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CasaPound tra squadrismo reale e vittimismo mediatico

Nulla di nuovo. Dopo i travestimenti culturali e le palline colorate nelle fontane, CasaPound torna ad essere quello che è sempre stato: un gruppo di picchiatori neofascisti in cerca di padrini politici, favorito e protetto dalle forze dell’ordine, coccolato dalla “stampa democratica”, accolto e sdoganato da amministrazioni destre e sinistre. La riverniciatura “culturale” è durata finché la destra al governo garantiva fondi, favori, spazi, affari. Ora restano solo le spranghe.

AGGRESSIONE FASCISTA A CASALBERTONE: CHIUDERE I COVI FASCISTI!

Un piccolo resoconto dei fatti: alle ore 14 un gruppo di una decina di fascisti si è presentato davanti ai magazzini popolari di Casalbertone armato di caschi e bastoni, aggredendo i due presenti. L’aggressione è stata fortunatamente contenuta dallo spirito antifascista del quartiere che dai balconi ha iniziato a lanciare vasi contro i fascisti.

I carabinieri, presenti sul luogo, si sono limitati ad osservare e lasciare andare via liberamente gli aggressori identificando invece i compagni aggrediti. Al solito, la polizia si dimostra il loro migliore
alleato.

A tal proposito CasaPound, e molti media, riportano la fantasiosa notizia di un’intimidazione ai danni della madre di un fascista; episodio di cui non si capiscono circostanze, testimoni, motivazioni. La risposta del quartiere e della Roma antifascista non si è fatta attendere, con un corteo spontaneo per le vie del quartiere. Anche qui, i fascisti non hanno perso tempo per aggredire, dopo essere cresciuti di numero in modo sospettosamente rapido. È da notare come durante l’aggressione sono state usate mazze, bastoni, accette e picconi, e che le loro aggressioni sono state attivamente supportate dalla polizia tramite il lancio di lacrimogeni contro gli antifascisti. Addirittura hanno usato un furgone in cui depositare le armi, con un “addetto” al rifornimento di oggetti contundenti. (il video [3] mostra bene quanto detto, e in quest’altro [4] si vede bene il massiccio uso di armi).

CasaPound continua a barcamenarsi tra una facciata “culturale” e impegnata nel sociale, e una pratica reale di aggressioni e intimidazioni. Guarda caso, una settimana esatta dopo la loro candidatura per le comunali romane, si rendono protagonisti di un’aggressione ad Ostia.

Il loro arrivo a Casalbertone, del resto, è stato immediatamente seguito da aggressioni nel quartiere [5] che i fascisti hanno tentato di nascondere dietro a un “circolo romanista”. Casalbertone del resto è stato chiarissimo: CasaPound se ne deve andare.

Links:
——
[1]
http://www.youreporter.it/video_casalbertone_scontri_nuovo_23_03_2012_la_preparazione
[2]
http://www.youreporter.it/video_guerriglia_casalbertone_23_03_12_CARICA
[3]
http://www.youreporter.it/video_guerriglia_casalbertone_23_03_12_CARICA
[4]
http://www.youreporter.it/video_guerriglia_casalbertone_32_03_12_2
[5]
http://www.daxresiste.org/wp-content/uploads/2012/01/dossier-aggressione_casalbertone.pdf

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Il tarlo euroasiatico. Comunitaristi, rosso-bruni, nazionalcomunisti, nazionalbolscevichi: tra vecchie e nuove maschere del neofascismo

Anche a Bologna il fascismo eurasiatico e rossobruno comincia a effettuare la sua propaganda copertamente razzista, organizzando una conferenza del negazionista Claudio Moffa o una carnevalata pro-Assad di “Stato e potenza”, con il beneplacito della Questura e anche il patrocinio del Comune di Bologna (concesso e poi ritirato il giorno prima dell’iniziativa). Ripubblichiamo da Osservatorio democratico una nota che ricorda di quale consistenza ideologia sia fatta la propaganda di questi gruppi neofascisti.

Il tarlo euroasiatico. Comunitaristi, rosso-bruni, nazionalcomunisti, nazionalbolscevichi: tra vecchie e nuove maschere del neofascismo

Da qualche tempo si tengono a Milano piccoli seminari e conferenze da parte di Eurasia, un coordinamento che edita anche l’omonima rivista di studi geostrategici, in realtà nient’altro che l’ultimo prodotto della vecchia corrente nazionalbolscevica italiana, animata da figure conosciutissime per i loro trascorsi neofascisti. Un nome in primis: Claudio Mutti (direttore della stessa rivista), ex Giovane Europa, sodale dell’ex Waffen-SS Jean Thiriart, poi fondatore delle Edizioni all’insegna del Veltro, autore, guarda caso, di un saggio, «Nazismo e Islam», apologetico della Divisione dei volontari musulmani nelle SS. Convertitosi all’Islam, assunse anni fa in onore dell’ex ufficiale delle SS, nonché criminale di guerra, Johann von Leers, riparato dopo la guerra in Egitto, il suo stesso nome di copertura in arabo, Omar Amin. Nel giugno scorso, presso il Centro Culturale San Fedele, Eurasia aveva prima promosso la conferenza «Bombardamenti umanitari? Gli obiettivi geostrategici dietro la guerra in Libia», poi, il 18 febbraio di quest’anno, presso la Sala consiliare di via Sansovino, il seminario «Il risveglio del Drago. Politiche e strategie della rinascita cinese», con la partecipazione dello stesso Mutti. Continued…

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[BO] gio 29 mar h.16: presidio contro i CIE e il razzismo di Stato


Ha destato poco rumore l’arresto a Bologna di cinque
poliziotti: quattro per rapina ai danni di migranti irregolari e uno per concussione sessuale ai danni di diverse donne migranti. Fa sempre meno meraviglia che la “legalità” diventi sempre più fantasiosa, discriminatoria e/o vendicativa se si tratta di punire chi protesta (1, 2, 3, 4) o chi è ai margini della società. E intanto nel CIE di Bologna, al riparo dei muri e delle gabbie, si aggravano le forme di ingiustizia, degrado e violenza istituzionale. Riceviamo e condividiamo:

ROMPIAMO IL SILENZIO SULLA VIOLENZA DELLA POLIZIA
PORTIAMO IN PIAZZA LA SOLIDARIETÀ AGLI IMMIGRATI

PRESIDIO IN PIAZZA DEL NETTUNO (BOLOGNA)
GIOVEDÌ 29 MARZO ORE 16.00
Continued…

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[Parma] sab 31 mar h.16: Ribellismo e antifascismo nella Parma del ’22

OLTRE I PONTI.
Ribellismo e antifascismo nella Parma del ’22.

Incontro con
Marco Rossi (ricercatore sociale)
Margherita Becchetti (Centro Studi Movimenti Parma)

Sabato 31 Marzo 2012 ore 16.00
in ricordo di Matteo Bagnaresi
c/o Sala Conferenze Assistenza Pubblica
Via Gorizia, 2 – Parma

Più dettagli su Parma antifascista.

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[BO] ven 23 mar h.18.30: presentazione del libro di Paul Polansky “La mia vita con gli zingari” alla Libreria delle Moline

Presso la Libreria delle Moline
Via delle Moline, 3/A
40126 Bologna

VENERDÌ 23 MARZO
ore 18.30

PAUL POLANSKY e PINA PICCOLO presentano il volume:

P. Polansky, “La mia vita con gli zingari. Origini e memorie degli zingari d’Europa”, Datanews 2012.

Una storia degli Zingari in Europa dalle prime antiche migrazioni ad oggi. Tradizioni, lingua, letteratura orale, integrazione in un libro che spazia dalla storia alle esperienze concrete di vita nei campi a fianco di un popolo mai accettato, anzi discriminato in ogni paese. Continued…

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[Roma] Spuntano due fascisti dei Nar per rapina a Unicredit

Due ex Nar tra i quattro rapinatori arrestati per il colpo all’Unicredit di piazza di Spagna. Rapine, spaccio di cocaina, prostituzione, racket del Litorale, i traffici con Mokbel. La vita criminale romana incrocia ormai sempre più spesso i neofascisti. Leggi tutto su Contropiano.

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Signoraggio FAQ

Quello del “signoraggio” è un tema su cui si fa molta disinformazione: le fonti di questa disinformazione sono gruppi fascisti o rossobruni (cioè fascisti camuffati da comunisti), teorici del complotto e moltissima gente in buona fede che si è convinta che queste teorie spieghino come le banche e il capitalismo ci schiavizzino. Su Carmilla on line si può leggere una disamina dettagliata delle fandonie sul “signoraggio” propagandate da neofascisti e rossobruni.

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Lo stragismo identitario

Pima i Breivik, i Casseri erano per i media solo dei “folli”. Ora qualche giornale parla di “lupi solitari”, ed è già una formula più esatta. Ma non sono affatto “solitari”: agiscono sullo sfondo organizzato di una cultura razzista, xenofoba, antisemita, ultranazionalista, che si richiama continuamente allo spirito di Crociata e ai miti medievaleggianti del cavaliere combattente. Sui siti neonazisti, da anni si teorizza che un individuo può essere molto più efficace da solo. E sempre più spesso, fra chi pratica la cultura omicida della destra identitaria, c’è chi passa dalle fandonie ai fatti. Con i media che minimizzano, depistano, spoliticizzano, per non fare i conti con il cuore di tenebra dell’Europa.

Firenze. Nel dicembre del 2011 due ambulanti senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, vengono uccisi nel mercato di Piazza Dalmazia da Gianluca Casseri: una strage a freddo di matrice razzista compiuta da un neofascista vicino a CasaPound. Qualcuno ripulisce la sua casa, per eliminare qualsiasi indizio. Pochi giorni dopo una nuova aggressione razzista. E il 4 febbraio a Firenze una manifestazione neofascista sventola bandiere azzurre con la scritta “Dalmazia”, che è il nome della piazza della strage.

Oslo. Nel luglio del 2011 Anders Breivik, fondamentalista cristiano anticomunista e xenofobo, compie due stragi nel centro città e nella vicina isola di Utoya in cui muoiono 77 persone. Breivik è stato dichiarato “schizofrenico e paranoide”. Politici della destra identitaria europea, come Borghezio, approvano le “idee” dello stragista norvegese. A Bologna, in zona universitaria, compare la scritta “W Breivik eroe anticoloniale”. Tutti “pazzi”?

Malmö. Tra il 2009 e il 2010 un killer xenofobo compie un omicidio e sette tentati omicidi con un fucile di precisione nella città svedese di Malmö. Il killer si ispira a un altro assassino razzista, Jan Ausonious, che tra il 1991 e il 1992 aveva fatto strage di immigrati a Stoccolma e Uppsala.

Germania. Tra il 2000 e il 2006 il gruppo neonazista NSU (Clandestinità Nazional Socialista) uccide nove negozianti di origine turca. Fra i fiancheggiatori del gruppo figura anche un ex funzionario del Partito Nazional Democratico (NPD), omologo e alleato di Forza Nuova. Ed emergono elementi di complicità tra servizi segreti tedeschi e organizzazioni  neonaziste.

Cerkizovski. Nell’agosto del 2006 un attentato esplosivo fa undici vittime in un mercato della periferia di Mosca, frequentato da nordcaucasici, cinesi e vietnamiti. L’attentato viene rivendicato da tre militanti del movimento xenofobo Unione Nazionale Russa.

Anversa. Nel maggio del 2006 lo skinhead diciottenne Hans van Themsche esce di casa armato di fucile e con indosso una veste nera con simboli razzisti: uccide una baby-sitter malese e la bimba di due anni che era con lei, ferendo una donna turca.

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Un altro Breivik


Si apprende che lo stragista di Tolosa è un integralista islamico francese di ventiquattro anni. Non si tratta però, come scrive “La Stampa”, di “due incubi opposti”, ma semmai simili e speculari. Non a caso, i neonazisti che hanno imbrattato nel 2010 via dell’Osservanza, vicinissima alla Sala dell’Angelo, potevano scrivere sia “Hitler tornerà”, sia “Go-go Al Qaeda” e “l’America è in bancarotta”.

Un commando neonazista si aggira per la Francia? Sulla strage antisemita di Tolosa, nella quale hanno perso la vita un professore di religione di 30 anni, le sue due figlie di 3 e 6 anni e una bambina di 10, è stata aperta un’inchiesta, ma media e istituzioni faticano a dire quale sia l’esatto movente politico. Diverse le persone ferite, due sono gravi, che potrebbero aggiungersi ai quattro morti. È il tragico bilancio dell’assalto a una scuola ebraica.

La polizia ha riferito che il killer aveva due armi: una delle due sarebbe la stessa utilizzata per i misteriosi agguati razzisti avvenuti nei giorni precedenti a Tolosa e a Montauban, che hanno provocato tre morti, tutti di origine maghrebina, e un ferito. Il killer avrebbe agito con un breve intervallo di tempo: tre o quattro giorni. Si tratterebbe quindi di un soggetto freddo e determinato che con meticolosa pazienza studia le reazioni e poi sferra i suoi attacchi. Ha cominciato con un solo target, per poi passare alla strage: un’intera scuola.

Quella del neonazismo è una cultura omicida, che in tutt’Europa pratica e promuove la violenza razzista, ed è sempre e univocamente banalizzata e spoliticizzata dai media di regime. Una volontà assassina di “purezza” che produce comportamenti vari, dai pestaggi agli omicidi e alle stragi. Anche a Bologna.

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Quel che resta di CasaPound

Ai camerati di CasaPound, quando non sono impegnati con le loro faide interne, sembra siano rimasti solo due comportamenti coattivi di base. Ora non mettono più palline colorate nelle fontane. Non incappucciano più i parchimetri né impiccano manichini. Non si appropriano più del Che, di Madre Teresa o di Rino Gaetano… Solo due cose: o aggrediscono persone a loro “sgradite”, come è successo a Lecce, per poi atteggiarsi a vittime di errori giudiziari e di improbabili “massacri mediatici”… Oppure tessono alleanze con il sottobosco politico del “Popolo delle Libertà” dando il loro appoggio a politicanti ladri e corrotti… CasaPound,  epifenomeno del berlusconismo?

In concorrenza con il turbofascismo di CasaPound, Forza Nuova ripropone invece la canonica militanza neonazista e xenofoba. A Riccione una trentina di militanti di Forza Nuova hanno manifestato contro il campo nomadi, sul confine tra Riccione e Misano. Violenti cori razzisti e i soliti saluti romani.

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