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[BO] mer 5 giu h.20: Verso la giornata antifascista di domenica 23 giugno 2013

Verso la giornata antifascista di domenica 23 giugno 2013

Domenica 23 giugno daremo vita a una iniziativa antifascista per tutta la giornata presso il parco della Lunetta Gamberini, in via degli Orti, nel quartiere Murri. Ci sarà spazio per lo sport popolare (calcetto, box, basket…), per la musica e i concerti, la distribuzione di stampa e le presentazioni di libri, per il mangiare e il bere ecc. Tutt* gli-le antifascist* della città sono invitati a contribuire all’organizzazione della giornata portando le proprie proposte all’assemblea di mercoledì 5 giugno 2013 ore 20 presso il Labas, ex caserma occupatra di via Orfeo 46.

Bologna Antifascista

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«Vice» antifascista?

Può sorprendere che un rotocalco cinico e modaiolo come «Vice» si occupi, nel suo sito web in italiano, della crescita inquietante dei movimenti neonazisti e neofascisti con un taglio quasi antifascista.

Dopo più di un decennio che i rotocalchi di moda non hanno fatto altro che promuovere il «nuovismo» dell’estrema destra, il look originale del neonazismo, le trovate «creative» di CasaPound, potrebbe anche sembrare il segno di un’inversione di tendenza.

Ma basta leggere la cronaca irridente e qualunquista del 25 aprile al Pratello per cominciare a sospettare che la «moda» sia solo una forma dell’indifferenza e del turismo fintoalternativo.

Essere antifascisti vuol dire sapere che il Fascismo rappresenta storicamente la realizzazione di un processo autoritario del grande capitale, che risulta possibile solo allorché il potere del capitale è riuscito, nel corso del suo sviluppo, a mettere radici nel ceto medio e a conquistare il suo consenso, e anche attraverso la «moda». Non c’è antifascismo senza lotta collettiva allo sfruttamento e all’ingiustizia sociale.

Comunque sia, al di là dei toni ironici e svagati di chi pare indifferente a tutto, si tratta di inchieste su cui riflettere.

E bisognerebbe riflettere anche su come mai sia un sito di questo genere a svolgere controinchieste internazionali che un tempo erano compiute da ambiti dell’attivismo antifascista. Ambiti che oggi coltivano sempre meno rapporti internazionali e si limitano a inchieste circoscritte al proprio territorio.

I neonazisti malesi combattono per la purezza della razza

Nazisti per caso

Un tranquillo weekend di razzismo (Londra)

Foto dal corteo fascista di Woolwich

La mia settimana con l’estrema destra ungherese

La politica a braccio teso (Svezia)

Queste sono invece testimonianze di mobilitazioni antifasciste:

Ho passato il fine settimana guardando femministe in topless far incazzare i neonazi

L’estrema destra britannica si è presa la sua prima randellata di primavera

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Segni dei tempi: Franco Cardini e Wu Ming 2 al Centro San Domenico

Viviamo ormai in tempi di grandi intese e di scelte piccole piccole.

Non c’è più la destra o la sinistra, e nemmeno il terzaposizionismo al di là della destra e della sinistra, ma soltanto un «tutti insieme appassionatamente» in perenne ritiro spirituale per il bene del Paese.

Ed è un segno minimo dei tempi che, per le esclusive conferenze della casa editrice «Il Mulino», si tenga presso il Centro San Domenico – cioè il circolo teologico-culturale dell’Associazione Industriali di Bologna – una rassegna sui «Viaggi d’autore» in cui Wu Ming 2 parlerà di «Istanbul» e… l’ex neofascista Franco Cardini parlerà di «Gerusalemme»…

Franco Cardini è stato militante del Movimento Sociale Italiano, poi della Jeune Europe, il movimento transnazionale fondato da Jean Thiriart. È attualmente su posizioni rossobrune e rivoluzionar-tradizionaliste.

Ci saranno anche musica e ghiotte degustazioni. Con il contributo di UniCredit, Fondazione del Monte, Hera, Bologna Fiere e una multinazionale come la G.D.

Viviamo in tempi di crisi profonda in cui la politica italiana mostra tutta la sua fragilità, gli equilibri precarissimi fra centri di potere, i baratti ingiustificabili fra diritti e sopravvivenza, e non sorprende che anche una casa editrice della borghesia intellettuale come «Il Mulino» abbia voluto dare il suo contributo al nuovo clima di «grandi intese».

Basta guardare al programma della rassegna sui «Viaggi d’autore»: un po’ di moderati di centrosinistra, un po’ di moderati di centrodestra, e due «estremisti» di stile opposto a mo’ di cornice o di trofeo.

«Tutti insieme appassionatamente» in ritiro spirituale al Centro San Domenico per la serenità del Paese.

«Tutti insieme appassionatamente» a evocare il «lusso spirituale» di un turismo confortevole al di sopra dei conflitti del mondo.

Ieri, dopo la violenta repressione a Istanbul, eravamo in piazza con la comunità turca di Bologna che cantava «Bella ciao» in turco e gridava «Erdogan fascista».

Bisogna imparare da che parte stare.

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[Porto San Giorgio] Ancora violenze squadriste dai militanti di CasaPound

Ovviamente le continue intimidazioni e aggressioni compiute dai neofascisti di CasaPound non fanno notizia e tanti episodi rimangono confinati in trafiletti sulle pagine locali.

Così è per il pestaggio avvenuto martedì 28 maggio a Porto San Giorgio: un antifascista, dopo aver cercato di togliere un manifesto abusivamente affisso da CasaPound, è stato aggredito da un gruppo di neofascisti che da alcuni anni sono attivi nel territorio di Fermo.

Ha dichiarato il Collettivo antifascista di Fermo: «In sintesi quello che è avvenuto martedì sera è il risultato dello sdoganamento politico di organizzazioni come CasaPound Fermo, che dietro ad un linguaggio e ad un’immagine giovanilistica e moderna nascondono le campagne di odio razziale, la violenza squadrista, e la solita apologia del fascismo.

Essere seguiti e aggrediti a calci in faccia sotto casa, dopo aver ripulito un muro della città dalla loro retorica delirante, è un primo campanello d’allarme; la possibilità che Porto San Giorgio, da sabato, possa diventare una piazza politicamente agibile per questa organizzazione sarebbe un’ulteriore beffa per tutti coloro che si dichiarano antifascisti».

Non passeranno!

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[BO] mar 4 giu h.18: presentazione di «Il sangue politico» di Nicoletta Orlandi Posti

A Bologna il 4 giugno 2013, alle ore 18, si terrà la presentazione del libro IL SANGUE POLITICO di Nicoletta Orlandi Posti con l’autrice e la partecipazione di Paola Faraca.

Casa Rude, via Pietralata 83/A, Bologna
(traversa di via del Pratello)

È la storia di Gianni Aricò, Angelo Casile, Annelise Borth, Franco Scordo e Luigi Lo Celso che trovarono la morte a soli vent’anni in uno strano «incidente» stradale sull’autostrada del Sole nella notte tra il 26 e il 27 settembre 1970.

Erano partiti dalla Calabria per portare a Roma, ai compagni della Federazione Anarchica Italiana, un dossier di controinformazione, che subito sparì dal luogo dell’«incidente», su alcune delle pagine più oscure e insanguinate della storia italiana: le trame neofasciste da piazza Fontana ai moti di Reggio, alla strage di Gioia Tauro e al golpe Borghese.

È la storia di cinque anarchici che, prima di altri, capirono che l’Italia, che aveva sconfitto sul campo il Fascismo, non lo aveva però estirpato, consentendo a una politica assetata di potere e di sangue di farlo rinvigorire e crescere fino ai giorni nostri dove convivono vecchie e nuove dittature con la loro carica di violenza e disumanità. Li hanno fermati.

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Per non dimenticare

“I Carabinieri ci dissero: stuprate Franca Rame”. La testimonianza

Nel 1988 Biagio Pitarresi, fascista di una certa notorietà, racconta che l’ordine di stuprare Franca Rame arrivò dai carabinieri. Bisognava “punire” quella donna che andava a ficcare il naso dappertutto, anche nelle carceri e nella strage di stato. Leggi tutto su Contropiano.

Vedi anche Carmilla, Marginalia,  Femminismo a Sud.

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Venner, il samurai deficiente

«Onore a Dominique Venner, samurai d’Occidente». Con striscioni affissi in una decina di città, CasaPound Italia ha celebrato l’anziano intellettuale di estrema destra che si è sparato all’interno della chiesa di Notre Dame.

Un esempio di fedeltà alla Tradizione, che da sempre ha usato le chiese come luogo di cura per la demenza senile? o un cedimento alla spettacolarizzazione mediatica? o un ulteriore esempio della «religio mortis» della cultura di destra?

Secondo CasaPound, quella di Venner è «una scelta esistenziale da guardare con rispetto, che lo colloca tra i pochi uomini liberi del nostro tempo».

Insomma, ai neofascisti non resta che emularlo, per essere minimamente coerenti!

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[Roma] I neofascisti dello zero virgola

Nonostante il consueto vittimismo su cui avevano giocato la propria tediosa campagna elettorale, a Roma i neofascisti di CasaPound non vanno oltre il solito zero virgola prendendo solo qualche migliaio di voti, cioè quelli delle clientele del sottobosco nero garantito in questi anni da favori e sovvenzioni del sindaco Alemanno…

Ma i neofascisti sono bravi con gli imbrogli della burocrazia. Se CasaPound riceve illecitamente 41 mila euro del 5 per mille, i neonazisti del quotidiano «Rinascita» hanno invece gonfiato le vendite per ottenere i contributi dello Stato all’editoria: truffa da 2,3 milioni di euro…

Redazione centrale a Roma, altre cinque sedi in Italia (Milano, Verona, Sora, Caserta, Napoli), una all’estero (Belgrado) e due corrispondenti a Dublino e Parigi, «Rinascita» sostiene posizioni neonaziste e negazioniste con i soldi pubblici.

In più, il consiglio di amministrazione di «Rinascita» avrebbe anche falsamente attestato la vendita di 934.632 copie del giornale, quando a distribuirlo erano due imprese di pulizia e disinfestazione che, in realtà, esistevano solo sulla carta.

L’astuto direttore del quotidiano, Ugo Gaudenzi, aveva iniziato la sua vita pubblica come esponente di «Primula goliardica», protagonista della stagione del Nazimaoismo, un’area di ispirazione antisemita e neofascista.

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Religio mortis

Non v’è dubbio che la «cultura di destra» si fondi su una «religione della morte» e sia una cultura omicida e sacrificale.

Dominique Venner, 78 anni, ex paracadutista volontario in Algeria, saggista di estrema destra e oppositore alla legge sui matrimoni omosessuali, al mattino ha aggiornato il suo blog invocando «gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini». Poche ore dopo, intorno alle 16, è entrato nella cattedrale di Notre-Dame, simbolo di quella civiltà cristiana occidentale che lui riteneva minacciata, si è messo la pistola in bocca, ha sparato ed è morto fra turisti spaventati.

Non è certo un mistero che nelle mitologie razziste agisca una spinta anche autopunitiva o autodistruttiva proiettata al di fuori, un tentativo di disconoscere una parte di sé distruggendo l’Altro, l’inconfessata rimozione di una parte della propria identità proiettata sul «capro espiatorio». Ma se il «capro espiatorio» si sottrae, ecco che il vuoto inconoscibile delle «origini» chiede comunque il suo tributo di sangue…

Hitler sconfitto, prima di spararsi, invocava la totale distruzione del suo stesso «popolo»:

«Se la guerra è persa, non mi importa che il popolo muoia. Non verserò una sola lacrima per loro. Non meritano nulla di meglio».

Quello di Dominique Venner è stato lodato da Marine Le Pen come uno splendido «gesto politico».

Ma è solo la farsa tragica di un vecchio fascista vittima della sua stessa «cultura».

Sarebbe anzi quasi un episodio di lugubre comicità, se implicitamente il «bel gesto» non invocasse una violenza autoritaria e normalizzatrice. Che riposi in pace.

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A come antifascisti!

Giusto per ricordare quale pedagogia veniva promossa dalle gerarchie cattoliche ottant’anni fa esce ora un bel libro di una giovane storica, già autrice del volume L’antiebraismo cattolico dopo la Shoah. Tradizioni e culture nell’Italia del secondo dopoguerra (1945-1974), Roma, Viella, 2012.

Elena Mazzini, Ostilità convergenti. Stampa diocesana, razzismo e antisemitismo nell’Italia fascista (1937-1939)

Il volume indaga gli atteggiamenti espressi dall’opinione pubblica cattolica italiana davanti alle politiche del razzismo e dell’antisemitismo attuate dal nazismo e dal fascismo a partire dalla seconda metà degli anni Trenta del Novecento. Il libro discute e mostra, attraverso un apparato documentario inedito e del tutto originale, gli orientamenti del cattolicesimo italiano davanti alla così chiamata «questione ebraica» divenuta, nel corso del 1938, una legislazione giuridica varata ad hoc da Mussolini per colpire, vessare, perseguitare gli ebrei stranieri ed italiani. Pur con alcune significative eccezioni, ampi sono stati i settori dell’opinione pubblica cattolica che hanno riflettuto intorno al «problema ebraico» non solo in termini teorici ma hanno anche giustificato, sul piano politico, le persecuzioni antisemite attuate in vari paesi europei, in primis in Germania e in seguito in Italia.

Indice del volume

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