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[RE] Castelnovo Sotto: il Consiglio comunale approva un ordine del giorno contro CasaPound

In campagna elettorale, il sindaco Virginio Merola aveva dichiarato che a Bologna non sarebbe stata aperta alcuna sede neofascista. Ma, dopo il suo insediamento, il Comune è riuscito persino ad attacchinare i manifesti di un gruppo neofascista e a dare il patrocinio a iniziative di estrema destra a sfondo antisemita. E il Quartiere Santo Stefano pare diventato una centrale dell’estrema destra

Non così a Castelnuovo Sotto, dove il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno contro CasaPound, con un documento d’analisi che insiste sul grave pericolo neofascista nell’Europa di oggi. Cosa che il sindaco di Bologna non saprebbe fare…

Per riflettere sulle sue continue “distrazioni” dinanzi all’attivismo neofascista, il sindaco di Bologna potrebbe considerare ad esempio un aforisma di Martin Luther King: «Sì, siamo estremisti, siamo estremisti nella volontà di giustizia, di eguaglianza, di pace». Oppure un imperativo di Karl Popper: «Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti».

Castelnovo Sotto: approvato un ordine del giorno contro CasaPound

da Bologna2000

Il consiglio comunale di Castelnovo Sotto, con i voti favorevoli della maggioranza, ha approvato un ordine del giorno presentato dall’Anpi che mira a non concedere spazi pubblici o sedi istituzionali a CasaPound:

“La pericolosità sociale di CasaPound – si legge nel documento – i cui membri si professano come «fascisti del terzo millennio» sta nell’usare e cavalcare la crisi economica per insediarsi nel pensiero populista delle persone: lavoro per tutti «gli italiani» e guerra all’accoglienza per i migranti. Il loro modus operandi, nelle città dove si sono conquistati largo seguito, conferma il Dna fascista che sfocia in vere e proprie azioni di squadrismo. L’altra falange di CasaPound, Blocco studentesco, agisce principalmente negli istituti scolastici superiori, dove fonda la sua propaganda sull’immaginario combattivo, negazionista e «rivoluzionario» della destra sociale, legata al mito dei fasci di combattimento e delle squadracce. Grazie a una disponibilità economica importante, sono stati sdoganati e diffusi linguaggi e politiche xenofobe e revisioniste, sfociate anche in una proposta di legge che avrebbe voluto equiparare i partigiani ai membri della Rsi.

Riteniamo importante che gli amministratori pubblici si facciano carico di informare e arginare questa deriva antistorica portando il problema dei nuovi fascismi e dell’intolleranza al centro del dibattito politico. Crediamo sia giunto il momento in cui le Istituzioni democratiche debbano mettere in campo più forti iniziative politiche riguardanti la memoria storica e l’interazione coi migranti, anche attraverso iniziative nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, e in collaborazione con le risorse territoriali”.

“In una fase di crisi economica e sociale come quella che stiamo attraversando – afferma il sindaco Simone Montermini – sia in Italia che in Europa stanno rinascendo movimenti estremisti, populisti e neofascisti, che sfruttano la crisi per insinuarsi nella società e che devono farci restare vigili. La presa di posizione del consiglio comunale è di quelle importanti, e consolida nella nostra comunità i valori di democrazia e libertà che derivano dalla Costituzione”.

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L’ultimo depistaggio: Enzo Raisi e il suo libro di favole

Dopo le favole di Andersen, arrivano quelle del parlamentare Enzo Raisi che si dedica, come fa da tempo, alla strage di Bologna del 2 agosto 1980 con il libro Bomba o non bomba. Tra i due autori, però, c’è una differenza. Mentre le favole di Andersen educavano i più giovani al futuro, quelle di Raisi non portano da nessuna parte, a iniziare dall’illeggibilità dell’opera, priva non solo dell’indice dei nomi, ma anche di quello generale dell’opera. Leggi tutto l’articolo di Paolo Bolognesi sul “Fatto quotidiano”.

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[BO] Molotov contro la sede di CasaPound, tre arresti

In campagna elettorale, il sindaco Virginio Merola aveva dichiarato che a Bologna non sarebbe stata aperta alcuna sede neofascista, ma CasaPound Bologna ha inaugurato subito dopo la sua nuova sede in via Malvolta.

Sabato 24 novembre una manifestazione popolare di migliaia di persone ha percorso il Quartiere Santo Stefano per chiedere la chiusura della sede neofascista, ma non ha trovato il minimo ascolto né nell’amministrazione comunale, né presso il consiglio di Quartiere, né altrove.

Come di consueto, non potendo denigrare in altro modo l’antifascismo bolognese, il “Resto del Carlino” ha scritto soltanto che i negozianti avrebbero chiuso i loro negozi (!?) e “Repubblica” – che fra i suoi giornalisti accoglie un intellettuale organico alla destra neofascista – ha messo il solito trafiletto che riduce la protesta civile a folklore immotivato.

Dopo la strage di Firenze compiuta da un militante di CasaPound, dopo le tante e tante aggressioni squadriste e razziste attuate da aderenti a CasaPound, la manifestazione di sabato 24 novembre esprimeva un sentire diffuso in questa città: il fatto che Bologna ha già pagato prezzi altissimi per la violenza fascista e neofascista e che il metodo di CasaPound è quello di insediarsi con fittizie attività «sociali» per poi procedere all’attività squadrista magari con la copertura informale di qualche esponente delle forze dell’ordine…

Non è un caso che Alessandro Vigliani detto Chopper, il primo capofila di CasaPound a Bologna, sia stato perseguito per «associazione a delinquere finalizzata alle lesioni personali, al porto abusivo di armi improprie, alla violenza privata e alla discriminazione, odio o violenza per motivazioni razziali, etniche, nazionali, religiose».

Non è un caso che in giro per l’Italia vi siano stati fin troppi casi di collaborazione fra neofascisti e Questure, ad esempio nell’intimidazione extralegale contro vagabondi, mendicanti, abusivi, migranti, campi rom…

Ora, pare che verso le 2 del mattino del 28 novembre tre giovani abbiano compiuto un atto dimostrativo gettando un ordigno incendiario contro la saracinesca chiusa di CasaPound Bologna e, di ciò, la responsabilità ricade anzitutto sulle istituzioni cittadine che non hanno né discusso né mosso un dito contro la presenza provocatoria dei neofascisti.

Anzi, pare che la polizia abbia istituito – con il denaro dei contribuenti – un presidio fisso a difesa della sede bolognese di CasaPound, e che abbia aspettato che i tre compissero il loro gesto… per poi arrestarli in flagranza di reato.

Ora, dopo averli lasciati fare, la polizia li accusa di «atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, fabbricazione e detenzione di congegni esplosivi o incendiari, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale» e anche di «detenzione di sostanze stupefacenti» (piantine di marijuana!).

Si direbbe il solito uso abnorme e vendicativo della legge, sempre a senso unico.

Ma finché non si prenderà atto dell’ostilità diffusa verso le organizzazioni apertamente neofasciste e copertamente antisemite e razziste, la presenza di CasaPound a Bologna resterà un problema non solo di civiltà, ma anche di ordine pubblico.

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Alba Dorata Italia si presenta alle elezioni regionali lombarde

Violenze, omicidi e razzismo a parte, il neonazismo italiano ha dimostrato in questi anni tutta la sua incapacità politica.

Sovvenzionato dai poteri forti, incensato dai giornali borghesi di destra e di sinistra, protetto dalle Questure, il neonazismo italico non è riuscito davvero a crescere nella società e basta considerare i numeri effettivi della recente manifestazione di CasaPound a Roma per rendersene conto.

Così ora arriva in Italia anche la succursale dei neonazisti greci di Alba Dorata che intendono presentarsi alle elezioni regionali lombarde. Il programma è quello canonico: xenofobia, populismo nazionalista e pestaggi a piacere… Continued…

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Ungheria: i neonazisti al governo propongono di schedare gli ebrei

«È ora di censire gli ebrei viventi nel nostro paese, facciamo liste almeno di quelli che lavorano nel governo e per il parlamento, sono un rischio potenziale per la sicurezza della nazione».

Chi lo ha detto? Hitler? Goebbels? No, la frase è stata pronunciata il 26 novembre scorso nel Parlamento ungherese. L’ha detta Marton Gyoengyoesi, numero due di Jobbik, il partito neonazista, terza forza del paese.

E la risposta a caldo del rappresentante dell’esecutivo alla seduta, il sottosegretario agli Esteri Zsolt Németh, è stata questa: «Non posso appoggiare la sua proposta, non è inerente al tema del dibattito, cioè la crisi in Medio Oriente».

Solo dopo alcuni giorni, dinanzi alle proteste dell’Europa, il governo nazionalconservatore ed euroscettico della Fidesz, il partito dell’autocrate Viktor Orbàn, ha condannato quella frase. Nessun deputato della Fidesz ha detto nulla, né subito né dopo.

Del resto, il capo del Parlamento Koever espelle dall’aula chiunque critichi le proposte del governo.

Nelle stesse ore, la maggioranza ha approvato una dura legge elettorale: registrazione obbligatoria degli elettori con notai inviati in ogni casa, campagna di soli 50 giorni, spot solo sulla tv pubblica in mano alla Fidesz e all’autorità-bavaglio Nmhh.

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Chi non ha memoria non ha futuro

Non v’è dubbio che le ragioni dell’antifascismo appaiano oggi molto più evidenti e urgenti che qualche anno fa. Oggi in ogni parte d’Europa le politiche della destra identitaria e neonazista diventano sempre più aggressive e i governi lasciano fare. Non ci vuole molto a capire che ciò non promette nulla di buono. Anzi, lo sanno tutti. Continued…

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Buttafuoco, il dolce stil-nazi

Affabulazione e manipolazione, il mestiere di un “intellettuale organico” approdato alle pagine culturali de La Repubblica

Che CasaPound abbia protezione e appoggio dai media di regime basterebbe a dimostrarlo il fatto che il flop della manifestazione nazionale dei neofascisti a Roma è stato ampiamente coperto da una miracolosa moltiplicazione dei numeri sulla carta stampata…

(da Il Pane e le Rose)

Pietrangelo Buttafuoco è di casa a CasaPound, mica solo per presentare libri. Non ne ha bisogno visto che le entrature nella Mondadori berlusconizzata gli offrono ben altri palcoscenici. Lui va dai suoi “ragazzi” come camerata intellettuale, sentendosi un dannunziano fra le falangi del nuovo. Ecco l’ultimo intervento durante la Festa che il clan di Iannone ha potuto tenere alla Farnesina di Roma nel settembre 2012.

Si tratta di un’affabulazione a tratti ripetitiva, finalizzata all’affettuosa lusinga e all’arringa militante, con qualche presunzione di guida alla “linea”. Il giornalista gioca con l’iperbole sebbene gli piaccia trasformare la realtà. Punta sulla fascinazione del linguaggio molto in voga in quella politica che ha la presunzione della novità. Usa concetti criptici e immaginifici per attrarre e fare innamorare. Lascia nel vago molto, cerca colpi a effetto, fa leva sull’ignoranza specifica per lanciare affermazioni che sono personali elucubrazioni per giunta stantìe. Nonostante l’impegno nella performance il suo è un perfetto bluff culturale.

Continued…

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Bologna, sabato 24 nov manif: Chiudiamo le sedi dei fascisti! Chiudiamo Casa Pound!

 

Sabato 24 novembre manifestazione ore 15 piazza Carducci

 info: Coordinamento Antifascista Murri

 Aderiscono al corteo:
 Nodo Sociale Antifascista
XM 24
Circolo Anarchico Berneri
Sambalotta
Mujeres Libres
VAG 61
Marginalia
Collettivo Bella Zi’
USI AIT Bologna
incidenze
Resistenze Internazionali
Asia-USB
Collettivo Volya
Collettivo Malasorte
CCS – Coordinamento Collettivi Studenteschi
Aula C Autogestita
Meritiamo tutti card – assemblea aula B
Bartleby – Spazio Autogestito
Associazione Iqbal Masih
TPO
Làbas
Controcorrente
Radio Città Fujiko
Rete dei Comunisti – Bologna
Coordinamento Migranti – Bologna
SIM – Scuola di Italiano con Migranti
Al-Sirat
Connessioni precarie
USB – Unione Sindacale di Base
Ciclofficina popolare AmpioRaggio
Assemblea Popolare Bologna
Cobas
Sinistra Critica Bologna
Atlantide
Figlie femmine
Hard Coro de’ Marchi
Circolo “Che Guevara” – PRC Navile
Associazione Primo Moroni – La Casona di Ponticelli (BO)
Partito Comunista dei Lavoratori – PCL
Scuola Popolare di Musica Ivan Illich
Brigata 36 – Imola (Bo)
C.M. Panenka

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Corteo di CaPa, 24 nov. Roma. Tutti contro CasaPound. Tranne Alemagno

Troppi episodi di violenza, di antisemitismo, di razzismo verso gli immigrati, di aggressioni verso avversari politici o di resa dei conti interna. L’angoscia che in Italia qualcuno stia covando le uova del serpente, come è avvenuto o sta avvenendo in altri paesi europei – dall’Ungheria alla Grecia – fa crescere la richiesta al sindaco della Capitale, perché si attivi per evitare il raduno di CasaPound del 24 novembre.

Giovani di diverse tendenze politiche hanno creato, su Facebook, il gruppo «Roma dica no ai raduni fascisti» e si rivolgono ad Alemanno: «Gli scontri dell’altro giorno a Roma e le tensioni (spesso di estrema destra) che attraversano l’Europa – scrivono – dimostrano la delicatezza del momento storico che stiamo vivendo. Un momento in cui i populismi, di destra e di sinistra, hanno un forte appeal presso le classi meno abbienti.

Alcuni chiamano questo fenomeno antipolitica, noi riteniamo che si tratti di assenza di buona politica. I fatti di violenza e di razzismo di Roma – con una chiara radice antisemita – sono sintomatici di quanto andiamo dicendo da giorni: odio e fascismo vanno combattuti con tutte le armi del dialogo e della tolleranza».

La lettera è firmata e i riferimenti sono chiari: gli slogan gridati all’altezza della sinagoga, durante la manifestazione del 15; le svastiche, le scritte inneggianti a Hitler, quelle contro i partigiani, a favore dell’olocausto, comparse nei giorni scorsi in due licei romani, il Manara e il Mamiani, mentre si svolgeva proprio a Roma un raduno del Movimento sociale europeo.

«L’antifascismo – aggiunge il gruppo su Facebook – non è solo una parola, è un valore costituzionale e culturale da tenere sempre vivo, che implica oneri e comporta una più alta identità nazionale». CasaPound risponde sprezzante, se la prende con gli «appelli in fotocopia, la litania stanca e vecchia di 40 anni di un pugno di giovani in cerca di visibilità», insulta uno per uno i firmatari dell’appello.

Ma c’è un’altra questione, sollevata dalla lettera, su cui l’associazione dei «fascisti del terzo millennio», risponde piccata. Scrive il gruppo antifascista: «Vergognoso assegnare un immobile del valore di 11.800.000 di euro al movimento Casapound». Casa Pound nega l’assegnazione – rivendica l’occupazione – e aggiunge «gli 11,8 milioni sono una permuta»

Il problema è che il sindaco ha sempre avuto un occhio di riguardo per i suoi sostenitori di estrema destra, che lo festeggiarono la notte delle elezioni come «uno di noi». Ogni volta che ha potuto li ha aiutati, come nel caso del doppio casale nel parco della Marcigliana con tre ettari di terreno, la tenuta Redicicoli, che «il comune ha avuto in compensazione dai costruttori di Porta di Roma e ceduto alla cooperativa Isola delle tartarughe onlus», scrive Ella Baffoni in «Il libro nero di Alemanno».

E lo stesso occhio di riguardo ha dimostrato ieri, salomonico, dichiarando che «Casa Pound e Cobas hanno gli stessi diritti». «Come sindaco di Roma, ho chiesto una regolamentazione per lo svolgimento delle manifestazioni che deve valere per tutte le parti politiche». In realtà molte volte il sindaco si è espresso contro lo svolgimento di cortei sindacali e studenteschi.

Umberto Marroni, capogruppo Pd, riepiloga le tante occasioni in cui Alemanno «ha in questi quattro anni strizzato l’occhio al movimento neofascista». Per la sede di via Napoleone III, conferma, «c’è un’ipotesi di assegnazione che l’opposizione, come ribadito dal collega Quadrana sta contrastando. C’è stato il finanziamento, poi ritirato, ad alcune attività culturali fino alla concessione di due casali nel territorio di Roma nord».

E aggiunge che «nei mesi scorsi sono state denunciate aggressioni portate avanti da chi nella città professa la politica dell’odio». Marroni ricorda: «L’aggressione ai militanti del Pd del IV municipio e quella ad uno studente denunciata nei giorni scorsi dai sindacati e dalle associazioni universitarie». «Il sindaco Alemanno, sempre pronto ad alzare la voce contro i cortei di studenti e lavoratori – conclude il capogruppo Pd che è anche candidato alle primarie per Roma – dovrebbe invece coordinarsi con governo e questura, pronunciare parole chiare di condanna nei confronti di una formazione neofascista e ad intervenire presso il questore per scongiurare la manifestazione del 24».

Jolanda Bufalini per l’Unità, 17 nov. 2012

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Assemblea cittadina – BO ven. 16 nov. per la manif del 24 nov.

 

ASSEMBLEA CITTADINA IN PREPARAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 24 NOVEMBRE

 

 

Assemblea cittadina venerdì 16 novembre ore 20:30 presso il salone della
biblioteca del Centro Sociale Lunetta Gamberini (Via degli Orti, 60).

Il Coordinamento Antifascista Murri invita tutte le donne e gli uomini
liberi, e le loro associazioni, a partecipare a questa assemblea in
vista della manifestazione di sabato 24 novembre, di cui trovate il
testo di indizione nel post  “Chiudiamo CasaPound – Chiudiamo le sedi dei fascisti”.

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