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Pasolini antifascista e i ladri di «Petrolio»


Pier Paolo Pasolini fu presumibilmente ucciso nel 1975 per eliminare la sua dettagliata indagine sul «nuovo fascismo», negli anni in cui si stavano organizzando le stragi nere e la «strategia della tensione». Ora quel capitolo sottratto, o qualcosa che gli somiglia, sarebbe in mano a Marcello Dell’Utri. «Anche i morti non saranno al sicuro dal nemico, se egli vince», scriveva Walter Benjamin nel 1940. Ed è vero anche oggi. Riproduciamo dal «Manifesto» l’essenziale di un articolo sul capitolo «ritrovato».
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[BO] Nazifascisti, revisionisti, razzisti e omofobi all’Hotel Portici


Continuano le conferenze neofasciste e neonaziste nella città commissariata. Già il 21 febbraio scorso, presso una sala comunale, si era regolarmente tenuto un simposio fasciofuturista di CasaPound, promosso o autopromosso sui giornali con una finta bomba in un pianoforte.

Ieri pomeriggio l’Associazione Edera e l’Istituto storico della R.S.I. [la Repubblica di Salò] − neonazisti cammuffati con panni localistici, come aveva rilevato a suo tempo l’Assemblea Antifascista Permanente − hanno dibattuto in un’altra sala comunale un saggio sul «comunismo gerarchico», in cui si elogia la vena anticapitalista del Nazismo, del Fascismo e della R.S.I. in quanto appunto la «totalità sociale» costruita da tali regimi mirava a un fantomatico «comunismo gerarchico».

I neonazisti postmoderni sono bravi con i travestimenti verbali: oggi dire «nazionalsocialismo» risulterebbe fuori moda e compromettente; già è un po’ meglio dire «socialismo nazionale»; ma basta esagerare da una parte «socialismo» in «comunismo», dall’atra «nazionale» in «gerarchico»… ed ecco una bella pennellata di novità. È la stessa operazione linguistica con cui truccano (e rivendicano) le atrocità razziali del nazifascismo: oggi le chiamano «etnonazionalismo radicale» o «difesa etnica totale».

Intanto, martedì 9 marzo presso l’Hotel Portici di Bologna, dalle ore 18.00, verrà presentato il libro di Pietro Buscaroli Dalla Parte dei Vinti. Memorie e verità del mio Novecento: interverranno, oltre all’autore, l’avvocato Alessandro Pellegrini (quell’azzeccagarbugli secondo cui Federico Aldrovandi sarebbe morto per «un mix micidiale di droga e alcol», e lo stragista nero Ciavardini sarebbe invece «innocente») e lo scrittore Davide Rondoni (pseudointellettuale ciellino e burocrate della Compagnia delle Opere). Continued…

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Come si racconta il primo marzo


Riceviamo e condividiamo la riflessione del Coordinamento per lo sciopero del lavoro migrante in Italia. Il primo marzo è stato un primo entusiasmante passo per abbattere le leggi razziste contro i migranti, le atrocità dei lager etnici e dei respingimenti, lo sfruttamento e la rassegnazione, ma anche l’arroganza e il grigiore dei “professionisti della politica”.

Come si racconta il primo marzo

Il primo marzo è stato un successo. Molti l’hanno perciò raccontato; anche quelli che nemmeno per un momento l’avevano preso sul serio. Il primo marzo è successo di tutto, quindi ora è un successo di tutti. Sono successe cose bellissime. Tranne il primo sciopero diffuso su una vasta regione di migliaia di migranti e di italiani contro lo sfruttamento del lavoro migrante. Non è un caso che quanto è successo a Brescia − 50 aziende in sciopero e quindi una piazza colma di 10.000 persone − sia stato quasi assente tanto dalle cronache giornalistiche quanto dalle analisi politiche. Continued…

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MERYxm/Xm24 presenta: La Controrivoluzione Preventiva

MERCOLEDÌ 3 MARZO 

all’Xm24, via Fioravanti 24, Bologna

h. 20

Presentazione della riedizione del libro di Luigi Fabbri

LA CONTRORIVOLUZIONE PREVENTIVA

a cura dell’ASSEMBLEA ANTIFASCISTA PERMANENTE di BOLOGNA

Per Fabbri le violenze fasciste non erano un fenomeno isolato o episodico, ma una funzione fondamentale di quella «controrivoluzione preventiva» attraverso cui la borghesia aggrediva le conquiste operaie e disciplinava la società. Nonostante alla fine del 1922 i fascisti distruggessero le copie ancora invendute del libro, la tesi di quel saggio ebbe fin da subito larghissima risonanza e contribuì al formarsi in Europa di una coscienza antifascista rivoluzionaria: il concetto di «controrivoluzione preventiva» attraversa infatti per intero la storia intellettuale del Novecento fino a Marcuse e Debord e può fornirci ancora oggi una chiave di lettura degli avvenimenti attuali.

Saranno presenti i curatori

http://staffetta.noblogs.org

h. 21.30

concerto di Jason Stein

Jason Stein è un clarinettista americano originario di Long Island, New York, che opera nel campo del free-jazz, della musica contemporanea e della libera improvvisazione. Nel 2005 si trasferisce a Chicago e pubblica per etichette come Delmark, Atavistic, 482 Music e Clean Feed. Ha suonato in festival americani ed europei collaborando con diversi musicisti internazionali, incluso Michael Moore, Jeff Parker, Rudi Mahall, Ken Vandermark, Rob Mazurek, Jeb Bishop, Michiel Braam, Ingebrigt Haker-Flaten, Pandelis Karayorgis, Fred Lonberg-Holm, Tony Buck, Kent Kessler, Tobias Delius, Nate McBride, Jack Wright, Michael Zerang, Michael Vatcher, Frank Gratkowski, Peter Brotzman, Fredrik Ljungkvist, Wilbert DeJoode e Havard Wiik. In occasione di questa serata Jason Stein sarà accompagnato dalla Bologna Improvisers Orchestra.

www.jasonsteinmusic.com

 

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Delirio quotidiano


Mentre l’imbarazzante caso di Goffredo Coppola (rettore nazifascista dell’Università di Bologna fra il 1943 e il ’45) divide il mondo accademico bolognese indeciso se rimuoverne il ritratto o meno, mentre Gaynews arriva a definire l’antisemita Coppola «un grande italiano del ’900» (vedi anche qui)… intanto nel mondo reale continuano ogni giorno a moltiplicarsi i segni inquietanti del neosquadrismo e del razzismo: una svastica sulla sede del PD di Funo di Argelato, un asilo comunale a Goito che accetta soltanto bambini provenienti da famiglie che vivono secondo «l’ispirazione cristiana». E per chi prova a opporsi alle intimidazioni fasciste e xenofobe, vi è il collaudato doppiopesismo della repressione istituzionale, come di recente a Ravenna.

Nel frattempo la pronipote di Hermann Goering dichiara di essersi sterilizzata per evitare che nascano altri «mostri», senza capire che il nazismo è stato un prodotto della storia, dell’economia e della cultura europea, e non del dna di suo nonno. Forse sarà anche un nobile gesto, ma nella direzione sbagliata.

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[BO] altro sfregio alla memoria partigiana


Ripubblichiamo da Incidenze la notizia di un altro sfregio alla memoria partigiana in Bolognina. Già nel 2007 un gruppuscolo neofascista fece le sue prime prove contro le lapidi che ricordano la lotta antifascista, allora nell’imminenza del 1 maggio (vedi qui e qui) e oggi la notte prima dello sciopero generale del 1 marzo.

Bologna: un altro sfregio alla memoria dei partigiani

Nel corso della notte, alla Bolognina, la corona d’alloro che decorava la lapide in memoria di due partigiani assassinati dai fascisti nel luglio 1944 – Bruno Monterumici e Vasco Mattioli – è stata asportata e ridotta in pezzi.
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7 marzo a Bologna: assemblea nazionale per il Festival delle culture antifasciste


Assemblea nazionale per la costruzione del Festival Sociale delle culture antifasciste

Il Festival Sociale delle culture antifasciste ritorna anche quest’anno, sempre a Bologna, nello stesso periodo della precedente edizione, indicativamente dal 28 maggio al 2 giugno.

Questo è emerso da alcuni incontri tra le realtà bolognesi che ne sono state promotrici, con l’impegno di realizzare un’autogestione più ampia ancora dell’anno scorso.

Da questo impegno nasce la necessità di incontrarsi, a livello nazionale, con tutte le associazioni, reti, nodi, gruppi, assemblee permanenti che hanno contribuito alla costruzione del passato festival e/o vogliono costruirne la seconda edizione.

L’invito è per domenica 7 marzo dalle ore 11 a Xm24, via Fioravanti 24.

Questo invito vuole essere esteso per chi potrà già dalle ore 12 di sabato 6, sempre a Xm24, quando cominceranno i workshop di «Are you queerious?» una due giorni di riflessione sulla violenza di genere che vedrà sempre domenica una assemblea nazionale di GENEREalmente.

Tale concomitanza potrebbe essere un’ottima occasione di confronto più allargato e di intersezione delle lotte.

Per contatti: meeting-antifa [at] indivia [punto] net

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Lettera aperta al commissario Cancellieri


Gentile commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri,

scriveva Anatole France che la legge è quella cosa che «in modo imparziale proibisce ai ricchi così come ai poveri di dormire sotto i ponti, mendicare per le strade e rubare il pane». Oggi, in linea con le amministrazioni Cofferati e Delbono, anche Lei si richiama al rispetto della «legalità».

È un fatto che in questa città si continuino a mettere a disposizione sale comunali a organizzazioni neofasciste, come avverrà anche domenica 21 febbraio presso la Sala dell’Angelo, e si continuino a permettere concerti neonazisti, come avverà sabato 20 febbraio con l’esibizione di una band di picchiatori, i «Legittima offesa», che a Bologna si è distinta per violenti pestaggi e altre offese «legittime».

Non sarebbe nostra competenza ricordare a Lei che la legge fondamentale della Repubblica Italiana, ovvero la Costituzione, in particolare la XII disposizione transitoria, vieta espressamente la riorganizzazione sotto qualsiasi forma di un partito fascista.

Non dovremmo nemmeno ricordarLe che la legge 645/52, la cosiddetta legge Scelba, contenente le norme di attuazione della disposizone costituzionale, all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «fa propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione di partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Certamente l’associazione «CasaPound Italia» dichiara sul suo sito l’intento «di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio». E opera in tutt’Italia in modo conseguente con le sue premesse di organizzazione neofascista.

Le chiediamo dunque se anche Lei si distinguerà per quella legalità «legittima» che, nei mesi e anni passati, ha permesso tante «legittime offese», manifestazioni e conferenze neofasciste, concerti nazi, una campagna razzista di allarme sociale contro rom e lavavetri, l’uso delle ruspe contro le baracche in nome della «sicurezza», e quel rispetto dei poteri forti contro la storia e la voglia di vivere di questa città.

Cordialmente

il Nodo Sociale Antifascista

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Chi è Roberto Saviano?

Riceviamo dalla Rete dei Comunisti questa segnalazione sulla realtà «gelatinosa» di cui si compone la presente cultura italiana e la sua ambigua epica patriottica.

Chi è Roberto Saviano?
di Giancarlo Staffolani

Dopo aver accusato le Farc colombiane, l’Eta e la Sinistra Basca di essere organizzazioni paramafiose colluse col narcotraffico, smentito dallo stesso governo spagnolo.

Definisce “Maroni il miglior ministro dell’interno da sempre in Italia”
“Israele il miglior esempio di stato per la legalità e la sicurezza”

Ora si scopre orgoglioso di essersi formato su ideologi nazifascisti come Ezra Pound, Carl Shmitt, inoltre è anche frequentatore degli stessi “centri” di CasaPound. Continued…

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22 feb 1980: Valerio Verbano ucciso dai fascisti


Il 22 febbraio 1980 Valerio Verbano veniva ucciso a 19 anni da un commando di neofascisti. Dopo aver fatto irruzione nell’appartamento e legato i genitori, lo attesero in casa per ucciderlo.

Militante dell’estrema sinistra e antifascista, con la passione per la fotografia e il metodo del giornalista d’inchiesta, Valerio fu ucciso per un dossier in cui tentava di ricostruire i legami tra gruppi neofascisti, ambienti malavitosi, forze dell’ordine e apparati statali.

L’unica cosa certa è che il commando fosse composto di neofascisti. «La pista nera», dice la madre, «è l’unica che abbiamo riconosciuto, anche perché furono i NAR [Nuclei armati rivoluzionari, responsabili anche della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980] a rivendicare l’omicidio con un particolare che solo chi aveva sparato poteva conoscere. Al telefono dissero: “Abbiamo lasciato nell’appartamento una Beretta 7,65 che la polizia ha nascosto senza informare la stampa”. Quella pistola era rimasta davvero a casa nostra…».

A distanza di trent’anni, gli assassini non hanno un nome e lo Stato si è distinto solo per le sue reticenze, la manomissione e la scomparsa di prove, i consueti depistaggi a beneficio dell’estrema destra.

A distanza di trent’anni, i neofascisti rivendicano ancora l’omicidio imbrattando a Roma il murale che ricorda Valerio Verbano.

Noi non dimentichiamo.

Valerio Verbano: un’idea non muore mai

«Sia folgorante la fine» di Carla Verbano

Ma quel terrore «nero» è rimasto senza volto

I funerali di Valerio Verbano (video)

Valerio Verbano vive: un’idea non muore mai (video)

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