuano ad essere repressi, ad un anno di distanza dalla strage, possiamo dire che niente è cambiato; che, oggi come ieri, il fascismo va combattuto perché rappresenta una possibile opzione reazionaria per lo Stato, non certo un residuo del passato.
Ad un anno di distanza da quel tragico 13 dicembre, saremo ancora nelle piazze, nel nostro territorio, per dire che giustizia non è fatta, che queste istituzioni non ci rappresentano, che noi l’antifascismo non lo deleghiamo, noi lo pratichiamo, per dire ancora MAI PIU’ stragi fasciste, MAI PIU’ fascisti e razzisti.

CHIUDIAMO I COVI FASCISTI SUBITO!

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE ALLE ORE 17.00  PRESIDIO IN PIAZZA DALMAZIA
ORE 18.00 PARTENZA DEL CORTEO ANTIFASCISTA PER LE VIE DEL QUARTIERE

Firenze Antifascista

 

da: Cpa Firenze sud

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da Contropiano: “Sugli arresti di Bologna per la boccia contro Casa Pound”

Ammettere i propri errori, oltre che essere sinonimo di umiltà è anche espressione dell’onestà intellettuale che ci ha sempre contraddistinto.

Ragione per cui dopo aver ricevuto diverse segnalazioni in merito ad un articolo sull’arresto dei tre ragazzi a Bologna (che abbiamo provveduto a rimuovere), ci troviamo a dover ammettere di avere commesso un serio errore di valutazione sui fatti – innescato dalla prolungata assenza di informazioni sul contesto e dalla revoca del presidio sotto il carcere di Bologna – in quanto i tre ragazzi in questione, non solo non hanno niente a che fare con le piste che avevamo precedentemente ipotizzato, ma si sono sempre contraddistinti per aver dimostrato sensibilità sociale nella loro città appoggiando sempre  (direttamente o meno) le istanze dei più deboli, e la crescita di fenomeni d’espressione culturali e giovanili sia attraverso la musica che incoraggiando vari spazi sociali.

Quindi non ci resta che scusarci con i tre ragazzi e con le loro famiglie ed augurare loro di tornare il più presto possibile in libertà.

La redazione di Contropiano

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[BO] La giunta Merola sempre più in basso

Non c’è da meravigliarsi che l’amministrazione comunale di Bologna mantenga un imbarazzato silenzio sui neofascisti insediati in città.

Non avendo niente di meglio da fare o da dire, ora la giunta del sindaco Merola sta pensando addirittura a una curiosa ordinanza per vietare ai gestori di bar e locali pubblici di fare entrare i venditori abusivi.

Già, è sempre così: si comincia con una categoria di persone…

Con questa bella pensata, l’amministrazione del sindaco Merola intende venire incontro a una richiesta avanzata dai politicanti razzisti della Lega Nord, un partito fortunatamente in via di estinzione. Chissà in cambio di che.

E non è nemmeno la prima volta: la giunta del sindaco Merola già aveva rilanciato la campagna leghista anti-kebab a Bologna come «misura di salvaguardia per il commercio nazionale».

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Antifa Murri: Nulla nasce per caso

Riceviamo e condividiamo il seguente comunicato del Coordinamento Antifascista Murri:

Nulla nasce per caso

Non ci sorprende e non ci stupisce la reazione allarmata dei giornali cittadini riguardo un atto dimostrativo contro la saracinesca chiusa di CasaPound a Bologna. Noi cittadini del quartiere Murri sono mesi invece che ci preoccupiamo della presenza di quella sede neofascista, tanto più quando la saracinesca è alzata.

Non ci sorprendono e non ci stupiscono le parole del questore Vincenzo Stingone che solo ora sembra rendersi conto dell’allarme sociale causato da CasaPound. Sono mesi che noi cittadini del quartiere Murri viviamo l’allarme sociale per la presenza di questa organizzazione già tristemente nota in tutta Italia per le sue pratiche squadriste e la sua cultura d’odio e di emarginazione.

Non ci sorprende e non ci stupisce il silenzio tombale del sindaco Virginio Merola che tanto si era speso in campagna elettorale in difesa dei valori antifascisti. Forse quando diceva che organizzazioni neofasciste non avrebbero avuto cittadinanza a Bologna si riferiva solo al salotto buono del centro città.

Non ci sorprende e non ci stupisce l’ostilità crescente verso questa organizzazione apertamente neofascista.

Non è «gravissimo» l’episodio dell’altra notte, come ha affermato il Prefetto Angelo Tranfaglia, ma lo è il fatto che i fascisti abbiano agibilità: abbassato questo argine democratico e costituzionale, tutto diventa possibile, nulla nasce per caso.

La responsabilità ricade anzitutto sulle istituzioni cittadine che non hanno né discusso né mosso un dito contro la presenza provocatoria dei neofascisti. Anzi, pare che la polizia abbia istituito, con il denaro dei contribuenti, un presidio fisso a difesa della sede fascista, e che abbia aspettato che venisse compiuto un gesto che giustificasse un eroico arresto in flagranza e fornisse titoli ghiotti ai giornali.

Rigettiamo il concetto di ordine pubblico di queste istituzioni che da un lato tollerano e proteggono la presenza fascista in città e dall’altro, proprio ieri, attaccano e chiudono la casa occupata di via Achillini, importante esperienza di reale resistenza popolare e antirazzismo.

Nulla nasce per caso e finché non si spegnerà il «fuoco pericoloso» del fascismo, il Coordinamento Antifascista Murri continuerà a promuovere in quartiere, con le pratiche che lo ha sempre contraddistinto, una cultura antifascista di solidarietà, di inclusione e di lotta per la giustizia sociale.

30 novembre 2012
Coordinamento Antifascista Murri

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