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[BO] sab 10 ott h.15: corteo per Atlantide

Alla fine hanno sgomberato Atlantide. Ora, al posto della sua favolosa entrata principale, c’è solo un muro grigio.

Sabato 10 ottobre 2015

Corteo in sostegno di Atlantide

Concentramento ore 15 a Piazza di Porta S.Stefano

#atlantideovunque

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[BO] Ecco la «legalità»: prescritta la truffa bipartisan del CIVIS…

Un giorno magari verremo a sapere che ha operato a Bologna un comitato d’affari in cui c’erano un po’ tutti: Comune, Questura, Curia, Procura, malaffare, fascioleghisti, grande imprenditoria creativa. Magari i giornali locali parleranno dello strano caso di Bologna, con meraviglia, con incredulità. Come fanno adesso per «Mafiacapitale» o per gli «intoccabili» di Sassuolo…

Sta di fatto che ogni raggiro e truffa che sia stata compiuta dai ceti dirigenti bolognesi finisce sempre archiviata o prescritta, mentre contro qualsivoglia starnuto antagonista sono sempre pronte severe misure cautelari dal nome arcaico, come «divieto di dimora», «obbligo di dimora», «obbligo di firma»… Basti dire che per la truffa del CIVIS, cioè per quasi 200 milioni di euro sottratti alla collettività, adesso il Pm Antonello Gustapane chiede il «non luogo a procedere» perché il reato è… prescritto. Certamente, il Pm Gustapane era troppo occupato a inventarsi qualcosa per il sequestro di qualche spazio occupato…

Ma sarebbe sbagliato pensare che le angherie del potere locale colpiscano solo i movimenti di protesta sociale. È piuttosto un fenomeno di normalizzazione autoritaria che investe più largamente la società per disciplinarla e renderla impaurita e sfiduciata.

Da qualche tempo la fascistizzazione dello Stato non è più solo questione di macrostrutture, di leggi, di autoritarismo su larga scala, di tv e giornali, ma anche di provvedimenti minimi, di divieti irragionevoli, di sanzioni fascistoidi, di tribunali conniventi con il potere politico che devono solo ribadire che «il potere è il potere».

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Forza Nuova, Merola, Giorgetti & C.

Quasi un anno dopo i tafferugli scoppiati contro Forza Nuova alle Piagge di Firenze, a tre dei dieci antifascisti fiorentini che erano stati denunciati è stato ora imposto l’obbligo quotidiano di firma.

Anche a Firenze il copione è sempre lo stesso. Prima la Questura autorizza presidi o manifestazioni che istigano all’odio razzista od omofobo, poi le forze dell’ordine vessano e manganellano chi protesta, e alla fine viene notificata qualche misura cautelare come se il cattonazismo fosse ormai un’inconfutabile dottrina di Stato.

Certo, Forza Nuova le studia tutte per le sue provocazioni. A Como, sulla recinzione di un parcheggio, ha appeso uno striscione per augurare buon compleanno al presidente russo Vladimir Putin. E ha scritto anche un comunicato di rivendicazione del gesto:

«Forza Nuova come tutti gli Europei di buon senso vede nel presidente russo e nella sua politica l’unico grande baluardo contro le forze del terrorismo e della sovversione, per la difesa della Cristianità, della famiglia dalle lobby gay, del lavoro, del proprio popolo da un’immigrazione selvaggia che nell’Europa occidentale è divenuta un business e un vero dramma».

«Lobby gay»?… A Bologna anche il sindaco Virginio Merola pare in sintonia con Forza Nuova e infatti ha appena fatto sgomberare Atlantide per compiacere la viziatissima presidentessa del Quartiere Santo Stefano – la potente cognata dell’ex ministro Sacconi – e per la gioia di leghisti, postfascisti e neofascisti.

Ma contestare si può, anche in pochi, anche da soli come è accaduto a Torino, perché questa gente arroccata nel loro cupo mondo immaginario non sa quasi nulla della realtà.

Ora e sempre resistenza!

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Atlantide r/esiste: assemblea cittadina lun 5 ott h.20.30

C’è del marcio a Bologna… Forse non è Mafiacapitale, ma solo Bolognaprovinciale.

Anche sul piano locale, le politiche autoritarie sono l’effetto di «grandi intese» fra centri di potere sempre più organici e strettamente collusi fra di loro.

Per restare uniti e coprirsi l’un l’altro, quei diversi centri di potere hanno bisogno però del solito rito simbolico d’identità: la prepotenza bipartisan contro chi non si rassegna al grigiore, allo sfruttamento, alla miseria.

Così oggi Procura, Questura, Curia e Comune di Bologna prediligono i vandalismi talebani contro le autogestioni, le proteste civili, gli spazi occupati.

Ora tocca ad Atlantide. Qui il loro comunicato. Questo il favoloso programma:

sabato 3 ottobre, dalle ore 22, concerti @ Atlantide, piazza di Porta Santo Stefano 6

domenica 4 ottobre, «L’ultima volta non arriva mai! Fest», dalle ore 17.00 alle 21 @ Atlantide, piazza di Porta Santo Stefano 6

lunedì 5 ottobre, assemblea cittadina, alle 20.30 in Via del Piombo 5

Solidarietà, libertà e r/esistenza per Atlantide!

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Transnational Neofascism

Ormai il caso del neofascismo italiano viene osservato e studiato con viva preoccupazione anche fuori d’Italia. È uscito adesso Transnational Neofascism in France and Italy di Andrea Mammone, Cambridge, Cambridge University Press, 2015.

È un volume che descrive il costituirsi, lo sviluppo e i collegamenti internazionali dell’estrema destra in una delle principali aree dell’Europa occidentale: un lungo viaggio nella storia dell’estremismo nero in Francia e in Italia dal 1945 fino ai nostri giorni, con un’analisi delle strategie politiche, delle ideologie ultranazionaliste e razziste e delle reti paneuropee e internazionali che sorreggono le singole organizzazioni neofasciste.

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[BO] sab 3 ott h. 14.30: «Stop war, not people»

Il 3 ottobre è l’anniversario della strage avvenuta al largo delle coste di Lampedusa, quando più di 366 persone persero la vita durante un naufragio su cui ancora deve essere fatta chiarezza. Da Lampedusa viene proposto il 3 ottobre come una data che ricordi quei fatti e al contempo guardi a cosa sta avvenendo ora.

Per il 3 ottobre il nodo di Bologna della rete No Borders ha convocato una manifestazione in Piazza della Stazione alle ore 14.30. Più dettagli qui e qui.

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I Fasciodem

Paolo Galante, ex dirigente di AN con legami mai rinnegati con Gabriele Adinolfi, fondatore di Terza Posizione e guru di CasaPound, è l’uomo di punta del Partito Democratico per le elezioni comunali di Latina. Già lo chiamano il «sindaco in camicia nera», perché Galante ci tiene a rivendicare la propria militanza neofascista.

Non c’è da meravigliarsi. «Se vuoi vincere le elezioni, devi prendere i loro voti», spiegava Matteo Renzi il 20 maggio 2013 a Porta a Porta.

Adesso «L’Espresso» si preoccupa che questa strategia non sia poi così vincente: «la sinistra tramonta se è uguale alla destra».

Ma arrivano tardi. La «Sinistra democratica» è già tramontata da un pezzo. Da anni, i Fasciodem servono l’Ordine e il Profitto sulle loro fragili poltrone. E la gente lo ha capito benissimo visto che il 50% non va più a votare.

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Salvini ducetto insurrezionalista?

Nelle elezioni regionali in Alta Austria l’estrema destra dell’FPÖ ha raddoppiato i suoi consensi attestandosi a oltre il 30% dei voti e diventando il secondo partito a livello regionale. Il suo leader, Heinz-Christian Strache, ha speculato sull’ondata migratoria conducendo una campagna all’insegna della difesa della cristianità minacciata dai migranti musulmani.

Strache è uno dei tanti professionisti della paura che prosperano sul dissesto globale, sulla crisi economica, sull’impoverimento della gente, sull’apparente mancanza di alternative a una classe dirigente «democratica» ingorda, inadeguata e senza idee.

In Italia, ora Matteo Renzi ha finito di cancellare quel pochissimo di «sinistra» che rimaneva agli eredi del partito comunista e per di più ha confezionato una legge elettorale che assomiglia tanto alla Legge Acerbo che portò al potere Mussolini.

E ora l’alter ego di Matteo Renzi, il ducetto leghista Matteo Salvini, si appresta a varare il partito unico del centrodestra l’8 novembre a Bologna. Da quel palco, proprio da Bologna, Salvini vuole lanciare il listone della coalizione del futuro, a norma dell’Italicum.

Sono già arrivati ai sondaggi per il nome del listone. Di sicuro ci sarà la parola «Lega». Si fa un gran parlare di «Lega Italia» o «Lega degli Italiani», un brand costruito per sbarcare al Sud e soprattutto per catturare dirigenti ed elettori berlusconiani entro una probabile alleanza fra Lega Nord e Forza Italia. Ma tra i pubblicitari fascioleghisti pare vada per la maggiore il nome di «Lega dei Popoli».

E forse non è un caso che la dicitura «Lega dei Popoli» recuperi un nome illustre dell’anarchismo insurrezionale e bakuniniano.

«Adunque per vincere questa lotta secolare ei fa d’uopo contrapporre la Lega dei popoli alla lega dei re e delle caste, e per avere questa Lega dei popoli ei fa d’uopo insorgere d’oggi innanzi in nome di un principio comune a tutti i popoli».

(M. Bakunin, Programma della Rivoluzione democratico-sociale italiana, 1866)

Da sempre i fascisti cercano di imitare le culture rivoluzionarie per ricondurle sotto il giogo del potere e della gerarchia.

Nel 1894 i «Fasci dei Lavoratori» subirono la dura e sanguinosa repressione dei Savoia in Sicilia e in Lunigiana: eppure le squadre nere chiamarono il loro partito «Partito Nazionale Fascista» per mettere a profitto l’immaginario popolare di resistenza.

È una tattica usata anche dai neofascisti del dopoguerra: «Ordine Nuovo» e «Fronte della gioventù» erano un giornale e un’organizzazione legati alla militanza socialista e poi comunista di Gramsci.

Con più verità i leghisti avrebbero dovuto chiamarsi la «Lega dei Polli», e avere come motto «Ladroni a casa vostra»… 100.000 euro di «spese pazze» in Regione… 4,5 miliardi di euro con la truffa delle «Quote latte»…

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[BO] Ancora Forza Nuova a Bologna il 17 ottobre

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Nel dicembre del 2008 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno che chiedeva «la messa fuorilegge del movimento politico Forza Nuova, per ricostruzione del partito fascista e per inottemperanza delle norme previste dalla legge Mancino, essendo stati diversi dirigenti e militanti di Forza Nuova più di una volta coinvolti in episodi di violenza razzista e fascista».

Ma oggi, con l’avanzare della crisi economica, il clima è cambiato. Istituzioni e centri di potere fanno a gara nel promuovere una cultura nazionalista e autoritaria, favorendo fra l’altro la riorganizzazione della destra.

A Bologna negli ultimi mesi la Questura di Bologna ha espressamente vietato l’ingresso nel centro storico a manifestazioni antifasciste e antirazziste: ai Rom e Sinti che commemoravano la rivolta antinazista del 16 maggio 1944, agli occupanti della Notte Rossa che rivendicavano «casa, reddito e dignità»…

Invece, ogni volta che i camerati di Forza Nuova vogliono sfilare e fare saluti romani al grido di «Boia chi molla», la Questura di Bologna concede loro le più prestigiose piazze del centro storico: Piazza Santo Stefano, Piazza Galvani, Piazza San Domenico, e sempre con un enorme schieramento di blindati e uomini neri col manganello in mano…

Non importa se i camerati di Forza Nuova a volte nemmeno si presentano, se sono in tre o quattro a sventolare le loro bandierine nere, se li devono trasportare a Bologna in autobus da altre regioni italiane. Perché quello che importa a Forza Nuova e alla Questura di Bologna è provocare.

Ora Forza Nuova annuncia che terrà a Bologna un corteo nazionale il 17 ottobre prossimo con lo slogan «Ordine contro il caos».

È inaccettabile che, autorizzando anche questo corteo, la Questura di Bologna continui a contrapporsi al sentire diffuso di questa città: una città che rifiuta l’antisemitismo, l’islamofobia, l’omofobia, il razzismo, il sessismo, il militarismo e lo squadrismo; una città che – dalla strage del 2 agosto 1980 alla banda della Uno bianca – ha pagato a caro prezzo le strategie autoritarie dei neofascisti e delle loro sponde negli apparati dello Stato.

Resistere con intelligenza è possibile e opportuno!

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[BO] Ecco cosa accade in Stazione…

Ecco qual è il «degrado» alla Stazione di Bologna. Non è quello inventato da Bignami, Bergonzoni & C. Vi sono persone che non possono viaggiare, nonostante abbiano un regolare biglietto, nonostante ci sia una meta da raggiungere e qualcuno che li aspetta. Ogni giorno la polizia ne tira giù qualcuno dai treni in transito, oppure blocca chi è in partenza impedendogli di salire sui vagoni. Sono migranti e profughi a cui la «legge» impedisce di viaggiare. Una «legge» discriminatoria e degradante a cui sinistra e destra hanno contribuito egualmente, fianco a fianco.

Se oggi il fascismo fosse costituito solo da esigue minoranze squadriste, il problema potrebbe porsi in termini di autodifesa militante. Ma oggi non è più così. Vi è una stretta normativa e autoritaria che viene da zone differenti e magari contrapposte dello Stato e della politica istituzionale. Vi è un disciplinamento aggressivo dei comportamenti che non riguarda soltanto l’attivismo politico, ma l’intera società. Il modo migliore per contrastarlo è quello che spiazza, quello che è fuori dagli schemi. Occorre essere là dove non ci aspettano. Resistere con intelligenza è possibile e opportuno.

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