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Video della Festa delle resistenze popolari


“Cari amici, è bene ricordare date significative che hanno chiuso quell’episodio straordinario, nuovo per la storia italiana, che è stata la lotta di liberazione nazionale. Però, stiamo attenti: non basta un giorno all’anno. In questa situazione la Resistenza va ricordata coi fatti e con gli atti per ogni giorno che noi trascorriamo su questa terra che ci sostiene” (Renato Romagnoli, partigiano, 24 aprile 2010 a Xm24).

Guarda e ascolta il video della Festa delle resistenze popolari del 24 aprile a Xm24.

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Stefania Pound a Casa Craxi


Da anni il revisionismo opera secondo il trompe l’oeil della specularità fittizia.

Ad esempio gli eredi indiretti e “postfascisti” delle leggi antisemite del 1938 hanno voluto contrapporre alla “giornata della memoria” (27 gennaio) una mistificante “giornata del ricordo” (10 febbraio) che ha lo scopo di mascherare e sminuire gli efferati delitti di stampo razzista commessi dall’Italia fascista nei Balcani, in Albania e in Africa.

Non si poteva certo sottrarre a questo esercizio di equiparazione un personaggio screditato come Stefania Craxi, già nota per le sue convergenze ricambiate con CasaPound nel nome del “grande statista” Bettino. Andrea Boscolo, responsabile di Casa Pound Brescia, aveva affermato: “Noi stimiamo Bettino Craxi e condividiamo molte scelte da lui prese negli anni in cui ha governato. […] L’azione di governo di Bettino Craxi ha avuto finalità che noi condividiamo quasi completamente”. Ed ecco Stefania Craxi che ricambia il favore: “E ora ricordiamo piazzale Loreto”. Continued…

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L’onda nera dell’ultra destra razzista macchia l’Europa


Certo fa piacere che anche gli organi istituzionali di stampa si accorgano, pur tardivamente e con sonnolente intermittenza, della marea nera che invade l’Europa e che dovrebbe farci anzitutto comprendere che il nazifascismo non è stato un incidente di percorso nel luminoso cammino civile dell’Europa, ma ha profonde, insondate radici nella cultura europea, ed è un fenomeno che potrebbe dunque ripetersi con pari violenza, pur in forme nuove e aggiornate. Sul tema si possono leggere anche Europa nera e Successo elettorale dei neonazisti ungheresi. Qui sotto l’articolo dell’Unità, che non dice nulla però dell’Italia, nient’affatto esente dal fenomeno, anzi campo di sperimentazione del neofascismo postmoderno.

L’onda nera dell’ultra destra razzista macchia l’Europa
di Umberto de Giovannangeli

L’«Onda nera» si allarga. Dall’Austria all’Ungheria, dall’Olanda al Belgio, dalla Francia, alla Finlandia, dalla Danimarca alla Gran Bretagna, «sconfinando» nell’ex Europa comunista: dalla Romania alla Russia. Continua l’avanzata dell’estrema destra in Europa, un dato confermato dal 15,6% alle presidenziali in Austria conquistato dalla candidata del partito Fpoe, Barbara Rosenkranz, dichiaratamente filo-nazista. In Ungheria, dove il partito conservatore Fidesz ha conquistato i due terzi dei seggi in Parlamento, la formazione xenofoba Jobbik si consolida come terza forza del Paese con 48 seggi in Parlamento. Continued…

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[BO] Appello per il diritto all’abitare


Segnaliamo il video sul 25 aprile degli inquilini resistenti di Bologna e condividiamo l’appello che rivolgono alla città e alle amministrazioni locali e regionali. Come ha detto il 24 aprile a Xm24 il partigiano Renato Romagnoli, “la Resistenza va ricordata coi fatti e con gli atti per ogni giorno che noi trascorriamo su questa terra che ci sostiene”. Solidarietà a chi resiste, solidarietà a chi lotta.

Appello per il diritto all’abitare

Il problema abitativo sta assumendo oggi, sul nostro territorio, caratteristiche inedite e preoccupanti.

L’avanzamento della crisi che si traduce in migliaia di licenziamenti, mobilità e casse integrazioni, vede migliaia di famiglie a rischio per la perdita della casa, sia essa in affitto o gravata da un mutuo.

Mentre tutto questo colpisce chi ha contribuito alla costruzione economica e sociale di questa città, chi, invece, ha contribuito allo scoppio della crisi economica, si arricchisce sempre più, tramite meccanismi legati alla rendita e alla speculazione.

Il diritto alla casa rappresenta una riappropriazione di reddito, è un’istanza di uguaglianza sociale che investe non solo coloro che vivono il problema sulla propria pelle, ma tutti coloro che vedono nei diritti e nelle garanzie sociali i principi di una società civile e democratica che si definisce tale.

Chiediamo quindi alle amministrazioni locali e regionali che venga tutelato il diritto alla casa:

– per una moratoria degli sfratti per morosità
– per il finanziamento delle case popolari
– per il sostegno agli insolventi mutuo prima casa

Inquilini resistenti di Bologna
http://bolognaprendecasa.noblogs.org

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Fascio-book e la Lega Nord


Intanto risegnaliamo il documentario e la tesi di laurea sulla Lega Nord che si proietta e si discute oggi 28 aprile in Aula C, perché sono fatti notevolmente bene.

E lo facciamo con una notiziola che forse sarà un’eccezione, ma contribuisce al quadro. Una giunta nel bergamasco cade perché il consigliere leghista risulta un neofascista. È ovvio però che Facebook non c’entra affatto. Il leghista si è dovuto dimettere perché fascio “pubblico”, non perché facebook. E lasciamo pur perdere che questo paese bergamasco, pressoché in bancarotta, sia un esempio del “buon governo” della Lega. Ciò che invece importa sottolineare è che tutto filava liscio finché il consigliere era un fascio “privato”, protetto all’interno di giri di partito, dentro un circuito politico che all’esterno diffonde xenofobia generica e all’interno specifica ideologia fascista. Ce ne sono tanti, appiattati in tante amministrazioni locali.

Bergamo
FACEBOOK: SALUTO ROMANO DI CONSIGLIERE LEGHISTA, CADE GIUNTA
[ma sarebbe meglio dire FASCIO-BOOK etc. etc.]

È ufficiale: il Comune di San Giovanni Bianco, nella bergamasca, è il primo Comune ad essere caduto per colpa di Facebook. Il sindaco e la maggioranza leghista che amministravano il paese da due anni hanno rassegnato oggi le dimissioni da tutte le cariche amministrative. Il comunicato ufficiale fa riferimento alle grandi difficoltà economiche in cui si trovano le casse comunali “nonostante le misure correttive da subito attuate”, ma precisando che “non può essere un presunto disordine contabile a gettare ombre sul lavoro fatto da tante persone”.

Nel comunicato del sindaco Gerardo Pozzi non si fa riferimento però a ciò che è successo ieri, quando si è scoperto che il ventunenne consigliere comunale Iuri Milesi (indispensabile per sostenere la risicata maggioranza in Consiglio comunale dopo dimissioni a raffica, e ripescato tra i non eletti delle elezioni di due anni fa) aveva messo sul proprio profilo Facebook immagini che lo ritraevano mentre faceva il saluto romano, davanti a una Lombardia dipinta di nero con la scritta “Fascismo e libertà” o tra cimeli del Ventennio. Di fronte a quelle immagini il segretario provinciale della Lega Nord Christian Invernizzi aveva dichiarato che “è giusto prendersi le proprie responsabilità nei confronti degli elettori: quest’episodio è la goccia che fa traboccare il vaso”. Oggi, puntuali, sono arrivate le dimissioni. Nelle prossime ore il Comune sarà commissariato.

(27 aprile 2010)

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Bologna antifascista. Le nuove resistenze si incontrano


Proprio le recenti, ampie contestazioni a Polverini e Moratti durante le manifestazioni del 25 aprile hanno messo in luce il divario tra due linee dell’antifascismo:

− quella che ritiene che la “legalità” costituzionale possa essere un valido baluardo di resistenza contro la barbarie e si tratti quindi di non indebolirla con proteste troppo minoritarie o intempestive;

− quella secondo cui l’autoritarismo attuale ha la sua premessa storica nella mancata defascistizzazione dell’Italia, nell’amnistia di Togliatti e nel reintegro dei funzionari fascisti, nella soppressione del “diritto di resistenza” riconosciuto già nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 (nel 1947 i maggiori partiti politici cancellarono dalla bozza di Costituzione questo articolo: “Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino”), e insomma nelle ombre lunghe del Fascismo sulla storia repubblicana.

Oggi, dinanzi a una nuova barbarie ogni giorno più aggressiva e violenta, è necessario ricomporre in una pluralità concorde o convergente tutte le molteplici esperienze militanti e culturali dell’antifascismo e delle pratiche di resistenza. Per questo risultano importanti i momenti di incontro e dibattito come il Festival sociale delle culture antifasciste che si terrà a Bologna dal 28 maggio al 6 giugno presso il parco Togliatti. Qui il calendario in aggiornamento del Festival. Questo l’articolo di presentazione uscito il 24 aprile sul Manifesto:

Bologna antifascista
Le nuove resistenze si incontrano

di G. Marcante

Torna il Festival sociale delle culture antifasciste, per il secondo anno a Bologna ci sarà un luogo dove ragionare sul fascismo che è prima di tutto «una cultura, un modo di essere, di comportarsi, è la volontà di dominio sulle persone, la natura, il territorio, è l’arroganza, la negazione di ogni diritto, la repressione del dissenso, la negazione e il disprezzo per le diversità». Saranno dieci giorni che si annunciano pieni di convegni, tavoli tematici, seminari, presentazioni di libri, fumetti e video, spettacoli teatrali e concerti. Il primo festival che nel 2009 si è tenuto nel parco delle Caserme Rosse (che dopo l’8 settembre 1943 funzionò come campo di prigionia e smistamento verso la Germania) è stato un successo. La conferma che si può vincere la scommessa di costruire un’iniziativa completamente autogestita, un progetto “dal basso, aperto e partecipato” come si legge sul sito www.fest-antifa.net dove si possono trovare tutte le informazioni. L’appuntamento quest’anno raddoppia nella durata, dal 28 maggio al 6 giugno e si sposta nel parco Togliatti nella prima periferia della città. Ma il festival uscirà anche in città e per il 3 giugno è prevista un’intera giornata di iniziative in giro per Bologna, in via del Pratello ad esempio dove tutte le osterie si sono rese disponibili per organizzare iniziative. Continued…

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[BO] mer 28 apr h.19: Lega Nord – Avvertenze per l’uso


Mercoledì 28 Aprile
Aula C Autogestita, Scienze Politiche
Strada Maggiore 45, Bologna
prima rampa a sinistra

dalle 19 con aperitivo


SUL SUSSUNTO BARBARO
La comunità immaginata: Lega Nord – Avvertenze per l’uso
Tenere lontano dalla portata dei bambini

Discussione polifonica sul fenomeno leghista. Analisi di un movimento territoriale in ascesa, fra politiche di esclusione razziale e costruzione di comunità, fra difesa della tradizione e reinvenzione del nord. All’incrocio fra passato e futuro delle destre europee. Continued…

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Pestaggi e provocazioni di fine aprile


Si sa, tra il 25 aprile e il primo maggio, neofascisti e affini intensificano la loro liturgia violenta e cercano la provocazione. Sono tanti fatterelli slegati, che se va bene finiscono in cronaca locale, sempre minimizzati, sempre impuniti…

A Treviso una trentina di militanti di Forza nuova insultano e minacciano in tutta tranquillità una giovane ragazza “di colore” in un locale. Svastiche, urla, cori razzisti… (vedi la Tribuna di Treviso).

In Sardegna quattro agenti della polizia municipale di Quartu Sant’Elena mostrano i muscoli su un giovane ambulante senegalese steso a terra. Gli abitanti però hanno solidarizzato con il migrante – “lasciatelo lavorare”, “vergogna” – esprimendo contrarietà alla violenza con cui gli agenti hanno fermato l’uomo (vedi La nuova Sardegna).

A Lamezia ci pensano invece i neofascisti di CasaPound ad aggredire alcuni attivisti del Collettivo “Altra Lamezia” impegnati nell’attacchinaggio dei volantini per la manifestazione del 25 aprile (vedi Altra Lamezia).

A Ostia si è verificata un’aggressione del tutto analoga (vedi EcnAntifa).

A Milano, invece, è previsto un raduno nazifascista per il 2 maggio con il patrocinio e il finanziamento del Comune… (vedi PoQ).

A Roma insulti omofobi e schiaffi. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 aprile un giovane volontario di Arcigay, 22enne, studente, viene insultato e aggredito da un gruppo di quattro ragazzi sui venticinque anni a bordo dell’autobus N8 in zona Trastevere (vedi Corriere).

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[BO] 25 aprile: la liberazione è lotta quotidiana


Da quasi tre settimane la tendopoli sotto il Comune di Bologna in piazza Liber Paradisus dimostra come l’organizzazione e la solidarietà riescano a creare spazi efficaci di resistenza. Ieri, nell’anniversario della Liberazione, ha preso avvio a Bologna anche una nuova occupazione abitativa. Alle intimidazioni, alle minacce, agli sgomberi, occorre rispondere anzitutto con la solidarietà dal basso e con la voglia di dire basta all’ingiustizia, alla disuguaglianza e allo sfruttamento.

Riceviamo e condividiamo il comunicato di Asia e BolognaPrendeCasa:

25 aprile bologna: occupazione

REQUISITO UN EDIFICIO SFITTO IN VIA LEGNANO (BROGO PANIGALE)

DOPO 19 GIORNI LA TENDOPOLI DEGLI INQUILINI RESISTENTI CONTINUA! OGGI ABBIAMO REQUISITO UNO STABILE SFITTO IN VIA LEGNANO A BORGO PANIGALE, PER RECUPERARE ALLOGGI ABBANDONATI PER DARE SOLUZIONI ALL’EMERGENZA ABITATIVA.

LA TENDOPOLI DEGLI INQUILINI RESISTENTI CHIEDE SOLUZIONI CONCRETE, E’ PER QUESTO CHE FINO A QUANDO LA POLITICA LOCALE E REGIONALE SOSTERRA’ ATTIVAMENTE O CON L’IMMOBILISMO LE LOGICHE SPECULATIVE CI SENTIAMO AUTORIZZATI A PRENDERCI CIO CHE CI E’ NEGATO! CHIEDIAMO QUINDI CON FORZA IL BLOCCO DEGLI SFRATTI, SOLUZIONI IMMEDIATE PER CHI E’ GIA’ SENZA CASA E UN NUOVO PIANO CASA CHE RIMETTA AL CENTRO LA CASA POPOLARE. OVVIAMENTE OCCUPARE UNO STABILE NON RISOLVE IL PROBLEMA DELL’EMERGENZA ABITATIVA, MA E’ UNA FORMA DIRETTA DI RIAPPROPRIAZIONE DEL BENE PUBBLICO A SCAPITO DI TUTTI QUELLI CHE SPECULANO OGGI SULLA CRISI!

Associazione Inquilini Assegnatari (ASIA-RdB)
BolognaPrendeCasa

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Le Mani Legate


Oggi certi «scrittori contro» possono anche essere concilianti, assennati, coccolati, e scrivere magari che non vi è un regime, ma solo una civiltà autoritaria del consumo:

«La realtà più consueta è quella del supermercato, dell’ipermercato: la democrazia dei consumi rende inutile, o almeno superflua, la violenza delle carceri e dei campi di concentramento. Serviamo come consumatori. È meglio o peggio del Gulag? Diverso, direi, ma certo oggi si muore meno, e anche gli oppositori, gli scrittori “contro” vivono in appartamenti discretamente riscaldati e pubblicano presso grandi editori» (vedi qui).

Forse questi «appartamenti discretamente riscaldati» sono concessi appunto dai «grandi editori» perché i magnifici «scrittori contro», nel loro comfort, non prendano coscienza della repressione crescente, degli arresti arbitrari, dei rastrellamenti di migranti, delle torture, delle deportazioni in Libia, del cumulo di sopraffazioni miserie atrocità e cadaveri che questo regime produce: del fatto che oggi, per il potere, non è affatto «inutile, o almeno superflua, la violenza delle carceri». Anzi, proprio la «violenza delle carceri», le «mani legate» costituiscono il necessario fulcro materiale della più ampia offensiva di disciplinamento sociale.

E si potrebbe ripetere oggi quel che Orwell scriveva nel 1937: «Prima di dichiarare che un mondo totalitario è un incubo che non potrà mai avverarsi, ricordate che nel 1925 il mondo in cui viviamo oggi sarebbe sembrato un incubo, che non poteva assolutamente avverarsi».

Riproduciamo il nuovo editoriale di antifaresistence.

Le Mani Legate

Eccoli, con casse di zinco.
Dentro, ci hanno nascosto
quello che di un uomo han fatto.
Non s’era arreso lui, aveva lottato
per una vita migliore
nella grande battaglia di classe.
E vengono i torturati.
La frusta li ha interrogati.
Tutta la notte hanno taciuto…
B. Brecht

Le strategie repressive si coniugano spesso in modi e forme diverse a seconda del contesto in cui vengono attuate. A ben guardare, tuttavia, l’intento è sempre lo stesso: isolare, mettere a tacere, criminalizzare. Chiunque nel mondo abbia intenzione di lottare contro un sistema ingiusto, per un’informazione libera, per la propria indipendenza, chiunque in generale si ponga in contrapposizione con l’ideologia dominante si trova ad affrontare una forma di repressione il cui scopo è non solo stroncare una lotta, ma anche scoraggiare a riprenderla. È per questo che oggi abbiamo deciso di trattare di carceri, di repressione preventiva, ma anche dell’agghiacciante storia di Jon Anza. Continued…

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