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Giulio Questi racconta la guerra di liberazione

Non vi è dubbio che oggi la Resistenza sia tutt’altro che inattuale. Più cresce l’ipocrisia e la violenza delle politiche istituzionali, più la memoria di una guerra di liberazione ritorna netta e viva nell’intelligenza collettiva.

Non il ricordo celebrativo della Resistenza, ma quello di una Resistenza che, dal 1919 a oggi, non ha mai cessato di opporsi al Fascismo, al Nazismo e poi al neofascismo guidato, favorito, sovvenzionato dai centri oscuri del potere istituzionale.

Non il ricordo falsificante di una Resistenza «nazionale», ma quello di una Resistenza internazionalista e rivoluzionaria che si è combattuta e si combatte ovunque, in ogni angolo d’Europa e del mondo.

Fra i tanti libri che ci restituiscono qualcosa della vitalità della guerra di liberazione vi è ora la raccolta dei racconti di Giulio Questi, Uomini e comandanti. Ex partigiano, poi regista di culto e oggi novantenne film-maker di cortometraggi che spopolano in rete, Giulio Questi ha partecipato giovanissimo alla guerra di liberazione tra Val Seriana e Val Brembana e ha narrato quell’esperienza in racconti crudi e umanissimi, folgoranti e visionari. Qui una rassegna di recensioni.

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Chiara, partigiana di oggi

Ci sono state/i donne e uomini che tanti anni fa hanno lottato contro il fascismo per la libertà della loro terra, delle loro case, dei loro pensieri, delle loro azioni, che hanno preso le armi per questo, che sono stati incarcerate/i, torturate/i, uccise/i e venivano chiamate/i bandite e banditi.

Oggi ci sono compagne e compagni, donne e uomini, denunciate/i, perseguitate/i, incarcerate/i perché si oppongono alla devastazione della loro terra, perché rivendicano il diritto di scegliere della propria vita, perché lottano contro lo sfruttamento e l’oppressione… perché ritengono giusto decidere del proprio destino e per questo vengono chiamate/i  violente e violenti, terroriste e terroristi. Leggi tutto su Coordinamenta.

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[RE] «25 aprile sempre!» a Massenzatico

Nella fase attuale il Populismo è una sorta di croce e delizia dei poteri forti. I ceti dirigenti lo paventano e lo sognano, lo biasimano e lo vezzeggiano, perché sanno che se mai l’Europa attuale non reggesse saranno proprio i populismi nazionalisti e destreggianti a garantire i profitti e lo sfruttamento del lavoro.

E i populisti fascistoidi cercano ora di ripulirsi e di farsi pubblicità sui media di regime.

Ecco allora il boss della Lega Nord che se ne va a Reggio Emilia il 25 aprile a parlare… delle «vittime dell’euro». È il solito tentativo di ottenere un po’ di visibilità a sbafo, per un partito ladro e razzista che per fortuna pare in via di sparizione.

Intanto, oltre il Pratello che r-esiste, ritorna «25 aprile sempre!», la seconda edizione della festa della Liberazione a Massenzatico (RE), sempre a pochi passi dalla prima Casa del Popolo italiana voluta da Camillo Prampolini nel 1893.

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Torniamo in piazza contro CasaPound!

Dalla Lunetta rossa libera l’appello a manifestare il 24 maggio 2014 per la chiusura di ogni spazio sociale e mentale ai «fascisti del terzo millennio», contro la concessione di sale pubbliche a neofascisti e neonazisti, in difesa degli spazi autogestiti. Su Zic.it un resoconto con foto della giornata del 21 aprile.

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Ipocrisie di governo e segreto di Stato

Oggi il governo ha tolto il segreto di Stato sulla documentazione relativa a otto grandi stragi che costituiscono una «macchia oscura» sullo Stato stesso e sui centri di potere che lo governano.

Ora la definiscono «operazione di trasparenza», qualche anno fa la chiamavano «memoria condivisa», ma non è difficile riconoscere sempre la stessa tecnica manipolatoria, ipocrita e revisionista.

Sono passati ormai dieci anni da quando, l’1 agosto 2004, una «legge», la n. 124, avrebbe dovuto modificare la disciplina che governa il segreto di Stato e l’accesso agli archivi «ripuliti» consentendo il libero accesso a cittadini e studiosi.

Ci hanno messo dieci anni per firmare le misure applicative della «legge» n. 124, forse perché c’era molto da ripulire…

E poi, nel 2011, il Tar ha stabilito che per richiedere un documento segreto (e in quanto tale sconosciuto al richiedente) occorre fornirne data e numero di protocollo perché altrimenti si costringerebbe «l’amministrazione a una complessa attività di elaborazione, ricostruzione e incrocio di una rilevante mole di informazioni, al fine di estrapolare da un corpo di documenti quelli, solo presumibilmente, corrispondenti all’interesse dell’istante».

Fatta la legge, trovato l’inganno. E intanto da anni si mette il segreto di Stato un po’ su tutto: il traffico di armi, gli appalti pubblici, persino la ’ndrangheta lumbard

Non c’ è memoria possibile senza lotta di liberazione!

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[BO] Lunedì 21 aprile: Lunetta rossa libera (aggiornamento)


IN CASO DI MALTEMPO LA GIORNATA ANTIFASCISTA DEL 21 APRILE SI SPOSTERÀ AL CHIUSO E CI TROVIAMO TUTTE E TUTTI AL CIRCOLO ANARCHICO BERNERI, SEMPRE DALLE 12, IL PROGRAMMA NON CAMBIA (a parte gli sport)!

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Per una resistenza europea contro fascismi e socialdemocrazie autoritarie

Perché meravigliarsi? È un fatto noto che la giustizia borghese e le forze dell’ordine abbiano due pesi e due misure. E che neofascisti, razzisti e stragisti abbiano sempre goduto di trattamenti di favore.

Pare ad esempio che i neofascisti imputati per la strage di Brescia – quanto meno il medico veneziano Carlo Maria Maggi, e Maurizio Tramonte, il presunto infiltrato nelle file ordinoviste che sembra più un «intraneo» della destra eversiva che un confidente dei servizi – siano stati assolti da un «ipergarantismo distorsivo» che ha finito per «svilire» tutti i numerosi indizi raccolti contro di loro. Sono queste le motivazioni con le quali la Cassazione spiega perché ha rinviato nuovamente a giudizio Maggi e Tramonte come mandanti e anche come esecutori materiali dell’eccidio causato dalla bomba che in Piazza della Loggia a Bresca, la mattina del 28 maggio 1974, uccise otto persone e ne ferì altre cento esplodendo durante una manifestazione sindacale antifascista.

Né può sorprendere che i giornali borghesi cerchino sempre di inventarsi il ritratto edificante del «neofascista dal volto umano», senza mai una menzione delle loro faide interne, dei loro legami opachi con mafia e camorra, dei pestaggi razzisti, delle aggressioni a freddo, degli omicidi. Ora è il turno de «L’Espresso» di questa settimana, che pubblicizza benevolmente «I fascisti della porta accanto»:

«Il campo di battaglia del presente è “il sociale”. Da CasaPound a Forza Nuova fino agli Spqr Skins, la destra più estrema scende nelle strade di periferie che i partiti di palazzo hanno abbandonato. Si mostra attiva contro l’impoverimento della crisi. Distribuisce abiti ai disoccupati, cibo agli anziani, libri agli studenti. E occupa stabili vuoti, appropriandosi sempre più della protesta per la casa che era stata una bandiera della sinistra extraparlamentare».

Ossia, mentre i movimenti reali per la casa vengono assaliti in piazza dalle forze dell’ordine fascistizzate, «L’Espresso» elogia un finto movimento neofascista per la casa sostenuto e sovvenzionato da istituzioni e amministrazioni locali…

Intanto, l’11, il 12 e il 13 aprile 2014 attivisti delle resistenze antifasciste europee si sono incontrati ad Atene per cominciare un percorso comune e internazionalista di lotta contro la violenza fascista in Europa. Questo è il documento finale approvato dall’assemblea:

Conclusioni del Meeting antifascista europeo di Atene

Settanta anni dopo la Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta del fascismo, l’Europa sta affrontando la sfida della crescita della destra nazista e razzista.

Razzisti e nazisti hanno però un avversario che continua a diventare più forte: i movimenti di massa e plurali che combattono nelle strade in tutta Europa, non soltanto contro il terrorismo fascista ma anche contro coloro che lo sostengono e lo proteggono: politiche anti-popolari, comportamenti arbitrari della polizia, lo stesso totalitarismo neoliberale e il sistema che sta provando a imporlo. L’11, il 12 e il 13 aprile 2014 le resistenze si sono incontrate ad Atene e, attraverso assemblee, eventi politici, workshop e discussioni, hanno condiviso esperienze e hanno fatto un significativo passo in avanti per organizzare la solidarietà transnazionale e una lotta organizzata contro il fascismo in tutta Europa.

Abbiamo inviato un messaggio forte contro il fascismo, il sessismo, il razzismo, il totalitarismo statale e la fase di stallo del capitalismo.

L’assemblea ha concluso quanto segue:

– Di designare sabato 8 novembre 2014 come una giornata comune di azioni in Europa, considerando che domenica 9 novembre è l’anniversario nero della “notte dei cristalli”;

– Di convocare giornate internazionali di commemorazione e solidarietà nelle date degli omicidi di antifascisti da parte di fascisti attraverso l’organizzazione di mobilitazioni simboliche nelle città o davanti alle ambasciate: Grecia, 1 anno dopo l’assassinio di Pavlos Fyssas, giovedì 18 settembre 2014; Francia, 1 anno dopo l’assassinio di Clement Méric, giovedì 5 giugno 2014.

– Di creare una comune piattaforma internet di contro-informazione, condivisione reciproca di notizie e punti di vista per coordinare l’iniziativa internazionale e la solidarietà più efficacemente.

L’assemblea del meeting antifascista europeo

Fonte: antifasistikossyntonismos
Traduzione di AteneCalling.org

Non v’è dubbio che il nuovo autoritarismo europeo sia come una bicicletta con due pedali apparentemente opposti: l’estrema destra razzista e la socialdemocrazia ipocrita e neoliberista.

E vi è un solo modo per ottenere qualcosa: fare danni anche minimi, colpire i padroni nel portafoglio, rendere costosi per il potere i processi di normalizzazione autoritaria.

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[BO] Lunedì 21 aprile: Lunetta rossa libera

lunettarossa

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È disponibile il quaderno «Antifascisti sempre»

È disponibile il quaderno «Antifascisti sempre». Si tratta di una pubblicazione della Rete dei Comunisti rivolta ai più giovani, con analisi, documentazione e inchiesta per combattere i fascisti del terzo millennio. Più dettagli su Contropiano.

Sommario:

Il rischio di un movimento reazionario di massa
Il doppio standard degli apparati dello Stato
I tentativi di contaminare e inquinare le iniziative antimperialiste e contro l’Unione Europea
La discriminante sul ruolo dell’Europa
L’Unione Europea produce fascismo
Antifascisti oggi. Perché?
Il lavoro sporco dei fascisti del terzo millennio
Le due facce del “lavoro sporco”
Appendice: le connessioni dimostrate tra neofascisti e criminalità organizzata
Piste nere nella malavita organizzata

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Per averne delle copie e organizzare presentazioni, dibattiti pubblici o seminari nelle varie città, potete contattare anche: contropiano at gmail punto com

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Mafiosi e neofascisti, sempre insieme…

Eh sì, mafiosi e neofascisti sempre insieme, fin dai tempi remoti di Salvatore Giuliano e del Golpe Borghese… (vedi la voce su Anarchopedia)

Armi, politica, neonazi e strane veline: i vicerè della cocaina a Milano

Dal quartiere di Baggio al Corvetto fino alla Comasina, la nuova rete criminale della malavita che incrocia ambienti dell’estrema destra e personaggi legati a doppio filo con ’ndrangheta e Cosa nostra. Leggi tutto sul Fatto quotidiano.

Vedi anche Mafia & neofascisti negli appalti a Ostia e Fratelli di truffe e di stragi

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