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È legge: 18 mesi nei CIE per chi è senza documenti

da Fortress Europe

Giusto in tempo prima della chiusura per ferie fino al 12 settembre, il Senato ha oggi convertito in legge il decreto rimpatri, già approvato dalla Camera lo scorso 14 luglio. Con 151 voti favorevoli e 129 contrari. Il limite massimo della detenzione nei centri di identificazione e espulsione (CIE) passa quindi da 6 a 18 mesi. Per la promulgazione della legge, tecnicamente manca soltanto la firma del presidente della repubblica Giorgio Napolitano e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Di fatto però la norma è già applicabile, in virtù del decreto legge approvato dal governo lo scorso 17 giugno. Tanto per capirci, nei CIE di Milano, Bologna e Torino – per limitarci ai soli casi di cui abbiamo notizia certa – nelle ultime tre settimane abbiamo assistito ad almeno 7 proroghe oltre il sesto mese. Continued…

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[BO] Apologia di strage sui muri di Bologna

A Bologna, tra via Irnerio e via Centotrecento, sono comparse scritte odiose di approvazione della strage di Oslo e Utoya come: “W Breivik eroe anticoloniale”.

Pressoché tutti i media di regime hanno parlato di un “pazzo isolato”, ma i “pazzi” sono parecchi e la cultura nazionalista e razzista che li muove è propagandata da organizzazioni, partiti, associazioni culturali di destra.

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Nazisti in Estonia

Il 31 luglio 2011 a Sinimiae, nel nord-est dell’Estonia, si sono radunati i reduci della 20esima divisione delle Waffen SS per ricordare i combattimenti del 1944 e chiedere il riconoscimento di “combattenti per la libertà dell’Estonia”.

Per l’ennesima volta, le autorità estoni hanno consentito che si radunassero i responsabili dello sterminio degli ebrei nei territori occupati dai nazisti. E hanno impedito l’ingresso nel paese agli antifascisti finlandesi che volevano contestare l’adunata nazista. Continued…

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Breivik, Borghezio e Bersani

Durante la commemorazione, forte e commovente, della strage del 2 agosto il neosindaco di Bologna ha pronunciato un discorso sbiadito e retorico per ribadire il revisionismo alla Cofferati e, persino, per stigmatizzare i fischi di anni passati. A ben ascoltarlo, l’intervento del sindaco risulta un discorso largamente subalterno all’egemonia politica della destra perbenista e determinato a tacere le compromissioni dello Sato nello stragismo neofascista. Che l’estrema destra oggi continui con violenze, aggressioni e omicidi, lo dobbiamo un pochino anche al mondo rispettabile della “sinistra” che, sia pur solo per ignavia o per miopia, è sempre intenta a minimizzare e/o sdoganare la mai archiviata vocazione statale europea al fascismo e al razzismo. Per questo riproponiamo una lucida riflessione di Annamaria Rivera sul rapporto fra Lega Nord e PD.

Breivik, Borghezio e Bersani. Ovvero i tradimenti della “costola della sinistra”

di Annamaria Rivera (da Micromega)

Esiste un Paese europeo nel quale il segretario del maggior partito di opposizione, metamorfosi del vecchio partito comunista, si fa intervistare dal quotidiano di un partito secessionista di estrema destra, che partecipa alla coalizione di governo, per proporgli un patto politico “per il federalismo”. Continued…

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[Faenza] L’estrema destra… apartitica

Ripubblichiamo da “Nueter” un esempio del trasformismo dei partiti di estrema destra alla ricerca di un minimo radicamento sul territorio.

Faenza: trova il fascista

A Faenza si è costi­tuito da otto­bre scorso un sedi­cente apar­ti­tico Comi­tato Faven­tia, dal nome romano della città, “la favo­rita degli Dei”. Continued…

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I movimenti di estrema destra in Russia

Non da oggi l’estrema destra nazionalista e/o nazifascista si è organizzata in reti europee spesso poco note e poco indagate se non dalle controinchieste militanti di gruppi antifascisti. Conoscere e far conoscere le ideologie, i crimini, le strategie, le tattiche dell’estrema destra europea non è solo un fatto di solidarietà internazionalista, ma è importante anche per contrastare ovunque ci troviamo le logiche del neofascismo, del nazionalismo sociale, delle discriminazioni sessiste e della xenofobia. Proponiamo una libera traduzione di un panorama recente dell’estrema destra russa: “Antifascistes en Russie aujourd’hui”, fuoriserie “No Pasaran” e “Barricata”, inverno 2008-09.

I movimenti di estrema destra in Russia

L’interesse a identificare gli avversari degli antifascisti russi contemporanei non ha scopo solamente informativo, bensì analitico e politico. L’estrema destra russa non è solamente mal conosciuta ma è per molti aspetti differente da quelle che noi conosciamo, risultato di un contesto storico particolare e contro la quale bisogna adottare strategie specifiche. Essa non è solamente populista, nazionalista e autoritaria: essa rappresenta concretamente una forma di neo-fascismo che sostiene un progetto più conservatore che rivoluzionario, e un progetto onnicomprensivo: sociale, economico, culturale e politico. La sua dottrina è composita, non solamente per le differenti interpretazioni dei suoi gruppi, ma anche perché essa si costituisce di elementi che la cultura politica occidentale potrebbe classificare “di destra” così come “di sinistra”. Ciò che la caratterizza è il modo in cui organizza la sua configurazione politica: una immagine ribelle e contestataria legata a un progetto autoritario conformemente all’essenza del modello sociale del “popolo russo”. Continued…

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Europa nera fra Oslo e Bologna

Il terrorista cristiano di Oslo e Utoya, poco prima di compiere le stragi che hanno sconvolto la Norvegia, ha scritto un mail al bolognese Alberto Ferretti, 50 anni, imprenditore informatico, politico di destra ed ex poliziotto. Ne dà notizia il “Resto del Carlino”.

Figlio del fondatore a Ferrara dell’M.S.I. e di A.N., Alberto Ferretti da sempre milita nell’estrema destra nazionalista. Candidato in passato con “La Destra” di Francesco Storace, dalla primavera scorsa è coordinatore regionale di “Progetto Nazionale – Fiamma futura”, il partitino animato dal nazi Piero Puschiavo (vedi 1, 2, 3, 4) e vezzeggiato dal leghista Flavio Tosi .

Sul perché della mail, Alberto Ferretti dà al “Carlino” questa spiegazione che adombra comunque una qualche rete internazionale: «Credo abbia pescato a casaccio per trovare gli indirizzi, mi sono fatto questa idea parlando con la polizia postale. Magari navigando nei siti nazionalisti. Tra l’altro, tutti gli indirizzi della mailing list sono in chiaro. Che terrorista è uno che lascia in chiaro gli indirizzi? Mi stanno scrivendo persone dal Belgio e dalla Francia per chiedermi chi sia quel pazzo. Anche loro hanno ricevuto il messaggio».

D’altro canto, il 4 giugno 2011 Alberto Ferretti scriveva: «I movimenti nazionalisti e identitari europei (le famose destre europee come si usa semplificare nei media) stanno segnando una svolta, un nuovo corso, risultati elettorali quasi dovunque a doppia cifra, stanno a confermare in modo inequivocabile che hanno saputo ben interpretare i bisogni e le richieste di cambiamento dei loro popoli. Movimenti che si ispirano al nazionalismo (British National Party) alla tradizione e all’identità (Vlaams block, Jobbik), alla stirpe (i veri finlandesi, la lega delle famiglie polacche)».

Sulla particolare ideologia che sta dietro alla strage di Oslo e Utoya un’analisi sintetica e approfondita è quella pubblicata su Infoaut: I Breivik in doppiopetto.

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Segreto di Stato: come prima, più di prima

Sono passati ormai quattro anni da quando, l’1 agosto 2004, una “legge”, la n. 124, avrebbe dovuto modificare la disciplina che governa il segreto di Stato e l’accesso agli archivi “ripuliti” di trent’anni prima: infatti l’articolo 39 stabilisce solennemente che «in nessun caso possono essere oggetto di segreto di Stato notizie o documenti relativi a fatti di terrorismo o eversivi dell’ordine costituzionale» e impone un tetto massimo al segreto di Stato di 30 anni.

Ora, il “Sole24ore” si meraviglia che «a 4 anni dalla sua promulgazione, la legge 124 rimane ancora inapplicata (o peggio, nei fatti inapplicabile)». Un giornalista del “Sole24ore” ha trascorso gli ultimi tre anni facendo richieste e avendo incontri con addetti dello Stato per accedere agli atti secretati. Dopo anni di incontri, lettere, mail, telefonate, di tredici diverse richieste presentate (dalla strage di Ustica al ruolo di Ordine Nuovo) nessuna è stata accolta favorevolmente. E anche il ricorso è stato infine respinto dal Tar del Lazio, con motivazione kafkiana: la richiesta di accesso a documenti classificati è stata ritenuta generica e «meramente esplorativa».

In pratica, il Tar ha stabilito che per richiedere un documento segreto (e in quanto tale sconosciuto al richiedente) occorre fornirne data e numero di protocollo perché altrimenti si costringerebbe «l’amministrazione a una complessa attività di elaborazione, ricostruzione e incrocio di una rilevante mole di informazioni, al fine di estrapolare da un corpo di documenti quelli, solo presumibilmente, corrispondenti all’interesse dell’istante». Fatta la legge, trovato l’inganno. E intanto si mette il segreto di Stato un po’ su tutto: le ville del premier, il traffico di armi, gli appalti, la ’ndrangheta lumbard

Ma non c’era certo bisogno di un’ipocrita, opaca «legge sulla trasparenza». Da Bologna a Bolzaneto, che cosa sia lo Stato non è un segreto!

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Ancora provocazioni sul 2 agosto

Essendo ormai sfumate le fantomatiche “piste” alternative, i presunti complotti di Carlos, la commissione Mitrokhin e tutti gli altri depistaggi inventati in questi anni, il “centrodestra” è un po’ in difficoltà nel lanciare il consueto insulto alla città per il 2 agosto, in ricordo della strage. Ci hanno provato il duo Garagnani-La Russa, ma ora ci riprova più autorevolmente anche Maurizio Gasparri.

«La gente di Bologna non gradisce la presenza del governo e il governo ne prende atto». Così il capogruppo del PdL al Senato Maurizio Gasparri spiega la decisione di non inviare nessun ministro alla commemorazione per il 31esimo anniversario della strage di Bologna del 2 agosto. E va sul patetico: «Che tristezza! È Bologna che non ci vuole».

Nato nel 1956, già a sedici anni Maurizio Gasparri prende la tessera del M.S.I. di Giorgio Almirante, ex repubblichino, fucilatore di partigiani, già segretario di redazione della rivista «La difesa della razza» e autore di odiosi saggi antisemiti sulla superiorità della razza ariana.

Ventenne, Maurizio Gasparri condivide la sua militanza politica con il peggio del neofascismo romano: frequenta la sezione del Fronte della Gioventù di via Sommacampagna a Roma assieme a Gianfranco Fini, ai fratelli Valerio e Cristiano Fioravanti, Francesco Storace, Francesca Mambro, sotto la guida del segretario della sezione Teodoro Buontempo.

Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono gli esecutori materiali di omicidi e stragi, tra cui proprio quella di Bologna del 2 agosto 1980. Tranne Cristiano Fioravanti, gli altri neofascisti di allora hanno tutti ricoperto prestigiosi incarichi istituzionali nei governi di “centrodestra”.

Non si capisce perché in piazza debba essere rappresentato uno Stato che prima ha indirizzato e protetto lo stragismo neofascista e poi ha nascosto per trentun’anni e nasconde tutt’ora la verità.

E non vi è dubbio che la «gente di Bologna» non apprezza che persone opache come Maurizio Gasparri mettano bocca sulla strage di Bologna compiuta proprio dai suoi commilitoni di gioventù.

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Sepolcri da demolire

A nere cose il tristo animo accendono
l’urne de’ fasci

In Baviera i resti di Rudolf Hess, braccio destro di Adolf Hitler, sono stati riesumati e il sepolcro subito demolito. È stata la chiesa anglicana, proprietaria del terreno, a decidere di non rinnovare la concessione dell’area ove riposava l’ex nazista per evitare la lugubre «parata» che ogni anno portava centinaia di neonazisti nel cimitero bavarese di Wunsiedel. Le ceneri sono state disperse in mare.

Con ragione ora è stata avanzata la proposta di fare lo stesso con i resti e il “mausoleo” di Benito Mussolini a Predappio, per «bloccare finalmente il flusso di nostalgici che vanno a rendere omaggio al Duce». Ma il perennemente squallido «Resto del Carlino» dà la notizia con il solito titolo riduttivo di «Provocazione sul web: “Tomba di Mussolini da abbattere”»…

Anche il sindaco predappiese Giorgio Frassineti (PD) decreta che «la tomba di Mussolini non si tocca». Costui, ovviamente, chiama sempre Mussolini “il Duce”: «Perché la tomba del Duce deve restare dov’è? Per tre semplici motivi. Primo, perché la salma di Mussolini è stata ridata a Predappio grazie ad un gesto di saggezza politica del presidente del consiglio Adone Zoli, predappiese [democristiano e padre, con Togliatti, dell’amnistia ai criminali fascisti…], che ha così risolto un problema, quello della collocazione delle spoglie, che per dodici anni imbarazzò l’Italia. Secondo, perché le istituzioni non devono mai avere paura, neanche di una tomba. Terzo, perché riportare in Romagna la salma fu un gesto di pacificazione nazionale, ed è di questo che ha bisogno l’Italia: di pace, almeno su questioni che – vorrei ricordare – risalgono ad un secolo passato, finito, chiuso».

Ed è un vero peccato che i neofascisti italiani continuino pervicacemente ogni anno con razzismo, nazionalismo, aggressioni, omofobia, omicidi, sempre sotto la indulgente copertura della «pacificazione nazionale» sostenuta dal PD e da Frassinetti, e con la complicità dei giornali di regime sempre disposti a minimizzare, a scusare, a comprendere…

Meglio la chiesa anglicana di questi destri vestiti da sinistra.

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