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[Fano] I fascisti incendiano lo spazio sociale Grizzly

Condividiamo da Contropiano:

IL FUOCO DEI FASCISTI E DEI PADRONI CONTRO LE LIBRERIE INDIPENDENTI

Solidarietà allo Spazio Autogestito Grizzly di Fano

Nella notte di sabato 4 ottobre lo Spazio Autogestito Grizzly di Fano è stato attaccato da una squadraccia fascista e devastato. Rivendicato con una svastica sui muri, l’attentato, oltre a distruggere l’impianto idraulico ed elettrico, ha riguardato in modo particolare i locali della Libreria Popolare, recentemente inaugurata, dove tutti i libri sono stati dati alle fiamme. Nel dare la nostra massima solidarietà al Grizzly, non possiamo fare a meno di pensare alla portata intimidatoria del gesto. “Questo,” hanno voluto dire i padroni attraverso i loro servi a chi lotta ogni giorno per costruire organizzazione dal basso e cultura indipendente, “è il destino a cui si espone chiunque non abbassa la testa, mettendo in discussione il modello imposto dal grande capitale”.

Questo, in fondo, è quello che diciamo quando gridiamo che “se toccano uno toccano tutti”. Perché bruciando la libreria popolare di Fano il fuoco è stato appiccato a tutti gli editori indipendenti, abituati a pensare e ad agire in alternativa alle logiche imposte dal mercato, e, anche attraverso la partecipazione a iniziative come quella animata da Grizzly, a cercare soluzioni opposte al minaccioso nulla delle politiche sociali e culturali promosse dal governo Renzi.

Come hanno scritto nel loro comunicato le compagne e i compagni del Grizzly, però, siamo abituati a vivere tra le macerie. E continueremo a usare le parole come le pietre e le pietre come le parole per affermare ora e sempre il diritto di tutte e tutti a imprimere una svolta radicale all’esistente.

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Anche Forza Nuova scende in piazza il 18 ottobre, ma non a Milano

Non è affatto un buon segnale. Oggi le rivalità fra le organizzazioni dell’estrema destra non fanno che disseminare qua e là messaggi tossici e razzisti forse con maggior efficacia che se si trattasse di un fronte unitario.

Comunque sia, alla manifestazione fascioleghista del 18 ottobre a Milano in cui la Lega Nord sogna di portare 100.000 persone, ecco che Forza Nuova controbatte con un’analoga mobilitazione xenofoba che si terrà il 18 ottobre in cinque città italiane: Ancona, Bergamo, Napoli, Palermo, Venezia.

Intanto ad Ancona il Centro Sociale Asilo Politico invita la città a mobilitarsi contro i neonazisti di Forza Nuova ripetendo le parole del sindaco di Colonia Fritz Schramm in prima fila a contestare un raduno neonazista nel 2008: «a questa cricca marcia possiamo solo indicare la porta d’uscita, non c’è posto per razzismo, intolleranza, discriminazione e ogni odore di fascismo».

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[MI] sab 18 ott: contro la manifestazione razzista della Lega Nord

Non v’è dubbio che la manifestazione nazionale fascioleghista del 18 ottobre aspiri ad essere un momento di ricomposizione dell’estremismo identitario e neofascista che vorrebbe farsi «popolo» speculando sulla crisi e sull’allarmismo securitario e xenofobo. Ora il comitato «Milano 29 Aprile: Nazisti No Grazie» lancia una prima proposta di contestazione.

CONTRO LA MANIFESTAZIONE RAZZISTA DELLA LEGA NORD DEL 18 OTTOBRE A MILANO

NO ALLE CAMICIE VERDI E ALLE CAMICIE NERE IN PIAZZA DUOMO

La Lega Nord ha indetto per il prossimo 18 ottobre una manifestazione nazionale a Milano dal titolo «Stop all’invasione», con l’intento di mobilitare almeno «centomila persone» che dovrebbero sfilare da Porta Venezia fino a Piazza Duomo. Si tratterrà nei fatti di un corteo «contro gli immigrati», come traspare in modo inequivocabile dagli slogan e dagli articoli che compaiono ogni giorno sulle pagine de «La Padania».

A questa iniziativa hanno già dato la propria adesione alcune tra le più note organizzazioni neofasciste, da Lealtà Azione a Destra per Milano, dall’associazione Patriae, che raggruppa alcuni fuoriusciti da Forza nuova, a Progetto Nazionale, una delle sigle di copertura del Veneto Fronte Skinheads. Altre adesioni sono preannunciate a breve.

Ciò che si sta prospettando è una manifestazione di camicie «verdi» e «nere», le une accanto alle altre, contro la convivenza civile e l’integrazione. Uno sfregio alla città di Milano, Medaglia d’Oro alla Resistenza, da sempre tollerante e cosmopolita, dove una parte significativa della popolazione è ormai costituita da persone immigrate.

Ci rivolgiamo a tutte le associazioni democratiche milanesi, ai sindacati e ai partiti antifascisti, al mondo della cultura, ai giovani, alle comunità straniere presenti affinché si dia una risposta di massa a questa provocazione razzista promuovendo tutti assieme una contromanifestazione nel centro cittadino.

CONCENTRAMENTO P.ZZA SANTO STEFANO IL 18/10/2014 ORE 15.30

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Dom 5 ott h.15 tutt* in piazza San Francesco!

In Belgio sedici associazioni antifasciste hanno chiamato alla mobilitazione per contestare una conferenza di neonazisti europei che si terrà in Belgio sabato 4 ottobre con il titolo di «Lotta politica e strategia della tensione».

In una sede tenuta segreta s’incontreranno neonazisti greci come Kostantinos Boviatsos e Alexandros Lyris, neofascisti italiani come il guru di CasaPound Gabriele Adinolfi e altri squadristi europei come quelli di «Zenit Belgique».

Certo è che lo scivolamento verso la guerra incoraggia il neofascismo. Ci sono quelli che partono per combattere in Ucraina. C’è Forza Nuova che intende pubblicare i nomi e cognomi degli albergatori che ospitano i migranti salvati dalle acque del Mediterraneo additandoli come persone che «mettono a repentaglio la sicurezza della nostra (!?) gente». E intanto fanno blitz xenofobi nel bresciano e a Vicenza.

A Milano si prepara la sfilata di leghisti, neofascisti e altri xenofobi del prossimo 18 ottobre con cui un partito corrotto e colluso come la Lega Nord vorrebbe diventare la sponda istituzionale di tutti gli squadrismi.

A Bologna ci sono i pochi militanti del Fronte Nazionale che fanno i loro rapidissimi blitz qua e là e in particolare davanti alla Biblioteca Ginzburg del Quartiere Savena.

E infine ci sono le «sentinelle» omofobe che vorrebbero manifestare domenica pomeriggio e si troveranno di fronte a una protesta variopinta e musicale contro il grigiore della loro cultura tradizionalista e autoritaria.

Anche nella lotta antifascista si tratta di pensare globalmente e agire localmente. E contrastare le «sentinelle» dell’integralismo fasciocattolico vuol dire contrapporsi a ogni forma di fascismo e integralismo.

Domenica 5 ottobre dalle 15 tutt* in piazza San Francesco!

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[BO] Nessun silenzio per le “sentinelle” omofobe. Respingiamo il fascismo da Bologna

Condividiamo dal sito di Rifondazione Comunista Bologna:

Nessun silenzio per le “sentinelle” omofobe. Respingiamo il fascismo da Bologna

Non bastavano le “preghiere” antiabortiste davanti al Sant’Orsola, ancora una volta la parte più rozza e retriva della nostra società da spettacolo di sé ostentando l’intolleranza di cui è intrisa. Domenica 5 ottobre alle 17,00 in piazza San Francesco a Bologna, le “sentinelle in piedi” omaggeranno la città con il loro triste spettacolo.

Non è bastato lo “spettacolo” che hanno già dato in piazza Maggiore ed in altre città dell’Emilia Romagna, non a caso la loro provocazione vuole colpire una zona della città simbolo di antifascismo e controcultura.

A due passi dal Pratello sarà questo il loro messaggio, tanto semplice quanto crudele: non esistono forme diverse di amore, tantomeno sono legittime in pubblico, la famiglia è rappresentata solo da madre, padre e figli, poco importante se sia o meno una famiglia felice.

Tutto questo dimostra da un lato l’intolleranza verso chi viene ritenuto diverso da sé e dall’altro la concezione che esistano esseri umani di serie A, degni di rivendicare certi diritti come quello al matrimonio o all’adozione, e cittadini si serie B a cui questi diritti devono essere preclusi.

Le “sentinelle” vigilano affinché non sia possibile accettare forme diverse di amore, affinché non siano legittime le multiformi identità e preferenze sessuali, vigilano affinché non si mettano in discussione modelli sociali stereotipati e difesi dalla chiesa cattolica, vigilano per difendere lo status quo come strumento di controllo (ed ordine) sociale.

La parte più reazionaria della chiesa cattolica si mobilita, le “sentinelle” sono notoriamente spalleggiate da forze neofasciste, come ad esempio Forza Nuova, le stesse forze che camaleonticamente percorrono nuove strade per legittimarsi e tornare allo scoperto

Non intendiamo rimanere silenti, ne permettere che non ci sia una risposta della nostra città a questa provocazione, siamo determinati a portare un’assalto sonoro in piena regola in quella piazza, consapevoli che sia parte di un percorso che non finirà certo Domenica. Facciamo appello a tutti i cittadini a tutte le cittadine antifasciste affinché ci sia una presenza in Piazza San Francesco Domenica 5 alle ore 17.00, affinché si copra quell’assordante silenzio fatto di omofobia e fascismo.

Loro leggeranno il loro libro in silenzio, noi daremo voce ai diritti, rivendicandoli per tutte e per tutti. Anche per loro.

Appuntamento col carro soundsystem alla Barricata 71 – ore 16.30 Via Sant’Isaia 71

Barricata 71
Giovani Comuniste-i Bologna
Rifondazione Comunista – Federazione di Bologna
Cultura e Conflitto Bologna
Circolo PRC Centro Storico “Tosca”

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[BO] Respinta provocazione leghista. Alle 18.30 apericena antifascista a Palazzo D’Accursio

Dopo i tanti flop dei loro presidi xenofobi, la Lega Nord in cerca di visibilità ha compiuto una miserabile provocazione al presidio permanente che Asia sta portando avanti da venerdì nel cortile di Palazzo D’Accursio.

Un manipolo di leghisti, guidati dal consigliere regionale Manes Bernardini, si sono presentati con lo striscione «Acer, prima la nostra gente», ma sono stati contestati da centinaia di persone e anche da un coro spagnolo che si è fermato a cantare bellissime canzoni di lotta.

Alle 13.30, dopo qualche saluto romano, i leghisti hanno smontato il loro gazebo e se ne sono andati senza ottenere nemmeno un qualche spintone che avrebbe potuto far notizia su giornali e Tg.

Manes Bernardini ha cercato di fare almeno finta, ma ottiene sul solito «Carlino» solo questa nota di colore: «Un consigliere regionale, Manes Bernardini di Forza Italia, è caduto a terra, ma l’episodio sarebbe stato provocato dalla concitazione».

Può sembrare grottesco che uno speculatore edilizio come Manes parli di diritto alla casa. Ma è un fatto che le campagne xenofobe o securitarie sono sempre state in questi anni l’ultima spiaggia degli amministratori affaristi e corrotti.

Né va dimenticato che questa provocazione avviene proprio mentre la giunta comunale di Bologna adotta politiche sempre più securitarie invitando PdL e Lega Nord «a mettere da parte le divisioni». E l’intervento provocatorio dei «guastatori» leghisti sembra funzionale alla più ampia azione di governo della giunta che criminalizza le lotte e reprime i bisogni. Né forse è un caso che il sindaco Virginio Merola ora taccia…

No al fascismo, no al razzismo! Prima i diritti! Per tutti!

Alle 18.30 apericena nel cortile di Palazzo D’Accursio.

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[BO] dom 5 ott h.16.30: Pax Christi ricorda la strage di Marzabotto

Pax Christi organizza un ricordo dell’eccidio nazifascista di Monte Sole avvenuto fra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 con più di un migliaio di morti. Fra il 2006 e il 2008 si è svolto il processo ai responsabili che sono stati condannati all’ergastolo… in contumacia. Sebbene il perdono non rientri nei nostri valori, ricordare le stragi nazifasciste è importante oggi che la violenza stragista torna ad essere uno degli strumenti della politica degli stati.

Raccontare la strage di Monte Sole dopo 70 Anni

Domenica 5 ottobre ore 16.30
Santuario del Corpus Domini
Via Tagliapietre 23

Francesco Pirini, all’epoca dei fatti diciassettenne, tra il 29 e il 30 settembre dello stesso anno, perse la madre, i fratelli e le sorelle, la zia e i cugini. Si erano recati insiemi ad altri abitanti della zona, all’oratorio di Cerpiano: le SS bloccarono le uscite e gettarono una bomba al suo interno, poi aspettarono tutta la notte e fucilarono i superstiti. Oggi, Francesco incontra tante persone che vogliono sapere, che vogliono conoscere: parla di sé, della sua famiglia e di quei giorni che sembrano così lontani. Lo fa con un sorriso che può solo disarmare chi lo ascolta, con una serenità che ha maturato piano piano negli anni e ha raggiunto perdonando, con degli occhi che lasciano trasparire la speranza.

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Mimetismi

Oggi il neofascismo sembra divaricarsi su una pluralità di posizioni apparentemente diverse e contrastanti, ma non è altro che un fenomeno di mimetismo tipico dell’estrema destra che cerca di veicolare negli ambienti più diversi la propria ideologia d’odio.

In un convegno del «Movimento cinque stelle» a Brugherio parlerà fra gli altri un «esperto» legato a Forza Nuova. Né forse c’è da meravigliarsi vista l’alleanza del M5S con i partiti xenofobi europei, dai Democratici svedesi all’Ukpi di Nigel Farage.

Invece a Parma i Padri Saveriani ospitano un convegno su «Il massacro dei cristiani nel Vicino Oriente» con una manica di oratori fascistoidi e rossobruni che non sono altro che i soliti lupi travestiti da agnelli. Né forse c’è da meravigliarsi visto che il peggior cattolicesimo ha sempre avuto simpatie per l’estrema destra.

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Ivo Zini oggi avrebbe sessant’anni

Oggi avrebbe sessant’anni e magari avrebbe potuto contribuire a cambiare qualcosa in meglio, o mettere in pratica i suoi ideali di comunista, o persino essere felice, o star per diventare nonno, o qualsiasi altra cosa.

Si era laureato da poco in Scienze Politiche e la sera del 28 settembre 1978 con due amici si era avvicinato alla bacheca dell’«Unità» di una sezione romana del PCI per vedere che cosa c’era quella sera al cinema. Mentre leggevano, da una Vespa bianca scesero due neofascisti a volto coperto ed esplosero quattro colpi sui tre ragazzi. Ivo morì quasi subito.

Tanti attivisti di sinistra sono stati assassinati così: senza una ragione palese, perché erano malvestiti, avevano i capelli lunghi, o avevano un giornale «sbagliato». In quel caso avrebbe anche potuto trattarsi di un’azione mirata perché pare che i tre giovani avessero partecipato mesi prima a qualche manifestazione antifascista.

Verso le 11 di sera l’omicidio fu rivendicato dai neofascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari con una telefonata al giornale «Il Messaggero».

Ci fu un lungo processo ma – come al solito quando si tratta di neofascisti – nessuna certezza, nessuna spiegazione, nessun mandante e nessun colpevole. Fu accertato solo che i due sicari erano forse da ricondurre alla sede romana del FUAN in Via Siena 8.

Oggi resta qualche vecchia foto e una lapide nel luogo dell’agguato che recita «A Ivo Zini barbaramente assassinato dai fascisti | i cittadini del Quartiere Alberone | Roma 28 settembre 1978». Ma l’eco di quegli spari fa ancora rumore.

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Fascisti su Apple

È una gran tristezza. Alcuni militanti del «Blocco Studentesco» in cerca di visibilità mediatica, stanchi di impiccare manichini o distribuire pacchi viveri, hanno avuto l’idea di tirare uova, acqua e farina contro le persone in attesa da ore per il nuovo iPhone della Apple in un centro commerciale alla periferia di Roma.

Non volevano però sfamare e dissetare la folla, ma ricordare la necessità imprescindibile di «morire per la patria» come si legge nel loro comunicato:

«Nel centesimo anniversario della Grande Guerra vogliamo far sì che il sacrificio di chi cadde in nome dell’Italia, di chi fu pronto a combattere e morire per la propria patria non sia dimenticato e funga da esempio per le nuove generazioni. Le parole d’ordine di quest’anno sono “ritrova te stesso”: un incitamento rivolto a tutti gli italiani, per riscoprire le nostre radici e la nostra storia, per affermare ancora oggi la nostra volontà di combattere contro la crisi economica e spirituale che attanaglia l’Italia e l’Europa».

Recentemente i neofascisti del «Fronte Nazionale» hanno messo in rapporto il loro amore patriottico per gli spaghetti e il loro odio per l’antifascismo, al grido di «Love spaghetti, hate antifa».

Ora il «Blocco Studentesco» mette insieme l’iPhone, le uova, i massacri della Grande Guerra, la crisi spirituale, al grido di «Ieri trincea e baionetta… oggi un iPhone che ti aspetta»

Eia eia alla larga!

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