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Ancora neonazisti fra attentati e strafalcioni

Dopo quella di Genova, adesso si scopre che anche a La Spezia c’era una cellula neonazista che ha organizzato vandalismi contro i monumenti della Resistenza, ronde punitive contro i migranti e si apprestava a roghi e bombe xenofobe…

In Lombardia i neonazisti moltiplicano le scritte e gli atti intimidatori contro chi si occupa delle loro faccende…

In Germania un graduato della Bundeswehr, filonazista e xenofobo, per oltre un anno ha finto l’identità di un profugo siriano con il progetto di commettere un grande attentato e attribuirlo agli «stranieri»…

È invece di qualche mese fa la notizia che un militante della destra identitaria francese è stato arrestato con 125 chili di tritolo, 5 kalashnikov, 5.000 proiettili, due lanciagranate anticarro, 100 detonatori e 20 passamontagna: preparava azioni «contro la politica europea su immigrati, Islam e globalizzazione»…

Anche tra Bologna e Firenze si sta aggregando un’area neonazista, o meglio una vera e propria setta hitleriana dietro l’associazione «Virtute e canoscenza» che il 25 aprile ha celebrato nel Cimitero della Certosa i caduti italici della R.S.I. e la grande alleanza con la Germania nazista.

Dopo aver avuto canoscenza che il loro motto latino ETIAMSI OMNES, EGO NON era già stato usato dal PD e non apparteneva affatto alla Tradizione dell’Impero Romano, adesso sono passati a ETSI MORTUI URINT! che, a parte lo strafalcione di URINT per URUNT o URANT, vorrebbe dire più o meno «Quantunque i nazisti e fascisti siano morti, bruciano» o «Quantunque siano morti, possono bruciare»: insomma non solo svastiche, ma attentati incendiari…

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