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Rojava: sconfiggere il fascismo costruendo una società alternativa

Ovunque, sui muri d’Italia, si legge «Kobanê è ovunque» o «Kobanê è qui». È un modo per dire che non si potrà sconfiggere il fascismo crescente in Europa e nel mondo senza costruire autorganizzazione e autonomia sociale. Che non ci si potrà liberare dalla gerarchizzazione sociale e dal neocolonialismo finanziario senza sviluppare concreti percorsi di politica alternativa e di rivoluzione sociale.

Lo dice bene un intervento di Dilar Dirik tradotto in italiano da Nicoletta Poidimani dal titolo: La rivoluzione delle donne in Rojava. Sconfiggere il fascismo costruendo una società alternativa.

Eccone un brano:

«L’esperienza del movimento delle donne kurde dimostra che per una significativa rivoluzione sociale i concetti di liberazione devono essere liberati dai parametri dello status quo. Ad esempio, il nazionalismo è un concetto patriarcale, connotato da un punto di vista di genere. Le sue premesse limitano le lotte per la giustizia. Allo stesso modo, l’idea di uno Stato-nazione perpetua l’oppressivo sistema egemonico dominante. Piuttosto che come adesione a questi concetti, la liberazione dovrebbe essere vista come una lotta senza fine, come ricerca per costruire una società etica, la solidarietà tra le comunità e la giustizia sociale. Quindi, anziché essere una questione di diritti che grava sulle donne, la liberazione delle donne e l’uguaglianza di tutti i generi diventano una questione di responsabilità che riguarda tutta la società, perché diventano metri di misura per definire l’etica e la libertà della società».

Leggi il resto dell’intervento.

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[Ozzano] sab 1 ago h.9.30: strategie e pratiche dell’antifascismo queer

Nel quadro della Campeggia Queer 2015 presso Villa Torre a Ozzano dell’Emilia si terrà una mattinata di dibattito antifascista:

Sabato 1 agosto
h 9.30-13.30

In piazza contro neofascismi, cattofascismi, sentinelle, no194, &co
– Strategie e pratiche queer antifasciste; analisi del nesso sessismo-nazionalismo-razzismo.

– Frocizziamo lo spazio pubblico!

Qui il programma provvisorio.

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Per chi suona la campana? Resoconto del presidio dell’11 luglio

Quando eravamo in piazza sabato mattina, tutte le campane suonavano a morto. Qualcuno di noi ha detto: – Sarà per ricordare Srebrenica. È il minimo che suonino per un massacro razzista di oltre 8.000 mussulmani per mano di milizie di fede cristiana! –

Ma non era così. Era morta invece una persona supponente e altezzosa come il cardinale Giacomo Biffi. Un’anima chiusa, arida, lontana dall’amore della verità, dalla verità dell’amore. Un uomo che ha dato un notevole contributo al degrado spirituale di questa città. Un razzista raffinato e in buona coscienza. Un sepolcro imbiancato. E adesso politica e media si sbracciano a dire che era un grand’uomo.

Intanto, proprio sabato il capo uscente della Procura accennava al fatto che a Bologna politica e magistratura vivono all’ombra di un «sistema corruttivo» coperto da omertà e affarismo. Si capisce perché la priorità per Questura e istituzioni cittadine sia quella dell’antagonismo sociale…

Noi eravamo in Piazza Nettuno perché Forza Nuova aveva annunciato il solito corteo xenofobo. Per noi però il recente attivismo di Forza Nuova a Bologna è soltanto un fenomeno di superficie reso possibile dal saldarsi di diversi centri di potere in un unico comitato d’affari a difesa del profitto e del privilegio. Un po’ di propaganda razzista e discriminatoria induce una gerarchizzazione sociale e sessuale che in fondo fa comodo a istituzioni e governanti d’ogni colore.

Abbiamo effettuato un’ampia ricognizione per la città in bici e a piedi per escludere che neofascisti e razzisti fossero rintanati da qualche parte. Non c’era né Forza Nuova, né l’ombra di banchetti leghisti o razzisti. Nel via vai, una cinquantina di attivisti è rimasta in Piazza Nettuno con striscione e volantini fin dopo le 11.

Tutti e tutte ci siamo detti che è ormai necessaria una campagna a tutto campo per liberare Bologna e abbiamo convenuto che tre date fondamentali siano la Notte Rossa del 16 luglio, il corteo del 2 agosto e la manifestazione del 26 settembre.

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Basta fascismi in città! Liberiamo Bologna!

Al grido di «Prima i profughi italiani» e «Stop accoglienza business», l’estrema destra integralista di Forza Nuova annuncia di voler sfilare per le vie di Bologna sabato 11 luglio a partire dalle ore 10.

Nel dicembre del 2008 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno che chiedeva «la messa fuorilegge del movimento politico Forza Nuova, per ricostruzione del partito fascista e per inottemperanza delle norme previste dalla legge Mancino, essendo stati diversi dirigenti e militanti di Forza Nuova più di una volta coinvolti in episodi di violenza razzista e fascista».

Ma oggi, con l’avanzare della crisi economica, il clima è cambiato. Istituzioni e centri di potere fanno a gara nel promuovere una cultura nazionalista e autoritaria, favorendo fra l’altro la riorganizzazione della destra.

A Bologna negli ultimi mesi la Questura ha espressamente negato l’ingresso nel centro storico a una manifestazione di Rom e Sinti che commemorava la rivolta antinazista del 16 maggio 1944.

A Bologna tutti i partiti e partitini della destra xenofoba tengono banchetti in centro per la loro propaganda d’odio razzista e sessista.

A Bologna il questore Coccia rispolvera leggi fasciste contro le lotte sociali e studentesche e dà invece copertura a ogni provocazione dell’estrema destra.

A Bologna il sindaco Merola, sempre ambiguo o silente sull’attivismo neofascista in città, non fa altro che invocare sgomberi, «legalità» e «sicurezza» in sintonia con la destra cittadina.

A Bologna l’ex rettore Dionigi ha militarizzato un’università sempre più oziosa e affarista per coprire un piano di speculazione edilizia a beneficio di rentier e clientele.

A Bologna l’arcivescovo Caffarra continua a sostenere e difendere i gruppuscoli cattonazisti e la loro campagna di diffamazione aggravata da misoginia, omofobia e sessismo.

È questa la città che vogliamo?

Una città di razzismo strisciante e di squadrismi istituzionali? Una città di disciplinamento soffocante dei comportamenti e delle sessualità? Una città di sgomberi, miseria e suicidi?

Basta fascismi in città! Liberiamo Bologna!

Presidio antifascista sabato 11 luglio in Piazza Nettuno alle ore 9

Per adesioni: staffetta at riseup punto net

– Adesioni in aggiornamento:

Nodo Sociale Antifascista
Mujeres Libres
Vag61
Laboratorio Smaschieramenti
(qui il testo di adesione al presidio)
Collettivo Exarchia
Circolo anarchico C. Berneri
XM24
Hobo
Link – Studenti Indipendenti

 

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[MI] All’ombra nera del Pirellone

Neofascisti e neonazisti fanno sempre finta di essere «non conformi» e «antisistema», ma in realtà sono integrati e funzionali ai centri di potere e di governo.

Basti dire che in Emilia-Romagna un estremista della Lega Nord è stato eletto dall’ampia maggioranza di centrosinistra come «relatore» del progetto di legge per lo smantellamento dei «campi nomadi».

Intanto giovedì 9 luglio, nella prestigiosa sede della Regione Lombardia, si terrà il convegno «Muro: protezione o divisione?» promosso da Maria Teresa Baldini, consigliera regionale di «Fuxia People».

Fra gli invitati, il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore e Laszlo Toroczkai, sindaco ungherese che ha proposto di costruire una barriera contro l’ingresso di migranti, idea accolta e rilanciata dal premier nazistoide Viktor Orbán.

Il razzismo di Stato è un fattore di disciplinamento che fa comodo a tutte le forze politiche. Che poi fanno il solito gioco delle parti.

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[BO] gio 16 lug h.21.30: prima Notte Rossa per il diritto all’abitare

Oggi c’è anche un fascismo degli sgomberi e degli sfratti. Un fascismo che uccide le persone più fragili e sfortunate (vedi qui e qui). E oggi fascismo è anche l’articolo 5 del Piano Casa dell’ex ministro Lupi che priva del diritto all’acqua, alle utenze e alla residenza chiunque abiti all’interno di occupazioni abitative.

Contro tutto ciò, giovedì 16 luglio si terrà per le strade di Bologna la prima Notte Rossa per il diritto all’abitare.

L’appuntamento è alle 21.30 davanti all’ex-Telecom occupato in via Via Fioravanti 27 e tutte e tutti sono invitati a portare con sé pentole, padelle e altri oggetti rumorosi per raggiungere il centro città facendo risuonare la notte estiva con la rabbia e la dignità della lotta per la casa.

Leggi l’appello dell’Assemblea Occupanti e Comitato Inquilini Resistenti con Social Log.

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[BO] Nuova piazza razzista di Forza Nuova, lunedì 6 luglio assemblea antifascista

Il Nodo Sociale Antifascista convoca un’assemblea pubblica antifascista
lunedì 6 luglio alle 19 negli spazi di Vag61 – via Paolo Fabbri 110

Al grido di «Prima i profughi italiani» e «Stop accoglienza business», l’estrema destra integralista di Forza Nuova vorrebbe sfilare in corteo a Bologna sabato 11 luglio a partire dalle ore 10.

A noi non interessano i loro poveri giochi verbali. A noi importa invece il fatto che Forza Nuova continua a diffondere odio sociale, xenofobo e sessista. Spesso la loro propaganda è palesemente diffamatoria, razzista, omofoba. Ed è un fatto risaputo che militanti e dirigenti di Forza Nuova si siano distinti in giro per l’Italia per comportamenti violenti, pestaggi, intimidazioni, attentati, atti di razzismo, antisemitismo e sessismo.

Va ricordato che il primo dicembre 2008 il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno che chiedeva al Ministro dell’Interno «la messa fuorilegge del movimento politico Forza Nuova, per ricostruzione del partito fascista e per inottemperanza delle norme previste dalla legge Mancino, essendo stati diversi dirigenti e militanti di Forza Nuova più di una volta coinvolti in episodi di violenza razzista e fascista (a Bologna, a Rimini, a Verona e in altre italiane)».

Va ricordato che il Consiglio comunale di Venezia ha approvato il 18 maggio 2009 un ordine del giorno che invitava prefetto e questore a non autorizzare manifestazioni nazifasciste di Fiamma Tricolore e Forza Nuova.

Va ricordato che il Consiglio comunale di Fano ha approvato il 23 aprile 2014 una norma che vieta la concessione di sale e spazi comunali alle organizzazioni neofasciste, neonaziste o comunque d’ispirazione xenofoba e razzista.

A Bologna, invece, negli ultimi mesi non si è voluto neppure concedere l’accesso al centro storico a una manifestazione della comunità sinti e rom che commemorava la rivolta antinazista del 16 maggio 1944.

A Bologna tutti i partiti e partitini della destra xenofoba tengono banchetti in centro per la loro propaganda d’odio razzista e sessista. E svolgono le loro pessime iniziative in sale pubbliche.

A Bologna il questore Coccia rispolvera leggi fasciste contro le lotte sociali e dà invece copertura a ogni provocazione dell’estrema destra.

A Bologna il sindaco Merola, in questi anni, è stato sempre ambiguo o silente sull’attivismo neofascista in città, sempre in sintonia con la destra cittadina, e il suo recentissimo risveglio «a sinistra» si deve solo all’eterna campagna elettorale che ricomincia.

A Bologna l’ex rettore Dionigi ha militarizzato un’università sempre più oziosa e affarista per coprire un piano di speculazione edilizia a beneficio di rentier e clientele.

A Bologna l’arcivescovo Caffarra continua a sostenere e difendere i gruppuscoli cattonazisti e la loro campagna di diffamazione aggravata da misoginia, omofobia e sessismo.

È inaccettabile che autorizzando questo corteo la Questura di Bologna si contrapponga al sentire diffuso di questa città: una città che rifiuta l’antisemitismo, l’islamofobia, l’omofobia, il razzismo, il sessismo, il militarismo e lo squadrismo; una città che – dalla strage del 2 agosto 1980 alla banda della Uno bianca – ha pagato a caro prezzo le strategie autoritarie dei neofascisti e delle loro sponde negli apparati dello Stato.

Nodo Sociale Antifascista

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Danimarca nera

Nelle elezioni in Danimarca il blocco conservatore di Lars Løkke Rasmussen si è imposto con il 51,5 % dei voti. Ha quindi la maggioranza necessaria per governare, soprattutto grazie al risultato sorprendente dei populisti xenofobi del «Partito del popolo danese» che hanno ottenuto il 21,1% dei voti.

È un ulteriore esempio di quanto la crisi economica e culturale in cui l’Europa sta affondando crei ampi margini di manovra per chi soffia sulle paure della gente e sulla xenofobia, fino a oscurare ogni rivendicazione di libertà e giustizia sociale, in un mondo in cui i ricchi sono sempre più ricchi e ai poveri si danno briciole e razzismo.

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[FI] Ennesima aggressione degli squadristi del terzo millennio

Pare siano stati due militi ventenni di CasaPound a picchiare e ferire quattro giovani a Firenze, tra i quali anche due minorenni, colpendoli con i cocci di un bicchiere e con le aste delle loro bandiere. Gli squadristi uscivano del bar «Orlandino e il leone» in via dei Cimatori, di proprietà del segretario di CasaPound Firenze. Più dettagli su ECN antifa.

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Quarant’anni fa moriva Iolanda Palladino

Quarant’anni fa a Napoli moriva Iolanda Palladino per mano neofascista. Aveva vent’anni e fu bruciata viva da una molotov lanciata il 17 giugno 1975 da un gruppo di missini della sezione «Berta», fra i quali Umberto Fiore, cameriere di 20 anni, Giuseppe Torsi, operaio di 19 anni, Bruno Torsi, apprendista di 16 anni. Alcuni degli assassini, poco tempo dopo, si arruolarono fra le fila dei NAR di Fioravanti.

Ieri in South Carolina un suprematista bianco di 21 anni ha ucciso nove persone afroamericane sparando con una pistola calibro 45.

Non da oggi una strategia distintiva dei gruppi neofascisti e neonazisti è quella di puntare sull’educazione all’odio e alla violenza di giovani e giovanissimi.

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