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[BO] sab 12 giu h.10-16: per rilanciare il primo marzo dalla parte dei migranti


Sabato 12 giugno dalle 10 alle 16, presso il Locomotiv Club di via Serlio 25/2, i comitati per lo sciopero del Primo Marzo invitano tutt* a un’assemblea per costruire una mobilitazione permanente a favore dei diritti dei migranti, contro la legislazione razzista, il “pacchetto sicurezza”, la sanatoria truffa, i CIE e i respingimenti. Perché quello del Primo Marzo non sia una ricorrenza, ma un movimento.

Per rilanciare il primo marzo dalla parte dei migranti

Il primo marzo è stato un giorno importante in decine di città italiane. In molti posti si sono visti raduni antirazzisti con la partecipazione di centinaia di migranti e italiani insieme, di realtà presenti da anni sul territorio e nuove persone che hanno reso il primo marzo una novità per le mobilitazioni dei migranti e antirazziste. In numerose città grandi e piccole, la parola dello sciopero e il riferimento al lavoro che essa evocava sono diventati centrali. Continued…

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Stragismo e servizi segreti: l’attualità del 2 agosto


«Credo che ci siano molti elementi per parlare, anche dopo trent’anni, della strage di Bologna. È una strategia che alcune menti avevano studiato, che ha avuto un compimento dopo trent’anni, e piano piano si sta ancora attuando. Credo che l’attualità della strage di Bologna stia proprio anche in questo» (Paolo Bolognesi, 16 maggio 2010, Festival dell’Unità di San Giovanni in Persiceto).

Lo stragismo di un tempo trova oggi il suo compimento autoritario. Le forze che hanno compiuto la strage di Bologna non hanno mai smesso di operare in questi trent’anni. Un membro della loggia massonica P2 siede ora a capo del governo. Per questo risulta sempre più necessario ricordare e mobilitarsi contro ogni revisionismo.

Quest’anno i rappresentanti delle istituzioni non vogliono neanche più presentarsi sul palco, gettano la maschera: sempre più feroci, sempre più impuniti, non possono sentire le parole di chi in piazza, pubblicamente, ha il coraggio di dire la verità, ovvero che i mandanti delle stragi abitano le loro stanze. Noi questa verità continueremo a dirla, anzi a gridarla forte.

Su stragismo e servizi segreti ci pare importante questo articolo apparso su “Umanità Nova” n. 19 del 30 maggio 2010:

Servizi segreti
Quando politica e guerra diventano sinonimi

I servizi segreti sono un fenomeno spesso tirato in ballo nell’analisi politica, ma in realtà ben poco studiato da storici e politologi. Continued…

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Italia stato canaglia: mobilitazioni antirazziste il 19 e 20 giugno


Ieri il governo italiano ha respinto alcune fondamentali «raccomandazioni» dell’ONU per il rispetto dei diritti umani in Italia: ad esempio quelle che chiedevano di revocare il cosiddetto «pacchetto sicurezza», di depenalizzare l’entrata e il soggiorno irregolare degli immigrati «clandestini», di stabilire una definizione esplicita di «tortura» nel codice penale. Continued…

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Dietro il segreto di Stato


Ovviamente i servizi segreti, in quanto occultano informazioni decisive per operare scelte consapevoli, sono una forza antidemocratica dentro la «democrazia» e le battaglie legali per abolire il «segreto di Stato» non fanno che alimentare l’illusione che lo Stato sia riformabile. A trent’anni dall’ultima grande strage neofascista, lo Stato cerca solo e sempre di autoassolversi dalle sue pesanti, evidenti responsabilità. Estendendo il potere discrezionale di «secretare» qualsiasi cosa, anche «al di fuori della legge o conto la legge».

Dietro il segreto di Stato
Le battaglie per una riforma della normativa, da anni senza risposta

di Federico Alagna (da liberainformazione)

Sarà il Copasir, quindi, ad occuparsi, di congiunto con il governo, della revisione della normativa sugli 007. Lo ha detto il sottosegretario Letta, spiegando che la modifica all’applicazione del segreto di stato in questioni riguardanti i servizi veniva stralciata dal ddl intercettazioni. Continued…

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Roma Pride 2010: noi non ci saremo


Oggi la trasversalità bipartisan è un progetto di normalizzazione autoritaria che, ovunque s’impone, divide e impoverisce. Anzi, la trasversalità “condivisa” è stato uno dei vettori della corruzione e del disastro sociale e culturale di questo paese. Riceviamo e condividiamo il seguente appello delle realtà lgbtiq su Roma Pride 2010. A Napoli il 26 giugno si terrà invece un Pride in cui si intende anche «sottolineare la piena cittadinanza e l’autodeterminazione dei soggetti LGBTQI, degli omosessuali, trans e immigrati reclusi nei cie, come delle sexworkers, delle donne, in egualmodo degli antifascisti, antisessiti e antirazzisti».

ROMA PRIDE 2010: NOI NON CI SAREMO

A Roma, negli ultimi mesi, sono accadute cose talmente sconcertanti e rilevanti in merito al Pride della Capitale del 2010 da indurre molte Associazioni, gruppi e singoli/e ad una riflessione comune, avvenuta nella sede del Circolo Mario Mieli in tre riunioni molto partecipate e ricche di diversità. Continued…

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Ordinari deliri repressivi


A Genova una trentina tra anarchici e antirazzisti ha organizzato un presidio davanti al Palazzo di Giustizia in solidarietà con un attivista a rischio di «sorveglianza speciale», per aver partecipato a una serie di contestazioni contro la presenza delle pattuglie miste forze dell’ordine-militari e contro esponenti politici di centro-destra (Lega Nord, La Destra e Pdl).

A Milano i neofascisti mettono una taglia in euro per chi s’incarica di picchiare due attivisti di sinistra del Liceo classico Manzoni. L’appello a menare dietro compenso è comparso su un sito web di area neofascista ed è poi stato fatto sparire. Forza Nuova, che davanti al Manzoni ha inscenato di recente una «disinfestazione dalle zecche» contro gli studenti del collettivo, come al solito pubblicamente fa finta di dissociarsi e minimizza l’episodio: «Sarà l’iniziativa di qualche svitato – dice il portavoce Marco Mantovani – non è gente nostra». Uno dei due ragazzi minacciati per nome dai neofascisti ha dichiarato: «Le minacce da far west sono frutto di un clima che negli ultimi mesi si è respirato a Milano anche grazie alle istituzioni, che hanno addirittura patrocinato le iniziative dell’estrema destra». Il Coordinamento dei collettivi è solidale con i minacciati: «Le scuole – si legge in una nota – ripudiano razzismo e fascismo».

A Napoli intanto Forza Nuova mette sul web comunicati intimidatori contro il Pride gay transessuale e lesbico.

A Lucca quattro Bulldog – il branco di neonazisti che insanguina la città – sfondano la porta e irrompono in una birreria in cui era stato negato loro l’ingresso perché la settimana prima avevano lanciato petardi nel locale. A farne le spese è un giovane avventore incolpevole, Sasha Lazzareschi: cento punti di sutura in faccia e la perdita di un occhio. Due Bulldog arrestati, due indagati, ma Lucca tace. Dalle istituzioni neppure una parola: «C’è una strana volontà di rimuovere». Oggi i neonazisti, quando trovano istituzioni tolleranti o complici che magari «patrocinano» le loro iniziative, possono mutare il clima di una città anche solo con violenze e intimidazioni da balordi.

Per disciplinare la società, oltre ai neonazisti, sono ora venuti di gran moda i TSO. Continued…

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[BO] gio 10 giu: Antifa Resistance@Xm24


Giovedì 10 giugno a Bologna, presso Xm24 in via Fioravanti 24, si terrà nel tardo pomeriggio (verso le 19) un dibattito per presentare il progetto di Antifa Resistance.

Sarà un momento per allargare il confronto con altre realtà e farci raccontare come le mobilitazioni antifasciste siano praticate in altri territori.

Sarà presente anche un attivista della ALB – Antifaschistische Linke Berlin (Sinistra Antifascista di Berlino), organizzazione impegnata nelle lotte sociali contro il liberismo, la globalizzazione, la gentrificazione. Nel 2007 la ALB ha organizzato lo spezzone Make Capitalism History nella manifestazione contro il G8 in Germania a Rostock, e ha promosso nel 2010 l’alleanza antifascista contro la marcia dei neonazisti a Dresda, che ha fermato più di 6000 nazisti con la strategia dei “blocchi di massa”.

Oggi l’antifascismo non costituisce affatto un residuo del passato, ma un campo vivo di pratiche e di resistenze diverse ai processi di disciplinamento sociale: nella scuola, sul lavoro, nel privato, nella famiglia, nella società. L’antifascismo costituisce un caposaldo fondamentale di ogni pratica libertaria, tanto più in questi anni in cui una destra autoritaria patriarcale e nazionalista trova ampio spazio di agibilità politica su scala europea. Per questo risulta sempre più urgente e necessario costruire pratiche e discorsi per un antifascismo del XXI secolo.

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[BO] Iniziative di solidarietà internazionalista e antirazzista


Il tavolo di discussione su “Lager e deportazioni nella fortezza Europa” che si sarebbe dovuto tenere alle ore 16.00 all’interno del Festival sociale delle culture antifasciste, nel parco di viale Togliatti, è stato SPOSTATO in Piazza dell’Unità alle ore 15.30 prima del corteo delle bande partigiane.

Terrorismo e stragismo sono da tempo strumenti degli Stati e dei loro apparati militari. E non c’è dubbio che i nazionalismi europei del Novecento abbiano insegnato e diffuso le proprie procedure e i propri metodi omicidi in ogni angolo del mondo, facendoli diventare patrimonio del potere statale: delle dittature, ma anche delle «democrazie» autoritarie.

Come scriveva oltre un anno fa la Rete degli Ebrei contro l’Occupazione, citando a proposito del bombardamento su Gaza l’introduzione di Primo Levi a Se questo è un uomo, «quando il disprezzo per lo straniero, il diverso, diventa il fondamento di una società, si arriva al lager».

Oggi, con l’avanzare della crisi economica mondiale, la violenza nazionalista e razzista torna ad essere sempre più capillare, distruttiva, irresponsabile.

Secondo la cineasta brasiliana Iara Lee, che era a bordo della Freedom Flottilla, i soldati israeliani hanno voluto uccidere persone disarmate: «Hanno attaccato in modo indiscriminato. Ci aspettavamo che sparassero in aria, o alle gambe, per terrorizzare i membri della Freedom Flotilla, e invece ci siamo subito resi conto che sparavano per uccidere, ad altezza d’uomo, mirando alla testa».

Opporsi alla cultura dell’odio e alla violenza armata degli Stati è un modo per cercare di costruire una società diversa, meno sanguinaria, più giusta e più solidale. Oggi a Bologna si terranno varie iniziative di carattere antirazzista e internazionalista:

ore 10.00: da piazza XX Settembre partirà un corteo contro la violenza terrorista dello Stato israeliano, che percorrerà via Indipendenza, via Righi, via Zamboni, piazza Verdi, via Irnerio per tornare di nuovo in piazza XX Settembre.

ore 11.00: presidio sotto al CIE di via Mattei in solidarietà con le recluse e i reclusi.

ore 16.00: tavolo di discussione su Lager e deportazioni nella “fortezza Europa” all’interno del Festival sociale delle culture antifasciste, nel parco di viale Togliatti.

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Contro il razzismo, contro i CIE


Ora che un team di neuroscienziati ha dimostrato scientificamente che «il cervello dei razzisti funziona diversamente» (e quindi non sarebbe colpa loro, della loro cultura d’odio, della loro ignoranza, della loro volontà di sopraffazione e di sfruttamento, ma della chimica, del DNA…), ecco possiamo dire che il razzismo inconsapevole di certe indagini scientifiche ha davvero toccato il fondo. A rimuovere i dati politici culturali sociali, si produce un surrogato ideologico e semplificato della realtà che finisce per spiegare e giustificare persino l’intolleranza. E quei giornali che danno continuamente spazio a certa “scienza” non fanno che promuovere, una volta di più, una cultura implicitamente razzista.

Intanto, Amnesty International denuncia circa 90 “raccomandazioni” (si noti l’eufemismo) allo Stato italiano per casi di violazione dei diritti degli immigrati, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Proprio il reato assurdo di immigrazione clandestina, si legge nel rapporto, «potrebbe dissuadere gli immigrati irregolari dal denunciare i reati subiti e ostacolare il loro accesso a istruzione, cure mediche e altri servizi pubblici per il timore di denunce». Ossia: i migranti irregolari rischiano di diventare corpi torturabili a piacere, curabili a piacere, come accade spesso fuori e dentro le strutture detentive o sanitarie. Inoltre «gli sforzi da parte delle autorità per controllare l’immigrazione hanno messo a repentaglio i diritti di migranti e richiedenti asilo».

Per chi ha a cuore un minimo di giustizia – che oggi va sempre più scemando fra leggi razziste, decreti, provvedimenti amministrativi, discriminazioni, deliri, violenze, campagne giornalistiche, eccetera – qui vi sono le prossime iniziative contro CIE e razzismo di Stato.

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Dopo gli extracomunitari, gli extraterrestri


Per valutare fino a quale fondo di demenza stia giungendo il delirio contro gli “spettri dell’altro”, riproduciamo un articolo apparso su “Umanità Nova” n. 18 del 23 maggio in cui si parla delle nuove pulsioni xenofobe della Lega Nord contro la possibile minaccia di un’invasione di extraterrestri.

Non è uno scherzo, magari lo fosse. Non è un segno di cedimento mentale, magari lo fosse. È una cultura che ha continuamente bisogno di diffondere paure per governarle a vantaggio di pochi. Una cultura dell’odio che occorre smantellare. Una cultura che ha già prodotto un decennio di leggi odiose, discriminatorie e razziste.

Dopo gli extracomunitari, gli extraterrestri

Facile ironizzare sulla nuova mobilitazione padana contro l’invasione extraterrestre, invece tale sindrome merita una riflessione. Continued…

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