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[BO] Il camerata Bignamen tocca il fondo del ridicolo…

bignami

Galeazzo «Svastica» Bignami (nella foto) chiede la revoca di ogni finanziamento all’ANPI per aver ritoccato l’inno d’Italia e aver cantato in solidarietà con profughi e migranti «Fratelli in Italia». Scrive Galeazzen:

«Durante una commemorazione alle Aldini Valeriani, l’ANPI (l’associazione partigiani) ha ritenuto di cambiare le parole del nostro inno nazionale da “Fratelli d’Italia” a “Fratelli in Italia”, per esprimere solidarietà e accoglienza ai clandestini, per farli sentire più a casa loro. Questi qua (non mi saprei esprimere maggior disprezzo) dimostrano ancora una volta di essere degli anti italiani, incapaci di amare la nostra Nazione e di essere orgogliosi della nostra identità nazionale».

Peccato che Goffredo Mameli fosse un fervente antirazzista e basta leggere il suo Inno a Roma per rendersene conto:

Dimenticate o popoli
l’ire d’un dì che muore,
sarà la terra agli uomini
come una gran città:
libera, grande, unita
vivrà una nuova vita
la stanca umanità…

Strinse fratelli insieme
slavi, africani ed itali
un duolo ed una speme:
hanno un sol campo i popoli
ed un sol campo i re.

Ai ventenni che nel 1848 si sollevarono in armi, Roma antica appariva come una «gran città» che aveva unito persone e popoli al di là dei piccoli confini identitari e aveva insegnato il valore irrinunciabile della libertà e della solidarietà.

Purtroppo Galeazzen sa leggere e ama soltanto gli scontrini per il rimborso chilometrico…

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