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La7 vuole presentare il «volto umano di CasaPound»

Negli anni Settanta la fascistizzazione era un fenomeno anzitutto di vertici statali, di continuità istituzionali tra Fascismo e Repubblica, di tentati colpi di stato, di bombe nelle piazze, di complotti e segreti nell’ombra. Negli ultimi decenni si è trattato invece di un fenomeno diffuso, in gran parte alla luce del sole, articolato anzitutto sul razzismo e alimentato da tv, governi, rotocalchi, amministrazioni locali.

Ogni tanto i rotocalchi di regime cercano di inventarsi un improbabile «fascista dal volto umano». È una campagna pubblicitaria che conferma un fatto risaputo: i neofascisti cercano di passare per ribelli e per idealisti, ma sono sovvenzionati, sostenuti e coccolati proprio dai padroni e dal potere economico e comunicativo… Nihil sub sole novi, niente di nuovo sotto il sole.

Ora è il turno di un rotocalco televisivo, «AnnoUno» su La7, con ospiti fissi con idee xenofobe e neofasciste: tal Isabella, ragazza veneta con idee chiarissime e non certo accoglienti nei confronti degli immigrati; tal Filippo, ex concorrente del Grande Fratello con idee di destra sociale; tal Mirko, ventiduenne studente della Luiss che vuole presentarsi come volto umano di CasaPound.

Insomma un po’ di neofascismo patinato, la faccia pulita dello squadrismo e della violenza…

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[BO] gio 8 mag h. 15.30: Narrazioni della Resistenza al Parri

da Incidenze

Le narrazioni della Resistenza – BO giovedì 8 maggio 2014 al Parri



Giovedì 8 maggio 2014, ore 15.30 

Sala ex Refettorio – ingresso da via Sant’Isaia 20 –  Bologna
presentazione dei volumi:

Resistenza e autobiografia della nazione
a cura di Aldo Agosti e Chiara Colombini
Edizioni Seb 27, Torino, 2012

Storie della Resistenza
a cura di Domenico Gallo e Italo Poma
Sellerio editore, Palermo, 2013

Ne discutono con i Curatori Roberto Chiarini, Alberto Preti, Maurizio Zangarini

Introduce e coordina Luca Alessandrini

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[Forlì] sab 10 mag h.14: presidio antifascista contro l’apertura di una sede neofascista

Negli ultimi anni a Forlì ci sono state tante provocazioni neofasciste e tanti provvedimenti repressivi contro gli antifascisti. Anche perché il santuario neofascista di Predappio è lì a pochi chilometri, e il sindaco PD di Predappio Giorgio Frassineti non cessa di auspicare «un museo sul fascismo nell’immensa Casa del Fascio che sorge proprio in piazza».

Riceviamo da E.R.F. e condividiamo:

VIA I FASCISTI DA FORLÌ

Sabato 10 maggio
ore 14.00 Piazza Saffi

PRESIDIO ANTIFASCSTA

Per dire NO allaapertura dello spazio «Barbanera» del partito neofascista CasaPound a Forlì e ribadire la nostra RESISTENZA.

SEMPRE PARTIGIANI

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Licenza di uccidere

È dalla manifestazione di Genova del 2001 che le forze dell’ordine hanno avuto una sorta di rinnovata impunità e di implicita «licenza di uccidere» da parte del mondo della politica istituzionale, inquieta per le grandi mobilitazioni sociali degli anni Novanta.

Così, da più di un decennio abbiamo vissuto una fascistizzazione crescente delle istituzioni repressive che in Italia continuano a provocare un numero rilevante di morti e feriti solo per estro sadico e omicida: Bolzaneto, la Scuola Diaz, Carlo Giuliani, Marcello Lonzi, Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Aldo Bianzino, Giuseppe Turrisi, Stefano Brunetti, Niki Aprile Gatti, Manuel Eliantonio, Giuseppe Uva, Stefano Frapporti, Francesco Mastrogiovanni, Simone La Penna, Bledar Vukaj, Stefano Cucchi…

Nelle loro riunioni sindacali le forze dell’ordine ora fanno banda e applaudono in piedi per cinque minuti i poliziotti che hanno assassinato a calci il diciottenne Federico Aldrovandi, all’alba del 25 settembre 2005. Rivendicano la loro «licenza di uccidere». E ciò vuol dire che quel mandato forse sta per scadere.

Ora e sempre resistenza!

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[BO] sabato 24 maggio corteo antifascista: Chiudiamo CasaPound! Nessuno spazio ai fascisti!

Mentre con i soldi dei padroni i gruppuscoli neofascisti come CasaPound aprono nuove sedi in Romagna (il 10 maggio sarà inaugurata una nuova sede di CasaPound a Forlì) e continuano la loro propaganda d’odio razzista e omofobo, Bologna Antifascista promuove per il 24 maggio una mobilitazione antifascista per chiudere ogni spazio sociale e mentale alla cultura omicida del neofascismo.

Chiudiamo CasaPound! Nessuno spazio ai fascisti!
Corteo a Bologna – Sabato 24 Maggio

Da troppo ormai i fascisti di CasaPound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna. Due anni sono passati da quando, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, “Sole e acciaio”, si sono fatti affittare un locale al piano terra da Biagetti, titolare dell’omonimo esercizio commerciale in via Emilia Levante 94.

Chi sono i fascisti di CasaPound lo sanno tutti. Nel corso degli ultimi anni sono state decine le aggressioni fisiche contro oppositori politici, o chiunque sia da loro ritenuto “diverso”. Nel 2008 a Piazza Navona hanno bastonato gli studenti che protestavano contro la cosiddetta “riforma” Gelmini. Nel dicembre 2011 Gianluca Casseri, militante della sede di CasaPound di Firenze, ha preso il fucile e ha sparato sui venditori ambulanti dei mercati rionali ammazzando due lavoratori senegalesi e ferendone tre.

Fin dall’apertura i residenti del quartiere Murri si sono mobilitati e hanno dato vita a iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e agli abitanti. Si è costituito un coordinamento antifascista di zona che ha organizzato nel novembre del 2012 un corteo nel quartiere partecipato da più di mille persone tutti uniti nell’esprimere la propria volontà: la sede di via Malvolta deve chiudere subito! Da allora a oggi si sono tenute numerose iniziative di controinformazione e sensibilizzazione con presidi, volantinaggi, passeggiate in quartiere, giornate di socialità e dibattito al parco della Lunetta Gamberini nella convinzione che quella sede è fonte di pericolo per l’incolumità di tutti e che da lì i fascisti se ne devono andare!

I rappresentanti istituzionali del Quartiere, con in prima linea la presidente Ilaria Giorgetti e il vice presidente Mario De Dominicis, entrambi di Forza Italia, hanno sempre favorito la propaganda di CasaPound e di altri neofascisti o neonazisti dichiarati concedendo a ripetizione sale pubbliche e patrocini a gruppi di estrema destra e cercando persino di intitolare una sala di Quartiere a Rachele Mussolini, la moglie del Duce. Da parte sua la giunta comunale Pd non ha mai espresso nemmeno una parola sulla presenza della sede e l’ANPI si è adeguato al silenzio. In piena campagna elettorale, nel febbraio 2011, il sindaco Merola aveva detto riferendosi a una sede di CasaPound in via Guerrazzi (chiusa ancora prima di aprire grazie a una vasta mobilitazione antifascista): “Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo”. Tutto ciò non ci stupisce ma vale la pena constatare quanto siano meschini i nostri governanti, ad ogni livello.

Di fronte a tutto ciò noi non possiamo tollerare oltre la presenza di una sede di CasaPound o di altre simili formazioni fasciste a Bologna.

Perchè sono intolleranti e razzisti, odiano gli immigrati e fomentano l’odio tra la gente con la loro propaganda. E come sappiamo dall’odio alla violenza razziale il passo è breve. Non si può usare come capro espiatorio dell’attuale situazione economica e sociale italiana chi ha la colpa di essere ancora più povero e scappa da una vita di stenti e miseria. La colpa è di chi governa e di chi vota e sta a guardare.

Perchè sono omofobi e omofobe, sostengono la famiglia tradizionale e vorrebbero precludere diritti civili e libertà a chi ha altri gusti sessuali. Con questo discorso sulla famiglia tradizionale veicolano tra l’altro un’idea della donna, moglie e madre, tipica del periodo fascista, che dal dopoguerra ad oggi in milioni hanno rifiutato, nel nome dell’autodeterminazione della donna e della sua libertà di scelta se donare o meno il proprio corpo alla patria.

Perchè sono xenofobi e nazionalisti. Certo, come tanti altri perchè questa oggi tra l’altro è la moda. Ma osservando i conflitti che nel mondo si sono susseguiti negli ultimi decenni, moltissimi dei quali hanno visto grossi spargimenti di sangue, migrazioni forzate di massa, campi profughi e altre atrocità, essi sono stati mossi da idee nazionaliste. L’idea che entro certi confini risiedano solo persone appartenenti alla stessa nazione (per discendenza di sangue) è antistorica. Da sempre l’umanità si è incrociata, migrando, dando vita alle più belle e ricche culture, ed esperienze di convivenza e tolleranza che sono alla base di una società inclusiva, libera e più giusta.

Il nostro antifascismo noi non lo deleghiamo. Noi siamo quelli che ogni giorno si autorganizzano e costruiscono un’alternativa reale alla sistematica devastazione sociale, ambientale e culturale in cui i governanti ci vogliono costringere.

Noi siamo quelli impegnati ogni giorno nella lotta per condizioni di lavoro dignitoso e per il diritto al reddito, per la scuola pubblica e gratuita e per un’altra università, per il diritto alla casa e per la libertà di movimento dei migranti, in difesa dell’ambiente e contro le megaopere come il TAV, contro il militarismo e per lo smantellamento delle basi militari, contro la discriminazione di genere e il razzismo, contro le galere e gli abusi degli uomini in divisa.

Noi siamo quelli che diamo vita a spazi liberati, concreti e reali, dove è possibile mangiare sano a prezzi popolari, acquistare cibi biologici, andare al cinema gratuitamente, assistere a presentazioni di libri, a seminari o a concerti, fare un laboratorio di danza o per i bambini, coltivare un orto o stampare in serigrafia, ecc. dove è possibile insomma vivere senza sfruttamento né gerarchia.

Noi siamo tutto l’opposto dei fascisti perché portiamo un mondo nuovo dentro di noi e lo facciamo crescere attimo dopo attimo. I fascisti invece sono i servi di questo sistema che vogliamo trasformare, pronti ad offrire i propri servizi alle manovre più torbide e reazionarie dei poteri forti.

Noi facciamo nostro uno slogan che non perde mai d’attualità: fascisti carogne tornate nelle fogne!

Invitiamo quindi tutti i gruppi, le associazioni, le realtà, le singole e i singoli antifascisti a scendere di nuovo in piazza sabato 24 maggio per un corteo popolare e determinato che imponga la chiusura di CasaPound

Bologna Antifascista

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[Svezia] Free Joel!

Magma ha pubblicato una traduzione della lettera di Joel, compagno antifascista svedese, arrestato per aver partecipato e difeso con altri un corteo antirazzista che sfilava per le strade del quartiere Karrtorp di Stoccolma: una manifestazione pacifica attaccata dai neonazisti nel dicembre 2013. Ora è stato condannato a più di sei anni di carcere.

Dopo il suo arresto è andata crescendo una campagna di solidarietà internazionale per la sua liberazione a cui hanno già risposto compagni/e da diverse parti del mondo. Leggi il testo della lettera.

Joel libero!

Qui una pagina facebook a sostegno di Joel imprigionato per aver difeso anziani e ragazzini dall’attacco di neonazisti armati. Sul neonazismo svedese vedi qui e qui e qui.

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[BO] Provocazioni fasciste alle case occupate Nelson Mandela

Provocazioni fasciste alle case occupate Nelson Mandela – via Irnerio 13: il disagio sociale e la guerra fra i poveri

Nel pomeriggio di oggi si sono presentati all’ingresso delle case occupate due provocatori che da subito hanno cominciato ad attaccare verbalmente l’esperienza dell’occupazione e la presenza migrante nei percorsi di lotta popolare.

Nonostante il tentativo da parte di militanti e occupanti di smorzare i toni, evidentemente i 2 bicchieri al bar di troppo hanno fatto prolungare gli alterchi per parecchio tempo, arrivando quasi alla violenza fisica scongiurata solo grazie all’arrivo di numerosi inquilini resistenti.

I due individui molto probabilmente non appartenevano a nessun gruppo organizzato, tuttavia sono il segno della permeabilità di parte del tessuto popolare disagiato e triturato dalla crisi economica e dalle politiche comunitarie e nazionali rispetto a discorsi e parole d’ordine di chiara matrice ideologica di destra nazionalista e fascista che
tendono a creare la guerra fra i poveri.

Il livello d’attenzione rimane alto e l’episodio mostra come anche nella ricca e rossa Bologna il tessuto popolare se non trova risposte di classe adatte, può scegliere una via di espressione di malcontento reazionaria.

Per questi motivi crediamo che i percorsi di ricomposizione sociale e politica delle classi popolari siano il nostro principale compito in questa fase storica. Percorsi che esistono e si esprimono attraverso le occupazioni abitative, la conflittualità sui posti di lavoro e che si sono espressi nell’importante giornata del 1 maggio.

Asia-Usb
Noi restiamo – CSO Terzopiano
2/5/2014

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Ecco l’Itaglia!

In una conversazione con il rabbino Marc Schneider, il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen ha definito l’Olocausto il «crimine più atroce che l’umanità abbia conosciuto nella storia moderna», e ha dichiarato che «il popolo palestinese, che soffre di ingiustizie, oppressione, libertà e pace negate, è in prima linea per chiedere di contrastare l’ingiustizia e il razzismo contro altri popoli».

Intanto a Roma il corteo del 25 aprile ha subito una grave provocazione condotta da esponenti della comunità ebraica romana capeggiati da Riccardo Pacifici. Fin da prima del corteo, una squadra del servizio d’ordine del Ghetto ha ripetutamente aggredito un piccolo gruppo di manifestanti palestinesi nel tentativo di strappare loro le bandiere e allontanarli.

Nel mentre il presidente Giorgio Napolitano ha «celebrato» il 25 aprile rivendicando l’aumento delle spese militari, gli interventi imperialisti dell’Itaglia e i marò che sparano e uccidono pescatori nell’Oceano Indiano.

Davvero l’Itaglia merita di scomparire…

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Ora e sempre resistenza!

Accanto alle celebrazioni dei «ribelli di allora», la festa del 25 aprile è stata occasione di molteplici forme di resistenza.

A Rimini, dopo l’aggressione e l’accoltellamento di tre attivisti antifascisti, qualcuno ha pensato bene di sfasciare l’automobile del dirigente locale di Forza Nuova, sempre attivo nel promuovere violenza e xenofobia. E quelli di Forza Nuova si sono subito coperti di ridicolo tirando fuori il loro solito, simulato vittimismo. Vedi qui e qui.

A Parma un corteo antifascista ha respinto le provocazioni della Lega Nord, in cerca di visibilità elettorale dopo le tante ruberie e malversazioni amministrative dietro il paravento odioso del razzismo e della xenofobia.

Anonymous Italy ha lanciato un massiccio attacco contro il sito del Quirinale con il messaggio «“Apology of fascism,” we demand the immediate dissolution of CasaPound and other fascist associations». È la prima volta che il sito della Presidenza della Repubblica viene messo fuori uso.

A Niscemi il 25 aprile un folto gruppo di attivisti No Muos ha liberato un pozzo di proprietà dei niscemesi da anni ingabbiato nella base americana. Guarda il video.

Anche nel Basso Piemonte sono caduti centinaia di metri della recinzione dei cantieri del Terzo Valico a Pozzolo e ad Arquata, ed è stata lasciata la scritta «Ieri partigiani, oggi No Tav».

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[BO] La «Rivoluzione italiana» si ripresenta come farsa

I «Forconi» di Bologna ci riprovano. Dopo l’insuccesso della «Rivoluzione italiana» del 9 dicembre 2013, ecco che ora il «movimento» si ripresenta annunciando nuove iniziative.

Lo fa con un portavoce improbabile, tal Davide Fabbri, che si dichiara pronipote di Mussolini e che, come parente di Mussolini, convoca una conferenza stampa il giorno dopo il 25 aprile. Più dettagli sulla piccola farsa locale su RCDC.

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