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[BO] ven 24 giu: NATO Urban Operation 2020 e L’onda nera europea

Si è visto in Grecia, si è visto a Lione: i neofascisti, sotto lo sguardo compiacente delle forze dell’ordine, entrano organizzati in un sobborgo povero, abitato da migranti, e si danno a violenze sistematiche, aggressioni, omicidi.

In Francia era dal lontano 1961 che i neofascisti non facevano una “ratonnade”: un pogrom antiarabo (“raton” vuol dire topo). L’ultima “ratonnade”, alle porte di Parigi, era avvenuta fra il 17 e il 18 ottobre 1961 e costò la vita a più di 200 algerini. Poi venne il ’68 e cambiò tutto. (C’è un libro che racconta quella vicenda: Paulette Péju, Ratonnades à Paris [1961], préfacé par Pierre Vidal-Naquet: l’opera, ai tempi, fu censurata ed è stata pubblicata soltanto trent’anni dopo nel 2000).

È significativo che ora in Europa ritornino i pogrom xenofobi per mano delle organizzazioni neofasciste. Essi si situano infatti nel punto d’intersezione fra razzismo e disciplinamento del lavoro, fra l’esaltazione della “razza bianca” e la guerra dei ricchi contro i poveri. Sono azioni che vogliono segnare col sangue il “capro espiatorio” della crisi economica.

Spesso i neofascisti fanno vaghi discorsi anticapitalisti, ma cercano sempre di deviare la rabbia sociale verso idee fuorvianti e odiose: corporativismo, nazionalismo, controllo, gerarchia, razzismo.

Basti dire che in Trentino l’ex senatore Renzo Gubert vuole fondare un nuovo partito per difendere l’identità trentina, la famiglia tradizionale e il territorio dagli immigrati: «Contro l’immigrazione arabo-africana!», scrivono, «Per un Tirolo trentino germanico, nordico e anglosassone». «Contro negroidi, zingaroidi, araboidi, mongoloidi…».

Per questo riteniamo importanti i due dibattiti in programma nell’ambito del Festival sociale delle culture antifasciste:

VENERDI 24 GIUGNO
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ore 17, in Aula C, Scienze Politiche,Strada Maggiore 45

NATO Urban Operation 2020 (scarica la locandina)
Dibattito sul progetto capitalistico di una guerra globale contro i poveri. Diritto penale, nuove armi e pianificazione urbanistica si rivelano i mezzi per realizzare questo progetto.

ore 20, al VAG61, via Paolo Fabbri 110

L’onda nera europea e l’ultranazionalismo (scarica la locandina)
Dibattito sull’ondata xenofoba, di esaltazione dell’orgoglio nazionale su base etnica, che ha colpito l’Europa da est a ovest. Vedi anche Europa Nera.

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[BO] Attacchinaggio del Blocco studentesco in Piazza Verdi

Mentre a Roma i neofascisti smaniano dietro i “saldi di fine stagione”, a Bologna, caduto il demone etrusco Manes, ora si ridanno al populismo d’accatto attacchinando in zona universitaria sugli “specchietti per le allodole” di Piazza Verdi e lamentando, come al solito, il “completo degrado”…

Ma il “degrado” oggi è lo sfruttamento, le leggi razziste, le morti sul lavoro, la mancanza di prospettive, il precariato, la disoccupazione, le guerre coloniali, le aggressioni neofasciste, le carcerazioni arbitrarie, le menzogne delle istituzioni. E questo – specchi o non specchi – tanta gente lo vede ormai sempre meglio.

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Eufemismi sulle stragi

Dopo aver celebrato al Festival di Sanremo l’Unità d’Itaglia, Benigni ora dedica la sua lettura del canto XXXIII dell’Inferno di Dante alle vittime della strage del 2 Agosto 1980. Perché «questo è il canto dell’odio che dilania e fa a pezzi i corpi», proprio come «la più grande strage del dopoguerra di cui ancora non sappiamo bene».

Oggi invece si sa molto della stagione dello stragismo neofascista. Sappiamo persino di che colore era l’auto con cui fu portata la bomba in Piazza Fontana il 12 dicembre 1969. Conosciamo i nomi degli esecutori materiali della strage di Piazza della Loggia e di quella del 2 agosto 1980. Sappiamo anche che quasi tutti gli stragisti sono riusciti a farsi assolvere, o a ritornare in libertà, grazie a prescrizioni, coperture, complicità, favoritismi, polveroni mediatici. Oppure sono riparati in dorate residenze all’estero: il generale Gianadelio Maletti in Sudafrica, i neofascisti Delfo Zorzi in Giappone, Giovanni Ventura in Argentina, ecc. Continued…

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Una storia dimenticata dell’antifascismo europeo

Su Il caso S. è apparsa un’interessante recensione di Jacopo Frey alla “storia dimenticata dell’antifascismo europeo” pubblicata di recente da Valerio Gentili. Un libro, secondo Frey, “da prendere con le pinze, ma che deve essere letto, approfondito e, naturalmente, discusso”.

Valerio Gentili, Bastardi senza storia. Dagli Arditi del popolo ai combattenti rossi di prima linea: la storia dimenticata dell’antifascismo europeo, Castelvecchi, Roma 2011, pp. 184.

Un tentativo di squarciare il velo che copre la memoria corta dell’oramai più che traballante movimento operaio europeo con una ricerca dal titolo un po’ “tamarro”. Le premesse con cui ci avviciniamo alla lettura non sono quindi delle migliori, ma devono essere vinte per apprezzare il valore della critica storiografica espressa dall’autore all’idea, «figlia di un’opera trasversale di rimozione storiografica, che la marcia di avvicinamento al potere dei fascismi europei non abbia trovato, sul terreno della violenza politica, nemici in grado di fronteggiare la situazione. Per motivi diversi si è preferito elidere il ruolo giocato, negli anni fra le due guerre, da quei movimenti “irregolari” che contesero ai fascisti non solo il mero terreno della violenza di strada ma un intero immaginario fatto di simboli, liturgie, marce, divise, slogan taglienti e affilati». Leggi il resto della recensione e il dibattito che ne è seguito su Il Caso S.

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Destri e sinistri: due stili, ma convergenti?

Stile della coerenza

Durante un intervento in una televisione locale nel 2006, l’attuale sindaco di Sulmona, il medico Fabio Federico (Pdl), sosteneva che l’omosessualità sarebbe un’«aberrazione genetica», «fuori natura», una «patologia» che va «curata» dalla «medicina». Qualcuno ha messo su YouTube l’esibizione televisiva omofoba, ma Federico ne ha chiesto subito la rimozione al giudice. Confermando tuttavia pienamente quelle dichiarazioni: «Penso ancora le cose che ho detto».

Stile dell’incoerenza

Invece a Bologna il neosindaco Virginio Merola (Pd), come già il suo maestro Cofferati, comincia a fare esattamente il contrario di quanto aveva dichiarato durante la campagna elettorale. Aveva detto che si sarebbe battuto «per estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso». Ora annuncia che nelle graduatorie comunali saranno favorite le coppie eterosessuali legalmente sposate rispetto alle coppie di fatto.

D’altra parte qualche avvisaglia c’era già stata

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Saldi di fine stagione

Ecco un ritaglio dalla cronaca romana del “Messaggero” che può dare un’idea più esatta di cosa sia CasaPound, il suo “mutuo sociale”, le sue “occupazioni non conformi”:

«le 18 famiglie di Via Val d’Ala 200, al quartiere Montesacro, un caso di cui si è molto parlato gestito da CasaPound. Nessuno tra gli occupanti aveva i requisiti: alcuni di loro sono risultati proprietari di immobili, altri residenti altrove. È il caso di un occupante con un reddito di 106.000 euro l’anno (più 36.000 della moglie), o del proprietario di un villino di 5 vani. O del titolare di una pizzeria. Ma più sorprendente sono i 2 inquilini già residenti in via Napoleone III, in un altro stabile occupato appunto da CasaPound. In pratica una “doppia occupazione”. A chi sono andate le assegnazioni per lo sgombero di Via Val d’Ala 200?».

Che il tramonto della destra di governo lasci nel sottobosco neofascista e razzista un senso di “saldi di fine stagione” potrebbe mostrarlo anche la nuova creatura commerciale della galassia CasaPound: discoteca, piscina, dj strappati alla Costa Smeralda, cocktail con la fragolina, musica all’aperto e tanti tanti soldi. Anzi, è “il nuovo locale della Roma bene”: una finta occupazione “con il Patrocinio del Comune”, o meglio una concessione informale o “amicale” di spazi pubblici. Più dettagli qui e qui.

Allo stesso modo, ma più in grande, la Lega Nord, dopo i guai con le banche, ora specula pure sulle frequenze radio del Sud.

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[Brescia] Fuochi di resistenza

Mentre a Bologna si sta svolgendo la terza edizione del Festival sociale delle culture antifasciste, a Brescia presso il Centro Civico di COLLEBEATO si terrà dal 23 al 26 giugno 2011 FUOCHI DI RESISTENZA – Festa della cultura, dell’iniziativa e della lotta antifascista. Qui il programma dettagliato.

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[BO] Vag61: “Ecco l’accoglienza”

Comunicato sul ragazzo tunisino che ieri sera ha minacciato di suicidarsi fuori dal dormitorio Beltrame di via Sabatucci, a pochi metri da Vag61, perchè non ha un posto dove dormire.
da Zic.it

Ecco l’accoglienza

“Voglio morire! Perchè devo andare via? Perchè avete buttato le mie coperte?”. Le urla di Souhair continuano a risuonarci in testa e ci dicono tutto quello che c’è da dire sulla drammatica situazione a cui sono consegnati i ragazzi come Souhair, arrivati in Italia a bordo di un barcone pericolante, che in una città come Bologna non hanno neanche dove dormire. Continued…

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La repressione preventiva non può fermare il desiderio di libertà

In una riunione del consiglio dei ministri nel bunker di Palazzo Chigi, il 16 giugno sono state introdotte nuove misure cautelari contro i migranti che non siano in regola con la burocrazia italiana (prolungamento della detenzione nei CIE da 6 a 18 mesi, firme in questura, consegna del passaporto, etc.). Sono provvedimenti che segnano e chiariscono il rinnovato “interesse” del Ministero dell’Interno per fogli di via, associazioni a delinquere, arresti domiciliari e altre restrizioni “gratuite” della libertà a prescindere da eventuali “reati”.

Se ne parlerà a Brescia il 26 giugno durante la festa Fuochi di Resistenza, ma la notizia chiarisce una volta per tutte che l’uso diffuso e spropositato di queste misure nell’ultimo anno – in particolare nella “prevenzione” e repressione dei movimenti sociali come l’Onda e contro i compagni in generale – è frutto evidentemente di uno strategia del Ministero e non è iniziativa delle singole Procure. Ed è un’applicazione alla lettera del mai abrogato Codice Rocco, scritto da uno che fu Ministro della Giustizia dal 1925 al 1932 e che elaborò gli strumenti giuridici della dittatura fascista.

Per noi vale solo una risposta: migranti e compagni uniti contro la repressione!

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[Parma] Caso Bonsu: a processo otto agenti

Per poco non diventava un altro caso Aldrovandi o Cucchi. Hanno detto al padre che era “caduto”, e invece era stato pestato a sangue. Al pronto soccorso gli hanno dato una prognosi di 2 giorni, e invece poi è stato sottoposto a intervento chirurgico di rimozione frammenti ossei nella cavità orbitale. Agenti, medici persino un sindaco hanno mostrato di quale pasta sian fatte le istituzioni.

Il papà di Emmanuel in aula: “Quella sera mi è sembrato mezzo morto”
dalla Gazzetta di Parma

«Un occhio gonfio, la faccia cambiata, un modo di camminare diverso: mi sembrava mezzo morto». Così Alex Bonsu ha raccontato questa mattina il suo primo impatto con il figlio Emmanuel, nel comando della Polizia municipale, dopo essere stato avvertito dell’arresto del giovane. Continued…

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