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[BO] Ennesimo oltraggio alla memoria partigiana in Bolognina

Ancora un oltraggio alla memoria partigiana in Bolognina. Sono ormai troppi gli episodi di vandalismo neofascista in Bolognina per non pensare che ad agire sia un gruppo organizzato in libera uscita. E del resto il 20 novembre c’era Forza Nuova in città ed è ormai un fatto regolare che la notte prima avvenga un qualche gesto di sfregio alla città…

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[BO] ven 27 nov h.20: cena e presentazione del libro «Fascisti del terzo millennio»

Venerdì 27 novembre dalle ore 20 si terrà a Vag61, in via Paolo Fabbri 110, una serata antifascista con la presentazione di un’inchiesta antropologica su CasaPound:

– h. 20: cena benefit per le spese legali

– h. 21.30: presentazione del libro «Fascisti del terzo millennio. Per un’antropologia di CasaPound» (Edizioni Ombre Corte/Culture – 2015) con l’autrice Maddalena Gretel Cammelli e la partecipazione del Nodo Sociale Antifascista – Staffetta

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Il francese e il jihadista – di Bruno Giorgini

Non so se sia una legge della storia ma chi ammazza centinaia di persone inermi è spesso incamminato sulla via della sconfitta. È valso per i nazisti in Europa, per i francesi in Algeria, per gli americani in Vietnam, spero valga per i neri fascisti di daesh.

Che lo stato debba incarnare la volontà di Allah in tutta la sua totalità, è a questo punto ovvio per il nostro francese che ha scelto daesh. Sostituendo «Allah» con l’Essere di heideggeriana memoria, l’analogia con alcune nervature costituenti il pensiero nazista diventa palmare, e si scopre la radice completamente occidentale, del peggiore occidente, propria alla concezione jihadista.

Leggi tutto il testo sul sito di Radio popolare.

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Il lutto diventa legge – di Judith Butler

La questione politica centrale è questa: quale versione dell’estrema destra vincerà le prossime elezioni? E quale diventa la prossima «destra tollerabile» se Marine Le Pen è considerata di «centro»? È un tempo spaventoso, triste, di oscuri presagi; ma noi siamo ancora in grado di pensare, spero, di parlare, e di agire, in mezzo a tutto ciò. Leggi tutto il testo su Effimera.

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L’antropologia leghista

Come funziona la testa del leghista medio? La recente calata del fior fiore della Lega Nord a Bologna ha permesso di assistere a numerosi episodi che mostrano come il leghista abbia sempre una doppia verità e faccia uso di una maschera di perbenismo difensivo per celare quello che veramente pensa, crede, fa.

In sostanza lo schema mentale si direbbe questo: mentre il leghista educato e sorridente afferma «Non sono razzista» pensa invece «Bruciamoli tutti!» e poi, al minimo intoppo, non ce la fa più a trattenersi e si mette a gridarlo.

Si veda ad esempio, al minuto 5.25 di questo video, il leghista Roberto Cota che, in mezzo a una piazza che inneggia al Fascismo e al Duce con slogan e saluti romani, afferma serafico «Non mi pare…».

Si veda anche, al minuto 2.18 di questo video, un leghista che insegue una donna bolognese che ha gridato «Tornatevene a casa!» e le urla dietro «Bastarda!» e subito dopo, di nuovo sorridente, si giustifica con un giornalista dicendo che aveva capito «Vieni a casa» e la sua corsa non era una reazione minacciosa e violenta.

È questa rapida oscillazione fra sorriso stereotipato ed esplosione d’odio, fra una maschera di buona educazione e un’estrema e rabbiosa reattività all’altro, che deve essere compresa se si vuole efficacemente contrastare le future uscite della Lega Nord e i loro banchetti di propaganda.

Di fatto l’8 novembre, mentre le proteste più militanti sono rimaste al palo grazie all’opera di migliaia di agenti in tenuta antisommossa, è bastato un uso libero e felice del mito inclusivo della festa per rendere idrofobi i leghisti in Piazza Maggiore e smascherare la verità che vorrebbero nascondere: che sono intimamente fascisti, razzisti, con un immaginario da stupratori, con fantasie di linciaggio, ma incapaci però di violenze alla luce del sole e delle telecamere per la loro stessa finzione di perbenismo.

Per la Lega Nord l’8 novembre non è stato solo un flop di presenze, ma un’esibizione miserabile di rabbia, risentimento, saluti romani e volgarità.

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Résistance toujours! Dehors les fachos!

A Lille, a Metz e in altre città francesi le manifestazioni spontanee contro la strage di Parigi hanno contestato e respinto le frange dell’estrema destra identitaria che cercavano di diffondere odio con lo slogan «Espelliamo gli islamici!». Qui e qui dei video.

Anche a Bologna gli sciacalli «identitari» non sono mancati. Forza Nuova ha fatto una rapida comparsata in Piazza Maggiore. La leghista Lucia Borgonzoni ha commentato su facebook:

«Fermiamo il folle progetto che vuole cercare di “integrare” chi ci odia, chi ci vuole sterminare, non basta pregare per queste vittime, è giunta l’ora di intervenire, siamo in guerra».

E nel coro degli sciacalli non poteva mancare il neroazzurro Galeazzo Bignami:

«Continuiamo pure a rinunciare alla nostra identità europea e cristiana, continuiamo pure a dire c….te come che il Natale non va festeggiato, continuiamo pure con queste cavolate dell’integrazione».

È un fatto che obbiettivo della strage sia stata proprio la Parigi multiculturale e multietnica che non piace agli sciacalli «identitari» di ogni credo e colore.

E vale per l’ISIS come per la Lega Nord ciò che Mauro Baldrati ha scritto su Carmilla commentando la tetra manifestazione leghista dell’8 novembre a Bologna:

«Combatterli sullo stesso piano è un processo perdente. È indispensabile trovare nuove modalità, nuovi stili. Una tesi negativa, una tesi reazionaria non si può riformare dall’interno. È una delle principali riflessioni di Antonio Gramsci dal carcere. Una tesi reazionaria si può solo cancellare, e sostituirla con un’altra. E non accadrà mai che una tesi negativa sia abbattuta da un’altra tesi negativa. L’unica salvezza, l’unica resistenza, è quella di opporre la vita alla morte. La gioia all’odio e alla paura».

Résistance toujours! Dehors les fachos!

Vedi anche:
Estrema destra e jihadismo
La strana coppia Hezbollah-CasaPound
Bande di fascisti e golpisti vendono armi all’ISIS

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[Forlì] ven 13 nov h.18.30: mobilitazione antifascista contro il comitato xenofobo e omofobo

Riceviamo e pubblichiamo l’appuntamento dell’antifascismo forlivese contro la mobilitazione xenofoba del comitato «Forlì ai forlivesi» animato da esponenti e fuoriusciti di Forza Nuova.

VENERDÌ 13 NOVEMBRE a FORLÌ il comitato «FORLÌ AI FORLIVESI» ha indetto un corteo cittadino per le ore 21 che sfilerà per la città di Forlì.

Per chiunque si senta animato da un sincero sentimento antifascista, l’appuntamento è in PIAZZA SAFFI a FORLÌ per le ore 18.30 puntuali (!!)

Riportiamo di seguito, se mai servisse ulteriore chiarezza, parte del comunicato stampa con cui questo gruppo che si professa apartitico si è presentato alla città di Forlì:

Comunicato stampa – comitato «Forlì ai forlivesi»

«Forlì ai forlivesi», che non cerca e non necessita di «coperture» istituzionali di sorta, è l’embrione di una comunità di popolo, libera, nazionale e sociale, che torna nelle strade per rivendicare il diritto al proprio futuro e a quello dei propri figli, che si batte per la difesa della famiglia.

Ci stringiamo attorno a poche e semplici parole d’ordine: il contrasto all’immigrazione, nemica del lavoro e dell’identità nazionali; il rilancio dell’economia cittadina, strangolata dalla moneta-debito e dalla «grande distribuzione» apolide; l’affermazione della priorità nazionale nell’assegnazione dei pubblici servizi: scuole, asili, sussidi, case popolari.

È per questo che torniamo nelle strade. Per lanciare un messaggio di lotta, di vitalità, per affermare che siamo ancora un popolo. Tutti i cittadini sono invitati ad unirsi a noi. Ne va del nostro futuro. E questo, vedrete, non è che l’inizio.

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[BO] sab 14 nov h.16: di nuovo i rossobruni in città…

Era da un bel po’ di tempo che a Bologna l’autoritarismo eurasiatico e rossobruno non effettuava la propria propaganda dopo le contestazioni alla carnevalata pro-Assad di «Stato e potenza» in Piazza Maggiore nel 2011.

Adesso, sabato 14 novembre, alle ore 16, presso il Centro sociale «G. Costa» di Via Azzo Gardino 48, si terrà una conferenza geopolitica dal titolo «La macchina del caos: Irak Libia Siria Yemen… e non solo» promossa da siti web d’area rossobruna e fiancheggiatrice di gruppi neofascisti come controinformazione.info e faremondo.org.

Certo è che l’ideologia eurasiatica rappresenta un fenomeno di mimetismo politico che propaganda una versione aggiornata e travestita di alcune idee del fascismo storico.

La difesa delle differenze culturali viene strumentalizzata per invocare l’arroccamento «eurasiatico» in senso militarista e ultranazionalista.

L’anticapitalismo e l’attacco alle multinazionali nascondono una visione profondamente regressiva e conservatrice, che vorrebbe il ritorno a un’era gerarchica e premoderna.

La contrapposizione ai poteri statali è considerata necessaria solo al formarsi di una nuova élite, e non a una trasformazione in senso egualitario e libertario della società.

Anche il loro antimperialismo non è difesa della libertà, ma politica di potenza e rivendicazione geopolitica di confini «naturali».

Nel contrapporsi all’imperialismo – ma solo a quello statunitense – i rossobruni si schierano con le forze politiche più retrive e reazionarie: con Hamas in Palestina, con Bashar Al Assad in Siria, con Putin, con i nazicomunisti russi, con i neonazisti statunitensi.

Noi antifascisti, invece, preferiamo ancora il vecchio «Proletari di tutto il mondo unitevi!» al risiko della geopolitica e ai sogni avvelenati di potenza!

Invitiamo tutte e tutti a non partecipare all’incontro e a protestare civilmente con il centro sociale che ospita l’iniziativa.

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Chi ha compagni non muore mai!

Riceviamo fra i commenti un ricordo dell’anarchico e antifascista Guido Bertacco. Chi ha compagni non muore mai!

IN MEMORIA DI GUIDO BERTACCO
di Gianni Sartori

Ho rinviato a lungo prima di scrivere questo ricordo del compagno Guido Bertacco scomparso già da alcuni mesi (marzo 2015). Aspettavo forse che qualche altro sopravvissuto del MAV (Movimento Anarchico Vicentino) prendesse l’iniziativa? Difficile, dato che ormai in giro non è rimasto nessuno o quasi, almeno per quanto riguarda la militanza. Oltre a Guido, nel corso degli anni se ne sono andati per sempre Anna Za, Laura Fornezza, Mario Seganfredo, Patrizia Grillo, Nico Natoli… E vorrei qui ricordare anche Giorgio Fortuna, sicuramente un libertario, presente fino alla fine alle iniziative contro il Dal Molin.

Qualcuno che aveva conosciuto le dure galere di Stato per militanza ha poi cercato altrove un posto dove ricominciare a vivere; altri ancora sono semplicemente invecchiati… Continued…

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[BO] Ecco Lucia, «sindaca della fattanza»!


Che s’ha da fà pe’ magnà!
Ora si scopre che l’acida Lucia Borgonzoni era anche lei una «zecca rossa» dei centri sociali e per giunta «sindaca della fattanza» e razzolatrice di «paghette in nero»…

Anzi, forse l’acida Lucia potrebbe anche essere un’agente infiltrato dei centri sociali all’interno della Lega Nord e non appena sarà eletta sindaco spanderà degrado, dissolutezza, felicità e insubordinazione in ogni angolo di Bologna!

Così torna in pista Ilaria Giorgetti salvo che si scopra qualche suo trascorso da Black Bloc

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