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Fascisti per tutti i gusti

Lo hanno chiamato «Mediterraneo solidale», ma il convegno che si terrà a Roma il 26 settembre è invece un sodalizio nero di neofascisti, comunitaristi, hezbollah e integralisti vari.

Ci sarà, ad esempio, Alberto Palladino detto «Zippo», militante di CasaPound, combattente nero nel Donbass e squadrista noto per aver guidato quindici camerati con caschi e spranghe contro tre attivisti che stavano distribuendo volantini.

Ci sarà Franco Nerozzi, guida della Onlus Popoli, neofascista combattente fotografato in un addestramento militare in Birmania e implicato in un progetto di golpe alle Isole Comore.

Con la consueta svagatezza, «Repubblica» parla adesso della «strana coppia Hezbollah-CasaPound». Ma lungo tutto il Novecento l’integralismo islamista e lo jihadismo si sono alimentati solo e sempre delle «controculture» dell’estrema destra. Almeno sin dai tempi di Hitler che aveva allestito un corpo di SS musulmane reclutate dal Gran Muftì di Gerusalemme. E tra gli jihadisti e islamisti europei non è difficile trovare transfughi dell’estrema destra.

Oggi di neonazisti e neofascisti ce n’è davvero per tutti i gusti. Si va dai cattonazisti razzisti e omofobi di Forza Nuova impegnati contro l’immaginaria «invasione» e l’inesistente «teoria gender»… ai criptofascisti sguaiati e monotoni della Lega Nord e di Forza Italia… fino ai neopagani, confusionisti e «antimperialisti» di CasaPound…

Tutti costoro sognano il fuoco purificatore. Un sindaco non dà il permesso al raduno nazionale di CasaPound e i camerati minacciano «ti bruciamo il paese»… Un albergatore ospita dei profughi e subito i camerati di Forza Nuova minacciano «ti bruciamo l’albergo»… Non a caso l’associazione sportiva di CasaPound si chiama «La focosa»

A Bologna poi, con la triste stagione delle elezioni alle porte, se ne vedono ormai di tutti i grigiori. Per ora i candidati dell’ultradestra sono tre, e tutti squallidi: l’acida integralista Lucia Bergonzoni della Lega Nord, il provocatore di professione e collezionista di scontrini Galeazzo Bignami di Forza Italia, il tanghero xenofobo Manes Bernardini di una presunta lista civica aiutata dai tre camerati di Forza Nuova.

Certo, non avranno un gran successo elettorale, ma intanto si fingono addetti delle ferrovie per far campagna elettorale, mettono su qualche miserabile gazebo, fanno le loro ronde antidegrado qui e là, sperando di essere contestati e farsi un po’ di pubblicità sul «Resto del Carlino». Anzi, il ducetto imbelle della Lega Nord, Matteo Salvini, ha dichiarato che batterà periferie e mercati rionali di Bologna in cerca di contestazioni e vorrebbe anche parlare in Piazza Maggiore l’8 novembre.

Dall’altra parte, c’è invece un ceto dirigente sinistramente compatto: Comune, Procura e Questura che sono ormai una cosa sola, a cui non importa combattere clientelismo, mafie e corruzione perché, com’è noto, il pesce puzza dalla testa. È un ceto dirigente a cui importa solo di garantire privilegi e profitti, reprimendo con violenza ogni minimo episodio di protesta e di critica a una società sempre più diseguale.

È un’idea di democrazia autoritaria che ha già qualche tratto del fascismo e che forse lo precorre e lo prepara.

Ora e sempre resistenza!

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