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Putin è il bancomat dei fascisti di mezza Europa

Dal Front National alla Lega Nord e CasaPound: chi ha avuto, e chi vorrebbe, i soldi di Mosca per unire le forze nazionaliste a difesa della cristianità. Presto un’offensiva anti Nato di Salvini, grillini e altri. Leggi tutto su Popoff.

E intanto, all’ONU, gli Stati Uniti, il Canada e l’Ucraina hanno votato contro la mozione russa che esprime «profonda preoccupazione per la glorificazione in qualsiasi forma del movimento nazista, neo-nazista e degli ex membri dell’organizzazione “Waffen SS”, anche attraverso la costruzione di monumenti e memoriali e l’organizzazione di manifestazioni pubbliche». Non solo vi sono stati tre voti contrari, ma ben 55 delegati si sono astenuti e fra questi tutti i rappresentanti dell’Unione Europea…

Da mesi si profila un fenomeno nuovo e variegato: la strumentalizzazione autoritaria dell’antifascismo. Da un lato vi è Salvini che canta provocatoriamente «Bella ciao», dall’altro un regime di centrosinistra sempre più chiuso, antipopolare e fascistoide che annovera la lotta partigiana fra le glorie della Patria…

 

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[Imola] sab 29 nov in piazza contro Forza Nuova

FUORI FORZA NUOVA DALLE CITTÀ

Come antifascist*, siamo indignat* per la presenza di Forza Nuova ad Imola.

Questa organizzazione apertamente neo-fascista ha annunciato che nella mattinata di sabato 29 novembre svolgerà un proprio banchetto (dis)informativo nel centro di Imola.

FN è un partito di estrema destra di ispirazione neo-fascista fondato nel 1997 da Massimo Morsello e Roberto Fiore. Entrambi sono stati condannati per banda armata e associazione sovversiva, inoltre Morsello è stato ritenuto appartenente ai NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) autori di numerosi e sanguinari delitti ai tempi della Prima Repubblica. Fiore è rientrato in Italia solo dopo diciannove anni di latitanza in Inghilterra, una volta che i reati imputatigli sono caduti in prescrizione.

FN, dalla sua nascita ad oggi, si è contraddistinta per aggressioni violente ed azioni squadriste principalmente contro migranti e antifascist*. FN vuole l’abrogazione della legge Scelba, che prevede il reato di apologia di fascismo, e della legge Mancino, che persegue l’istigazione all’odio etnico e razziale.

Questa è l’idea di “nuova” società che l’organizzazione propone: esaltazione di ideali maschilisti e del patriarcato basato sul ruolo subalterno della donna, abrogazione delle leggi sull’aborto, discriminazione nei confronti delle persone che non hanno orientamento eterosessuale, intolleranza nei confronti dei migranti.

Noi antifascist* ci domandiamo come sia possibile che i politici che governano il Comune tacciano sulla presenza di FN ad Imola e non esprimano invece una ferma opposizione all’attività di una organizzazione neo-fascista nella nostra città, Medaglia d’Oro alla Resistenza.

Dal momento che FN farà la sua propaganda sabato mattina in centro, gli/le antifascist* si ritroveranno in piazza per manifestare il proprio dissenso rispetto alla presenza in città di questi imprenditori della paura e dell’odio.

Antifasciste e Antifascisti Imolesi.

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[BO] About the Closure of the Central Offices of casapound in Via Malvolta, Bologna

Un antifascista dall’Albania ha pensato bene di tradurre in inglese il comunicato sulla chiusura della sede bolognese di CasaPound. Oggi che il neofascismo si riorganizza sempre più sul piano europeo e internazionale è importante far circolare analisi e informazioni il più ampiamente possibile. Ora e sempre resistenza!

ABOUT THE CLOSURE OF THE CENTRAL OFFICES OF casapound IN VIA MALVOLTA, BOLOGNA
13 November 2014

With an undeniable satisfaction and an equally certainty we can give today the following news: the office of Casapound in via Malvolta 16/d, in Murri district, has ceased to exist: is closed definitively. To us, whom have participated in various protest actions against the presence of fascists in the neighborhood, this does look as a great result, that shows how the direct plural action, in large groups, individually or in small groups, have had success: garrisoning, leaflets, walking around the neighborhood, days of socializing and discussing in Lunetta Gamberini park, 2 processions, protest actions, have all contributed in the closure of the fascist office.

When, three years ago, Casapound opened in via Malvolta, anti-fascists reacted with determination and creativity and neighborhood residents immediately and clearly expressed rejection against the presence of the third millennium fascists. Since than, the campaign with the shibboleth «Close Casapound», which we made ours and relaunched, has never stopped. Despite the strong and clear cover ups of the neighborhood elites, (neighborhood president Ilaria Giorgetti), the clear protection by the prefecture and police, the deafening silence of the “lefts” from the city govern and the judicial harassment against anti-fascists. To the last ones, our thoughts and solidarity.

Today we got a concrete result: via Malvolta is finally free. This gives us a stronger awareness of the importance of our struggle, that we know, can be long and demanding. To reclaim a resistance culture and a anti-fascist practice, means, now days, to be close to all that wide slice of society that demands freedom, equality and social justice and at the same time, not leaving the least of the space to the fascism, squadly or institutionally that it is.

Now and forever Resistance!
Lets sweep away fascism, racism and sexism!

Nodo Sociale Antifascista
Bologna Antifascista

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[BO] «Al fianco dell’Ardita, per lo sport popolare!»

Ieri torneo tra «Il Grinta», Sim Xm24 e «Zeroincondotta» in solidarietà con l’Ardita San Paolo di Roma, oggetto una settimana fa di una pesante aggressione neofascista durante una partita. Più dettagli e foto su Zic.

 

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Finalmente è disponibile il dossier «A Verona tutta l’erba è uno (s)fascio»

Verona è indubbiamente un laboratorio politico strategico per sperimentare sempre nuove forme di politiche razziste, xenofobe e discriminatorie. Grazie anche e soprattutto ai saldissimi legami tra potere leghista e gruppi neofascisti.

Finalmente è disponibile on line il dossier «A Verona tutta l’erba è uno (s)fascio».

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«Tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere»

È uscita ora una nuova e più attenta edizione della Lettera agli amici di Giacomo Ulivi (G. Ulivi, Lettera agli amici, a cura di F. Florimbii, Bologna, Pàtron, 2014, euro 8).

Fra i militanti della Resistenza italiana la figura di Giacomo Ulivi (1925-1944) ben rappresenta quella generazione di ventenni che, nati e cresciuti sotto la «diseducazione ventennale» del Fascismo, hanno scelto di desiderare la libertà, di combattere l’autorità costituita e di rifiutare tutti i «pregiudizi» inculcati per vent’anni dal potere fascista.

«Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere», scrive nella Lettera agli amici, una lunga lettera mai spedita, scritta fra marzo e ottobre 1944 su 14 foglietti staccati da un taccuino e poi ritrovati dopo la sua morte.

Aveva terminato gli studi liceali nel 1942, ed è in questo periodo che Ulivi maturò le proprie convinzioni antifasciste. Dopo l’8 settembre 1943 aderì attivamente alla Resistenza svolgendo funzioni di collegamento tra i CLN di Parma e di Carrara e tra i partigiani con gli ufficiali inglesi oltre alla diffusione della stampa clandestina.

L’11 marzo 1944 fu arrestato a Parma una prima volta ma fuggito in modo rocambolesco, continuò la sua attività per il CLN di Modena. Qui venne nuovamente arrestato, ma riuscì nuovamente ad evadere.

Il 30 ottobre 1944 fu catturato per la terza volta a Modena. Arrestato e tradotto in carcere fu interrogato e torturato ma non rivelò nulla. Inizialmente amnistiato, fu infine fucilato, per rappresaglia all’occupazione di Soliera da parte dei partigiani, sulla Piazza del Duomo di Modena il 10 novembre 1944.

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[BO] La sede di Casapound in via Malvolta ha chiuso

Con un’indubbia soddisfazione e altrettanta certezza possiamo dare oggi questa notizia: la sede di Casapound in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri, non c’è più: ha chiuso definitivamente. A noi, che abbiamo partecipato alle varie iniziative di protesta contro la presenza dei fascisti in quartiere, questo sembra un buon risultato, che dimostra come l’azione diretta e plurale, di massa, individuale o in piccoli gruppi, abbia avuto successo: presidi, volantinaggi, passeggiate in quartiere, giornate di socialità e dibattito al parco della Lunetta Gamberini, due cortei partecipati, azioni di contestazione, tutto ciò ha contribuito alla chiusura della sede fascista.

Quando, ormai tre anni fa, Casapound aprì in via Malvolta, gli antifascisti reagirono con determinazione e creatività e i residenti del quartiere da subito espressero chiaramente il proprio rigetto nei confronti della presenza dei fascisti del terzo millennio. Da allora la campagna con la parola d’ordine “Chiudere Casapound”, che abbiamo fatto nostra e rilanciato, non si è mai fermata. Questo nonostante la palese copertura dei vertici di quartiere (presidente Ilaria Giorgetti), la protezione di prefettura e questura, il silenzio assordante della “sinistra” al governo della città, la persecuzione giudiziaria contro gli antifascisti. A questi ultimi va il nostro pensiero e la nostra solidarietà.

Oggi abbiamo ottenuto un risultato concreto: via Malvolta è finalmente libera. Questo ci dà ancora maggiore consapevolezza dell’importanza della nostra lotta, che sappiamo essere lunga e impegnativa. Rivendicare una cultura di resistenza e una pratica antifascista significa oggi essere al fianco di tutta quell’ampia fetta della società che reclama libertà, uguaglianza e giustizia sociale e allo stesso tempo non lasciare nessuno spazio al fascismo, squadrista o istituzionale che sia.

Ora e sempre Resistenza!

Spazziamo via fascismo, razzismo e sessismo!

Nodo Sociale Antifascista
Bologna Antifascista

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Perché gli italiani odiano così tanto i rom

Soltanto nell’ottobre 2012 è stato inaugurato a Berlino il Memoriale dedicato ai rom e ai sinti vittime dei lager nazisti. Tra 220mila e mezzo milione di rom e sinti finirono infatti la loro esistenza nei campi di concentramento. E ci sono voluti oltre sessant’anni perché in Europa ci fosse un qualche monumento che li ricordasse.

Ma ancora oggi il razzismo antizigano cova sotto la cenere del perbenismo xenofobo e delle politiche istituzionali. In gran parte d’Europa, ma soprattutto in Italia e in Emilia-Romagna i pregiudizi secolari contro gli «zingari» sono ancora diffusi. E per questo la destra leghista e neofascista cerca di specularci sopra. Vedi:

Perché gli italiani odiano così tanto i rom

Invisibilità ed esclusione del popolo rom

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Ancora squadrismi istituzionali

Un blitz razzista in piena regola alla periferia di Roma. Proprio come a Bologna. Pare che la «campagna elettorale» della Lega Nord sia quella di effettuare provocazioni xenofobe con cameramen al seguito.

Un gruppo di persone di Casa Pound e Lega Nord, capeggiati da Mario Borghezio, sono entrati nelle due aulette «prestate» al IV Centro territoriale permanente per l’età adulta (CTP) di Roma, nel quartiere periferico di Casalbertone, e hanno impedito a un gruppo di studenti immigrati di fare lezione. L’eurodeputato leghista – indagato dalla procura di Milano per razzismo e condannato per aver dato fuoco, insieme ad altri, ai letti di alcuni migranti a Torino – era accompagnato anche da un sedicente avvocato e da una telecamera, che ha ripreso l’aggressione della squadra nei confronti dei due docenti presenti e degli alunni, postando poi in rete le facce. Leggi tutto su «Il Manifesto».

Intanto a Bologna l’annunciata visita di Matteo Salvini nel campo sinti di via Erbosa alla fine non c’è stata, dopo che una decina di manifestanti lo ha contestato mentre nel parcheggio dell’Hippobingo improvvisava una conferenza stampa. Risalito in auto, ha cercato dapprima di investire alcuni contestatori – «Ho detto io all’autista di andare», ha dichiarato a caldo Salvini – e poi se n’è andato esibendo il solito vittimismo d’accatto di tutti gli squadristi.

Gli spot elettorali della Lega Nord mostrano tutta la miseria dell’intero sistema politico istituzionale che da troppi anni devasta la società e l’ambiente, con collusioni mafiose d’ogni risma e pratiche violente d’ogni tipo, noto per usare la Costituzione come rotolo di carta igienica e i decreti legge come armi improprie, dedito allo spaccio di ideologie allucinogene e deleterie, e complice della lunga scia di sangue dei morti e feriti sul lavoro.

Fermarli è necessario, utile, opportuno!

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Breviario dell’antifascista 4

E le banche e le società si scavano la fossa con le proprie mani, ma non lo sanno. I campi sono fecondi, e sulle strade circola l’umanità affamata. I granai sono pieni, e i bimbi dei poveri crescono rachitici e pieni di pustole. Le grandi società non sanno che la linea di demarcazione tra fame e furore è sottile come un capello. E il denaro che potrebbe andare in salari va in gas, in esplosivi, in fucili, in spie, in polizie e in liste nere. Sulle strade la gente formicola in cerca di pane e lavoro, e in seno ad essa serpeggia il furore, e fermenta.

John Steinbeck, 1939

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