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[Atene] Ucciso a coltellate rapper antifascista da un neonazista di Alba Dorata

Una gruppo di militanti del partito filonazista greco Alba Dorata ha ucciso ieri notte a coltellate Pàvlos Fìssas, rapper e militante del gruppo di estrema sinistra Antarsia conosciuto come Killah P.

Prima che riuscisse a sbarazzarsi del coltello che portava con sé, è stato arrestato un quarantacinquenne che ha ammesso di appartenere al partito neonazista e di essere l’assassino. Più dettagli su La privata repubblica.

Seguendo il solito ipocrita copione adottato anche da CasaPound e Forza Nuova, il portavoce di Alba Dorata, Ilias Kasidiaris, ha subito negato qualsiasi coinvolgimento del partito minacciando querele.

Pàvlos Fìssas non rapperà mai più, e invece i giornali di regime che si turbano per l’inseguimento di qualche militante di Forza Nuova in Bolognina continueranno a minimizzare e a spoliticizzare la violenza neonazista.

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[Bolognina] «Fuori i fascisti dalla città, al bando CasaPound e Forza Nuova»

A Bologna neofascisti e neonazisti non sono mai riusciti ad avere «agibilità politica». Ma la Questura e il Comune di Bologna pare si adoperino ad ammorbidire il forte sentimento antifascista della città.

Ieri, ancora una volta l’antifascismo bolognese era in piazza per manifestare contro il presidio di sette o otto neonazisti di Forza Nuova in Bolognina, protetti da un gran schieramento di forze dell’ordine.

Una serie di resoconti si leggono su Zic, GlobalProject, Radio città del capo, Repubblica, Resto del Carlino e Fatto quotidiano.

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[BO] mar 17 set h.18: contro i neonazisti di Forza Nuova in Bolognina

[Vedi sotto l’aggiornamento]

Visti i silenzi e le smemoratezze dell’amministrazione comunale di Bologna in materia di neofascisti, ecco che Forza Nuova cerca l’ennesima provocazione convocando per domani un presidio/corteo nel luogo di una delle più grandi battaglie partigiane contro il nazifascismo.

Dopo il flop dei presidi contro i rom all’Ospedale Maggiore, martedì 17 settembre alle ore 20 i neonazisti di Forza Nuova, spalleggiati dai soliti consiglieri criptonostalgici del PdL, cambiano zona e vorrebbero adesso manifestare in Piazza dell’Unità. Sono riusciti persino a scrivere un comunicato:

«Forza Nuova Bologna ritiene necessario scendere in strada, in un quartiere come quello della Bolognina, da anni nelle mani di immigrati, spacciatori e tossicodipendenti».

Contrario alla manifestazione di Forza Nuova il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, che rivolge un appello ai residenti perché facciano fronte comune contro il presidio:

«Chiedo a tutta la comunità del Navile di respingere con le armi della Costituzione questa provocazione. No ai fascisti di Forza Nuova in piazza Unità. Per tre motivi: perché il quartiere Navile respinge le forze che sono contro la Costituzione, perché piazza Unità è un luogo simbolo della Resistenza bolognese e perché stiamo affrontando il nostri problemi di sicurezza e l’ingerenza di una forza neofascista non ci aiuta a risolverli».

Noi ci saremo e auspichiamo che tutte le persone e le realtà che si riconoscono nei valori della Resistenza scendano in strada per una contestazione che tolga ossigeno all’ideologia autoritaria e razzista di Forza Nuova e di tutti i neofascismi.

Aggiornamento

Intanto Xm24 ha convocato una contromanifestazione per le ore 18 in Piazza dell’Unità mentre il presidio neonazista è stato spostato dalla Questura in altra parte della Bolognina.

Il comunicato di Xm24:

UNA SICUREZZA? LA BOLOGNINA È ANTIFASCISTA!

Oggi il partito neonazista Forza Nuova vorrebbe sfilare per le strade della Bolognina. Dopo i “post” fascisti, ora berlusconiani del pdl, adesso chi rivendica apertamente l’eredità del ventennio, della RSI e del terzo reich cerca di strumentalizzare la complessità del nostro quartiere per fomentare odio e divisione tra i suoi abitanti.

Come spazio pubblico autogestito XM24 siamo presenti ogni giorno, da 11 anni in Bolognina, lottando contro l’emarginazione, lo sfruttamento e la disperazione. Come spazio antirazzista, vissuto e gestito da migranti e italiani, lottiamo per un quartiere dove regnino la giustizia sociale e l’eguaglianza, libero da ogni forma di fascismo, razzismo, sessismo e omofobia.

Le risposte ai problemi del nostro quartiere possono solo venire dal protagonismo sociale, l’autorganizzazione e la solidarietà. Queste pratiche sono al centro del nostro antifascismo e ci porteranno in piazza oggi a contrastare qualsiasi velleità dei fascisti di FN di conquistare spazi di agibilità politica in Bolognina.

Martedì 17 settembre
h 18 – piazza dell’Unità.
Spazio pubblico autogestito XM24
___________________________
Vedi anche Zic, Radio città del capoRepubblica, BolognaToday.

Pro memoria: una “regolarità” nel comportamento dei neofascisti bolognesi (e in particolare in Bolognina, ricca di memorie) è che, quando le loro velleità di “mobilitazione” vengono contrastate e falliscono, durante la notte seguente si verificano vandalismi del tipo: imbrattamento con scritte oltraggiose contro lapidi a partigiani, o asportazione e distruzione di corone d’alloro che decorano le lapidi in memoria dei partigiani caduti, o altre forme di danneggiamento di monumenti della Resistenza…

 

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Intervista in tedesco su Radio Dreyeckland

Sul sito di Radio Dreyeckland si può ascoltare in tedesco la prima parte di un’intervista a un attivista della disciolta Assemblea Antifascista Permanente di Bologna sui gruppi neofascisti italiani e sulle mobilitazioni antifasciste in Italia.

In questi primi 13 minuti si parla principalmente di Forza Nuova, CasaPound e dei risultati elettorali delle politiche 2013 relativi alla galassia della destra più o meno estrema.

Visto che è fatta abbastanza bene, merita di girare il più possibile e chiunque abbia contatti in Austria, Germania, nella Svizzera tedesca può diffondere il link al file audio.

Seguiranno altre puntate sempre in tedesco.

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Dalle stragi alla «sicurezza»: la violenza borghese paga?

Non vi è dubbio che la strategia delle stragi culminata con la bomba del 2 agosto 1980 abbia inciso profondamente sulla storia italiana degli ultimi trent’anni promuovendo un degrado crescente della coscienza sociale. Oggi possiamo dire che le 85 vittime della strage di Bologna sono servite a promuovere una politica reazionaria e classista.

In Norvegia, dopo la terribile strage eseguita dall’integralista cristiano Anders Behring Breivik, l’elettorato «moderato» ora premia proprio la destra populista e il «Partito del Progresso» in cui Breivik aveva militato dal 2002 diventando presidente dell’organizzazione giovanile. Quei 77 ragazzi assassinati sono serviti a promuovere una politica populista e xenofoba.

Il fatto è che la nuda violenza ha sempre un valore implicitamente normativo e, non a caso, lo Stato se ne assegna da sé il monopolio legale. E all’occorrenza, come ad esempio negli anni della strategia della tensione, sovrintende anche a quello illegale e/o criminale.

Basti pensare al Cile del 1973 dove i neofascisti italiani furono solerti «servitori dello Stato» come killer e torturatori.

A livelli più bassi e omeopatici di violenza normativa, si produce d’altro canto l’effetto Alemanno: più le istituzioni violente parlano ossessivamente di «sicurezza» e aspirano a un controllo totale sui comportamenti, e più il tessuto della vita sociale si sfalda in forme magari degradate e assurde.

A Bologna il sinistro sindaco Merola invoca di continuo «strette» securitarie, «pattuglianti cittadini», «telecamere» ad ogni angolo, e anzitutto ai Giardini Margherita. Ed ecco ora pare cominci l’effetto Alemanno: proprio ai Giardini Margherita un’ottantina di quindicenni si sono dati appuntamento via web per una maxi-scazzottata fra loro a mani nude, pare tra «bolobene» e «bolofeccia»

Merola? Il nulla in fascia tricolore? Quel che è certo è che una parte di questa città sente salire un lungo conato di vomito.

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[BO] ven 13 set h.19: Fracking e ecocidio in Patagonia

Venerdì 13 settembre 2013 presso il Circolo anarchico Berneri di Piazza di Porta S. Stefano 1 (BO) si terrà un incontro su:

Fracking e ecocidio in Patagonia

ore 19: aperitivo libertario

a seguire:

Fracking e ecocidio nella Patagonia del nord Wallmapu: ne parliamo con un compagno dell’Asamblea Permanente del Comahue por el Agua.

Per saperne di più vedi il sito del Circolo anarchico Berneri e ascolta l’intervista su RadioCane.

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Merola bis? A seppellirlo sarà un lungo conato di vomito

Pare che il PD voglia riproporre il sindaco Merola per un secondo mandato, un Merola bis, perché «serve un sindaco per 10 anni». Quel che è certo è che una parte di questa città sente già salire un lungo conato di vomito.

Sempre disposto ad avallare ogni provocazione della destra, il sindaco Merola è alla guida di un’amministrazione che ha dato il patrocinio a un’iniziativa neofascista, che ha sempre concesso sale pubbliche a conferenze neofasciste e razziste, che ha fatto affiggere negli appositi spazi a pagamento i manifesti di «Fascismo e libertà» con grandi fasci littori e messaggi di fanatismo nostalgico.

È quello che, se la Lega Nord o il PDL lo sollecita, sgombera a ripetizione gli insediamenti di migranti e invoca strette autoritarie sulla «sicurezza»: una parola arrivata a Bologna con l’«Assessorato alla sicurezza» del poliziotto fascisteggiante Giovanni Preziosa

È quello che toglie alberi e aspira a cancellare ogni segno di appropriazione collettiva della città da parte di chi la abita. Uno che sponsorizza le squadrette o ronde di pattuglianti cittadini (magari come quelle che pestarono alcuni manifestanti nel 2004) e promuove l’impiego estensivo di telecamere e polizia. Uno che ha speso una fortuna per rifare la pavimentazione di Piazza Verdi perché non restasse nemmeno una pietra di quelle su cui era passata la rivolta del 12 marzo 1977…

Privi di una cultura politica, soppiantata dalla frettolosa liquidazione del loro passato, e incapaci di pensare una società diversa da quella attuale, i notabili del PD sono votati da decenni allo sfascismo neoliberista, al vuoto spinto, alla devastazione ambientale e alla repressione sociale condita di buonismo e ipocrisia. A Bologna più che altrove.

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[Parma] mar 10 set h.22: concerto degli Inti Illimani per ricordare Allende e Unidad Popular

L’11 settembre ricorre il 40esimo anniversario del colpo di Stato fascista in Cile che stroncò nel sangue, con oltre 3.000 morti ammazzati e 60.000 desaparecidos, l’esperienza di governo di Unidad Popular guidato da Salvador Allende e incamminato lungo una via pacifica e democratica di trasformazione sociale e di transizione verso il socialismo.

Un crimine orrendo, un fatto gravissimo, eseguito dai generali traditori della Costituzione, nell’interesse di grandi gruppi capitalistici statunitensi i cui profitti in Cile venivano colpiti dal governo di sinistra, e sostenuto da importanti settori dell’amministrazione USA, a cominciare dall’allora Segretario di Stato Henry Kissinger.

La città di Parma sentì quel colpo quasi come una ferita a se stessa. Immediate furono le proteste, gli studenti intitolarono ad Allende la principale sala dell’Università, il Comune accolse e aiutò esuli cileni, dedicò una piazza ad Allende, conferì nel ’78 la cittadinanza onoraria alla vedova di Allende, Ortensia Bussi, al segretario comunista Luis Corvalan, al democristiano antifascista Bernard Leighton.

Il Comitato antifascista e per la memoria storica-Parma ricorderà Allende e Unidad Popular con un’iniziativa che si terrà la sera del 10 settembre al Parco Ferrari (via Torelli). Con inizio verso le 20 suoneranno gli Emily Collettivo Musicale, seguirà la rievocazione storica di Saverio Ferrari, saggista e militante antifascista, direttore dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre, quindi il racconto e la testimonianza di Maurizio Chierici profondo conoscitore della realtà del Sud America e presente a Santiago nei giorni del golpe come inviato del Corriere della Sera. Chierici inoltre rivolgerà domande agli Inti Illimani prima dell’inizio del concerto.

Per le 22 è previsto l’inizio del CONCERTO DEGLI INTI ILLIMANI.

L’ingresso è libero e aperto a tutti/e.

In caso di maltempo la manifestazione si terrà al cinema Astra.

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È ora di riaprire l’inchiesta sulla Uno Bianca!

È certo sorprendente come i media di regime, a cominciare dal «Resto del Carlino», non siano riusciti a menzionare la vicenda della Uno Bianca dinanzi all’arresto del vicequestore Giovanni Preziosa che in quella vicenda ebbe un ruolo dubbio o comunque indefinito.

Fatto sta che il fascistoide vicequestore Preziosa, di cui «Umanità Nova» ebbe a scrivere nel 1999, senza tema di smentite o di querele, «Giovanni Preziosa, ex picchiatore di compagni e manifestanti, ex amico di Roberto Savi [il capo della Uno Bianca]», è stato arrestato perché indagava sì, ma – scrive il «Corriere» – «al soldo degli indagati»…

Un altro neofascista, Massimiliano Mazzanti, ha scritto anni fa un libro sulla Uno Bianca per negare che fosse una banda di fascisti e per difendere proprio l’amico «dottor» Preziosa. La tesi del suo libro è semplice. È quella già espressa a caldo da Fabio Savi: «Cosa c’è dietro la Uno bianca? Dietro la Uno bianca ci sono soltanto i fanali, il paraurti e la targa». Nessuna ideologia, nessun retroscena, nessun mandato informale dall’alto. Solo armi e soldi.

Sono pochi ormai a ricordare quella ridicola farsa che si consumò nella primavera del 1995 quando l’allora magistrato Antonio Di Pietro arrivò a Bologna, stette tre ore in Questura e la «ripulì» sostenendo che non vi era né un terzo livello, né un burattinaio occulto, né una matrice ideologica della banda della Uno Bianca, e ripulendo pure il «dottor» Preziosa che indagava su quei crimini ed era amico stretto dei fratelli Savi… Anche allora «al soldo degli indagati»?… Comunque sia, verso l’una Di Pietro entrò in un ristorante e mangiò a quattro palmenti. Aragoste, si disse.

Non s’indagò nemmeno sullo «strano» suicidio di un poliziotto di Bologna, Claudio Bravi, avvenuto nel 1987 a Loiano. L’uomo, che abitava allora non lontano dalla residenza di Fabio Savi, s’era sparato alla testa. Era addetto alla decrittazione di messaggi riservati. Prima di morire avrebbe detto ai familiari: «Voglio andarmene in Inghilterra, sto scoprendo cose che mi spaventano».

Per noi la Uno Bianca è l’ultimo capitolo della strategia della tensione ed è una vicenda dai chiari tratti neofascisti. Né è un caso che neofascisti siano stati i difensori del «dottor» Preziosa, da Mazzanti ad Enzo Raisi che lo impose come assessore alla «sicurezza» nel 1999.

Senza verità e giustizia, la pace sociale è solo una menzogna. Si possono dare tutte le medaglie d’oro che volete ai morti, ma quel sangue pesa ancora sullo Stato e sulle istituzioni ipocrite di questa città.

Riaprire l’inchiesta sulla Uno Bianca è l’unica medaglia che quei morti meriterebbero!

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Squallide grandi intese

Ormai sotto il manto delle grandi intese prospera solo il degrado civile, la repressione sociale e la miseria economica.

Ecco allora il gruppo nazirock che si è esibito in una rassegna musicale organizzata dal Comune di San Lazzaro nel Parco della Resistenza. Gente che dice di voler combattere il «potere sionista e schiavo dei poteri forti» e si fa ritrarre a braccio teso mentre si reca in visita a Predappio per rendere omaggio al Duce.

Una disattenzione? Ma dietro vi sono i nomi del peggior neonazismo bolognese, gente come Marzio Dal Monte e Gigi Guerzoni che a Bologna e nel mondo è nota soprattutto per pestaggi, aggressioni, razzismo. Piuttosto è la prova evidente di un degrado culturale del PD locale che da Merola in giù strizza l’occhio sempre a destra…

A far vedere che cosa è il PD ci pensa anche il senatore Esposito che paragona i NoTav ai «fascisti» e le forze dell’ordine che occupano la Val Susa a «partigiani». Ma per chi va di questi tempi in Val Susa risulta subito chiaro che si tratta di un territorio sotto occupazione militare «straniera»: in una situazione del genere chiamare «partigiani» le truppe d’occupazione e «fascisti» i residenti e resistenti è un insulto e una menzogna clamorosa. E subito rispedita al mittente dall’Anpi di Bussoleno.

Intanto, da giorni Forza Nuova pubblicizza lo svolgimento del secondo Festival Boreal nei pressi di Milano per il 12, 13 e 14 settembre prossimo. Come al solito, tanti discorsi scandalizzati e poche parole chiare.

Assai chiara è invece la disposizione che prevede multe fino a 200 euro a Porto Sant’Elpidio, Fermo e Porto San Giorgio per coloro che si vestono o «atteggiano» in modo tale da «sembrare» una prostituta o un viado. Anche questa è l’Itaglia perbenista e fascistoide delle grandi intese.

E a Verona, dopo le solite ordinanze razziste di primavera, il 21 settembre alcuni gruppi dell’integralismo cattolico organizzano il seguente convegno alla Gran Guardia: «La teoria del gender: per l’Uomo o contro l’Uomo?». In sintesi, ecco la squallida parola d’ordine del convegno: «Non voglio che gay, lesbiche transessuali vadano nelle scuole a insegnare il libertinaggio sessuale».

E nemmeno questo è un errore o una disattenzione. Nelle grandi intese prospera soltanto questa genia arrogante e imbrogliona che viene fuori dai sottoboschi maleodoranti della Politica.

Non si può che auspicare e organizzare ovunque un’insurrezione civile contro i poteri che pretendono di governarci.

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